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Scrittori Piemontesi: Autori di Libri Contemporanei del Piemonte

da | 3 Apr 2023

Gli scrittori piemontesi fanno parte di una delle regioni italiane con più diversità linguistiche. Sono infatti 7 le minoranze ancora oggi parlate sul territorio. Piemontese, occitano, franco-provenzale, lombardo, ligure, emiliano, walser. Di conseguenza, più che di letteratura piemontese ci sarebbe da parlare di 7 distinte letterature regionali.

Oltretutto, cosa non sempre possibile, purtroppo. Vi furono lunghi anni di disinteresse.A volte anche vera ostilità. Solo recentemente si sono promulgate leggi, a tutela di questo patrimonio. Patrimonio che è sempre stato ridimensionato in favore dell’italiano.

In aggiunta a questo, i primi documenti in piemontese giunti fino a noi sono del XII secolo. E sono a carattere esclusivamente religioso. Bisogna attendere Il XVII e XVIII secolo, per poter parlare di una lingua letteraria vera e propria. E si tratta di una letteratura che non ha mai avuto interruzioni. E che comprende poesia e teatro. Romanzo e opere scientifiche di vario genere.

Gli scrittori piemontesi sono innumerevoli, e molti hanno dato un profondo contributo a livello regionale. Ma anche nazionale, trattandosi di grandi personalità del loro campo. Infatti, in questa terra affascinante, circondata da una corona di monti e ricca di corsi d’acqua. Ed anche di aree protette, videro la luce dei veri colossi della letteratura, in ogni suo genere.

Andiamo quindi alla scoperta di questi grandi uomini.

Indice dei Contenuti

1 – Scrittori di Alessandria

Se dobbiamo citare uno degli scrittori piemontesi, o più scrittori, di Alessandria, basterebbe un solo nome. Umberto Eco. Uno scrittore che, da solo, ha dato gloria all’intera provincia. Uomo di grandissima cultura, fu infatti filosofo e traduttore. Accademico e bibliofilo. Romanziere, semiologo e medievista. Celebre per il suo romanzo “Il nome della rosa“, che ebbe un immenso successo internazionale. E dal quale vennero tratti un film e una serie televisiva.

Infatti, nelle sue opere egli narra storie reali, o leggende, e i suoi protagonisti possono essere tanto reali quanto d’invenzione. Fa largo uso dell’umorismo, che è tema centrale de “Il nome della rosa”.

Allo stesso modo, citiamo anche, tra gli autori piemontesi contemporanei, Roberto Cotroneo. Giornalista e fotografo. Scrittore e critico letterario italiano. Direttore per molti anni della sezione culturale de “L’Espresso“. Finalista al premio Campiello nel 1996 con “Presto con fuoco“. Tre anni più tardi vincitore del premio “Fenice-Europa” con il libro “L’età perfetta“. Inoltre, ricordiamo anche Mario Oreste Verdone, che fu saggista e accademico, nonché critico cinematografico.

a) Umberto Eco

Umberto Eco (1932-2016), è stato uno degli scrittori piemontesi di spicco, nel panorama intellettuale italiano. Figlio di Rita Bisio e Giulio, impiegato delle Ferrovie. Durante la sua giovinezza, è stato impegnato nella GIAC (allora ramo giovanile dell’Azione Cattolica). Nei primi anni cinquanta è stato chiamato tra i responsabili nazionali del movimento studentesco dell’AC (predecessore del MSAC attuale). Nel 1954 ha abbandonato il suo incarico in polemica con Luigi Gedda.

Inoltre, durante i suoi studi universitari alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino, ha smesso di credere in Dio. Ed ha lasciato definitivamente la Chiesa cattolica. In seguito, ha commentato ironicamente: “Si può dire che Tommaso d’Aquino mi abbia miracolosamente curato dalla fede. Era specializzato in semiotica ed estetica medievale. Linguistica e filosofia. Ha scritto numerosi saggi e romanzi di successo. Nel 1971 è stato tra i fondatori del primo corso di DAMS all’Università di Bologna. Negli anni Ottanta ha promosso l’attivazione del corso di laurea in Scienze della comunicazione.

Oltre a questo, nel 1988 ha fondato il Dipartimento della Comunicazione dell’Università di San Marino. Nel 2008 è diventato professore emerito, e presidente, della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell’Università di Bologna. Tra i suoi lavori più famosi, “Il nome della rosa. Vincitore del “Premio Strega” e tradotto in più di 40 lingue. Il libro è stato un bestseller internazionale. Vendette oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo. L’opera è stata anche trasposta in un film ed una serie televisiva.

Migliori Libri di Umberto Eco

b) Gianni Rivera

Gianni Rivera, battezzato come Giovanni Rivera, è un ex calciatore, politico italiano ed anche uno degli scrittori piemontesi. E’ nato a Valle San Bartolomeo, un quartiere di Alessandria. Qui i genitori si erano temporaneamente trasferiti, per evitare i bombardamenti sulla città. Ha un fratello minore di nome Mauro. E’ cresciuto nella via Pastrengo, ed ha iniziato a giocare a calcio all’Oratorio Don Bosco. Ha conseguito la licenza media ed ha frequentato le scuole tecniche, ma le ha abbandonate a 16 anni.

In seguito, è stato il padre a presentarlo al preparatore delle giovanili dell’Alessandria, Giuseppe Cornara, nel 1956. È stato un giocatore di centrocampo e ha vinto il Campionato Europeo con la Nazionale Italiana nel 1968. Ed è stato vice-campione del mondo nel 1970. Ha vinto il primo “Pallone d’oro” italiano nel 1969. Viene considerato uno dei migliori giocatori italiani di sempre.

Oltre a questo, ha giocato per la squadra dell’Alessandria e poi per il Milan, per 19 stagioni. Vincendo tre volte il campionato italiano, due volte l’europeo e una volta l’intercontinentale. Ha giocato per la nazionale italiana dal 1962 al 1974. Per un totale di 60 presenze e 14 reti. Lo scrittore piemontese Rivera è stato insignito di vari premi e riconoscimenti, per la sua carriera calcistica. Dal 1987 è attivo in politica, ricoprendo vari incarichi parlamentari e governativi.

Nella veste di autore piemontese ha scritto il libro “Un tocco in più” (con Oreste Del Buono).

Migliori Libri di Gianni Rivera

c) Mario Giordano

Mario Giordano, nato ad Alessandria il 19 giugno 1966, è un giornalista ed uno degli scrittori piemontesi. Conduttore ed autore televisivo. E personaggio televisivo italiano. Dal 7 maggio 2018 è il “Direttore delle Strategie e dello Sviluppo dell’informazione” per Mediaset. Consegue la laurea in Scienze politiche presso l’Università degli Studi di Torino. Ha iniziato la sua carriera come giornalista presso “Il nostro tempo”, un settimanale cattolico di Torino.

In seguito ha lavorato per “L’Informazione” ed “Il Giornale“. Ha fatto varie apparizioni come ospite al “Maurizio Costanzo Show”. Poi debutta in televisione in Rai nel 1997. La trasmissione è “Pinocchio“, di Gad Lerner, dove interpretava il Grillo Parlante. Da due anni, conduce regolarmente “Fuori dal coro” su Rete 4, inizialmente in prima serata. E poi dalla stagione estiva del 2019, in prima serata.

