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Scrittori Italiani: Migliori Autori Contemporanei Moderni ed Elenco

da | 4 Mag 2023

Volendo parlare dei migliori scrittori italiani, non c’è che l’imbarazzo della scelta. E’ infatti sconfinato lo strabiliante mondo degli autori italiani contemporanei. Tra questi ve ne sono alcuni che rappresentano la “punta di diamante“, del nostro patrimonio culturale. Anzi, il vero patrimonio culturale italiano.

Pertanto, sono magistrati, giornalisti, sceneggiatori, criminologi… in ogni caso, prima di tutto, scrittori italiani.

Comunque, vogliamo fartene una carrellata, e li abbiamo scelti in base ai premi letterari vinti. Non perché questa possa essere “garanzia” dell’apprezzamento del pubblico. No. Perché vincere un premio letterario, vuol comunque dire diffondere l’opera di questi autori italiani contemporanei. Anche fra i lettori meno appassionati.

Di conseguenza, si va da Umberto Eco ad Elena Ferrante. Da Gianrico Carofiglio ad Andrea Camilleri. Niccolo’ Ammaniti e Alessandro Baricco. Pensiamo anche a Oriana Fallaci, Dacia Maraini, Roberto Saviano a molti altri ancora. Ma l’elenco sarebbe interminabile. Sono vincitori di premi importanti a livello nazionale ed internazionale… Premio Strega, Bancarella, Cesare Pavese, Viareggio, Campiello, solo per nominarne qualcuno.

Concludendo, sta a noi rendere loro il giusto onore. Come? Leggendo le opere di questi grandi autori italiani contemporanei, che sono presenti in tutte le regioni d’Italia.

Indice dei Contenuti

Scrittori Abruzzesi

Ecco alcuni scrittori italiani abruzzesi, che hanno raccontato la loro meravigliosa terra da prospettive mai banali. Ci hanno regalato vedute estremamente realistiche, degne dei migliori autori italiani. Viaggiamo con Gabriele D’Annunzio, Giorgio Manganelli, e molti altri.

Quindi, lasciamoci raccontare l’Abruzzo da questi eccezionali scrittori italiani contemporanei. Impareremo ad amare questa terra aspra eppure bellissima, che porta già nel nome la propria fisicità… Ci sono tante ipotesi sull’origine dell’appellativo. Ve n’è una che vuole la parola Abruzzo derivare dal latino “abruptus“, cioè ripido, scosceso.

Oltretutto, quanti di noi ricordano ancora i monti e le colline di Abruzzo? Così ben tratteggiate dalla penna di uno dei migliori autori contemporanei, che risponde al nome di Gabriele D’Annunzio? “Settembre, andiamo, è tempo di migrare…” Seguiamo idealmente anche noi quei pastori, che insieme alle loro greggi camminano verso il mare…

E scopriremo, in mezzo a quelle montagne e colline, alcuni tra i migliori scrittori italiani contemporanei.

Per saperne di più, puoi consultare il mio articolo Scrittori Abruzzesi.

Scrittori della Basilicata

La Basilicata, questa terra che un tempo era chiamata “Lucania“. Dal nome dei suoi antichi abitanti, i lucani. Essa vanta un notevole patrimonio culturale. Grazie a una serie di scrittori lucani contemporanei nati in questa terra, o che l’hanno abitata come ospiti. Parliamo ad esempio di Carlo Levi, scrittore italiano che qui visse, autore del famosissimo “Cristo si è fermato a Eboli“. Parliamo anche di Rocco Scotellaro, o Albino Pierro. Che meritano di essere ricordati, come tanti altri, tra i grandi scrittori italiani contemporanei.

Orbene, questa regione è una terra “intrisa” di cultura e bellezza, al tempo stesso enigmatica e affascinante. Una terra che ha dato i natali al poeta latino Orazio. E che ha accolto un popolo, quei famosi lucani, capaci di tener testa per secoli all’esercito romano.

D’altra parte, sono così gli autori italiani della Basilicata. Gente fiera, che merita a pieno titolo di far parte della rosa dei migliori autori italiani contemporanei. Una terra che Pier Paolo Pasolini definì “Cenerentola del Meridione popolare“. E che Rocco Papaleo descrisse “come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi“.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori lucani.

