Seleziona una pagina

Scrittori di Ragusa: Migliori Autori e Poeti Ragusani

da | 23 Mar 2023

Gli scrittori sono sempre esistiti, e gli scrittori di Ragusa non fanno eccezione. Tuttavia, spesso le loro storie restano nascoste, e poco conosciute. Adesso, vogliamo parlare degli scrittori di Ragusa, una terra ricca di cultura e tradizione. Che ha dato i natali a tanti artisti e intellettuali.

Pertanto, attraverso questo articolo, cosa scopriremo? Scopriremo chi sono i maggiori autori ragusani. E quali sono le loro opere più note. Ancora, come hanno contribuito alla diffusione della letteratura, e della cultura, in Sicilia.

Oltretutto, gli scrittori di Ragusa sono particolarmente talentuosi. Sanno scrivere storie affascinanti e coinvolgenti. In più, i loro libri sono pieni di avventura e mistero. Amore e suspense, creando un insieme perfetto. Per chiunque sia alla ricerca di un buon romanzo da leggere.

Se siete alla ricerca di nuovi autori da seguire. Oppure semplicemente volete scoprire chi sono, gli scrittori di Ragusa più talentuosi. Allora questo articolo è quello che fa per voi. Quindi, auguriamo a tutti buona lettura!

a) Salvatore Quasimodo

Salvatore Quasimodo (1901-1968), è stato uno degli scrittori di Ragusa. Ed anche un eccellente poeta, esponente riconosciuto dell'”Ermetismo“. Del resto, a soli sei anni, iniziò la sua educazione, presso la scuola elementare di Gela. In seguito, Nel gennaio del 1909, la sua famiglia si trasferì a Messina. Qui suo padre fu chiamato a riorganizzare il traffico ferroviario dopo il terremoto e lo tsunami. Disastri che colpirono la città il 28 dicembre 1908.

In quel tempo, lo scrittore di Ragusa Quasimodo e la sua famiglia vissero in un vagone merci. Che era situato su una linea ferroviaria non più in uso. Tale periodo difficile rimase impresso nella sua mente. E venne celebrato nella poesia “Al Padre“, contenuta nella raccolta “La terra impareggiabile“. D’altra parte, questa raccolta fu scritta in occasione del 90° compleanno del padre di Quasimodo. E dei 50 anni dal terremoto.

Oltretutto, il poeta di Ragusa Quasimodo, si distinse anche come traduttore di opere dell’antichità classica. Per la precisione, di poesie greche e opere teatrali di Molière e William Shakespeare. Inoltre, nel 1959, fu insignito del Premio Nobel per la letteratura. In aggiunta a questo, la sua fase più produttiva come poeta si può far risalire ad “Acque e terre” (1930). Poi “Oboe sommerso” (1932) e “Ed è subito sera” (1930).

Concludendo, in queste raccolte il poeta evoca l’infanzia trascorsa in Sicilia, ed i cari lontani. Pertanto, le sue poesie riflettono la sensazione di essere sradicati dalla vita. Sconvolti dalla corruzione della civiltà “post-industriale” del Nord Italia. Ancora, nel 1940, pubblicò una celebre traduzione di poesie greche. La quale trasmette lo stesso sentimento di dolorosa separazione. Quasimodo è generalmente considerato uno dei più grandi poeti italiani del XX secolo.

b) Gesualdo Bufalino

Gesualdo Bufalino (1920-1996) è stato un altro degli scrittori di Ragusa. Ed anche poeta ed aforista. Infatti, già da piccolo, la letteratura e i libri lo affascinavano molto. Egli era un grande appassionato di lettura, e si definiva un “divoratore” di libri e di giornali. Sebbene non avesse la possibilità di acquistare quotidiani ogni giorno, cosa faceva? Si ingegnava per procurarsi sempre qualcosa di nuovo da leggere.

In seguito, dopo aver frequentato il liceo a Comiso e Ragusa, Bufalino tornò a Comiso, nel 1936. In quest’ultima città ebbe l’insegnante di lettere Paolo Nicosia, esperto in Dante. Che lo stimolò nella scrittura. Quindi, nel 1939 vinse il “Premio letterario di prosa latina“. Il quale fu indetto dall’Istituto nazionale di studi romani. E fu ricevuto a Palazzo Venezia dal Duce.

