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Scrittori di Milano

da | 26 Apr 2023

La scrittura è una forma d’arte e come tale, i migliori scrittori di Milano sono coloro che sono in grado di trasmettere le proprie “emozioni“. Ed anche le sensazioni, attraverso le parole. In questo articolo verranno trattati argomenti inerenti alla scrittura e agli scrittori milanesi, con particolare attenzione a quelli contemporanei.

Infatti, nel corso della storia, l’Italia ha vantato una tradizione letteraria di eccezionale ricchezza e varietà. I suoi autori milanesi hanno esercitato una profonda influenza sulla cultura “occidentale“. Sia attraverso le opere in lingua originale che attraverso le traduzioni in altre lingue. Molti dei più grandi nomi della letteratura mondiale sono milanesi. Da Alessandro Manzoni a Filippo Tommaso Marinetti. Da Carlo Cattaneo a Carlo Porta. Da Carlo Emilio Gadda a Giorgio Manganelli.

Negli ultimi anni, la scena letteraria italiana è stata invasa da una nuova ondata di autori di Milano talentuosi e originali. Alcuni di questi autori sono giovanissimi, mentre altri sono già affermati, e hanno alle spalle una lunga “carriera“. Ma cosa accomuna questi scrittori milanesi? Quali sono i temi che trattano e qual è il tono delle loro opere?

Scopriamolo insieme in questo articolo dedicato ai migliori scrittori milanesi contemporanei.

1 – Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni, nato nel 1785 e morto nel 1873, è stato uno dei più grandi scrittori di Milano. Oltre ad essere stato autore di poesie e drammi, proveniva da una famiglia illustre: sua madre Giulia Beccaria aveva antenati importanti, suo padre Cesare era un noto illuminista e autore del libro “Dei delitti e delle pene“. Il padre di Alessandro, Pietro, aveva invece il titolo di conte, ma non poteva vantarsene a Milano, perché il feudo gli era stato concesso in un’altra regione.

La fama di Manzoni deriva soprattutto dal suo romanzo “I promessi sposi“, che lo ha consacrato come uno dei più grandi scrittori italiani di tutti i tempi, ed ha contribuito enormemente alla letteratura nazionale. Grazie a quest’ opera, ha aperto la strada a un nuovo genere “impegnato“, sia dal punto di vista morale che sociale, ed ha contribuito alla diffusione dell’italiano come lingua unificata.

Lo scrittore di Milano Manzoni ha anche avuto un grande impatto sulla storia del teatro, rompendo le tre “unità aristoteliche” (di tempo, spazio e luogo), e cambiando il modo di fare poesia, promuovendo la nascita del “pluralismo vocale” (Inni Sacri) e della poesia civile.

Nonostante le malattie e i lutti familiari, ha ricevuto molte onorificenze e premi accademici e pubblici, ed è stato anche senatore del regno d’Italia. Nonostante la sua vita privata fosse problematica, Manzoni ha mantenuto i contatti con intellettuali stranieri come i francesi e Goethe, e Antonio Rosmini, scrivendo loro frequentemente. I suoi lavori letterari sono stati influenzati anche da autori stranieri come Walter Scott, in particolare per quanto riguarda il romanzo, e dalla nuova “estetica britannica“.

2 – Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti, uno tra i più rinomati scrittori di Milano, è conosciuto soprattutto come il “fondatore” del movimento letterario d’avanguardia del Futurismo, in Italia.

Questo scrittore milanese è nato ad Alessandria d’Egitto nel 1876 da genitori lombardi conviventi, di nome Enrico Marinetti ed Amalia Grolli. Il padre era un avvocato specializzato in diritto civile, che si era trasferito in Egitto per lavorare negli uffici commerciali della “Società del Canale di Suez“.

L’infanzia di questo autore di Milano rimane in gran parte sconosciuta, ma si sa che ha frequentato un collegio gesuita francese, dove ha coltivato la sua passione per la scrittura. Tuttavia, i suoi “interessi letterari” sono stati considerati scandalosi dai gesuiti, che lo hanno minacciato di espulsione.

Dopo aver conseguito il Baccalaureato a Parigi, ha studiato legge a Pavia con il fratello maggiore Leone. La morte improvvisa del fratello lo ha profondamente colpito, portandolo a interrompere gli studi di legge per dedicarsi alla sua vera passione: la scrittura. Dopo la morte della madre, che l’ha sempre sostenuto nella sua passione letteraria, Marinetti non ha mai smesso di scrivere, sperimentando vari generi letterari.

Filippo Tommaso Marinetti muore all’Hotel “Excelsior Splendide” a Bellagio (CO), per una crisi cardiaca, il 2 dicembre 1944.

3 – Carlo Cattaneo

Carlo Cattaneo (1801-1869) è stato uno dei più importanti scrittori di Milano, ma è stato anche un patriota, filosofo, politico e linguista.

Nato a Milano da Melchiorre, un gioielliere, e da Maria Antonia Sangiorgio, trascorse l’infanzia tra Milano e Casorate, dove vivevano i nonni paterni, e dove sviluppò l’amore per i libri, grazie al prozio Giacomo Filippo. Questi era un sacerdote con una grande biblioteca.

La passione che questo scrittore di Milano nutriva per la cultura antica lo spingeva a dedicarsi agli studi nei seminari di Lecco, e successivamente di Monza, con l’obiettivo di intraprendere la carriera ecclesiastica. Tuttavia, quando aveva solo diciassette anni, decise di interrompere questo percorso accademico, per proseguire la sua formazione presso il Sant’Alessandro di Milano, e in seguito frequentare il liceo di Porta Nuova, dove ottenne il diploma nel 1820.

Il padre morì nel 1825 e il fratello maggiore, Filippo, assunse la gestione dell’oreficeria di famiglia. In quell’anno, lo scrittore milanese Carlo Cattaneo incontrò la futura moglie, Anna Woodcock, una nobildonna di origini anglo-irlandesi.

Cattaneo giocò un ruolo fondamentale nelle “Cinque Giornate” di Milano del 1848, dove dimostrò il suo impegno politico per un’Italia unita e federale, con un chiaro orientamento laico e liberale. In seguito, si avvicinò sempre di più ad una visione operaio-socialista emergente. La sua visione politica prevedeva una confederazione sul modello svizzero.

4 – Carlo Porta

Carlo Porta, nato nel 1775 e deceduto nel 1821, è stato uno degli scrittori di Milano più rinomati e il più importante poeta in lingua milanese.

Figlio di Giuseppe e Violante Gottieri, Carlo era il terzogenito della coppia, ed i suoi fratelli non sopravvissero all’infanzia. Carlo Porta studiò presso i “Barnabiti” a Monza e Muggiò fino al 1792, quando si trasferì al Seminario di Milano, dove acquisì una solida formazione culturale.

Tuttavia, in seguito, espresse forti sentimenti anticlericali in molte delle sue opere. A causa del padre, che lo fece assumere nella pubblica amministrazione nel 1804, Carlo non completò gli studi e mantenne l’impiego per tutta la vita.

Nonostante ciò, dedicò gran parte del suo tempo alla poesia e al teatro, vivendo il momento di massimo splendore del Romanticismo. Nonostante si definisse romantico, il suo concetto di “popolo” non era idealizzato. I suoi personaggi popolari non venivano “esaltati” dal punto di vista sociale o patriottico, e non troviamo in lui alcuna positività nei confronti delle classi sociali meno abbienti, o del nazionalismo italiano emergente.

Lo scrittore milanese Porta morì all’età di 45 anni, durante il periodo di massima fama, nella sua amata città di Milano, a causa di un attacco di gotta.

