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Scrittori di Mantova: i Migliori Autori e Poeti Mantovani

da | 21 Apr 2023

Benvenuti nell’articolo “Scrittori di Mantova“, in cui esploreremo il patrimonio letterario di una delle città più affascinanti dell’Italia settentrionale. Mantova, situata in Lombardia, è stata la patria di numerosi scrittori e poeti, che hanno lasciato un’impronta indelebile sulla cultura italiana e internazionale.

Da Virgilio a Sordello da Goito, passando per i grandi autori del Rinascimento italiano come Pietro Pomponazzi e Carlo D’Arco, Mantova è stata un luogo di “ispirazione” per artisti di tutti i generi.

In questo articolo, “esploreremo” le vite e le opere di alcuni dei più grandi scrittori di Mantova, analizzando il loro contributo alla letteratura e alla cultura italiana, e scoprendo le storie e le curiosità che si nascondono dietro le loro creazioni. Pronti per un viaggio nel tempo e nella bellezza della letteratura mantovana?

1 – Sordello da Goito

Sordello da Goito, un poeta ed uno degli scrittori di Mantova, ed ha lasciato un’impronta significativa nella storia letteraria italiana.

Era un nobile di nascita ed un giullare, che ha adottato la “lingua d’oc” nelle sue opere e ha suggerito ai suoi figli di fare lo stesso. Il padre di Sordello era un militare che risiedeva al Castello di Goito, e il poeta stesso è originario di Corte Sereno.

Il suo primo lavoro fu uno scambio di strofe in provenzale con Aimeric de Peguilhan. Lo scrittore mantovano Sordello ha trascorso del tempo a Ferrara tra il 1220 e il 1221, prima di trasferirsi a Verona, dove ha incontrato il conte Riccardo di Sambonifacio e Rambertino Buvalelli, che gli hanno insegnato i rudimenti dell’arte poetica.

Durante il periodo compreso tra il 1225 e il 1230, ha scritto alcuni “partimens” con Guilhem de la Tor, in cui ha esplorato le idee dell’amore cortese.

L’autore di Mantova Sordello si è sposato con Otta degli Strasso, una nobildonna di Ceneda, ed ha composto una collezione di 42 liriche su vari argomenti, compresi l’amore e la politica. Egli ha ricevuto un grande onore, quando Dante Alighieri lo ha raffigurato nei canti VI, VII e VIII del “Purgatorio“.

2 – Roberto Colaninno

Roberto Colaninno è un imprenditore di successo, nonché uno degli scrittori di Mantova famosi.

Nato il 16 agosto 1943, ha una famiglia originaria di Acquaviva delle Fonti in Puglia. È sposato e ha due figli, che sono anche entrambi imprenditori affermati. Il primogenito Matteo è un politico che ha aderito al “Partito Democratico” ed in seguito a “Italia Viva“, ed è stato eletto deputato nel 2008.

Il figlio minore Michele, invece, è l’amministratore delegato e direttore generale di IMMSI, la finanziaria di famiglia. L’autore mantovano Colaninno stesso ha una laurea in ragioneria, ed attualmente ricopre la carica di presidente di IMMSI e Piaggio.

Inoltre, fa parte del consiglio di amministrazione di Alitalia. Come scrittore di Mantova, ha pubblicato un libro intitolato “Primo tempo. Olivetti, Telecom, Piaggio: una storia privata di 10 anni di capitalismo italiano“.

3 – Pietro Pomponazzi

Pietro Pomponazzi è stato un importante scrittore di Mantova antico, conosciuto anche come “Peretto Mantovano“. Nato in una famiglia ricca il 16 settembre 1462, ha lavorato come filosofo ed umanista italiano, e ha scritto un importante saggio chiamato “De maximo et minimo“, che contestava le teorie di Guglielmo Heytesbury.