Comunque, la sua presentazione del programma è sempre molto caratterizzata. Giordano imposta uno stile esageratamente teatrale e comico. Il quale dà un tocco di polemica, agli argomenti di politica trattati nello spettacolo televisivo. Dal 2018, cura una rubrica di chiusura chiamata “Il grillo parlante” su Panorama. Merita di stare a pieno titolo nell’elenco dei migliori scrittori piemontesi. Perché? Perché ha firmato numerosi saggi a carattere politico. Tra gli ultimi, citiamo “Avvoltoi” (2018) e “L’Italia non è più italiana” (2019). E “Sciacalli. Virus, salute e soldi.” (2020).

Migliori Libri di Mario Giordano

d) Roberto Cotroneo

Roberto Francesco Cotroneo, (1961), è nell’elenco degli scrittori piemontesi. Ed anche fotografo ed editore. Tra gli anni 1985 e 2003, ha lavorato per “L’Espresso“. E per quasi un decennio ha diretto le pagine culturali, firmando una rubrica di critica letteraria chiamata “All’Indice“.

In seguito, dal 1989, è stato inviato del settimanale sopracitato. E poi editorialista per “Panorama” e “L’Unità“. E “Il Sole 24 Ore“. Dal febbraio 1988 fino alla fine del 1989, ha scritto per la pagina domenicale di “Il Sole 24 Ore“. Firmava le sue recensioni con lo pseudonimo di “Mamurio Lancillotto“. Era questi il vicario criminale del ‘600 che processò la Monaca di Monza. È stato anche conduttore della Mezzanotte di Radio Due. Nel 2010 ha condotto il programma de LA7 “La 25ª Ora“.

In aggiunta a quanto sopra, scrive ora per il “Corriere della Sera“. Ed anche per il “Corriere del Ticino“. È l’editor della narrativa italiana della casa editrice Neri Pozza. Da molti anni insegna alla LUISS Guido Carli. Negli ultimi anni, questo autore piemontese ha affiancato la scrittura narrativa con un lavoro di ricerca. Lavoro effettuato attraverso l’immagine fotografica. Nel 2017, si è tenuta, a Roma, la sua mostra fotografica. Dal titolo “Genius Loci. Nel teatro dell’arte“. E nel 2020 le sue fotografie sono state esposte in una grande mostra a Palazzo Reale a Milano.

Ricapitolando, Cotroneo ha scritto molto. Romanzi, poesie e saggi. Tra le sue ultime opere, citiamo “Loro” (2021) e “Chet” (2022). E “Otranto” (nuova edizione 2022).

Migliori Libri di Roberto Cotroneo

e) Giancarlo Caselli

Giancarlo Caselli (1939), è un ex magistrato ed uno degli scrittori piemontesi di saggi. Ha conseguito la maturità classica. Poi ha ottenuto la laurea in Giurisprudenza. Con la tesi dal titolo “Concubina pro uxore-Osservazioni in merito al c. 17 del primo Concilio di Toledo“. Tesi pubblicata dalla Rivista di Storia del Diritto Italiano. E che presentò all’Università degli Studi di Torino. Qui ha iniziato a lavorare come assistente universitario, per la cattedra di storia del diritto italiano.

Poi, nel 1967 ha vinto un concorso in magistratura. Viene assegnato al Tribunale di Torino, dove nei primi anni ’70 è stato giudice istruttore penale. Tra gli anni ’70 e ’80 ha l’incarico di giudice istruttore. Si occupa di casi riguardanti il terrorismo. In particolare delle organizzazioni Brigate Rosse (BR) e Prima Linea (PL). Nel 1974, gli furono affidate diverse indagini. Su alcuni sequestri di persona commessi dalle BR. Tra cui quello del giudice Mario Sossi. Gli fu assegnata una scorta di protezione.

Pertanto, il lavoro di questo autore piemontese, culminò con il processo al cosiddetto “nucleo storico” delle BR. Il quale si concluse nel 1978, con pene comprese tra i 10 e i 15 anni di reclusione. Per portare a termine le indagini, ha stabilito una stretta collaborazione con due organismi. Il Nucleo Speciale Antiterrorismo, diretto dal generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. E l’Ispettorato antiterrorismo del questore Emilio Santillo. Condusse anche numerose inchieste di mafia, che portarono all’arresto di parecchi boss. Come Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca. Ricoprì poi altri incarichi di varia natura.

Migliori Libri di Giancarlo Caselli

f) Mario Verdone

Un altro degli scrittori piemontesi era Carlo Oreste Verdone. Autore di saggi, e critico cinematografico. Il padre Oreste era un chimico di Pozzuoli. Morì durante la prima guerra mondiale sul monte San Gabriele. L’autore piemontese Verdone crebbe a Siena, città natale della madre. Precisamente nella “Contrada della Selva“, a cui era profondamente legato.

Nonostante le difficoltà economiche familiari, il romanziere piemontese Verdone riuscì a terminare gli studi liceali. Ed a laurearsi prima in giurisprudenza con Norberto Bobbio. Discutendo una tesi in filosofia del diritto nel 1939-40. Poi in scienze politiche con Andrea Rapisardi Mirabelli, elaborando una tesi in Storia delle dottrine politiche nel 1941-42.

Oltre a questo, era coniugato con Rossana Schiavina, dalla quale ebbe tre figli. Carlo (che anche lui è un attore e regista), Luca e Silvia. Gli ultimi due sono anche loro erano registi e produttori cinematografici. Suo figlio Carlo gli ha tributato un omaggio attraverso la pellicola dal titolo “Io, loro e Lara“, dedicata a lui. Della sua vasta produzione di saggistica, ricordiamo alcuni titoli. “Fuoco di miele” (1989) e “Federico Fellini” (1995). “Le maschere romane” (1997( e “Drammaturgia e arte totale” (2005). E “A Cantalupo in Sabina” (2009).

Migliori Libri di Mario Verdone

g) Pino Cacucci

Pino Cacucci è uno fra gli scrittori piemontesi (1955), ed è anche traduttore e sceneggiatore. Sin da giovane ha vissuto a Chiavari. Nel 1975 si è trasferito a Bologna per frequentare il DAMS. All’inizio degli anni 80, ha trascorso lunghi periodi di tempo a Parigi e Barcellona. In seguito ha viaggiato molto in America Latina e soprattutto in Messico. Qui ha risieduto per lungo tempo. Finora ha scritto e pubblicato numerosi libri di narrativa e saggistica.

Oltre a questo, il suo lavoro mette in evidenza personaggi storici che non hanno vinto. Anzi, sono stati dimenticati dalla Storia ufficiale. Come evidenziato dallo stesso autore nell’opera “In ogni caso nessun rimorso“, la storia viene scritta sempre dai vincitori. Ed i suoi protagonisti perdono, come conseguenza delle loro azioni, tutto. Battaglie e lavoro. Amici e ideali. La loro stessa vita, tranne la dignità. Aggiungendo però una cosa. La sfortuna di vivere in un’epoca particolare. In cui la dignità stessa era l’ultima delle qualità necessarie per passare alla Storia.

Come è noto, la sua attività di traduttore è altrettanto intensa. A partire dal 1988, questo autore piemontese ha vinto numerosi premi. Dei quali ci limiteremo a citare gli ultimi. Il “Premio Chiara” con “Nessuno può portarti un fiore” e il “Premio Fedrigoni” con la “Traduzione letteraria di Urbino” (2012. Il “Premio Minerva Letteratura di Impegno Civile”. Sempre con “Nessuno può portarti un fiore“. Nel 2022 il “Premio Alessandro Manzoni” per “L’elbano errante” (romanzo storico).