Oltretutto, il poeta ragusano Bufalino fu anche insegnante per gran parte della sua vita. Solamente a 61 anni, nel 1981, si fece conoscere dal grande pubblico. Con il romanzo “Diceria dell’untore“, incoraggiato da Leonardo Sciascia ed Elvira Sellerio. Di conseguenza, questo libro gli valse il prestigioso “Premio Campiello” lo stesso anno.

Concludendo, nel 1988 vinse il Premio Strega con il romanzo “Le menzogne della notte“. Gesualdo Bufalino era noto per il suo stile elegante, ricco e in alcuni casi arcaico. Inoltre era apprezzato per la sua vasta cultura, e la sua abilità linguistica. Di più, era amico di Leonardo Sciascia. Trascorse gran parte della sua vita a Comiso, vivendo in modo riservato e discreto.

c) Vincenzo Rabito

Incontriamo adesso Vincenzo Rabito (1899-1981), uno degli scrittori di Ragusa. Egli ha conseguito la sua licenza elementare solo all’età di trentacinque anni. Inoltre, è stato uno dei giovani soldati che hanno combattuto nella Grande Guerra. Poi, una volta finito il conflitto, ha tentato di sfuggire alla fame cercando lavoro in Africa. Seguendo i sogni colonialisti dell’Italia fascista.

In seguito, ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale. Terminata la guerra, ha continuato ad affrontare la fame e la confusione. Oltre a questo, solo negli anni ’60, è riuscito a vivere in condizioni relativamente agiate. Grazie ad un matrimonio combinato. Questo scrittore di Ragusa ha scritto un’opera unica di natura autobiografica. Tra la fine degli anni ’60 e la sua morte, nel 1981.

Comunque, il libro è rimasto sconosciuto per vent’anni. E solo dopo la morte dell’autore è stato riscoperto. Grazie all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Poi, nel 2007, l’opera è stata pubblicata in forma ridotta da Einaudi. Con il titolo di “Terra matta“, e curata da Luca Ricci ed Evelina Santangelo. Quindi, il libro ha ricevuto il Premio letterario “Racalmare Leonardo Sciascia“.

Oltre a questo, il libro ha ispirato un documentario. Cioè “Terramatta – Il Novecento italiano di Vincenzo Rabito analfabeta siciliano“. Successivamente, il documentario, è stato presentato al pubblico nel 2012. Diretto da Costanza Quatriglio, il progetto “Terramatta” ha poi dato origine alla costituzione dell’Archivio degli Iblei. Ed una stanza del “Museo di Storia Contemporanea di Comiso“, è dedicata a Vincenzo Rabito e alla sua “Terra matta“.

d) Giuseppe Leone

Giuseppe Leone (1936), è un fotografo ed uno degli scrittori di Ragusa. Egli, fin dall’infanzia, ha sviluppato una grande passione per la fotografia. Anche grazie alla presenza del padre, con cui assisteva alle cerimonie nuziali. Infatti il genitore era organista nella cattedrale di Ragusa.

In seguito, da adolescente, decise di intraprendere la carriera di fotografo. Pur essendo il padre contrario. Quindi, fu introdotto in uno studio fotografico. Quello di un professionista incontrato durante un matrimonio. Pertanto, questo scrittore di Ragusa iniziò a lavorare nel settore. E una delle sue fotografie più famose, qual’è? Quella che ritrae un treno a vapore, che attraversa un ponte sul torrente. Con lo sfondo di “Ragusa Ibla“.

Successivamente, aprì il suo studio fotografico a 21 anni. E si dedicò soprattutto ai servizi fotografici per matrimoni. Comunque, iniziò anche a lavorare ad un progetto personale. Cioè una documentazione del paesaggio siciliano.