In seguito, ha lavorato a Ferrara, Mantova e infine all’Università di Bologna, dove ha pubblicato le sue opere maggiori. Tra cui “De fato” e “De naturalium effectuum causis sive de incantationibus“, ed ha scritto anche valutazioni sulle opere di Aristotele. Pomponazzi ha anche scritto il “Tractatus de immortalitate animae“, che ha suscitato molte contestazioni e condanne, poiché sosteneva che non era possibile dimostrare l’immortalità dell’anima, attraverso il ragionamento logico.

Secondo l’autore mantovano, nulla accade per caso, e tutto ha una causa naturale ben precisa, e i politici e le classi più elevate tengono il popolo in stato di timore approfittando dell’ignoranza. Questa sua posizione gli ha impedito di credere nel “libero arbitrio“, poiché tutto era già predisposto da forze naturali superiori all’uomo. Questa concezione deterministica dell’universo lo ha portato a finire la sua esistenza togliendosi la vita, come testimoniato da uno dei suoi allievi.

4 – Ivanoe Bonomi

Ivanoe Bonomi, nato il 18 ottobre 1873 deceduto il 20 aprile 1951 a Roma, è stato uno dei noti scrittori di Mantova, personaggio attivo nel campo della giurisprudenza, del giornalismo e della politica.

Nato durante il periodo successivo all’Unità d’Italia nel 1873, Ivanoe Bonomi apparteneva alla “seconda generazione” di politici italiani, che non avevano preso parte alle guerre del Risorgimento. Nel 1893, si unì al Partito Socialista dei Lavoratori Italiani e diventò uno dei membri di spicco del partito.

Si diplomò in scienze naturali nel 1896 e in giurisprudenza nel 1900. Nel frattempo, intraprese la carriera di insegnante, ma la abbandonò nel 1898 per diventare un giornalista socialista, scrivendo per diversi giornali come “Avanti“!, “Critica Sociale“, “Tempo” e “Azione Socialista“.

La sua carriera politica ebbe inizio quando fu eletto al Consiglio comunale di Mantova, nel periodo tra il 1899 e il 1902. Successivamente, questo autore mantovano fu membro del Consiglio provinciale di Mantova dal 1904 al 1905, dal 1907 al 1910 e dal 1914 al 1920.

Il 8 maggio 1948, Ivanoe Bonomi fu eletto primo Presidente del Senato della Repubblica italiana. Mantenne questa posizione fino alla sua morte, avvenuta all’età di settantasette anni, il 20 aprile 1951, nel suo appartamento presidenziale a Palazzo Giustiniani a Roma. Sebbene non fosse un praticante cattolico, il suo funerale fu celebrato con rito religioso. Fu sepolto nel cimitero di Volta Mantovana.

5 – Carlo D’Arco

Carlo d’Arco, nato l’8 settembre del 1799, e deceduto il 26 gennaio del 1872, fu un noto storico dell’arte, pittore ed anche uno degli scrittori di Mantova.

Questo autore mantovano proveniva da una famiglia aristocratica; suo padre, il conte Francesco d’Arco, era uno scrittore di saggi economici, mentre sua madre era la contessa Amalia Sanvitali da Parma.

La sua famiglia si trasferì a Milano nel 1816, dove Carlo studiò pittura e storia dell’arte. Nel 1824 si spostò a Roma, dove continuò i suoi studi e cominciò a dipingere quadri di carattere storico. In seguito, si dedicò alla produzione di opere di disegno e illustrazioni, tra cui i Monumenti di pittura e scultura selezionati a Mantova e nel territorio circostante, e il “Museo della Reale Accademia” di Mantova.

Tuttavia, le sue opere più note sono i fondamentali saggi di storia dell’arte: “Istoria della vita e delle opere di Giulio Pippi Romano” e “Delle arti e degli artefici di Mantova“. Questi testi contengono informazioni illustrate da disegni e monumenti e costituiscono la sua eredità più importante.