Migliori Libri di Pino Cacucci

Vediamo adesso Asti e la sua provincia.

2 – Scrittori di Asti

Sono molti gli scrittori piemontesi originari di Asti. Questa città fu Municipium romano con il nome di Hasta. Qui fiorì il talento letterario di Vittorio Alfieri, citandone uno dei più famosi. Vissuto nel Settecento, egli fu la linea d’unione tra Illuminismo e primi fermenti romantici. Grandi poeti come Foscolo e Leopardi guardarono a lui come a un modello ideale di letterato.

Prima di lui, nel Quattrocento, un altro autore piemontese di Asti, Antonio Astesano, divenne uno dei maggiori esponenti dell’Umanesimo piemontese.

Avvicinandosi a tempi più recenti, abbiamo poi Domenico Quirico, giornalista, che fu anche inviato di guerra. Scrisse diversi libri su queste esperienze, tra gli ultimi “Addio Kabul“, del 2021. E anche Mario Renosio, studioso di storia partigiana. C’è poi una figura amata da più generazioni di italiani, ed è Giorgio Faletti. Iniziò nel mondo della televisione, durante gli anni Ottanta del XIX secolo. Diede lì prova di un grande talento comico.

Di conseguenza, suscitò una certa dose di meraviglia, il suo ingresso nel mondo degli scrittori piemontesi contemporanei. Si rivelò da subito un grande talento. Dopo un inizio che ricordava i suoi spettacoli “leggeri“, cosa successe? Faletti sorprese tutti con il thriller “Io uccido“, che ebbe un enorme successo.

a) Giorgio Faletti

Giorgio Faletti (1950-2014), era uno degli scrittori piemontesi (1950-2014). Ma è stato anche cantautore ed attore. Cabarettista e comico. Ha trascorso la sua infanzia nel Borgo Torretta, in un appartamento modesto in Corso Torino 133, ad Asti. Suo padre era un commerciante ambulante. Vendeva bottoni e forcine per capelli in piazza Vittorio Alfieri, nel centro di Asti . Sua madre era una sarta. Il nonno di Faletti era un antiquario. Raccoglieva oggetti antichi, opere d’arte, mobili e libri nel suo magazzino.

Ad ogni modo, Faletti, molto riservato, era sposato con l’architetto Roberta Bellesini. Conseguita la laurea in giurisprudenza, decide di intraprendere la carriera nel mondo dello spettacolo. Si trasferisce a Milano e frequenta i corsi della scuola teatrale milanese “Quelli di Grock”, fondata da Maurizio Nichetti. Ha iniziato la sua carriera come cabarettista nel locale milanese Derby negli anni ’70.

In seguito, nel quarto trimestre del 2010 è stato rilasciato “Appunti di un venditore di donne“. Primo libro dell’autore piemontese. Durante il “Festivaletteratura” di Mantova del 2011, l’autore ha annunciato la pubblicazione del suo sesto romanzo. Cioè “Tre atti e due tempi“. Colpito da un tumore ai polmoni, nella primavera del 2014 si sottopose a una serie di trattamenti a Los Angeles. Successivamente, fu trasferito all’ospedale Molinette di Torino dove purtroppo, morì il 4 luglio 2014 all’età di 63 anni. Tra i suoi romanzi più famosi, “Io uccido” (2002) e “Niente di vero tranne gli occhi” (2004). Poi “Fuori da un evidente destino” (2006) e “Io sono Dio” (2009).

Migliori Libri di Giorgio Faletti

b) Paolo Brosio

Paolo Brosio (1956), è un altro, fra gli scrittori piemontesi. Ed anche un giornalista e conduttore televisivo. E’ nato ad Asti da Domenico Ettore Brosio e Anna Marcacci. Ha iniziato la sua carriera nel giornalismo nel 1975 all’età di 19 anni. Lavorando come collaboratore e pubblicista al quotidiano “La Nazione” di Firenze, per otto anni. Alla giovane età di 22 anni ha diretto l’ufficio stampa del Pisa calcio, organizzando un’edizione della Mitropa Cup. Nel 1985 si è laureato in Giurisprudenza con 110 e lode all’Università di Pisa. Con una tesi di filosofia del diritto su Max Weber.

In seguito, l’autore piemontese si sposa con Serenella Corigliano, dalla quale ha ottenuto l’annullamento. Nel 2004 ha sposato la modella cubana Gretel Coello, dalla quale si è poi separato nel 2008. Attraversa un periodo di difficoltà a seguito di alcuni eventi negativi. Tra cui il secondo divorzio e la morte del padre Ettore. Ed un attentato incendiario alla discoteca Twiga. Locale aperto insieme a Flavio Briatore, Marcello Lippi e Daniela Santanché.

Di conseguenza, Brosio ha riscoperto la fede diventando cattolico e compiendo numerosi pellegrinaggi a Medjugorje. Come racconta nel suo libro del 2009 “A un passo dal baratro. Perché Medjugorje ha cambiato la mia vita“. Libro in cui parla della sua esperienza di riscoperta della fede. Tra le sue ultime opere citiamo “Raggi di luce” (2014) e “I misteri di Maria” (2015). E “Il Papa e Medjugorje” (2017).

Migliori Libri di Paolo Brosio

d) Vittorio Alfieri

Vittorio Amedeo Alfieri è stato uno dei più importanti scrittori piemontesi, e poeta. Ed anche drammaturgo ed autore teatrale, nato ad Asti nel 1749. Ha avuto un’attività letteraria breve ma intensa. Ed il suo carattere tormentato lo ha reso un precursore delle inquietudini romantiche. Era di nobili origini e parlava sia il francese che il piemontese oltre all’italiano. Tuttavia, ha lavorato per eliminare gli influssi delle altre lingue dal suo italiano. Facendolo attraverso la lettura dei classici e viaggi letterari a Firenze.

Per cui, dopo una giovinezza inquieta e errabonda, si dedicò allo studio di autori classici. Come Plutarco e Dante. Petrarca e Machiavelli. E degli illuministi come Voltaire e Montesquieu. Da questi ultimi ha tratto una visione personale razionalista e classicista. Anti-tirannica ed a favore della libertà individuale. Era entusiasta della Rivoluzione francese. Ma presto, a causa del suo degenerare, diventò fortemente contrario alla Francia.

In conclusione, tornato in Italia continuò a scrivere contro il regime di Napoleone. Morì a Firenze nel 1803, diventando un simbolo per gli intellettuali del Risorgimento. Ad iniziare da Ugo Foscolo. Ebbe una produzione letteraria molto prolifica. Tra le sue ventidue tragedie ricordiamo quelle cosiddette “della libertà“. Cioè “La congiura de’ Pazzi” (1788) e “Virginia” (1789). E “Timoleone” (1783, rielaborata nel 1789). Merita una menzione anche la sua prosa politica. Cioè “Della tirannide” e “Del principe e delle lettere“. Scritte tra il 1777 ed il 1790.

Migliori Libri di Vittorio Alfieri

e) Massimo Cotto

Massimo Cotto (1962) è uno degli scrittori piemontesi, ed inoltre disk-jockey e giornalista. Figlio unico di un impiegato ed una casalinga. La sua vita è stata segnata da un momento cruciale all’età di 16 anni. Era in macchina con amici e si innamorò della musica di Bruce Springsteen. In particolare della canzone “Thunder Road“.