Scrittori Calabresi

La Calabria è una terra strabiliante di scrittori italiani, un “mosaico” di diversità dal quale restiamo incantati. Questa regione ha dato i natali ad autori italiani noti in tutto il mondo. Per citarne qualcuno, Corrado Alvaro, Saverio Strati, Mario La Cava, Francesco Perri. Sono scrittori italiani moderni diventati segno di rivalsa di questa terra incantevole.

Per iniziare, la Calabria è la prima regione italiana che ha ottenuto il nominativo di “Italia“. Si tratta di un nome attribuito dagli antichi greci all’istmo di Catanzaro. Il quale si trovava sotto il domino di Italo, re degli Enotri. E’ una zona che vanta una altissima cultura, grazie alla nascita della Magna Grecia. Essa diventò un faro di civiltà per tutto il Mediterraneo; quel faro adesso viene mantenuto acceso dai suoi scrittori calabresi.

Oltre a questo, in Calabria sta da tempo “fermentando” un cambiamento culturale importante, che mira alla crescita dell’intera zona. La letteratura assume in questo cambiamento un ruolo importantissimo. E la regione le si affida, attraverso l’opera di alcuni tra i migliori scrittori italiani.

Ti ricordo che, per maggiori dettagli, puoi leggere il mio articolo, in cui spiego quali sono i migliori scrittori calabresi.

a) Scrittori di Catanzaro

Iniziamo dicendo che gli scrittori di Catanzaro si dimostrarono eccezionali. Per le loro caratteristiche uniche ed eterogenee. Ed anche, per la passione che mettevano nel documentare ogni aspetto della storia cittadina. In particolare, Giovanni Bruni suscitò grande interesse. A causa della sua invenzione, risalente al 1622, volta a correggere il conio delle monete.

Ancora, Don Fabrizio Biblia. Ha escogitato un’idea di monete dal duplice valore. Le truffe a cui era dedicata la peculiarità, consistevano nell’asportare parti esterne del gettone. Con lo scopo di trarne profitto. A contrastare questa manovra entrò in gioco Rino Rubino. Il quale sviluppò “annulli” talmente validi, da scoraggiarne l’utilizzo per circumnavigare i costi postali.

Oltre a questo, nella sua “I bolli annullatori a svolazzo in Calabria“, Gioacchino Concolino si sofferma ad esaminare la storia delle fontane di Catanzaro. Mentre Angelo Di Lieto affronta il tema del Maritaggio. E della Festa dello Statuto Nazionale per le Fanciulle Povere e Oneste, del Villaggio Marina di Catanzaro. Marziale Mirarchi affascina il lettore con la sua opera “La brigata Catanzaro nel Regio Esercito italiano“.

In più, l’autore calabrese Francesco Delfino. E’ un appassionato studioso della Calabria durante la prima guerra mondiale. Aldo Mercurio narra della vita di Fra Crispino, cappuccino che per quarant’anni ha predicato in diversi luoghi di Catanzaro. Nando Castagna evoca i bombardamenti che colpirono Catanzaro nell’agosto 1943. Umberto Di Tardo si sofferma su tale annata, ricordandovi l’armistizio. E poi, grande poeta dialettale nostrano, Tonino Barbato, compila documenti che raccontano l’importanza del vernacolo suddetto.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Catanzaro.

1 – Domenico Dara

Domenico Dara è uno degli scrittori italiani originario della Calabria, specificamente di Catanzaro. Ed è nato nel 1971. Quindi, si è diplomato presso l’Università di Pisa, dove ha sviluppato la sua tesi di laurea. Incentrata sulla figura di Cesare Pavese. Il suo primo libro di narrativa, intitolato “Breve trattato sulle coincidenze“, è stato pubblicato nel 2014. Ha ottenuto una nomination al “Premio Italo Calvino” e ha vinto il “Premio Città di Como” nella categoria “Esordienti”.

Inoltre, Domenico Dara ha ricevuto anche il “Premio Leonida Repaci“. Grazie al successo del suo secondo romanzo, “Appunti di meccanica celeste“, ha vinto il “Premio Stresa”. Nella XLI edizione nel 2017. Ancora, nel 2020 ha pubblicato un’altra opera intitolata “Malinverno“. Dara ha anche curato “Lettere da un amore” di Alessandro Verri.