Il 25 giugno 1840, Carlo d’Arco fu ammesso come membro dell’Accademia delle scienze di Torino. Nonostante la sua attività di storico dell’arte e pittore, egli partecipò attivamente alla vita civile, svolgendo ruoli di amministratore presso l’Ospedale, e la commissione dell’anagrafe del Comune di Mantova. Durante il periodo difficile del 1848, d’Arco fu addirittura podestà di Mantova. Morì all’età di settantadue anni, e gli sono stati dedicati un istituto d’istruzione secondaria e una piazza a Mantova.

6 – Mauro Carbone

Mauro Carbone, uno degli scrittori di Mantova esperto in filosofia, nasce nel 1956.

Nel 1980, si è laureato all’Università degli Studi di Bologna in Storia della Filosofia Contemporanea, presentando una tesi intitolata “Merleau-Ponty e il marxismo: il problema del soggetto nella storia“. Successivamente, nel 1985, ha conseguito il “Diploma di Perfezionamento in Metodologia della Ricerca filosofica e Filosofia delle scienze“, presso l’Università degli Studi di Padova.

Nel 1990, ha ottenuto il dottorato di ricerca presso l’Institut Supérieur de Philosophie dell’Université Catholique de Louvain in Belgio, presentando una tesi intitolata “La filosofia dell’espressione di Maurice Merleau-Ponty a partire da Cézanne e Proust“. Questa tesi è stata premiata dall’Académie Royale de Belgique.

A partire dal 1994, lo scrittore di Mantova Carbone è stato ricercatore presso l‘Università degli Studi di Milano. Nel 2001, è diventato professore associato di Estetica e, tre anni dopo, ha inaugurato la cattedra di Estetica Contemporanea. Ha mantenuto questa posizione fino al 2009.

Dal 2008 al 2010, Mauro Carbone è stato uno dei fondatori e direttori dell’European Network in Contemporary French Philosophy (ENCFP), insieme a Miguel de Beistegui dell’Università di Warwick, A. Davidson dell’Università degli Studi di Pisa e F. Worms dell’École Normale Supérieure.

Il gruppo ha organizzato un programma di ricerca internazionale sulla filosofia del XX secolo in Francia. Dal 2002, Carbone dirige la collana filosofica italo-francese “L’occhio e lo spirito. Estetica, fenomenologia, testi plurilingui / L’œil et l’esprit. Esthétique, phénoménologie, textes plurilingues” per Mimesis Edizioni.

7 – Yohanan Alemanno

Yōḥānān ben Yitshaq Alemanno, nato intorno al 1435 a Mantova, è stato un erudito ed uno degli scrittori di Mantova, oltre che filosofo. La sua vita si concluse intorno al 1504.

Yōḥānān ben Yitshaq Alemanno era di origini francesi ed era di fede ebraica. Trascorse gran parte della sua vita a Firenze, dove studiò e insegnò lingua ebraica a vari umanisti italiani, tra cui Giovanni Pico della Mirandola.

In seguito, l’autore mantovano Alemanno insegnò in diverse città italiane, e visse a lungo presso la corte dei Gonzaga a Mantova. Tornò a Firenze nel 1488, dove rimase per nove anni fino al 1497. Durante questo periodo, Alemanno ebbe un rapporto di amicizia con Lorenzo il Magnifico, noto “mecenate” della cultura italiana del Rinascimento.

Secondo le idee di Yōḥānān ben Yitshaq Alemanno, era necessario “fondare” gli ideali politici per la creazione di una nuova nazione ebraica, sullo studio della retorica e della lingua delle Sacre Scritture.

Nel suo “Commento al Cantico dei Cantici“, scritto nel 1488 per Giovanni Pico della Mirandola, Alemanno descriveva il re Salomone, come colui che aveva trasmesso tutta la scienza alla civiltà greca antica. Tuttavia, l’integrità della cultura ebraica era stata persa a causa delle scienze pagane e cristiane, il che aveva portato alla punizione divina dell’esilio per la perdita dell’identità nazionale del popolo ebraico. Per ricostruire la cultura nazionale ebraica, quindi, era necessario rifarsi allo studio della tradizione filosofica classica, che aveva “raccolto” anche quella ebraica.