Da quel momento, decise di abbandonare la sua carriera promettente nel basket ed iniziò a lavorare in radio. Con il tempo, ha ampliato i suoi orizzonti professionali, lavorando in televisione e giornali. Libri e direzione artistica. Ed anche in politica. Nel 2012 fu nominato assessore alla “Cultura, al Palio e alle Pari Opportunità“, nella Giunta di Fabrizio Brignolo ad Asti.

Inoltre, è sposato con l’attrice Chiara Buratti e ha un figlio di nome Francesco Danilo. Nel 2014 ha accettato l’invito di Roberto Vecchioni, di diventare il suo personal manager e addetto stampa. È un tifoso del Torino e conduce il programma “Rock and Talk” su “Virgin Radio“. Lavorando con Maurizio Faullisi e Antonello Piroso. E scrive per Il Messaggero. L’autore piemontese Massimo Cotto ha scritto tantissimo. Biografie e libri-intervista. Enciclopedie e dizionari musicali. Non mancano i romanzi. Tuttavia, l’argomento principale delle sue opere rimane sempre la musica.

Migliori Libri di Massimo Cotto

f) Bruno Gambarotta

Bruno Gambarotta è uno dei famosi scrittori piemontesi originario di Asti. E’ nato il 26 maggio del 1937. Si tratta di un personaggio versatile nell’ambito dello spettacolo e della cultura. Egli è uno scrittore e giornalista. Presentatore televisivo e anche attore. Inoltre, è autore e regista di programmi televisivi e radiofonici.

Oltre alla scrittura, uno dei suoi maggiori interessi è la gastronomia. Argomento di cui si è occupato anche nei suoi scritti. Egli ama definirsi un “scrittore artigiano“. Ciò gli è stato ispirato da un errore di un tipografo del giornale “La Stampa“. Il quale, involontariamente, ha deformato l’originale “scrittore astigiano” durante una sua intervista.

L’autore piemontese Gambarotta ha scritto numerosi romanzi di genere ironico-giallo-parodistico. Che hanno avuto un grande successo sia di vendite che di critica. Tra questi, “La nipote scomoda“, scritto insieme a Massimo Felisatti. Pubblicato nel 1977 e vincitore del premio “Gran Giallo – città di Cattolica“. E “Torino, lungodora Napoli“, pubblicato dalla Garzanti nel 1995. Sotto la stessa casa editrice è stato pubblicato il pamphlet “Tutte le scuse sono buone per morire“. Nel 2006, per la casa editrice Morganti ha iniziato una collana di romanzi. Cioè le “Grandi Parodie“, con “Il Codice Gianduiotto“. Si tratta di un “divertissement” colto e divertente. Prende in giro il best-seller “Il Codice da Vinci” di Dan Brown. Da diversi anni cura le edizioni del calendario piemontese “La Memòria dël Temp“.

Migliori Libri di Bruno Gambarotta

Adesso salutiamo Asti per la prossima provincia.

3 – Scrittori di Biella

Biella, altra patria di scrittori piemontesi. Fu abitata fino dai tempi preistorici. Quando si ebbero le prime notizie di una città vera e propria? Solo a partire dal VII secolo dopo Cristo. Si tratta di un documento. In cui si attesta la vendita dell’allora “Bugella“. Da parte dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Ludovico il Pio, ad un nobile, il conte Bosone.

Nel corso dei secoli, la letteratura della zona ebbe un buon numero di esponenti. Anche se purtroppo di molti si sono perse le tracce. Nel Medioevo si produssero testi a carattere prevalentemente religioso e giuridico, questi ultimi furono principalmente atti notarili e amministrativi.

A partire dal XVI e XVII secolo si ebbe la nascita di una letteratura vera e propria. Nel Settecento arrivò anche a Biella la ventata illuminista, che poté contare su molti poeti piemontesi, originari della città.

Vi fu un Ottocento Romantico prima e Verista poi. Nel XIX secolo qui vi fu un gran fiorire di scuole, biblioteche e università. Troviamo infatti sedi distaccate dell’Università del Piemonte Orientale, dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino.

a) Ernesto Schiaparelli

Ernesto Schiaparelli (1865-1928), é stato un colto tra gli scrittori piemontesi, ed egittologo. Il padre era un insegnante di storia antica presso l’Università di Torino. Dopo aver conseguito una laurea in lettere, ha perfezionato i suoi studi con l’egittologo Gaston Maspero. Frequentando la École pratique des hautes études della Sorbona di Parigi.

In seguito, egli ha ricoperto il ruolo di direttore della Sezione Egizia del Museo archeologico nazionale di Firenze. Questo dall’anno 1881 al 1893. Successivamente, dal 1894 fino alla sua morte, ha diretto il Museo egizio di Torino. Nel 1902 ha iniziato l’attività come libero docente. Nel 1903 ha inaugurato l’attività della missione archeologica italiana in Egitto.

Pertanto, condusse una quindicina di campagne di scavi di successo, tra cui la scoperta della splendida tomba di Nefertari. La quale era la grande sposa reale di Ramesse II. E una delle regine più influenti dell’Antico Egitto. La sua tomba è considerata tra le più belle della Valle delle Regine. Ed anche la scoperta della famosa tomba dell’architetto reale Kha. Nel 1907 è diventato Soprintendente alle Antichità del Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria. E dal 1910 al 1927 è stato professore di egittologia presso l’Università di Torino.

Migliori Libri di Ernesto Schiaparelli

b) Riccardo Gualino

Riccardo Gualino era un poeta, ed uno degli scrittori piemontese. Nato a Biella il 25 marzo 1879. Suo padre Giuseppe gestiva una piccola attività di gioielleria. La quale avrebbe avuto un certo successo nei primi decenni del 1900. La madre si chiamava Rina Colombino. Inoltre egli era l’ ottavo di dieci fratelli.

Comunque, la famiglia non era particolarmente agiata. Aveva però mezzi economici sufficienti. Sufficienti per permettere allo scrittore piemontese Gualino di completare gli studi ginnasiali, senza problemi. Durante questo periodo, mostrò una certa inclinazione verso la letteratura. Che si tradusse in una “fede carducciana“, come egli stesso la definì. Fede espressa nel volumetto di poesie “Domus animae” (Bologna 1901).

Dopodiché iniziò la sua carriera come un industriale di successo, Sia a livello nazionale che internazionale. In seguito si distinse anche come un appassionato collezionista d’arte. Ed un grande mecenate nel campo teatrale e musicale. Alla fine, divenne uno dei primi produttori cinematografici italiani.

4 – Scrittori di Cuneo

Cosa dire degli scrittori piemontesi di Cuneo? Che nacquero in una città che prese il nome dalla sua forma, a cuneo appunto. E poi si tratta di una delle poche città del nord Italia a non avere un’origine romana.

Ogni anno si ha una importante manifestazione, che riunisce molti scrittori piemontesi attuali. Si tratta di “Scrittorincittà“, che prevede incontri, letture e laboratori per tutte le età. Chi lo desidera potrà confrontarsi con scrittori e giornalisti.

Esiste anche un appuntamento itinerante, che ogni anno fa tappa a Cuneo. Cioè, “Incipit Offresi. Nella sostanza stiamo parlando del primo talent letterario per scrittori piemontesi in erba. Nato dalla collaborazione tra Fondazione ECM – Biblioteca Archimede di Settimo Torinese, e la regione Piemonte.