Sintetizzando, Domenico Dara è uno degli scrittori italiani più rappresentativi della sua regione d’origine, la Calabria. E gode di grande successo nel mondo della letteratura, sia per i suoi romanzi che per la sua narrativa creativa.

2 – Ettore Castagna

Ettore Castagna è un artista completo, In quanto è uno degli scrittori italiani di Catanzaro, ma anche un musicista e un musicologo. Ed anche uno storico e un antropologo. Inoltre, è un insegnante presso le scuole pubbliche e l’Università di “UniBa“. Come professionista libero, è un consulente ed insegnante di giornalismo, musica e comunicazione, nonché un esperto di sociologia ed antropologia.

Pertanto, la sua passione per l’antropologia si è tradotta in diverse opere. Come il saggio “U sonu” sulle musiche e le danze dell’Aspromonte Greco e “Sangue e onore“. Come esperto di musica, ha promosso diverse iniziative come “Re Nilu” e “Antiche Ferrovie Calabro-Lucane“. Il suo amore per il mare lo ha spinto a diventare un promotore del territorio. Ed egli ha progettato molte attività di valorizzazione della cultura calabrese, in particolare della Magna Grecia.

Per finire, tra le sue opere, lo scrittore di Catanzaro Castagna ha scritto “Rappresentazione e autorappresentazione della ‘ndrangheta“. “Del sangue e del vino“, “Tredici gol dalla bandierina” e “Della Grecia perduta“. Questi libri sono stati pubblicati tra il 2010 e il 2020. E dimostrano la sua abilità e competenza come scrittore calabrese di Catanzaro.

3 – Marziale Mirarchi

Marziale Mirarchi fu uno dei più importanti scrittori italiani e calabresi di Catanzaro. E visse tra il XIX e il XX secolo.

Inoltre, la sua opera più famosa è “La brigata Catanzaro nel Regio Esercito italiano“. Che affronta tematiche militari, e che gli ha garantito una grande notorietà.

4 – Gioacchino Concolino

Gioacchino Concolino è uno degli scrittori italiani di Catanzaro, e attualmente lì risiede. Ha svolto varie professioni. Tra cui quella di direttore di cantieri edili e di addetto alle tecnologie delle costruzioni nella telefonia. Successivamente, ha lavorato come “capoarea” dei Servizi Generali per la Calabria.

Nel presente, è il vicepresidente dell’Associazione calabrese di filatelia e collezionismo vario. Comunque, fin dalla giovinezza, ha nutrito una grande passione per la città, i suoi costumi e la sua cultura. E l’ha documentata fotografandola, immortalando scorci e mestieri che stavano scomparendo a causa della modernità.

Inoltre, negli anni Settanta ha vinto il premio “Migliore Autore Calabrese“. E nel 1980 ha ricevuto la “Segnalazione di merito“, in un concorso internazionale di fotografia a Taormina. Nel corso degli anni ha collezionato documenti e cartoline. Oltre ad antiche fotografie di Catanzaro e della regione circostante, che illustrano le usanze e i costumi locali.

Concludendo, grazie alla sua esperienza nella raffigurazione di persone, ed anche oggetti storici locali, ha scritto diversi libri e realizzato cortometraggi. Su cosa? Sulla storia passata e sulla vita attuale delle zone in cui vive, confermandosi uno dei migliori scrittori della Calabria.

5 – Nando Castagna

Nando Castagna è uno dell’elenco degli scrittori italiani di Catanzaro. Egli si è distinto per la sua produzione di saggi storici, riguardanti soprattutto la seconda guerra mondiale, ed il territorio locale. Inoltre, grazie alla sua abilità nella scrittura, l’autore è in grado di raccontare con grande efficacia, che cosa? Le vicende del popolo, compresi i drammi e le tragedie. Che hanno colpito indiscriminatamente adulti e bambini, vecchi e giovani.

In effetti, l’autore italiano catanzarese Castagna denuncia, con grande rispetto per la verità storica, le atrocità commesse dall’esercito tedesco. Il quale, con la sua crudeltà e sadismo, ha seminato il massacro tra la popolazione. E pur utilizzando descrizioni a volte crudeli, lo scrittore riesce sempre a mantenere un tono rispettoso e fedele alla realtà.