5 – Stefano Mauri

Stefano Mauri è un altro degli scrittori di Milano di spicco, che si è laureato in lettere nel 1985.

Il suo lavoro più notevole è “Il libro in Italia: Geografia, produzione e consumo” (1987), che costituisce un’analisi meticolosa del mercato librario italiano a livello regionale.

Mauri è anche una figura importante nell’industria editoriale, ricoprendo molte posizioni di rilievo. È il Presidente e l’Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, nonché il Presidente di diverse case editrici del gruppo, tra cui “TEA” e “Pro Libro“, “Nord” e “Duomo Ediciones“.

Inoltre, è il Vicepresidente di “Bollati Boringhieri” e l’Amministratore Delegato di “Longanesi & C.” e “Garzanti Libri“, “Guanda” e “Corbaccio“, e “R.L. Libri“. Attualmente è il Presidente del Consiglio del “Gruppo Editoria di varia dell’Associazione Italiana Editori” (AIE). Nonché membro del Consiglio Generale dell’AIE e dell’Assemblea della Federazione degli Editori Europei (FEE-FEP). Inoltre, è il delegato italiano dell’Unione Internazionale degli Editori (IPA-UIE).

6 – Carlo Tenca

Carlo Tenca (1816-1883) è stato uno degli autori di spicco tra gli scrittori di Milano. Nonostante la sua origine umile e l’essere rimasto presto orfano di padre, la madre fece molti sacrifici per fargli frequentare il Seminario, che lasciò presto per insegnare privatamente.

Durante questo periodo, Tenca incontrò i conti Alessandro e Carlo Porro nella casa di quest’ultimo, che era un luogo di incontro per i patrioti dell’epoca. Fu lì che venne fondata la “Rivista Europea” e organizzato un movimento rivoluzionario che portò alle celebri “Cinque Giornate di Milano“.

Nel 1844, questo autore milanese cominciò a frequentare un salotto letterario animato dalla contessa Clara Maffei, con cui ebbe un’importante affinità di pensiero e di sentimenti, che li unì in un legame profondo e duraturo, anche a causa degli infelici matrimoni.

Lo scrittore di Milano Tenca si concentrò principalmente sui classici italiani, dal Duecento al Cinquecento e divenne molto famoso e stimato in questo campo. Nel Novecento, è stato rivalutato e le sue opere sono state ristampate numerose volte, mentre sono stati pubblicati anche saggi critici sulla sua figura.

7 – Andrea De Carlo

Andrea De Carlo, nato nel 1952, è uno dei noti scrittori di Milano contemporanei, che ha spesso scelto Milano come ambientazione per i suoi romanzi, ma con un rapporto “altalenante” tra amore e odio.

Il padre, Giancarlo De Carlo, era un noto architetto genovese, mentre la madre si dedicava alla traduzione dall’inglese. Andrea ha studiato al liceo classico “Giovanni Berchet” e si è laureato in lettere con una tesi incentrata sulle comunità anarchiche di Aragona durante la storia contemporanea.

Oltre alla scrittura, l’autore milanese Andrea ha una grande passione per la fotografia ed è stato assistente di Oliviero Toscani, prima di intraprendere la carriera di fotografo professionista, eseguendo ritratti e reportage. Inoltre, egli è un grande viaggiatore e ha visitato molte parti d’Europa, Nord e Sud America.

La musica è un’altra grande passione di Andrea e ha prodotto due CD, “Alcuni nomi” e “Dentro Giro di vento“, quest’ultimo realizzato in collaborazione con il percussionista bengalese Arup Kanti Das. Insieme si sono esibiti in numerosi spettacoli in Italia e in vari paesi europei. Il romanzo più celebre di Andrea De Carlo, intitolato “Due di due“, racconta la storia di un’amicizia tra un anarchico estroso ed intollerante di nome Guido Laremi, e Mario, un personaggio più rilassato e pratico. I romanzi di Andrea sono stati tradotti in 26 lingue.

8 – Dario Crapanzano

Dario Crapanzano, nato il 12 gennaio 1939 e deceduto il 21 ottobre 2020, è stato uno degli scrittori di Milano professionisti della pubblicità.

Lo scrittore milanese Crapanzano ha conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale e il diploma presso l'”Accademia di Arte Drammatica“. Dopo aver svolto la sua attività lavorativa nel campo della pubblicità, ha debuttato nel 1967 con la guida sentimentale “A Milano con la ragazza…e no“.

Nel 2005 ha pubblicato il suo romanzo ironico-epistolare “Ciao ipocondriaco“, ma la sua fama è arrivata nel 2011 con l’introduzione del personaggio del commissario Mario Arrigoni, protagonista di 9 romanzi gialli. Nel 2018 ha introdotto un nuovo personaggio, l’investigatrice-squillo Margherita Grande, nel romanzo “La squillo e il delitto di Lambrate“. Crapanzano è morto nella sua casa milanese all’età di 81 anni, il 21 ottobre 2020.

9 – Carlo Emilio Gadda

Carlo Emilio Gadda è stato uno degli scrittori di Milano ed anche poeta, nato il 14 novembre 1893 e morto a Roma il 21 maggio 1973.

Egli era il primogenito dei tre figli nati dal matrimonio di Francesco Ippolito Gadda, con Adele Lehr. Il padre, proprietario di un’industria tessile, e la madre, insegnante di lettere e poi direttrice scolastica, hanno fornito alla famiglia notevoli ricchezze. Che hanno portato con sé alcuni eccessi tipici della borghesia lombarda, come l’acquisto costoso di una villa a Longone, in Brianza.

Pur essendo ingegnere di formazione, ha sempre avuto una grande passione per la scrittura, lavorando per la rivista “Solaria” e collaborando anche con la Rai a programmi culturali, dopo essersi trasferito a Roma dalla sua città natale.

La sua narrazione, contraddistinta da un “misto” di dialetti, termini gergali e tecnici, neologismi, e dalla continua distruzione delle convenzioni tradizionali del romanzo, ha avuto un impatto significativo sulla narrativa del Novecento. Lo scrittore di Milano Gadda è stato uno dei più originali scrittori di tutti i tempi, grazie alla sua capacità di satira della realtà contemporanea e all’umorismo con cui rappresenta l’uomo moderno, deridendolo e compatendolo allo stesso tempo.

Nella sua opera più famosa, “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana“, utilizzando il genere giallo, Gadda descrive un ambiente fitto di avvenimenti, suoni, odori, in una fusione straordinaria di italiano, molisano e romanesco. Rappresentando la situazione oscura e feroce degli anni del fascismo in cui l’opera è ambientata.

10 – Giorgio Manganelli

Nato il 15 novembre del 1922, Giorgio Antonio Manganelli è stato uno degli scrittori di Milano, critico letterario, traduttore, giornalista, docente e curatore editoriale italiano.

Il padre, Paolino Manganelli, riuscì a diventare procuratore di borsa, mentre la madre Amelia Censi faceva la maestra. Giorgio aveva un fratello maggiore, che in seguito diventò ingegnere.

Dopo essersi laureato in Scienze politiche all’Università degli Studi di Pavia, insegnò per alcuni anni alle scuole medie superiori, tra cui il Liceo “Paolo Giovio” di Como, e poi come assistente di letteratura inglese presso la Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza“. Manganelli si dimise dall’incarico nel 1971.

Grazie alla sua opera, il romanziere milanese Manganelli è stato uno dei maggiori esponenti della “neoavanguardia letteraria” italiana, e uno dei suoi teorici più autorevoli. Il suo stile, caratterizzato da un uso sofisticato e originale della lingua, è stato molto apprezzato dalla critica, e ha influenzato molti autori successivi.