8 – Opprandino Arrivabene

Opprandino Arrivabene, uno degli scrittori di Mantova dedito al giornalismo, nacque nel 1807 e morì a Roma il 2 gennaio 1887.

Nato in una famiglia aristocratica, nel 1807, l’autore mantovano Arrivabene venne coinvolto nei “movimenti” liberali, e fu arrestato. Nel 1830 si trasferì a Milano, dove iniziò a scrivere per vari giornali, e nel 1839 si stabilì a Napoli, prima di trasferirsi a Genova nel 1848. Ed infine a Torino.

Collaborò con diversi giornali, tra cui “La Concordia” di Lorenzo Valerio e “Il Risorgimento” di Cavour, ed in seguito divenne direttore della rivista “Il Barbiere di Siviglia“, che successivamente fu ribattezzata “Il Figaro“.

Lo scrittore di Mantova Arrivabene era un liberale moderato, e aveva un’amicizia profonda con Cavour, che condivise con lui molte posizioni politiche. Nella sua vita sociale, Opprandino Arrivabene fu uno dei membri più influenti del salotto di Clara Maffei, e si avvicinò al critico musicale Francesco Regli.

Iniziò a sostenere il compositore Giuseppe Verdi fin dall’inizio della sua carriera, e la loro amicizia durò per ben cinquant’anni. La loro corrispondenza fu pubblicata nel 1931, e costituisce una fonte importante per gli studiosi della vita di Verdi. Arrivabene morì a Roma il 2 gennaio 1887, lasciando il suo patrimonio al cugino, Silvio Arrivabene.

9 – Ferdinando Arrivabene

Ferdinando Arrivabene (1770-1834) è stato un patriota, uno degli scrittori di Mantova e poeta, che non deve essere confuso con un omonimo letterato della stessa famiglia (1824-1892), noto per aver creato il primo dizionario “Mantovano-Italiano“.

Ferdinando si distinse per il suo impegno patriottico durante la Rivoluzione francese e il periodo napoleonico. Fu anche un uomo di lettere e scrisse numerose opere, tra cui poesie e saggi critici.

Dopo aver conseguito una laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Padova, il romanziere di Mantova Ferdinando Arrivabene si unì al governo della “Repubblica Cisalpina“. Con il ritorno degli Asburgo, fu imprigionato, nel 1800, con l’accusa di attività politica e mandato a Sebenico, in Dalmazia.

Durante la prigionia, compose la canzone “La tomba di Sebenico“, che ebbe grande impatto, poiché esprimeva la sua indignazione per l’ingiusta detenzione. In seguito alle pressioni, le autorità decisero di rilasciarlo.

Dopo diversi incarichi, fu trasferito a Bergamo, e nel 1821 decise di abbandonare la carriera giuridica per dedicarsi completamente alla scrittura nella sua città natale. Durante la sua carriera letteraria, l’autore mantovano Arrivabene ha scritto diverse opere importanti tra cui “Il secolo di Dante” pubblicato a Udine nel 1827 e “Degli amori di Dante“, pubblicato a Mantova nel 1823.

Inoltre, ha ricevuto un premio dall’Accademia di Brescia per il suo trattato giuridico-filosofico intitolato “Sulla filantropia del giudice“. Mentre stava collaborando con altri colleghi alla preparazione di un’ampia opera intitolata “Iconografia d’Italia“, Arrivabene morì improvvisamente, senza avere il tempo di completare il lavoro.

10 – Scipione Agnelli

Nato a Mantova nel 1586, Scipione Agnelli è stato un notevole esponente della Chiesa Cattolica, nonché uno dell’elenco degli scrittori di Mantova. Ed anche giurista. Morì il 1º ottobre 1653, a Casale Monferrato.