Riassumendo, in virtù di queste qualità, Nando Castagna merita senza dubbio un onore. Quello di essere annoverato tra i migliori scrittori italiani catanzaresi di tutti i tempi.

b) Scrittori di Cosenza

Ebbene, la provincia cosentina possiede un’impressionante ricchezza culturale. Molti importanti scrittori italiani sono cresciuti proprio in quest’area geografica. Tra cui Nicola Misasi, rappresentativo del “Realismo Verista” nell’800-900. Le sue opere però non si limitavano solo a quel periodo artistico ma spaziavano su diversi campi.

Infatti, nelle sue opere troviamo personaggi contadini, pastori e briganti calabresi. Perpetuati nella loro autenticità, dal suo senso proprio di giustizia ed onore. Esistono diversi scrittori italiani di genere “giallo” con base a Cosenza, tra cui Giulio Bruno. Le sue scoperte rappresentano fedelmente la magia della città. Rivelandone l’atmosfera, e mostrando gli angoli nascosti e gli stili di vita della popolazione locale.

Pertanto, coloro che vogliono intrattenersi con qualcosa di più avventuroso, e assurdamente divertente, possono optare per un romanzo giallo classico. Impreziosito da sagaci osservazioni ed ironia. In realtà, essi fanno “luce” su talune peculiari abitudini della città cosentina. Mettendo in evidenza le sue contraddizioni e le eccentricità peculiari.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Cosenza.

1 – Dante Maffia

Questo è uno degli scrittori italiani di Cosenza. Ha scritto numerose opere in italiano e dialetto calabrese. Il suo primo libro di poesie, intitolato “Il leone non mangia l’erba“, segna il suo debutto come scrittore. Ha lavorato come docente e ricercatore universitario a Salerno. Ed ha fondato diverse riviste letterarie, tra cui “Il Policordo” e “Polimnia“. Ha anche collaborato con il quotidiano “Paese Sera” come critico letterario.

Inoltre, il suo lavoro più importante è il romanzo “Tommaso Campanella“. Per il quale ha ricevuto il Premio Stresa nel 1997. Il suo romanzo più recente è “Il poeta e lo spazzino“. Dal 2013, è stato eletto presidente del “Premio Vittoriano Esposito” di Celano. Ed ha sovrinteso altri concorsi letterari, come il premio “Dal Tirreno allo Jonio” intitolato a Giosuè Carducci.

Successivamente, nel 2004, lo scrittore cosentino Dante Maffia è stato decorato con la medaglia d’oro alla cultura. Dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. È stato candidato al Premio Nobel per la letteratura dalla Regione Calabria.

2 – Paride Leporace

Paride Leporace è uno degli scrittori italiani di Cosenza, appartenente alla generazione del film “American Graffiti”. La sua vita è stata ricca di molte esperienze. Tra cui il lavoro come libero professionista, punk, ultrà, storico e critico cinematografico. Ha anche fondato “Radio Ciroma”, il quotidiano “Calabria Ora” e la Mensa dei poveri di Cosenza.

Oltre a questo, Leporace è anche un giornalista e ha diretto il “Quotidiano della Basilicata”. E per cinque anni Il “Il Quotidiano della Calabria”. Ha scritto per “Mucchio Selvaggio”. Ed il suo libro più famoso è “Toghe rosso sangue”, una biografia dei 27 giudici assassinati in Italia. Inoltre, ha diretto la “Lucana Film Commission” per otto anni.

In più, questo, uno degli scrittori italiani calabrese, ha anche collaborato con il presidente della Regione Calabria. Per promuoverne l’immagine e la comunicazione. Ha scritto il romanzo “Cosangeles” ed è stato vicedirettore del “Quotidiano del Sud”, responsabile del Web. Attualmente, è alla ricerca di nuove opportunità nell’editoria e nella creatività per il XXI secolo.

3 – Nicola Misasi

Nicola Misasi è uno dei più noti scrittori italiani calabresi, di Cosenza. Famoso per la sua attività di scrittore e docente di lettere. Autodidatta, scrisse opere minori di impronta romantica, che furono pubblicate in diverse testate giornalistiche. Tra cui “Cronaca bizantina” ed “Il Fanfulla della Domenica”. Grazie alla sua attività di pubblicista, Misasi incontrò importanti esponenti della cultura italiana dell’epoca. Come Carducci, D’Annunzio, Fogazzaro, Capuana e Verdi.