Cuneo e i suoi autori del Piemonte, sono la manifestazione del fermento culturale della città. Fermento antico di molti secoli ma sempre attuale. E’ nelle sue vicinanze che nacque il famoso scrittore piemontese Cesare Pavese. Grande romanziere, poeta e narratore, oltre che traduttore e critico.

a) Cesare Pavese

Cesare Pavese (1908-1950) è stato uno famoso, tra gli scrittori piemontesi. E poi poeta e traduttore. Ed anche critico letterario italiano. Era nato in un piccolo villaggio chiamato Santo Stefano Belbo. Che è situato nella regione delle Langhe, nella provincia di Cuneo. In un cascinale chiamato San Sebastiano, dove la sua famiglia trascorreva le estati.

Quindi, suo padre, Eugenio Pavese, era originario di Santo Stefano Belbo. Lavorava come cancelliere presso il Palazzo di Giustizia di Torino. Qui la famiglia risiedeva in un appartamento in via XX Settembre. La madre, Fiorentina Consolina Mesturini, proveniva da una famiglia benestante di commercianti. Pavese aveva una sorella maggiore di nome Maria, nata nel 1902.

Oltre a questo, la sua produzione letteraria è stata vasta e variegata. Spaziando dalla poesia alla prosa. Dalla traduzione alla critica letteraria. La sua opera è considerata una delle più importanti e significative della letteratura italiana del XX secolo. Ed ha lasciato un’eredità duratura nella cultura italiana. L’autore piemontese Cesare Pavese è stato una figura di rilievo, nella scena letteraria italiana della sua epoca.

Di conseguenza, la sua opera continua ad essere apprezzata e studiata ancora oggi. Il suo ruolo di recensore ha aiutato a generare un mito. Intorno alla metà degli anni ’30, aiutò ad emergere una sorta di “mito americano“. Svolgendo attività editoriale, Pavese ha proposto alla cultura italiana testi su argomenti diversi e fino ad allora poco esplorati. Come l’idealismo e il marxismo. Ed anche quelli religiosi, etnologici e psicologici.

Migliori Libri di Cesare Pavese

a) Piergiorgio Odifreddi

Piergiorgio Odifreddi (1950) è un esperto di matematica, logica ed uno degli scrittori piemontesi di saggi. Poi tratta di divulgazione scientifica e storia della scienza. E molto altro ancora. Odifreddi è nato in una famiglia di professionisti della geometria (suo padre e zii). Ha frequentato i primi quattro anni di scuola elementare presso le Suore Giuseppine. La quinta e i tre anni di scuola media presso il Seminario Vescovile di Cuneo.

In seguito, l’autore piemontese Piergiorgio Odifreddi ha lasciato il Seminario nel 1964. Ha frequentato l’Istituto Tecnico per Geometri a Cuneo. Studiato matematica presso l’Università di Torino. Qui si è laureato con lode in logica nel 1973. Si è poi specializzato nella stessa materia negli Stati Uniti. E nell’Unione Sovietica (Università di Novosibirsk) nel 1982 e 1983. Durante il suo soggiorno in Unione Sovietica, fu trattenuto per alcuni mesi. Come narrato nel libro La repubblica dei numeri.

Brevemente, l’agente sovietico Viktor Pronin era stato arrestato a Genova per spionaggio industriale. L’Unione Sovietica fermò Odifreddi (secondo lui stesso per rappresaglia) in Siberia insieme ad altri due italiani. Il giornalista Luigi Vismara de “Il Giorno” e l’uomo d’affari Michelangelo Mazzarelli, a Mosca. Odifreddi racconta di essere stato condannato a 14 anni di carcere per “attività anti sovietiche“. Vi fu un intervento diplomatico del Ministro degli affari esteri Giulio Andreotti e del Presidente Sandro Pertini. Quindi, dopo sei mesi, i tre italiani sono stati rilasciati in cambio della spia sovietica.

Migliori Libri di Piergiorgio Odifreddi

b) Giorgio Bocca

Giorgio Bocca (1920-2011) è stato uno nell’elenco degli scrittori piemontesi, ed un giornalista. Nato a Cuneo in una famiglia di insegnanti. Ha studiato giurisprudenza all’Università di Torino. Si è iscritto ai Gruppi universitari fascisti (GUF). Ha ricoperto anche un ruolo direttivo nell’organizzazione fascista. E si è distinto anche per i suoi risultati in competizioni sciistiche.

In seguito, allo scoppio della guerra, venne arruolato come allievo ufficiale nel Regio Esercito. Nel 1942 ha scritto un articolo in cui attribuiva la responsabilità della guerra alla “congiura ebraica“. Ed ha chiesto un’opposizione dell’ “Europa ariana“. Nel suo libro “Il provinciale” afferma di aver scritto una recensione dei “Protocolli dei savi anziani di Sion“. In cui denunciava l’imperialismo sionista, in un giornale cuneese del 1939.

Oltre a questo, durante il suo servizio militare, Giorgio Bocca creò legami d’amicizia. Cioè con Detto Dalmastro e Duccio Galimberti. Insieme, dopo l’armistizio, fondarono gruppi partigiani di Giustizia e Libertà. Dopo l’8 settembre 1943, Bocca si unì alla lotta partigiana. Operando come comandante della “Decima Divisione di Giustizia e Libertà” nella zona della Val Grana.

In seguito, è Commissario politico della Seconda Divisione di Giustizia e Libertà in Valle Maira. Si pensa che fosse proprio lui il “partigiano Giorgio“. Il quale firmò la condanna a morte del Tenente Adriano Adami (Pavan), della Divisione Alpina Monterosa. Fatto accaduto nei primi mesi del 1945. Bocca si avvalse della sua qualifica di capo dei tribunali del popolo per condannare Adami. E con lui altri quattro prigionieri dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana.

Migliori Libri di Giorgio Bocca

c) Beppe Fenoglio

Giuseppe Fenoglio, soprannominato Beppe (1922-1963), è stato un combattente partigiano ed uno fra gli scrittori piemontesi. E traduttore. Era il primo figlio di tre, da genitori con orientamento politico socialista. Suo padre, Amilcare, era un garzone di macellaio e seguace di Filippo Turati. Sua madre, Margherita Faccenda, era una donna forte di carattere. Dopo la nascita di Beppe, i genitori ebbero altri due figli. Walter, futuro dirigente degli stabilimenti FIAT di Ginevra e Parigi, e Marisa.

Nel complesso, le opere dell’autore piemontese Fenoglio sono caratterizzate da due argomenti principali. La vita rurale delle Langhe e il movimento di resistenza italiana. Entrambi fortemente ispirati dalle sue esperienze personali. Allo stesso modo, Fenoglio ha scritto in due differenti stili. La cronaca e l’epica. Nel 1943 venne arruolato. Ma l’Italia si arrese agli Alleati e la Germania nazista occupò gran parte del paese. Il suo reparto di addestramento si disperse.

Pertanto, Fenoglio dovette intraprendere un viaggio avventuroso per tornare a casa. A Roma passò alcuni mesi nascosto, prima di unirsi ai partigiani nel gennaio 1944. Dopo aver combattuto fino alla fine della guerra si dedicò alla traduzione. Di cosa? Di numerosi libri dall’inglese ed alla scrittura delle sue opere più famose. Nel mentre lavorava come impiegato in un’azienda vinicola ad Alba. Il suo romanzo più conosciuto e considerato da molti il suo migliore, è “Il partigiano Johnny“. Venne pubblicato postumo per la prima volta nel 1968. Morì a Torino, all’età di soli 40 anni, a causa di un tumore ai bronchi.