Giorgio Antonio Manganelli ha creato opere che si muovono tra il racconto immaginifico, e la riflessione analitica. Nel suo celebre saggio del 1967 “Letteratura come menzogna“, egli affermò che il fine dell’arte letteraria è quello di distorcere la realtà, trasformandola in una finzione esagerata e scandalosa. La quale si risolve in un gioco di forme, tramite il quale la scrittura diviene una sfida alle convenzioni. Inoltre, nelle sue opere, Manganelli utilizzò la parodia e il sarcasmo in modo sottile e sofisticato.

Lo scrittore di Milano Giorgio Manganelli è scomparso il 28 maggio 1990 a Roma.

11 – Alessandro Robecchi

Alessandro Robecchi, nato il 16 giugno del 1960, è un altro nella lista degli scrittori di Milano.

Attualmente scrive per il “Fatto Quotidiano” e collabora con diverse testate. In televisione, dal 2007, fa parte degli autori degli spettacoli di Maurizio Crozza su Nove e in teatro. È anche conduttore del programma televisivo Doc3 su Rai 3, che presenta la produzione documentaristica italiana e internazionale.

Questo romanziere di Milano ha lavorato alla striscia quotidiana “Figu – Album di persone notevoli“, sempre su Rai 3, autore con Peter Freeman. In passato ha collaborato con il programma televisivo “Ballarò” su Rai 3 e con la trasmissione “Markette – Tutto fa brodo in TV” di Piero Chiambretti su LA7. Inoltre, è stato editorialista del Manifesto, sul quale firmava ogni domenica la rubrica “Voi siete qui“.

Il primo romanzo dell’autore milanese Alessandro Robecchi, un noir intitolato “Questa non è una canzone d’amore“, è stato pubblicato nel 2014 da Sellerio, seguito da “Dove sei stanotte” nel 2015. Entrambi i romanzi hanno come protagonista Carlo Monterossi. Nel 2016, Robecchi ha pubblicato “Di rabbia e di vento“, sempre edito da Sellerio e con Carlo Monterossi come protagonista.

Nel 2017, sempre con il personaggio di Monterossi, è uscito il quarto romanzo della serie, “Torto Marcio“, pubblicato da Sellerio. Nel gennaio 2018, il suo nuovo romanzo, “Follia maggiore“, è stato pubblicato da Sellerio. La prima edizione del libro è stata pubblicata l’11 gennaio 2018.

12 – Giorgio Scerbanenco

Giorgio Scerbanenco, il cui vero nome era Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko, è stato uno degli scrittori di Milano, giornalista e saggista di nazionalità italiana, ma di origini ucraine.

Scerbanenco nacque a Kiev, nell’allora Impero russo, nel 1911, da padre ucraino e madre italiana, e si trasferì in Italia all’età di sei mesi, prima a Roma e poi a Milano con la madre. Il padre, professore di latino e greco, morì durante la rivoluzione russa e la madre morì pochi anni dopo.

Prima di intraprendere la carriera nell’editoria, Scerbanenco svolse molti lavori diversi, tra cui operaio e conducente di ambulanze. Durante tutta la sua vita, l’aver ricevuto l’etichetta di “straniero” nonostante si considerasse di lingua madre italiana, fu un grande tormento per lui. Nel suo saggio autobiografico intitolato “Io, Vladimir Scerbanenco“, egli racconta dettagliatamente la sua esperienza in merito.

Lo scrittore di Milano Scerbanenco è stato un autore incredibilmente prolifico e versatile, capace di spaziare con maestria in ogni genere della narrativa, dal western alla fantascienza (con opere come “Il paese senza cielo“, “Il cavallo venduto” e “L’anaconda“), fino ad arrivare alla letteratura rosa.

Tuttavia, è con il genere giallo che ha ottenuto una discreta fama, tanto da essere considerato uno degli scrittori più importanti in questo ambito. Senza dubbio, egli è ancora oggi considerato il maestro ideale per tutti i giallisti italiani, a partire soprattutto dagli anni settanta del Novecento.

Questo eccellente romanziere milanese morì nel 1969.

13 – Giovanni Testori

Nato a Novate Milanese il 12 maggio 1923 e morto a Milano il 16 marzo 1993, Giovanni Testori è stato uno dei più poliedrici, tra gli scrittori di Milano. Fu anche, giornalista, poeta, critico d’arte e letterario, drammaturgo, sceneggiatore, regista teatrale e pittore italiano.

Giovanni Testori è nato da Edoardo e Lina Paracchi, entrambi originari dell’alta Brianza: il padre era di Sormano, la madre di Lasnigo. I luoghi della sua infanzia, legati alla sua famiglia, sono diventati parte del suo immaginario creativo e spesso si riflette nei suoi ricordi.

Il padre di Testori, Edoardo, si era trasferito a Novate per avviare una fabbrica tessile lungo i binari delle Ferrovie Nord (la Saft, F.lli Testori Filtri e Feltri, ora Testori Spa), costruendo la propria casa accanto alla fabbrica. Questa casa, dove lo scrittore milanese Giovanni è cresciuto, e dove ha passato gran parte della sua vita, è oggi sede dell'”Associazione Giovanni Testori“.

Dopo aver completato la terza elementare con lezioni private e frequentando la scuola pubblica “A. Manzoni” di Novate Milanese, i genitori hanno deciso di iscriverlo al Collegio Arcivescovile San Carlo di Milano insieme al fratello Giuseppe. Inizialmente, Giovanni ha avuto difficoltà nella scuola, con momenti di totale rifiuto e poca dedizione, ma alla fine ha frequentato i primi tre anni di Istituto Tecnico Inferiore.

A causa della sua predisposizione per le materie letterarie e artistiche, il padre ha acconsentito al suo trasferimento al Ginnasio, sempre al San Carlo, dove ha frequentato gli ultimi due anni del ciclo scolastico quinquennale. Nel 1939, l’autore milanese si è iscritto al Liceo Classico, dove ha conseguito la maturità il 29 giugno 1942.

Il suo ultimo romanzo, “Gli angeli dello sterminio“, è stato pubblicato nel 1992. Questa opera “distopica” è ambientata in una Milano apocalittica. Quasi come se anticipasse il vortice che sta trascinando la città tra le spire di Tangentopoli, proprio quando il romanzo è uscito. Il decesso dello scrittore avviene presso l’ospedale San Raffaele di Milano il 16 marzo del 1993.

14 – Andrea G. Pinketts

Andrea G. Pinketts, uno degli scrittori di Milano e giornalista, nato il 12 agosto 1960 a Milano con il nome di Andrea Giovanni Rodolfo Pinchetti, è stato anche un volto noto in televisione.

Nato a Milano nella zona di Porta Vittoria, Andrea G. Pinketts si trasferisce sin da piccolo nella zona di Lorenteggio, a causa del lavoro della madre nel settore sociale. Ha frequentato le scuole elementari di via Massaua. Affezionato alla vita del quartiere, ha trascorso la sua infanzia tra bulli e bar, frequentando locali e discoteche dell’area tra piazza Tripoli, Giambellino, Lorenteggio e piazza Bolivar.

Ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui due edizioni del “Mystfest” e il premio “Scerbanenco“. Oltre alla scrittura, ha svolto l’attività di giornalista, conducendo inchieste per varie riviste. Tra i suoi lavori più celebri, i reportage per “Esquire” e “Panorama“, che hanno contribuito all’arresto di alcuni membri della camorra a Cattolica, smontato la bufala mediatica del processo ai Bambini di Satana a Bologna e suggerito il profilo del criminale Luigi Chiatti, noto come il “mostro di Foligno“.