Successivamente, nel 1884, diventò professore di lettere in vari licei calabresi. E continuò a pubblicare novelle, romanzi, diari di viaggio e studi sociali ed economici. Nell’ultima parte della sua vita, si ritirò in un paesino di campagna chiamato San Fili.

4 – Giuseppe Aloe

Giuseppe Aloe è uno degli scrittori italiani della Calabria, nato nel 1962. Inizia la sua carriera come collaboratore universitario presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza“. A Roma fonda il circolo culturale “I Barbitonsori” e pubblica il volume “Libromastro“. In collaborazione con Cristiano Spila, pubblica il libro di racconti “Geographyca – due storie siciliane“.

In seguito, si trasferisce a Milano per lavoro. E pubblica nel 2005 un’altra antologia di racconti, intitolata “Non pensare all’uomo nero…dormi“. Seguita poi da “Non è successo niente“, “Lo splendore dei discorsi” e “La logica del desiderio“. Quest’ultimo libro gli consente di arrivare alla finale del “Premio Strega” del 2012. Tra le sue opere ci sono anche “Gli anni di nessuno”.

5 – Mauro Francesco Minervino

Mauro Francesco Minervino è uno dei giovani scrittori italiani di Cosenza. Egli insegna materie come Antropologia Culturale ed Etnologia. Ed anche Antropologia dell’Arte. In più, si interessa di svariati argomenti. Come la “letteratura di viaggio” ed il turismo contemporaneo. La pubblicità e la fenomenologia. Oltre a questo, è uno scrittore teatrale e critico artistico, nonché esperto di linguaggi della comunicazione nell’arte.

Ancora, l’autore italiano Minervino è un membro attivo dell’Associazione Italiana di Scienze Etnoantropologiche. E fa parte del “Centro Interuniversitario di Ricerche sul Viaggio in Italia“. Oltretutto, scrive regolarmente articoli su diversi giornali e riviste. Nei quali si occupa di viaggi, culture e incontri in giro per il mondo.

Concludendo, come autore di testi è considerato uno dei migliori scrittori cosentini. Ed ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui il premio “Anassilaos” per la saggistica nel 2003. Il premio “Euro-Mediterranea” per i narratori. Poi il premio “A. Negri” ed il premio “Hombres“. Inoltre, il “Premio Internazionale di Filosofia Karl-Otto Apel“, per il suo lavoro di ricerca in antropologia e scienze sociali.

6 – Ernesto Orrico

Ernesto Orrico è uno degli scrittori italiani cosentini contemporanei, nato nel 1973. Il quale si è anche dedicato alla recitazione ed alla regia teatrale. Si è laureato in “Dams” (discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) all’Università della Calabria. Ed ha frequentato numerosi laboratori teatrali. Avendo in questo il supporto dei migliori insegnanti.

Inoltre, come insegnante di recitazione e dizione, ha collaborato con diverse istituzioni. Tra cui il Teatro Stabile di Calabria ed il CIFA/Teatro dell’Acquario. L’ADAC/Teatro della Ginestra e la “Residenza Teatrale More“.

Oltre alla sua attività teatrale, l’autore italiano di Cosenza Orrico, ha anche pubblicato diversi libri. Tra cui un’antologia di racconti. Come scrittore cosentino, ha pubblicato diverse opere, tra cui monologhi teatrali e poesie.

Infatti, le sue raccolte di poesie includono “Appunti per spettacoli che non si faranno“, “The Cult of Fluxus“. E “Talknoise. Poesie imperfette e lacerti di canzone“. Grazie a queste opere e alla sua esperienza nel mondo del teatro, Orrico è stato inserito, dove? Nella lista degli scrittori italiani cosentini più talentuosi.

c) Scrittori di Crotone

Quando si parla degli scrittori italiani originari di Crotone e provincia, subito viene in mente il famoso “Petronio Arbitro“. Egli è stato un illustre personaggio della cultura latina della corte di Nerone. Al punto che decise di togliersi la vita, piuttosto che affrontare lo scandalo del processo. Processo istruito per aver partecipato ad una congiura contro l’Imperatore.