Migliori Libri di Beppe Fenoglio

d) Nuto Revelli

Nuto Revelli, nome completo Benvenuto Revelli (1919-2004). è stato molto noto, fra gli scrittori piemontesi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, egli servì come ufficiale degli Alpini. E partecipò alla seconda battaglia difensiva del Don. Egli si unì poi alla Resistenza Italiana (1943). Prima con una formazione autonoma, e successivamente entrando nella Banda Italia Libera delle formazioni “Giustizia e Libertà” del Cuneese.

Quindi, nel 1945 si unì in matrimonio con Anna Delfino. Due anni dopo, nacque il loro figlio Marco. Che sarebbe diventato uno storico e sociologo di fama. Dopo essersi congedato dall’esercito con il grado di maggiore, si dedicò al commercio di ferro. Ma utilizzò il suo tempo libero per cercare vecchi soldati e partigiani. Ed anche contadini, e raccogliere le loro testimonianze. Con queste esperienze, iniziò a scrivere. Descrivendo con uno stile semplice e realistico le sue avventure durante la Seconda Guerra Mondiale.

Inoltre, continuò ad impegnarsi in attività politiche, per sostenere i valori della Resistenza partigiana e della democrazia. I suoi due lavori più significativi sono basati su lunghe e dettagliate interviste biografiche. Interviste con uomini e donne delle zone montuose cuneesi. Che rappresentano un contributo importante e innovativo alla storia orale italiana. Con i libri “Il mondo dei vinti” e “L’anello forte“, Revelli ha dato voce. A chi? A coloro che hanno subito una sconfitta. E attraverso le loro storie, ha riportato alla luce un mondo dimenticato e ignorato. Egli morì a Cuneo nel febbraio del 2004.

Migliori Libri di Nuto Revelli

e) Carlo Baudi di Vesme

Carlo Baudi di Vesme (1809-1877) è stato uno degli scrittori piemontesi. Ed anche un politico e giurista. Eletto senatore nel 1850, è noto per aver pubblicato, nel 1854, il “Cortigiano di Baldesar Castiglione“. Quest’opera è considerata una delle più importanti della letteratura italiana del Rinascimento.

Inoltre, fece parte della Accademia delle Scienze di Torino dal 1837. E fu un membro attivo della “Regia Deputazione di Storia Patria“, dalla sua fondazione nel 1836. Ancora, negli “Historiae Patriae Monumenta“, ha pubblicato gli “Edicta regum Langobardorum” (1855) in latino. E, postumo, il “Codex diplomaticus ecclesiensis” (1877). Suo figlio, il conte Alessandro, è stato un noto storico dell’arte (1854-1923).

Migliori Libri di Carlo Baudi di Vesme

  • Edicta Regum Langobardorum (CLICCA QUI)
  • Considerazioni politiche ed economiche sulla Sardegna (CLICCA QUI)

5 – Scrittori di Novara

Uno degli scrittori piemontesi nato a Novara, può dire una cosa. Cioè di essere nato nella città sede dell’Istituto Geografico De Agostini. Delle 10 biblioteche, e dell’Università del Piemonte Orientale (insieme a Vercelli ed Alessandria). Non male, per una sola provincia.

La città ospita la “Settimana novarese della lettura“. Patrocinata anche della Biblioteca Civica Negroni, e del Centro Novarese di Studi Letterari. Questo evento analizza i libri sotto diverse angolature, attraverso i temi e i personaggi degli scrittori piemontesi del 900. Temi e personaggi vengono visti dal punto di vista della letteratura, ma anche dell’arte, del cinema e del teatro.

Abbiamo poi “Scrittori&giovani“, un festival letterario internazionale, nato nel 2006. Qui si ebbe il merito e l’intuizione di distribuire copie omaggio dei libri. Distribuirle nelle scuole coinvolte nel progetto, prima degli incontri. Questa è una manifestazione che può vantare la presenza di autori di primissima qualità. Come Luis Sepúlveda e David Grossman. Daniel Pennac e Adonis. Sebastiano Vassalli e Carlo Lucarelli.

Inoltre Novara può vantare uno scrittore candidato al Nobel per la letteratura 2015. Si tratta del grande Sebastiano Vassalli, che basa le sue opere su un’accurata ricerca storica, e passione per il territorio. Caratteristiche che gli hanno permesso di tramettere anche un grande sapere ai suoi lettori.

a) Alessandro Barbaglia

Alessandro Barbaglia, nato a Novara nel 1980, è un poeta ed uno degli scrittori piemontesi. Ed anche libraio. Nel 2017 ha pubblicato per Mondadori “La Locanda dell’Ultima Solitudine“, che è stato un finalista al “Premio Bancarella“. Nel 2018 ha pubblicato sempre per Mondadori “L’Atlante dell’Invisibile“, e nel 2020 “Nella balena“.

Oltretutto, Barbaglia è stato uno dei poeti e scrittori piemontesi più attivi, nel panorama letterario italiano degli ultimi anni. La sua è una produzione poetica di alto livello, e di grande attenzione, alla tradizione e alla cultura italiana. Ha partecipato a molte manifestazioni letterarie e ha collaborato con varie riviste e giornali.

Infine, Barbaglia è anche un libraio. Cioè esercita una professione, che gli permette di essere sempre in contatto con la letteratura e di scoprire nuovi autori. La sua passione per la poesia e la letteratura. Unita alla sua esperienza come libraio, gli permettono di avere una prospettiva unica e originale sulla scena letteraria italiana.

Migliori Libri di Alessandro Barbaglia

b) Roberto Cicala

Roberto Cicala (1963) è un editore e critico letterario, e fa anche parte degli scrittori piemontesi. È fondatore e direttore editoriale di “Interlinea edizioni“. Si tratta di una casa editrice specializzata in poesia e letteratura. Inoltre, insegna presso l’Università Cattolica a Milano e l’Università degli Studi di Pavia. Cicala, autore piemontese, è anche presidente del “Centro novarese di studi letterari“. E si dedica alla scrittura di libri e letteratura su diverse riviste e quotidiani. Quotidiani come “La Repubblica” e “Avvenire“.

In aggiunta a questo, fa parte del comitato di direzione di “Nuova informazione bibliografica” edita da “Il Mulino“. Ed è impegnato in diverse attività di volontariato culturale. Ha una lunga esperienza nel campo editoriale. Ed una conoscenza profonda della letteratura. Tutto questo gli permette di essere una figura di rilievo, nell’ambiente culturale italiano. E’ anche insegnante e partecipa a diverse iniziative culturali. Cose che lo hanno reso un punto di riferimento per la cultura e la letteratura italiana. Ha firmato diverse monografie, ed inoltre ha curato molte antologie e opere di varia natura.

Migliori Libri di Roberto Cicala

6 – Scrittori di Torino

Dire Torino è dire scrittori piemontesi contemporanei. Infatti la città è stata capitale dello Stato sabaudo per secoli. E poi prima capitale del Regno d’Italia. E’ patria fiorente di scrittori e poeti del Piemonte. Nata oltre duemila anni fa da un accampamento romano, e detta anche “città dei quattro fiumi“. Infatti sorge alla confluenza dei fiumi Stura di Lanzo, Sangone, Po e Dora Riparia.

Gli autori piemontesi che qui nacquero e diedero sfogo alla propria creatività sono davvero tanti. Tanti e dei più molteplici settori. Anche diversi teorici e combattenti risorgimentali prima, e della Seconda Guerra Mondiale in seguito.