Lo scrittore milanese Pinketts è stato autore di numerosi romanzi che oscillano tra noir e grottesco, molti dei quali hanno come protagonista Lazzaro Santandrea, il suo “alter ego“, impegnato in avventure bizzarre nella Milano contemporanea. La sua prosa particolare, caratterizzata da un uso dissacrante e originale del linguaggio, ha suscitato l’attenzione della critica, che lo ha definito uno scrittore “post-moderno“. Pinketts è morto il 20 dicembre 2018 a Milano.

15 – Luigi Santucci

Uno tra i più noti scrittori di Milano, poeta e commediografo italiano è Luigi Santucci, che nacque nel 1918, e morì nel 1999. Egli è riconosciuto dalla critica come il maggior narratore milanese del secondo dopoguerra.

Nel 1941, ottenne la laurea in Lettere Moderne all’Università Cattolica di Milano, discutendo una tesi sulla letteratura infantile, che venne successivamente pubblicata con il titolo “Limiti e ragioni della letteratura infantile” (Firenze, Barbera, 1942). L’anno successivo, l’opera fu completamente rivista e ampliata, diventando “La letteratura infantile” (Fabbri editori, 1958).

Benedetto Croce elogiò l’opera nel 1942, affermando che l’autore era “acuto e accurato” e che l’opera conteneva una “buona analisi dell’anima dei fanciulli“. Nel 1950, egli si sposa con Bice Cima e dalla loro felice unione nascono quattro figli: Michele, Agnese, Raimondo ed Emma.

Dopo la pubblicazione del libro di racconti “Lo zio prete” nel 1951, Luigi Santucci fu considerato come uno degli scrittori di Milano cattolici. Tuttavia, lui stesso rifiutò questa etichetta e la trasformò in “scrittore cattolico del dissenso“.

La carriera di Santucci è stata caratterizzata da un successo duraturo e produttivo, grazie all’interesse costante e al sostegno predominante della critica, che ha anche lodato i suoi lavori per il teatro. Nel corso degli anni Sessanta, lo scrittore ha mostrato un nuovo lato della sua personalità: seguendo i passi dei propri figli, ha condiviso con passione l’onda di protesta giovanile, utilizzando lo stesso spirito che ha poi permeato la sua opera “Non sparate sui narcisi“, caratterizzata dal suo stile fantastico-allegorico distintivo.

16 – Carlo Bertolazzi

Carlo Bertolazzi era uno degli scrittori di Milano che si distinse nel campo della commedia e della critica teatrale. Nacque il 2 novembre del 1870 nella città di Rivolta d’Adda e trascorse gran parte della sua vita a Milano, dove morì il 2 giugno del 1916.

Lo scrittore milanese Bertolazzi proveniva da una famiglia della borghesia. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Pavia, lavorò per un breve periodo come avvocato, e in seguito come notaio.

Nel 1888, questo autore di Milano debuttò come drammaturgo con la sua opera “Mamma Teresa“, messa in scena da una compagnia di filodrammatici. Successivamente, scrisse “Trilogia di Gilda“, nel 1889, che però ricevette una ricezione negativa, e “La lezione per domani” nel 1890.

Nel 1893, Carlo Bertolazzi scrisse e rappresentò “El nost Milan“, una storia in cui la protagonista è presentata inizialmente nel mondo popolare, per poi passare alla nobiltà milanese corrotta. L’opera successivamente venne divisa in due parti, “La povera gent” e “I sciòri“. “La gibigianna“, rappresentata nel 1898, fu la sua ultima opera scritta in dialetto milanese.

Bertolazzi, infatti, decise che non avrebbe più potuto esprimere appieno le sue idee, se avesse continuato nella tradizione del dialetto, e scrisse dunque i suoi lavori successivi in italiano, tra cui “L’egoista” del 1901, “Lulù” del 1903, “Lorenzo e il suo avvocato” del 1905 e “La zitella” del 1915. Bertolazzi morì all’età di 46 anni nel 1916.

17 – Ugo Casiraghi

Ugo Casiraghi, nato il 25 febbraio del 1921, è stato un noto critico cinematografico ed uno degli scrittori di Milano, nel ramo storico.

Egli proveniva da una famiglia modesta e crebbe all’interno di una portineria, ma, grazie alla sua passione per il cinema, riuscì a studiare Lettere all’Università degli Studi di Milano.

La sua carriera lo ha portato a scrivere numerose recensioni, analisi e commenti sul mondo del cinema, diventando un autorevole esponente del settore. Nel 1940, iniziò la sua attività giornalistica sul “Popolo di Lombardia” (in seguito noto come “Il Fascio“) insieme a Glauco Viazzi, alternando i propri articoli a quelli del collega. Tuttavia, la sua attività e gli studi furono interrotti dall’inizio della guerra.

Durante questo periodo, lo scrittore di Milano Casiraghi collaborò al numero dedicato al cinema della rivista “Pattuglia“, un foglio dei GUF (Gruppi Universitari Fascisti) di Forlì. Dopo aver ricevuto la chiamata alle armi, Casiraghi venne inviato al fronte albanese.

Nel dopoguerra seguono anni di attività come critico cinematografico, per l’edizione milanese del quotidiano “L’Unità“. Nel 1977, questo autore milanese interrompe la sua partecipazione alla rubrica cinematografica dell’Unità, dove aveva introdotto una nuova modalità di valutazione dei film. Cioè, attraverso l’utilizzo di un’icona raffigurante la luna e le sue diverse fasi, per esprimere il giudizio sul lavoro analizzato.

In seguito, nei successivi anni, si dedica prevalentemente alla scrittura di saggi storici e analitici sul cinema. Si trasferisce a Gorizia e tra il 1979 e il 1999 pubblica i suoi lavori principalmente sulla rivista “Panorama di Rijeka“, una pubblicazione croata in lingua italiana, o in forma di libri e opuscoli. Il suo decesso avviene il 7 gennaio del 2006 e viene sepolto a Gradisca d’Isonzo.

18 – Domenico Balestrieri

Domenico Balestrieri è stato uno degli scrittori di Milano ed anche un poeta, che ha scritto versi sia in dialetto milanese che in lingua italiana. Nato il 16 aprile 1714, è deceduto il 11 maggio 1780 nella stessa città.

Nato da Giuseppe Balestrieri e Isabella Maganza, questo poeta milanese frequentò le scuole di Brera, dove completò il corso di filosofia. In seguito, per accontentare le richieste paterne, si dedicò agli studi di legge presso il “Collegio Calchi“, e poi intraprese la carriera di cancelliere.

L’autore di Milano Balestrieri fu uno dei fondatori dell’Accademia dei Trasformati (1743-1768) insieme al conte Imbonati e al poeta Carl’Antonio Tanzi. Nel 1747 si sposò con Rosaria Casati, dalla quale ebbe una figlia di nome Giuseppa, che nel 1795 pubblicò una raccolta postuma delle poesie paterne.

Trascorse tre anni a Varese, durante i quali scrisse diverse poesie a tema locale. L’influenza di Domenico Balestrieri fu fondamentale per Carlo Porta, che dedicò molto tempo allo studio dei suoi versi. Lo dimostrano i suoi appunti di lettura delle opere di Balestrieri, alcuni dei quali sono stati pubblicati da Dante Isella nel “Ritratto dal vero di Carlo Porta“.