L’autore mantovano Scipione Agnelli proveniva da una famiglia aristocratica di servitori dei Gonzaga, con suo padre Lepido Agnelli al loro servizio. Ricevette un’educazione alla corte dei Gonzaga a Mantova e Casale, e completò i suoi studi in teologia e diritto canonico. Nel 1611, tenne un discorso funebre per Eleonora de’ Medici, moglie del duca Vincenzo I Gonzaga.

Fu il duca Ferdinando Gonzaga di Mantova e Monferrato, a suggerire Agnelli per la carica di vescovo di Casale Monferrato. Dopo la sua ordinazione il 18 febbraio 1624, Agnelli iniziò a svolgere il suo lavoro “pastorale“. Tuttavia, a causa della guerra di successione di Mantova e Monferrato, fu impedito per molti anni di esercitare la sua attività nella regione.

Questo scrittore di Mantova trascorse la maggior parte della sua vita nella città di Casale Monferrato, dove morì, come si è detto, nel 1653. Il suo “contributo” alla Chiesa cattolica italiana, ed alla letteratura del tempo è stato notevole, e la sua orazione funebre per Eleonora de’ Medici è ancora considerata un importante esempio di “retorica funebre“.

11 – Marco Antonio Antimaco

Nato intorno al 1473, Marco Antonio Antimaco fu un illustre uomo di cultura ed uno degli scrittori di Mantova, noto per le sue competenze in campo umanistico, letterario e di traduzione dal greco antico.

Grazie all’educazione letteraria impartitagli dal padre, si appassionò alle lingue antiche, tanto da recarsi in Grecia per studiare il greco, con il famoso insegnante di Sparta, Giovanni Mosco. Tornato in Italia, decise di aprire una scuola di lingua greca e letteratura a Mantova, che divenne presto rinomata.

In seguito, si trasferì a Ferrara, dove ripeté la stessa iniziativa di successo, continuando a promuovere la conoscenza delle lingue antiche in Italia. In aggiunta alla sua carriera di insegnante, l’autore mantovano Antimaco divenne anche un notevole traduttore di opere letterarie greche, pubblicate a Basilea nel 1540, insieme a un’orazione che celebrava la grandezza della cultura greca.

Scrisse anche alcune opere poetiche in latino, alcune delle quali vennero pubblicate, mentre altre sono giunte fino a noi sotto forma di “manoscritti“. La sua carriera fu contraddistinta anche dal ruolo di segretario del marchese di Mantova Francesco II Gonzaga, che in seguito gli donò la “Corte Villabella” di Marmirolo. Antimaco morì a Ferrara nel 1552, ma il suo contributo alla diffusione delle lingue antiche, ed alla letteratura dell’epoca, è stato di grande importanza per la cultura italiana.

12 – Giovanni Arrivabene

Giovanni Arrivabene, personaggio noto per la sua attività come patriota, politico, economista e per essere uno degli scrittori di Mantova, nacque il 24 giugno del 1787.

La sua attività di patriota fu contraddistinta dal sostegno alla “causa” dell’unificazione italiana, e fu uno dei protagonisti del movimento Risorgimentale. Nella sua attività politica, ricoprì importanti incarichi pubblici, e contribuì allo sviluppo dell’agricoltura e dell’economia italiana, impegnandosi nella modernizzazione del Paese.

La sua fama si diffuse in tutta Italia, diventando un simbolo del patriottismo italiano. Morì a Mantova il 11 gennaio 1881, lasciando un’eredità storica e culturale di grande rilevanza per il Paese.

A causa della fedeltà all’Austria della sua famiglia, durante l’occupazione napoleonica, il giovane Arrivabene, figlio del conte Alessandro e di Adelaide Malaspina della Bastia, fu costretto all’esilio, insieme ai suoi cari. Dopo l’esilio forzato, lo scrittore mantovano Giovanni Arrivabene tornò in Italia durante la “Restaurazione“, e fondò una scuola a Mantova, basata sul mutuo insegnamento, che fu frequentata da 200 studenti.