Ciò non significa che nei secoli precedenti la letteratura sia stata quivi inesistente. Ma solamente che, essendo innumerevoli gli scrittori torinesi, è impossibile citarli tutti degnamente.

Pensiamo solo a Edmondo De Amicis, Giovanni Arpino, Mario Soldati. E Massimo D’Azeglio, Silvio Pellico, Camillo Benso conte di Cavour, (quest’ultimo abile statista e altrettanto abile produttore vinicolo!). Parlando del Novecento pensiamo a Carlo Levi. Al suo quasi omonimo Primo Levi (famosissimo il suo “Se questo è un uomo“). A Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e moltissimi altri ancora.

Tutti nomi di grandissimo calibro. I quali seppero trasmettere ai contemporanei ed ai posteri, valori e sentimenti che sono troppo spesso dimenticati.

a) Marco Travaglio

Marco Travaglio (Torino, 1964), è un giornalista professionista ed uno degli scrittori piemontesi. E anche commentatore. Il padre è un professionista torinese. Più precisamente, progettista di treni alla “Fiat Ferroviaria“. Suo fratello, Franco, è un autore e regista. Ed anche librettista di musical moderni. L’autore piemontese Marco Travaglio ha frequentato il liceo salesiano “Valsalice” di Torino. Votazione finale 58/60.

Inoltre, ha conseguito la laurea in lettere moderne. Con una tesi in storia contemporanea, presso l’Università degli Studi di Torino. Questo all’età di 32 anni. Aveva già ottenuto il titolo di giornalista professionista nel 1986. Dal 3 febbraio 2015, ha assunto la carica di direttore della versione cartacea de “Il Fatto Quotidiano“. La sua attenzione principale è rivolta alla cronaca giudiziaria e alla politica attuale. Tratta argomenti come la criminalità organizzata e la corruzione.

Oltretutto, ha iniziato la propria carriera come giornalista freelance. Prestando la sua opera in piccole testate di area cattolica. Come “Il nostro tempo“, dove lavorava anche Mario Giordano. Marco Travaglio si definisce un liberale, o più precisamente un “liberal-montanelliano“.

Per di più, nelle sue interviste ha dichiarato di essere un liberale (“un allievo di Montanelli“). Un liberale che ha trovato asilo nell’area di sinistra. Ma non si identifica con essa. In interviste più recenti ha ribadito una cosa. Cioè di avere idee più vicine a posizioni, normalmente considerate rappresentate dalla destra. In una lettera inviata a “Il Giornale” nel 2007, Travaglio si è definito cattolico e anticomunista.

Migliori Libri di Marco Travaglio

b) Primo Levi

Primo Levi (1919-1987), è stato uno degli scrittori piemontesi. Nonché chimico e partigiano. E superstite dell’Olocausto. Scrisse romanzi e saggi. Poesie e memorie. Partigiano antifascista, il 13 dicembre 1943 fu arrestato in Valle d’Aosta. Venne prima inviato in un campo di raccolta a Fossoli. Nel febbraio 1944 fu deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, in quanto ebreo.

Poi, sopravvissuto al campo, tornò in Italia. Qui si dedicò con impegno al compito di raccontare le atrocità viste e subite. La sua opera più famosa, di genere memorialistico, è “Se questo è un uomo”. Racconta le sue esperienze nel campo di concentramento nazista. Ed è considerato un classico della letteratura mondiale. Laureato in chimica, in molte sue opere appaiono riferimenti diretti e indiretti a questa branca della scienza.

Come è noto, Primo Levi era il primogenito di Cesare ed Ester Luzzati, entrambi appartenenti a famiglie ebraiche. La sua famiglia proveniva dalla Spagna e dalla Provenza. Aveva una sorella, Anna Maria, a cui è rimasto molto legato per tutta la vita. Un nonno paterno era ingegnere civile e un nonno materno commerciava in tessuti. Il padre, Cesare, era laureato in ingegneria elettrotecnica e lavorava per la società Ganz.

Oltretutto, il genitore era spesso assente per lavoro all’estero, in particolare in Ungheria. Nonostante la sua assenza, ha esercitato una grande influenza su Primo. Trasmettendogli interessi per la scienza e la letteratura. Gli aveva regalato un microscopio e molti libri. Regali che sarebbero diventati parte integrante della sua personalità. E della sua produzione letteraria.

Migliori Libri di Primo Levi

c) Carlo Levi

Carlo Levi (1902-1975), è stato un artista eclettico ed uno dei più famosi scrittori piemontesi. Noto per la sua attività di scrittore, pittore e antifascista. E’ tra i narratori più importanti del XX secolo italiano. Reso particolarmente famoso per il suo romanzo “Cristo si è fermato a Eboli. Opera che lo ha consacrato come uno dei principali rappresentanti della questione del Mezzogiorno italiano, dopo la Seconda guerra mondiale.

Il padre è Ercole Raffaele Levi, la madre Annetta Treves. Sono persone benestanti di origine ebraica, di Torino. Carlo mostra una grande passione per la pittura fin da giovane. Durante gli studi universitari conosce Piero Gobetti. Inizia a collaborare con lui e a frequentare l’avanguardia pittorica torinese. Durante un viaggio a Parigi nel 1923, Levi scopre l’arte dei Fauves, Modigliani e Soutine. E vede in essa un incoraggiamento alla ribellione contro il fascismo, e la cultura ufficiale italiana.

Si laurea in medicina ma non eserciterà mai la professione, preferendo dedicarsi alla pittura e alla scrittura.

In conclusione, dopo la pubblicazione di “Cristo si è fermato a Eboli“, l’autore ha scritto altri libri di grande importanza. Tra cui “L’orologio“. Una cronaca introspettiva e preoccupante, degli anni del boom economico italiano del 1950. “Le parole sono pietre” del 1955, che esplora i problemi sociali della Sicilia. Vincitore del “Premio Viareggio per la Narrativa” nel 1956, insieme a “La sparviera” di Gianna Manzini. “Il futuro ha un cuore antico” del 1956 e “Tutto il miele è finito” del 1965.

Migliori Libri di Carlo Levi

7 – Scrittori di Verbano-Cusio-Ossola

Il Verbano-Cusio-Ossola era incorporato alla provincia di Novara. Fino all’ anno 1992. Questo è valso anche i suoi scrittori piemontesi.

Restando nell’attualità, nativo di Verbania è Ruggero Marino, giornalista e scrittore. E poeta, nonché ex caporedattore del quotidiano “Il Tempo“. Vincitore di diversi premi letterari, tra cui il “Premio Scanno” e il “Premio Sorrento“. Le sue opere sono incentrate su cosa? Sulla condizione infantile in Italia. In più, è un grande esperto di Cristoforo Colombo, e dei successivi avvenimenti del Nuovo Mondo.

Va anche detto un’altra cosa. Per la gioia degli scrittori piemontesi della provincia. Da quest’anno Verbania è teatro del Festival del Libro Giallo. Che potrà sempre contare sulle più prestigiose personalità del settore, oltre agli emergenti.