Inoltre, l’almanacco “El lava piatt del meneghin ch’è mort“, la cui autenticità portiana è stata confermata da Isella, fa riferimento proprio a Balestrieri, che si faceva chiamare Meneghin Balestreri. Questo in riferimento a “Meneghino“, la celebre maschera creata da Carlo Maria Maggi. Ci sono anche altre somiglianze tra i due poeti, come la traduzione fatta da Porta di alcune parti dell’Inferno di Dante.

19 – Lodovico Corio

Lodovico Corio, un altro dell’elenco degli scrittori di Milano, nacque il 28 aprile 1847 da una famiglia modesta: suo padre Angelo era un inserviente alla “Pretura urbana” e sua madre, Paola Fumagalli, faceva la portinaia.

Dopo aver frequentato il ginnasio di S. Alessandro, Corio si laureò in scienze storiche e filologiche all’Accademia scientifico-letteraria di Milano nel 1869. Appena dopo la laurea, ottenne un lavoro temporaneo come insegnante di storia e geografia all’Istituto Tecnico di Via Cappuccio, oltre a dedicarsi alla scrittura di articoli pubblici.

Nel 1873, l’autore milanese Lodovico Corio ha pubblicato i suoi primi lavori importanti, ovvero “La mente del padre S. Ceresa. Saggio di critica letteraria” e “Rivelazioni storiche intorno ad Ugo Foscolo. Lettere e documenti tratti dal R. Archivio in Milano“. Tuttavia, questi lavori hanno causato un grande scandalo, a causa del loro tono poco convenzionale, e della loro interpretazione alternativa dei due personaggi. Tanto da provocare la fine della sua collaborazione con la “Rivista europea” e un richiamo da parte del Provveditorato.

Ampliando il suo contesto biografico, si può notare che era sposato con Amelia Brescianini e che la coppia ha avuto una sola figlia, di nome Marcellina. Quest’ultima ha ottenuto un primato nel panorama italiano, diventando una delle prime donne a esercitare la professione medica.

Inoltre, dal 1900 al 1911, svolse l’incarico di direttore del Museo del Risorgimento di Milano, dove lavorò per aumentare le collezioni. Lo scrittore di Milano Lodovico Corio si spense nella sua città, il 25 gennaio 1911.

20 – Giovanni Biondillo

Gianni Biondillo è uno degli scrittori di Milano, nato il 3 febbraio 1966, che lavora anche come architetto. Gianni si distingue per la vasta gamma di scritti che ha prodotto, tra cui romanzi, articoli di vario genere, saggi su Pasolini e Proust, e testi per il cinema e la televisione.

Egli è un membro del blog collettivo “Nazione Indiana“. Questo autore milanese è stato direttore artistico del festival culturale “Parole sotto la torre” a Portoscuso (SU) dal 2012 al 2016. Nel 2014, la manifestazione ha ricevuto la medaglia ai benemeriti della cultura e dell’arte del Presidente della Repubblica.

Inoltre, dal 2013 al 2017, è stato docente presso l’Università della Svizzera Italiana e all’Accademia di Architettura di Mendrisio, dove ha insegnato psico-geografia e narrazione del territorio. Lo scrittore di Milano Biondillo dirige, assieme ad Alberto Tonti, la collana editoriale “Note d’Autore” per l’editore Skira dal 2017.

Inoltre, dal 2018, è membro del comitato scientifico della “Fondazione Vico Magistretti“, e dal 2021 è entrato a far parte del comitato scientifico della “Fondazione Giovanni Michelucci“. Biondillo ha anche lavorato come sceneggiatore per serie TV come “La squadra” “e “Distretto di polizia“, nonché per la fiction “Un posto al sole” per la RAI. Collaborando con Vinicio Canton e Roberta Giudetti, ha anche scritto la sceneggiatura del film “A casa di Irma“, diretto da Alberto Bader, con Valeria Milillo e Rosalinda Celentano.

21 – Andrea Maietti

Andrea Maietti è uno degli scrittori di Milano ed anche giornalista, nato il 25 luglio 1941 da genitori di Cavenago d’Adda.

Ha una vasta produzione letteraria, che comprende sia romanzi che saggi sportivi. Nel 1997 ha vinto il “Premio Bancarella Sport” per il libro “La lepre sotto la luna“, pubblicato da Limina. Questo romanziere milanese ha collaborato con l’amico e mentore Gianni Brera, e ha curato diverse antologie su di lui.

Il suo interesse per la preservazione delle tradizioni e della cultura locale l’ha spinto a dedicarsi allo studio del dialetto lodigiano, che ha spesso riproposto nei suoi libri e nella rubrica “La tenda sull’Adda“, pubblicata per molti anni su “Il Cittadino“. Ha anche tradotto in dialetto lodigiano il prologo dei “Racconti di Canterbury” di Chaucer e ha pubblicato una versione in dialetto di Molly Malone, l’inno della città di Dublino. Maietti ha iniziato a scrivere per “Il Giorno” nel 1987.

22 – Stefano Gianuario

Stefano Gianuario è uno degli scrittori di Milano giornalista professionista, nato nel 1985. Dopo aver svolto un ruolo importante nella cronaca locale, ricoprendo il ruolo di Direttore Responsabile per il sito web “Nordmilano24.it“, si è specializzato nell’ambito dell’economia e delle imprese. Per questo motivo, ha lavorato presso la divisione editoriale del Gruppo IEG, con un focus particolare sulle tematiche legate al turismo e ai viaggi.

Successivamente, l’autore milanese Gianuario ha maturato una significativa esperienza come responsabile dell’ufficio stampa e comunicazione, presso Federdistribuzione, un’associazione datoriale che rappresenta le principali imprese della grande distribuzione organizzata in Italia.

In seguito alla sua esperienza, ha ricoperto il ruolo di COO in “Calcio e Finanza“, una delle principali testate giornalistiche online, specializzate nel mondo del calcio e dell’economia sportiva.

23 – Giovanni Raiberti

Nato il 18 aprile del 1805, Giovanni Lodovico Ambrogio Rajberti è stato uno degli scrittori di Milano, medico chirurgo e poeta. È deceduto a Monza il 11 dicembre del 1861.

Suo padre, Benedetto Rajberti, proviene da una famiglia nobile decaduta. Dopo aver completato gli studi classici, l’autore milanese Rajberti si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Pavia, dove consegue la laurea con una tesi in latino sulle proprietà medicinali della valeriana.

In quel periodo, Rajberti inizia anche a scrivere poesie. Tra queste, spiccano due elegie intitolate “Pensieri” e “La partenza“. La produzione poetica di Rajberti è spesso caratterizzata da un tono scherzoso e satirico, ma ciò non significa che egli prenda le disgrazie umane alla leggera.

Al contrario, il suo umorismo è permeato da un sentimento nobile, che si riflette nel suo modo di ridere. La sua posizione critica nei confronti della filosofia fu un aspetto che Rajberti mostrò distintamente. Uno dei tratti caratteristici della sua opera è la sua tendenza alla prolissità, che talvolta appare ingiustificata.

Il medico-poeta e scrittore milanese si cimenta spesso in argomenti scherzosi, mescolandoli a riflessioni più serie, il che può confondere il lettore. Rajberti fa parte della cerchia di scrittori capaci di scrivere sia in modo giocoso e burlesco, sia serio e riflessivo, a seconda delle esigenze del momento. Inoltre, questo autore di Milano era un amante di Orazio, un notevole poeta milanese, e ha apportato al panorama letterario dell’epoca una serie di novità.