Oltre a questo, le sue fotografie sono state accompagnate da testi di importanti scrittori. Ed anche intellettuali, siciliani. Ciò avvenne a partire dagli anni ’70. L’autore di Ragusa Leone è noto per aver raccontato cosa, attraverso le sue fotografie? I paesaggi e i costumi della Sicilia dagli anni ’50 ad oggi. Descritti con oltre 50 volumi, pubblicati con diversi editori. Come Sellerio, ERI, Electa e Bompiani. Per finire, ha esposto in numerose mostre, sia in Italia che all’estero.

e) Giovanni Spampinato

Giovanni Spampinato era un giornalista ed uno degli scrittori di Ragusa. Fu assassinato dalla mafia nel 1972. Era un corrispondente per “L’Ora di Palermo” e “L’Unità” a Ragusa, dove lavorava negli anni ’60 e ’70. Inoltre, era diventato famoso per la sua inchiesta approfondita sul neo-fascismo. Che documentava attività segrete in Sicilia.

Peraltro, la sua inchiesta rivelò legami “scottanti“. Quelli tra gruppi locali di estrema destra e la criminalità organizzata. Che controllava il traffico di droga e sigarette. Armi e opere d’arte. Oltretutto, i gruppi avevano contatti con esponenti di “alto livello”. Dirigenti del fascismo eversivo nazionale ed internazionale. Che promuovevano la strategia della tensione. Purtroppo, nel 1969, questa strategia causò la strage di Piazza Fontana a Milano.

Successivamente, il 27 ottobre 1972, lo scrittore di Ragusa Spampinato, fu ucciso da sei colpi di pistola. Sparati da Roberto Campria, figlio del presidente del tribunale di Ragusa. Giovanni Spampinato era l’unico giornalista, che aveva rivelato il coinvolgimento di Campria nell’inchiesta. E che una pista portava all’interno del Palazzo di Giustizia. Pertanto, l’inchiesta penale avrebbe dovuto essere affidata ai giudici di un’altra città. Tuttavia non fu trasferita, e Spampinato fu criticato ed emarginato.

Concludendo, nel settembre 2007, Giovanni Spampinato ricevette il “Premio Saint Vincent” per il giornalismo, alla memoria. Talea cerimonia fu presieduta dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

f) Pippo Gurrieri

Giuseppe Gurrieri (1955), noto anche come “Pippo“, è uno degli scrittori di Ragusa, ed ex ferroviere. Ha dedicato la sua vita all’attivismo anarchico. Ed alla diffusione delle idee libertarie, attraverso la stampa. Peraltro, è stato il direttore di due importanti pubblicazioni, “Sicilia libertaria” e “Clandestino“. Che hanno contribuito alla diffusione del pensiero anarchico in Italia ed all’estero.

Oltre a questo, è l’anima della casa editrice Sicilia Punto L. La quale ha pubblicato numerose opere riguardanti la storia e la cultura. Oltre alla politica, della Sicilia e del movimento anarchico. Fra le opere curate da Gurrieri, c’è l’autobiografia del padre, Angelo Gurrieri. Intitolata “Nulla di personale. Autobiografia di un comunista“, pubblicata nel 2002.

La vita dello scrittore di Ragusa Giuseppe Gurrieri, è stata caratterizzata dalla lotta per la giustizia sociale. Ed anche per la libertà. Ed ha subito anche numerose conseguenze per le sue idee, e la sua attività. Nonostante tutto, ha continuato a svolgere il suo lavoro di attivista e giornalista. Sempre con grande determinazione e passione, diventando una figura di riferimento per il movimento anarchico italiano.

g) Giovanni Battista Hodierna

Giovanni Battista Hodierna (1597-1660), è stato un religioso ed uno degli scrittori di Ragusa. Oltre che astronomo es architetto. Nacque da Vito Dierna, un calzolaio e muratore, e Serafina Rizo.

L’autore di Ragusa Giovanni Battista Hodierna ricevette una buona istruzione. Molto presto, dimostrò un forte interesse per l’astronomia. Poi, nel 1618, leggendo l’opera “Meteore” di Agostino Nifo, riuscì ad osservare tre comete. Tali comete sarebbero state visibili tra il 1618 e il 1619.

Successivamente, ricevette la sua formazione teologica a Ragusa e Siracusa. E nel 1622, l’autore di Ragusa Giovanni Battista Hodierna fu ordinato sacerdote. In seguito, trascorse un po’ di tempo a Roma. Qui, ebbe modo di entrare in contatto con membri dell’Accademia dei Lincei. Che era stata fondata nel 1603. Tra gli iscritti, ebbe modo di incontrare il siracusano Vincenzo Mirabella. Il quale lo introdusse alle nuove idee di Galileo Galilei.