Oltre a ciò, merita di essere menzionato chi? Come nuovo autore piemontese di questa provincia, Pietro Pisano e il suo “Giacomo Bove. Un esploratore e un Sentiero tra Ossola e Verbano” (Magazzeno Storico Verbanese, 2017). Da qualche anno Pisano fa parte del prestigioso GISM, Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. E’ anche stato finalista del Premio Internazionale di Letteratura Città di Como, sezione saggistica, nel 2018.

a) Piero Chiara

Piero Chiara (1913-1986) è uno fra gli scrittori piemontesi. Suo padre, Eugenio, era originario di Resuttano, in Sicilia. E lavorava come doganiere. Sua madre, Virginia Maffei, proveniva da Comnago, in Piemonte. E gestiva con il fratello un negozio di ceste e ombrelli. Durante la sua giovinezza, Chiara ha mostrato un atteggiamento ribelle. Come dimostrato dai suoi scarso risultati scolastici.

Infatti, era sua abitudine saltare la scuola, per passare il tempo in campagna o al mercato. Ciò gli causò la bocciatura in terza elementare. L’anno successivo fu promosso. A patto che lasciasse la scuola pubblica, e frequentasse invece il collegio “San Luigi” di Verbania. Tuttavia, fu nuovamente bocciato in quinta ginnasio. Venne mandato a fare il garzone presso un fotografo. Dopo il fallimento di quest’ultimo, si iscrisse all’istituto “Omar” di Novara. Qui conseguì il diploma di perito meccanico.

Tuttavia, tornò a Luino e si preparò da privatista per gli esami di licenza complementare. Superandoli infine nel giugno 1929. Nel frattempo, coltivava la sua passione per la letteratura. Alternava il tempo libero tra le biblioteche e le palestre. Qui praticava il pugilato e la lotta, per fortificare la sua esile costituzione.

In conclusione, Piero Chiara, è il poeta che scrive racconti brevi e illuminanti sulla vita nei dintorni del “grande lago“. Utilizzando uno stile ironico e umoristico, per descrivere la vita quotidiana della piccola borghesia. Ed anche dei personaggi della zona di frontiera tra l’alta Lombardia e i cantoni svizzeri, tra cui contrabbandieri e banditi.

Migliori Libri di Piero Chiara

c) Giorgio Comoli

Giorgio Comoli è un assessore “prestato” alla scrittura, essendo anche uno degli scrittori piemontesi di Verbania. Personaggio noto nella città come membro della giunta Marchionini e come fondatore dell’associazione E20VB. Nonché come organizzatore di eventi di grande successo. È anche un vigile del fuoco.

Ultimamente, la sua fama sta crescendo anche come autore piemontese, grazie alla pubblicazione del suo romanzo di esordio. Che si intitola “Il mistero del Lago Maggiore” (2020). Quest’opera è stata accolta con grande consenso e ha rapidamente scalato le classifiche di vendita. Diventando così uno dei libri più venduti negli ultimi tempi. Giorgio Comoli ha scritto poi altri libri di successo. Tra questi ricordiamo “Luci e ombre in Val Grande” (2021) e “Il patto violato” (2021). Nonché “La setta del Brigalun” (2022).

Migliori Libri di Giorgio Comoli

Vediamo adesso l’ultima, in ordine alfabetico, delle province piemontesi.

8 – Scrittori di Vercelli

Uno degli scrittori piemontesi nato a Vercelli, può contare su un patrimonio storico di tutto rispetto. Facciamo un breve cenno. La città, nata sulla sponda destra del fiume Sesia, fu un nodo cruciale per la viabilità in epoca romana. Ed anche prima “diocesi” cristiana di tutta la regione, a partire dal IV secolo. Vercelli ebbe poi nel Medioevo un momento di grande splendore. Motivo per cui vi nacque la prima università subalpina.

La città ha visto nascere molti autori piemontesi contemporanei di vario genere. Narratori e saggisti. Ed anche poeti. Diversi hanno partecipato al Salone del Libro di Torino. Ad esempio, Guido Michelone, autore di saggi musicali e pop culture. Remo Bassini, giornalista e scrittore. Gian Luca Marino, oltre a essere scrittore e blogger. E giornalista, è anche appassionato di fotografia e storia. Antropologia e mistero. E nuovi linguaggi di comunicazione. E molto altro ancora.

D’altronde, anche il passato non manca di poeti piemontesi di valore. Che sono nati in queste terre vercellesi. Uno di questi è Flaminio Prandi, che partecipò a numerosi concorsi di prosa e poesia a livello nazionale. E Bruno Betto, da poco scomparso. Fu poeta e insegnante di filosofia e storia, nel liceo scientifico della città.

b) Franco Ricciardiello

Tra gli scrittori piemontesi di Vercelli abbiamo Franco Ricciardiello (1961). Egli inizia la sua carriera di scrittura nel 1981. Pubblicando un racconto in un volume dell’Editrice Nord. Ha continuato a pubblicare racconti e saggi su diverse riviste e antologie. Tra cui alcuni molto popolari come “Torino” e “Saluti dal lago di Mandelbrot“.

In seguito, durante il boom della “microeditoria” amatoriale di fantascienza, ha incontrato Gian Piero Prassi. Entra a far parte della redazione di una delle riviste amatoriali più diffuse in Italia, “The Dark Side“. Nel 1987 ha pubblicato il suo primo romanzo di “fanta-archeologia“, “La rocca dei celti“. Ha diretto personalmente la rivista dal 1989 fino alla chiusura nel 1991.

Oltre a ciò, negli anni ’90 ha collaborato con un’altra rivista simile, chiamata “Intercom“. Nel 1998 ha vinto la IX edizione del “Premio Urania” con il suo secondo romanzo, “Ai margini del caos“. Ha continuato a pubblicare romanzi per la collana Urania, tra cui “Radio aliena Hasselblad” nel 2002. Il quale è un romanzo di fantascienza classica.

Ancora, l’autore piemontese Ricciardiello ha intrapreso una carriera come scrittore di gialli. Nel 2002 ha vinto il VII “Premio di narrativa poliziesca inedita Orme Gialle per racconti“. Nel 2005 è stato premiato al premio “Gran Giallo Città di Cattolica“. Con il racconto intitolato “Battaglia d’Anghiari“. Pubblicato in appendice al numero di marzo 2005 del Giallo Mondadori. Nel 2007 ha ottenuto il premio “Delitto d’Autore“, promosso dall’ACSI. Questo grazie al suo quarto romanzo, “Autunno Antimonio“. Pubblicato nel 2008 dalla stessa associazione per i propri aderenti.

Migliori Libri di Franco Ricciardiello

Scrittori Piemontesi – Conclusione

Concludiamo dicendo una cosa. Che gli scrittori piemontesi hanno dato lustro a cosa? A ciascuna provincia di questa regione. Regione “seduta” ai piedi dei monti. Come dice il suo stesso nome. Scrittori di qualunque genere. Passati e presenti. Umberto Eco di Alessandria, Giorgio Faletti di Asti, Cesare Pavese di Cuneo. E poi ancora Sebastiano Vassalli da Novara, candidato al Nobel per la letteratura nel 2015. I grandi scrittori torinesi contemporanei, come ad esempio Mario Soldati, Giovanni Arpino, Primo Levi.

Il nativo di Verbania Ruggero Marino, grande esperto di Cristoforo Colombo. E ancora, gli scrittori piemontesi attuali di Vercelli. Guido Michelone, Gian Luca Marino, e molti altri.

Insomma, è fuor di dubbio che il Piemonte ha dato, oggi come nel passato, un altissimo contributo alla letteratura nazionale. Non solo. I suoi scrittori e poeti seppero travalicare l’ambito nazionale. Ponendosi ad altissimi livelli anche in Europa e nel resto del mondo.

E adesso, non mi resta che augurarvi buona permanenza su Libri Online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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