24 – Paolo Cognetti

Nato il 27 gennaio del 1978, Paolo Cognetti è uno degli affermati scrittori di Milano. Ed ha studiato matematica all’Università degli Studi di Milano, ma ha poi deciso di seguire la sua passione per il cinema, diplomandosi alla “Civica Scuola di Cinema” di Milano nel 1999.

Nel decennio successivo, si è specializzato nella realizzazione di documentari che affrontavano tematiche sociali, politiche e letterarie. Nel 2009, l’autore milanese Paolo Cognetti è stato premiato con il riconoscimento “Lo Straniero“, un premio attribuito dalla rivista omonima diretta da Goffredo Fofi. Ed assegnato a coloro che si distinguono per l’eccellenza e la generosità nella cultura, nell’arte, nei saggisti e nelle iniziative sociali.

La montagna, e in particolare la Valle d’Aosta, rappresenta per il romanziere milanese Cognetti un luogo significativo, avendo trascorso lì le sue estati da bambino e essendoci ritornato dopo aver compiuto trent’anni. A partire dal 2017, Paolo Cognetti ha dato vita a tre edizioni di un festival di arte, libri e musica in montagna, denominato “Il richiamo della foresta“, organizzato in collaborazione con l’associazione culturale “Gli urogalli“.

È stato insignito del prestigioso Premio Strega sempre nel 2017, grazie alla pubblicazione del suo romanzo “Le otto montagne“. Inoltre, sempre in Valle D’Aosta, ha costruito e gestisce un rifugio culturale. Nel 2022, il suo romanzo “Le otto montagne” è stato adattato in un film, diretto da Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, e Cognetti ha collaborato al progetto ed ha anche un cameo nel film.

25 – Marco Balzano

Nato il 6 giugno 1978, Marco Balzano è uno degli scrittori di Milano che si distingue anche come poeta, e studioso di lingua e letteratura italiana. Marco Balzano infatti è un docente di lettere a Milano, dove vive con la moglie e i due figli.

Ha conseguito il “dottorato di ricerca” con una tesi incentrata su Giacomo Leopardi, e ha ricevuto il prestigioso “Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani.” Nel 2007, esordisce come scrittore pubblicando la raccolta di poesie “Particolari in controsenso“, ed ha scritto numerosi articoli e saggi su Dante, Leopardi, Belli e Pascoli per varie pubblicazioni.

Il suo primo romanzo, “Il figlio del figlio“, viene pubblicato nel 2010. Nel 2018 l’autore milanese Marco Balzano si unisce alla casa editrice Einaudi per pubblicare il suo quarto romanzo, “Resto qui“. Il libro ha ottenuto un grande successo, vincendo diversi premi tra cui il “Premio Mario Rigoni Stern” e il “Premio Bagutta“, e classificandosi al secondo posto al “Premio Strega“.

La sua fama ha attraversato i confini italiani, tradotto in 29 paesi e gli ha fatto vincere il “Prix Méditerranée” in Francia. In Germania il libro ha venduto centomila copie in pochi mesi. L’anno 2022 segna l’uscita della raccolta di poesie “Nature umane“. Marco Balzano contribuisce alle rubriche culturali del giornale “Corriere della Sera“, e lavora come insegnante di scrittura presso la Scuola Belleville di Milano.

26 – Nanni Balestrini

Nanni Balestrini è stato uno dei famosi scrittori di Milano, poeta e saggista, nato il 2 luglio del 1935 e scomparso il 19 maggio del 2019 a Roma.

L’autore milanese Balestrini è stato uno dei protagonisti della Neoavanguardia italiana. Ha fatto parte del gruppo sperimentale de “I Novissimi” e del “Gruppo 63“. La sua vasta produzione letteraria comprende poesie sperimentali e romanzi politicamente impegnati, in particolare riguardanti le lotte degli anni ’60 e gli “anni di piombo“. Ha anche dato un importante contributo nell’ambito dell’arte visiva con la sua “poesia totale“.

Nel 1979, a seguito dell’ondata di arresti che portarono al “Processo 7 aprile“, evitò il carcere rifugiandosi in Francia. Ha scritto il saggio “L’orda d’oro” in collaborazione con Primo Moroni, che è stato ristampato diverse volte con contributi di Umberto Eco, Toni Negri, Rossana Rossanda e altri. Balestrini ha contribuito alla nascita di diverse riviste culturali, tra cui “Il Verri“, “Quindici“, “Alfabeta“, “Zoooom” e “Azimuth“. È morto a Roma all’età di 83 anni, dopo una breve malattia.

27 – Carlo Maria Maggi

Considerato il fondatore della letteratura milanese moderna, Carlo Maria Maggi è stato uno dei più famosi scrittori di Milano, e drammaturgo. Nacque il 3 maggio 1630, figlio di Giovan Battista Maggi e Angela Riva. Il padre era un ricco mercante di tessuti e gioielli.

Dopo aver ottenuto la laurea in diritto civile e canonico a Bologna nel 1649, Maggi viaggiò in Italia prima di stabilirsi definitivamente a Milano. Nel 1656 questo autore milanese sposò Anna Maria Monticelli, dalla quale ebbe undici figli, e visse nella sua città natale per il resto della sua vita.

Le sue opere letterarie gli valsero un’enorme reputazione sia in patria che all’estero, ottenendo importanti riconoscimenti e apprezzamenti, e diventando membro di numerose accademie, come l’Accademia della Crusca e l’Accademia dell’Arcadia.

Tra le opere di Carlo Maria Maggi, quelle che gli procurarono maggiore fama, sia in Italia che all’estero, furono le commedie in versi. In queste commedie, scritte negli ultimi anni di vita, alcuni personaggi parlano in dialetto milanese. Tra le opere più note ci sono: “Il Mancomale“, “Il barone di Birbanza“, “I consigli di Meneghino” e “Il falso filosofo“. Le commedie sono apprezzate per la vivacità con cui presentano scene e personaggi, e per aver contribuito a rendere popolare la figura di Meneghino, che diventò poi la maschera tradizionale milanese. Nella sua epoca, la fama di questo poeta era così grande che il Muratori non esitò a paragonarlo a Dante e al Petrarca.

28 – Emilio Praga

Emilio Praga, nato il 18 dicembre 1839 e morto il 26 dicembre 1875, è stato uno degli scrittori di Milano più poliedrici, noto per le sue opere letterarie, pittoriche e librettistiche.

Appartenente alla corrente artistica della “Scapigliatura“, considerato un seguace di Baudelaire, è stato anche padre di Marco Praga, drammaturgo verista e co-fondatore nonché direttore della SIAE. L’autore milanese Emilio Praga proveniva da una famiglia benestante, impegnata nell’industria. Grazie alla sua posizione sociale privilegiata, poté viaggiare in Europa tra il 1857 e il 1859, trascorrendo lunghi periodi a Parigi, dove studiò le opere di Baudelaire, Victor Hugo, Alfred de Musset e Heinrich Heine. Fu in quella città che intraprese la pittura, utilizzando la tecnica dell’acquerello.

Tornato a Milano, Emilio entrò in contatto con il gruppo della Scapigliatura, divenendone un importante membro, e stringendo amicizia con Camillo ed Arrigo Boito. Tuttavia, con la morte del padre ed il collasso finanziario dell’azienda di famiglia, lo scrittore di Milano Emilio non riuscì a mantenere un lavoro stabile e cadde vittima dell’alcolismo, abbandonandosi a una vita sregolata, spesso caratterizzata dall’uso di droghe.