La scuola venne chiusa, e Arrivabene arrestato dagli austriaci, a causa delle sue idee liberali. Dopo essere stato rilasciato, si rifugiò in Svizzera, Belgio e infine a Londra, dove venne condannato a morte “in contumacia” in un processo legato ai moti milanesi del 1824. Nel 1838 gli furono revocate la confisca dei beni e la condanna capitale. Nel 1848 partecipò ai moti lombardi. Nel 1859 tornò in Italia dal Belgio, dove si era precedentemente trasferito. Inoltre, scrisse libri di economia e storia, e le sue memorie.

13 – Bonamente Aliprandi

Un altro, nella lista di scrittori di Mantova, fu Bonamente Aliprandi, che nacque nel 1350, e morì nella stessa città nel 1417.

Bonamente Aliprandi era figlio di Simone, deceduto prima del 1383, che era nato a Monza. Questo scrittore di Mantova studiò giurisprudenza, e divenne “priore del collegio dei giureconsulti“. Nel 1380 partecipò, insieme alla moglie Margherita Robbia, alle nozze di Francesco I Gonzaga con Agnese Visconti. Nel 1382, fu inviato come ambasciatore presso il papa Urbano VI ad Avignone dai Gonzaga.

Egli è conosciuto per aver scritto una “Cronaca di Mantova“, conosciuta come “Aliprandina“, in cui descrive la storia della città dalle origini fino al 1414 in modo poetico, usando rime in terzine e mischiando fatti storici e leggende. Nonostante l’opera non sia di grande valore letterario, l’autore mantovano stesso, Aliprandi, è consapevole della sua importanza, come fonte di informazioni sulla sua epoca.

Al di là della scrittura, era un uomo d’affari, che si occupava di appaltare servizi e opere pubbliche. Mantenne relazioni economiche costanti con i Gonzaga per tutta la sua vita. Tra le sue realizzazioni, nel 1397, costruì la sacrestia della chiesa di San Giacomo; nel 1398, l’altare della chiesa di Santa Maria Annunciata e, nel 1409, la cappella di San Nicolò.

Infine, nel 1415, fece costruire la Cappella Aliprandi in onore della Vergine nel Santuario di Santa Maria delle Grazie a Curtatone, Mantova. Aliprandi morì il 9 febbraio 1417, e fu sepolto nella cappella di San Nicolò all’interno della chiesa di San Francesco.

Scrittori Mantovani – Conclusione.

Concludendo, alcuni dei migliori scrittori di Mantova da menzionare, sono Roberto Colaninno e Pietro Pomponazzi. Sordello da Goito ed Ivanoe Bonomi. Manuel Carbone, Yohanan Alemanno e Carlo D’Arco.

Essi sono tutti premiati dalla letteratura italiana, per la qualità della loro scrittura. E sono considerati alcuni tra i più importanti autori mantovani contemporanei. La “produzione” di questi scrittori di Mantova è incentrata sulla narrativa, un genere che in Italia gode di una lunga tradizione e di un vasto pubblico.

In questo articolo, esamineremo diversi scrittori mantovani che hanno avuto un grande impatto sulla letteratura italiana. Infatti, negli ultimi tempi, si è registrato un vero e proprio boom per la lettura in Italia. Questo fenomeno ha coinvolto soprattutto i giovani, che hanno finalmente compreso quanto sia importante leggere libri.

Tra i motivi che hanno contribuito a questa nuova “sensibilità” verso la letteratura, c’è sicuramente la figura di alcuni brillanti scrittori mantovani. Che sono riusciti a far appassionare i lettori di tutte le età.

In questo articolo vogliamo rendere omaggio ai migliori autori di Mantova contemporanei. Quelli che hanno saputo “catturare” l’immaginazione dei lettori, e portarli in mondi fantastici fatti di avventure, romanzi, mystery e tensione.

Questi autori mantovani sono la prova vivente del fatto che la letteratura italiana è ancora viva e vegeta, e che offre tesori nascosti da scoprire.

E adesso, non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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