Oltretutto, le ricerche di Hodierna nel campo dell’astronomia gli garantirono una grande fama. Per la precisione, le sue osservazioni astronomiche. E la sua abilità nell’elaborazione di effemeridi (tabelle), riguardanti i cosiddetti “pianeti medicei. Esse furono richieste da Ferdinando II de’ Medici. Che era il granduca di Toscana.

In più egli diede un rilevante contributo all’astronomia. Purtroppo, gran parte dei risultati ottenuti da Hodierna sono stati ignorati fino al XX secolo. Questo è stato probabilmente dovuto a diversi fattori. Uno dei quali, fu l’eccessiva modernità dei suoi studi. I quali erano talmente innovativi, da anticipare il loro tempo.

h) Vann’Antò

Giovanni Antonio Di Giacomo, (1891-1960), è stato uno degli scrittori di Ragusa. Conosciuto anche con lo pseudonimo di “Vann’Antò“, è stato un affermato poeta e traduttore ragusano. La sua produzione artistica si è sviluppata nel corso del XX secolo. Tuttavia, la sua fama è rimasta circoscritta principalmente in Italia. A dispetto del suo talento e la sua rilevanza, nel panorama letterario,

Lo scrittore di Ragusa Vann’Antò, è nato il 24 agosto 1891 a Ragusa. Da una famiglia di braccianti composta dal padre Salvatore Di Giacomo (1848). E dalla madre Carmela Rizza (1859).

Quindi, egli si è laureato a Catania nel 1914. Con una tesi sul “verso libero“, sotto la guida del relatore Paolo Savj-Lopez. Successivamente, ha svolto l’attività di professore di Letteratura delle tradizioni popolari. Questo, presso l’Università di Messina. Ed è diventato un famoso autore di testi in siciliano.

L’autore ragusano Vann’Antò, insieme ad Ignazio Buttitta, è stato il maggior esponente della poesia siciliana del XX secolo. Peraltro, il suo prestigio non si è limitato alle opere di sua creazione. Ma si è esteso anche alle sue traduzioni di scrittori. In particolare dei “decadentisti” francesi.

D’altra parte, il mondo poetico di Vann’Antò fu molto apprezzato da importanti critici. Come Concetto Marchesi, che riconobbe la sua straordinaria “sensibilità” come poeta dialettale. E Salvatore Quasimodo, che lo definì il poeta siciliano più importante. Visto nell’ambito del primo cinquantennio del secolo. O Giuseppe Ungaretti, che lodò le sue espressioni delicatamente sentite. Ancora, Luigi Russo. Il quale affermò quello che segue. Che Vann’Antò condensava il meglio delle esperienze letterarie contemporanee, in un mondo popolare e fiabesco.

Scrittori di Ragusa – Conclusione

Grazie a questo articolo, abbiamo avuto l’opportunità di parlare di alcuni dei migliori scrittori di Ragusa. In effetti, è stato interessante venire a conoscenza delle loro storie. E dei motivi che li hanno spinti a scrivere. Inoltre, ci è piaciuto scoprire i libri che hanno scritto. Ed i luoghi in cui si trovano. Questo articolo ci ha permesso di condividere la nostra passione per la lettura, con altri appassionati di questa attività.

Gli scrittori di Ragusa sono una delle più grandi, e prestigiose, tradizioni letterarie della Sicilia. Come è noto, la loro produzione è ricca e variegata. Oltretutto, è un contributo importante alla cultura italiana. In più, i loro libri sono letti ed apprezzati in tutto il mondo. E sono un esempio di come la scrittura può essere un mezzo per esprimere la bellezza. Oltre alla passione e all’intelligenza, della nostra cultura.

I libri degli autori ragusani sono acclamati in tutto il mondo. Per la loro bellezza e la profondità dei loro contenuti. Infatti, la maggior parte dei libri di questi romanzieri e poeti, sono ambientati nella città di Ragusa. Che è un meraviglioso luogo da visitare.

Antonella
Antonella

Blogger

Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

Cerchi Qualcosa?

Ti è Piaciuto Questo Articolo? Fammelo Sapere nei Commenti!

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sei uno scrittore?
Ti piacerebbe essere citato tra gli scrittori della tua regione?
Contattami cliccando qui

Pin It on Pinterest