Egli fu, tra gli “scapigliati”, quello più rappresentativo a vivere il modello del “poeta maledetto” di Baudelaire. Dopo una lite con la moglie e la separazione dal figlio Marco di soli 11 anni nel 1873, il suo malessere si intensificò. Portandolo alla morte in condizioni di miseria nel 1875, all’età di soli 36 anni, a causa dei suoi vizi e probabilmente di cirrosi epatica, nella casa del fratello.

29 – Emilio De Marchi

Emilio De Marchi, nato il 31 luglio 1851, è stato uno dei più celebri scrittori di Milano, poeta e traduttore. È considerato uno dei più rilevanti narratori del secondo Ottocento italiano, e si è distinto soprattutto per la sua abilità nella rappresentazione dei contadini lombardi, e della piccola borghesia milanese, nei suoi scritti.

Egli proveniva da una famiglia modesta composta dal padre Giovanni, la madre Caterina e tre fratelli: Attilio, Luigi ed Edoardo. Dopo la prematura morte del padre, riuscì comunque a laurearsi in Lettere nel 1874 presso l'”Accademia scientifico-letteraria” di Milano, che in seguito diventò l’Università degli studi di Milano.

Per via della sua convinzione che la letteratura dovesse avere una funzione educativa, pubblicò i suoi romanzi sui quotidiani, seguendo l’esempio di Manzoni. Scrive nel (1887) “Il cappello del prete“, con il preciso intento di produrre un romanzo d’appendice di tipo “giudiziario” con un buon livello letterario, che si distingua da quelli dozzinali e volgari pubblicati dai quotidiani dell’epoca.

Il successivo “Demetrio Pianelli” (1889) torna ad un’ambientazione milanese. Tale romanzo appartiene al filone del romanzo “impiegatizio“, i cui dimessi eroi condannati ad una mediocre routine, scoprono dentro di sé il bisogno di una felicità regolarmente negata. Più che ai “vinti” di Verga, a differenza del quale De Marchi interviene nel racconto, il personaggio di Demetrio fa pensare ad un’umanità dolente di umiliati e offesi, bilanciato da un umorismo manzoniano.

30 – Cletto Arrighi

Cletto Arrighi, pseudonimo di Carlo Righetti (1828-1906), è stato un altro appartenente alla lista degli scrittori di Milano “scapigliati”, giornalista e politico.

È nato a Milano da Giuseppe e Annamaria Cassina, in una famiglia frequentata da intellettuali come Monti, Foscolo, Visconti e Grossi. Ha partecipato attivamente alle “cinque giornate” di Milano nel 1848 e alla prima guerra di indipendenza, e successivamente ha prestato servizio volontario per il Regno di Sardegna dal 1859 al 1861.

Dopo aver studiato da autodidatta, lo scrittore milanese Arrighi si è laureato in legge a Pavia. Nel 1860 fondò il giornale “Cronaca grigia“, che contribuì alla diffusione della Scapigliatura e ospitò il dibattito sul Verismo. Il romanzo più celebre di Righetti è “La Scapigliatura e il 6 febbraio” (1862), in cui descrive la vita di un gruppo di giovani ribelli, che diventeranno il nucleo fondatore della Scapigliatura.

Successivamente, scrisse numerosi romanzi storici, avventurosi e di mistero. Attratto dalla lingua milanese, Cletto Arrighi si dedica alla creazione di un dizionario di milanese-italiano, pubblicato nel 1896 come parte della collana Manuali Hoepli.

La sua vita è segnata dall’instabilità e dall’eccesso: come membro del movimento scapigliato, riflette la loro inclinazione alla vita disordinata e ribelle. Inoltre, il suo vizio del gioco d’azzardo lo porta a perdere grosse somme di denaro, aggravando la sua situazione finanziaria. Alla fine della sua vita, Carlo Righetti, noto come Cletto Arrighi, passò un periodo difficile, durante il quale fu lasciato solo e senza mezzi economici.

31 – Primo Moroni

Nato il 17 giugno 1936, Primo Moroni è stato uno dei celebri scrittori di Milano, libraio e attivista politico e sociale. Che ha rappresentato un punto di riferimento intellettuale fino agli anni ’90 per molti gruppi della “sinistra extraparlamentare“, come l’anarco-punk e il sindacalismo di base.

Questo autore milanese è nato da genitori toscani, si erano trasferiti in cerca di un futuro migliore. Dopo aver frequentato la scuola fino alla seconda media, ha iniziato a lavorare dopo un anno di avviamento professionale.

Nel 1988, fu coautore con Nanni Balestrini di un libro intitolato “L’orda d’oro (1968-1977). La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale” pubblicato dalla SugarCo. È uno dei saggi più importanti sulla storia dei movimenti operai e studenteschi italiani, nonostante non sia destinato a un pubblico specializzato. Grazie ai suoi contributi, ha contribuito a mantenere la memoria storica del movimento, della società e della sinistra milanese.

Ha anche collaborato con John Nicolò Martin per scrivere “La luna sotto casa“, un libro che narra la storia sociale di Milano dal secondo dopoguerra alla fine degli anni ’80, attraverso una serie di vicende politiche ed esistenziali. Questo autore viene annoverato tra i pensatori più influenti sulla “modernità” nella vita di tutti i giorni e nei movimenti sociali. Egli si basa sulle teorie di Karl Marx presenti nei Grundrisse, e sulle idee di Marshall Berman espresse nel suo libro “L’esperienza della modernità“.

32 – Marco Philopat

Nato il 14 marzo 1962, Marco “Philopat” Galliani è una personalità poliedrica: è uno degli scrittori di Milano, editore e attivista italiano. È noto per la sua profonda conoscenza della cultura underground e per i suoi studi approfonditi su questo tema.

Negli anni ’70, Marco “Philopat” Galliani si unisce al movimento punk italiano e diventa uno dei più esperti conoscitori e promotori del movimento stesso. Nel 1979, insieme al suo gruppo musicale HCN, partecipa alla prima ondata del punk rock italiano. E nel 1982 è tra i fondatori del Virus di Milano. Nel 1987, partecipa alla creazione della cooperativa editoriale “Shake edizioni underground“.

Nel 1997, il romanziere milanese pubblica “Costretti a sanguinare” (Shake Edizioni, poi Einaudi 2006, e ancora Agenzia X 2016 in edizione aggiornata), in cui narra in prima persona, attraverso un flusso di coscienza senza punteggiatura, la sua esperienza giovanile all’interno del movimento punk.

Nel 2002 pubblica il suo secondo libro, “La Banda Bellini“, una storia che segue un gruppo di ragazzi impegnati nel servizio d’ordine, e costretti a scontrarsi con le forze dell’ordine durante le manifestazioni a Milano negli anni ’70. La sua trilogia sull’underground milanese si conclude con “I viaggi di Mel” nel 2004. Nel 2017, Marco “Philopat” Galliani pubblica “I pirati dei navigli” con Bompiani, e insieme a Nicola Del Corno fonda “Moicana – centro studi sulle controculture“.

33 – Alberto Vigevani

Nato il 1º agosto 1918, Alberto Vigevani è stato uno dei più famosi scrittori di Milano, editore, critico teatrale, critico letterario e libraio. È scomparso il 23 febbraio 1999.

Alberto è nato in una famiglia di discendenza ebraica, proveniente dall’Emilia. Grazie alla sua brillante intelligenza e alla passione per la lettura e il teatro, ha potuto frequentare l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, dove ha seguito corsi di Letteratura francese. Fin da giovane si è dedicato al teatro e alla scrittura di recensioni, stringendo amicizia con Ernesto Treccani, Alberto Mondadori e Alberto Lattuada.

Inoltre, ha recitato in una piccola parte nel film “I ragazzi di via Pal“. Il romanzo d’esordio di Alberto Vigevani, intitolato “Erba d’infanzia” (1943), venne pubblicato dall’editore Parenti di Firenze, dove l’autore conobbe e frequentò diversi scrittori e intellettuali, tra cui Montale e Carlo Emilio Gadda, all’interno del circolo “Giubbe Rosse“.

Tuttavia, la fuga ignominiosa del Re, la recrudescenza delle persecuzioni razziali e il caos generale, portarono Vigevani a rifugiarsi in Svizzera insieme alla moglie Annamaria Camerini e al loro primogenito Paolo, che aveva appena sei mesi. Dopo essersi rifugiato in Svizzera nel 1943, Vigevani pubblica un romanzo intitolato “Compagni di settembre” sotto lo pseudonimo di Tullio Righi nel 1944 a Lugano.

Successivamente, rinnegherà il lavoro. Il romanzo è stato anche pubblicato in tedesco a Zurigo nello stesso periodo. Dopo il ritorno in Italia, ha pubblicato diversi libri che hanno avuto un discreto successo, tra cui “L’invenzione“, che gli ha fatto vincere il “Premio Bagutta” nel 1970.

34 – Delio Tessa

Nato il 18 novembre 1886, Delio Tessa è stato uno degli importanti scrittori di Milano e poeta, riconosciuto da molti come uno dei più grandi poeti dialettali del XX secolo.

Terminati gli studi al liceo “Beccaria“, Delio Tessa conseguì la laurea in giurisprudenza all’Università di Pavia nel 1911. In seguito alla laurea, esercitò come avvocato e giudice conciliatore, ma non trovando la professione soddisfacente, decise di dedicarsi alla poesia in dialetto milanese, alla letteratura, al teatro e al cinema.

La sua poesia, semplice e intensa, è stata molto apprezzata dal pubblico e dalla critica, che l’hanno spesso confrontato con altri grandi poeti dialettali del passato. Dotato di forti ideali antifascisti, Delio Tessa si sentì sempre in disparte rispetto alla cultura dominante, preferendo invece scrivere per riviste locali come “L’Ambrosiano“, e per giornali esteri come il “Corriere del Ticino“. Inoltre, collaborò anche con la Radio della Svizzera italiana.

I suoi temi preferiti erano il dramma della guerra, soprattutto della prima guerra mondiale, e la vita quotidiana degli “emarginati della società“. Il romanziere milanese Tessa curava la musicalità, e le sonorità dei versi, in modo del tutto personale. Il tema della morte è ricorrente nella poesia di Delio Tessa, la quale spesso riflette anche un certo pessimismo, motivato sia da fattori culturali che personali. Tessa è scomparso a Milano il 21 settembre 1939, lasciando dietro di sé un’opera poetica di grande valore artistico e culturale.

35 – Giuseppe Rovani

Giuseppe Rovani fu uno dei più celebri scrittori di Milano e giornalista, nato il 12 gennaio 1818, e morto il 26 gennaio 1874 nella stessa città. Nacque in una famiglia povera e difficile, con un padre che non lavorava granché, e una madre che alzava le mani. Studiò con l’abate Giuseppe Pozzone, imparando molti dettagli sulla società milanese.

Iniziò la sua carriera come insegnante per le famiglie nobili, e successivamente lavorò presso la biblioteca di Brera, ma venne licenziato dopo aver partecipato alla rivoluzione del 1848, e aver combattuto per la “Repubblica Romana“. Costretto all’esilio in Svizzera, incontrò molti altri esuli italiani di spicco.

Lo scrittore milanese Rovani mostrò una forte affinità con il movimento della Scapigliatura. Inoltre, egli ebbe una relazione profonda con Carlo Cattaneo, un intellettuale e politico italiano che fu esiliato per le sue idee liberali e repubblicane. Rovani espresse una posizione molto critica nei confronti del romanzo storico, che era molto popolare in quel periodo e che derivava dalla corrente romantica.

L’accusa era che questi romanzi presentassero stereotipi sentimentali e che si basassero su meccanismi narrativi che avevano perso la loro novità. Successivamente, questo autore di Milano si schierò a favore del romanzo che descriveva ambienti contemporanei, ritenendo che fosse più in linea con la realtà. La sua opera più famosa, “Cento anni” (1859-1864), fa parte di questo filone narrativo e, insieme a “Le confessioni d’un italiano” di Ippolito Nievo, contribuì significativamente all’evoluzione del romanzo in Italia.

36 – Gian Pietro Lucini

Pieter Lucini, meglio noto con lo pseudonimo di Gian Pietro Lucini (30 settembre 1867 – 13 luglio 1914), è stato uno degli importanti scrittori di Milano, esponente della poesia e della critica letteraria italiana. Egli ha subito scarsa considerazione e critica fino a Franco Fortini. Tuttavia, è stato rivalutato da Edoardo Sanguineti e, negli ultimi anni, ha ricevuto una profonda attenzione da parte degli studiosi.

Dopo essersi stabilito con la sua compagna Giuditta Cattaneo a Breglia, Gian Pietro Lucini si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Pavia nel 1892, presentando una tesi incentrata sul tema delle considerazioni generali sull’azione dello stato, in relazione ai diritti dei privati. Nel 1895, contrariamente alle “convenzioni” dell’epoca, l’autore milanese Lucini celebra il proprio matrimonio con Giuditta Cattaneo con rito civile.

La produzione saggistica di Gian Pietro Lucini, presente nel volume “Il verso libero” pubblicato nel 1908, esprime la parte più rilevante della sua personalità. Lucini oppone ai valori di D’Annunzio e del Futurismo, i valori etico-formali di Carducci e Foscolo, ma senza successo completo.

Le raccolte poetiche di Lucini, “Il libro delle figurazioni ideali” del 1894 e “Il libro delle immagini terrene” del 1898, risentono dell’influenza della letteratura parnassiana e simbolista francese. Questo scrittore di Milano mescola l’eloquio, alto e basso, senza differenze e rifiuta la purezza linguistica. Nelle sue scelte linguistiche e tematiche, si può notare una certa eredità dalla Scapigliatura, con un gusto per la stranezza macabra e un’accentuata esasperazione di modelli romantici antichi.

Scrittori Milanesi – Conclusione

I lettori più appassionati sono sempre alla ricerca di scrittori di Milano, che siano in grado di scrivere libri che valga la pena leggere. Molti di questi autori milanesi sono ormai famosi in tutto il mondo, ed i loro libri “celebrano” le nostre culture e tradizioni. In molti casi, si tratta di scrittori che hanno saputo catturare l’immaginazione dei lettori, e li hanno accompagnati in un viaggio alla scoperta di nuovi mondi.

Pertanto, grazie a scrittori milanesi come Stefano Mauri, Carlo Tenca e Alessandro Robecchi, l’Italia è una delle “patrie” della letteratura mondiale. Questi grandi autori hanno saputo catturare l’immaginazione dei lettori di tutto il mondo, dando vita a storie affascinanti e coinvolgenti. Grazie a loro, la letteratura italiana è riconosciuta in tutto il mondo come una delle più ricche e suggestive.

Io penso che gli scrittori milanesi siano dei grandi artisti, che hanno contribuito alla ricchezza della nostra cultura. La loro opera ci offre una preziosa “finestra” sul mondo, la sua bellezza e la sua complessità. Vorrei ringraziarli per il regalo che ci hanno fatto e invitarli a continuare a scrivere, in modo da poter continuare a esplorare il mondo attraverso i loro occhi.

E adesso, non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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