Inoltre i suoi lavori come il “Satyricon”, hanno dato grande notorietà alla città calabrese nei secoli. A conferma del potere culturale esercitato da Crotone, vi è la presenza di molti noti autori nella città. Petronio scrittore e poeta della Roma antica, fu uno dei maggiori esponenti letterari ed intellettuali. Che illustrarono alcune componenti culturalmente distintive di Crotone.

Oltretutto, prima di lui diversi altri artisti avevano “contribuito” all’indiscusso valore culturale della città. Dai drammaturghi greci agli scrittori successivi, tutti hanno svolto un ruolo importantissimo. Tale da rendere celebre in tutta Italia questa antica città in riva al Tirreno. Dopo un periodo di trascurabile vitalità, nell’Ottocento prese forma qui la corrente letteraria del Verismo. Un genere che si sforza di rappresentare in modo realistico il mondo reale, senza “fronzoli” e futilità.

Ancora, tragicamente gli scrittori italiani esprimono come Crotone fosse afflitta dalle sofferenze della gente povera e lavoratrice. Ed anche emarginata, che popolava questa cittadina sullo Jonio meridionale. Nel secolo successivo, le tematiche tipiche di Crotone (non sempre ben viste) sono state evidenziate a livello nazionale. Ciò ha permesso l’illustrazione della tanto sentita sofferenza della gente del posto, e dei suoi abitanti.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Crotone.

1 – Carmine Abate

Partiamo da Carmine Abate, uno degli scrittori italiani originari di Crotone. Egli discende da una comunità albanese molto antica. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere a Bari, ha deciso di trasferirsi ad Amburgo, in Germania. Città dove suo padre aveva emigrato. In questa nuova città, Abate si è dedicato all’insegnamento. Per la precisione, presso un istituto per stranieri, oltre a dedicarsi agli studi letterari ed alla scrittura di racconti.

Comunque, la decisione di lasciare la sua terra natale, è stata dettata dalla ricerca di un futuro migliore. Infatti questo autore italiano ha passato diversi anni a Trento. Dove ha insegnato, e presentato, le sue teorie letterarie. Oltre alle sue opinioni “socio-culturali“. In seguito, si è trasferito nella piccola cittadina di Besenello, che è diventata parte integrante della sua vita.

Di conseguenza, qui Abate ha continuato a scrivere numerosi romanzi e racconti. Che sono ambientati in luoghi legati all’origine meridionale del suo autore, e pieni di emozioni. Ancora, ha anche insegnato, e continuato a coltivare la sua passione per la cultura dei suoi antenati. In particolare, per le piccole comunità degli abitanti.

In effetti, tra gli scrittori italiani di Crotone, l’argomento preferito di Abate riguarda i connazionali del Mezzogiorno. Quelli che hanno deciso di trasferirsi altrove, nel corso degli anni. I suoi libri descrivono la realtà di questa popolazione.

2 – Antonio Audia

Antonio Audia, è uno dei migliori scrittori italiani di Crotone. Ha avuto una vicenda artistica singolare, caratterizzata da due aspetti. Uno, l’inizio tardivo della sua carriera di autore di libri. Due, la straordinaria prolificità della sua opera. Che gli ha permesso di scrivere ben ventitré romanzi in poco più di dieci anni.

Comunque, va sottolineato che l’autore crotonese si esprime in un genere particolare di scrittura. Ovvero quello della “letteratura di massa“, che mira a soddisfare i gusti del pubblico di massa. In questo genere, gli elementi lirici e descrittivi cedono il passo alla semplicità e all’essenzialità. A tal punto che Audia stesso li definisce “romanzetti“. Ora, questo è probabilmente dovuto alla sua “non professione” come scrittore. Cosa che lo porta a concentrarsi sull’evento principale della storia, sacrificando la riflessione e la descrizione.

Oltre a questo, uno dei tratti distintivi del sistema narrativo di Audia è il seguente. La cura che mette nell’apertura dei suoi romanzi. Considerato il punto di forza della sua scrittura. In effetti, grazie alla sua abilità di avvincere il lettore fin dalle prime pagine, Audia riesce a fare cosa? A calarlo nel cuore della vicenda con grande efficacia emotiva.

3 – Iginio Carvelli

Iginio Carvelli è uno dei noti scrittori italiani di Crotone. Sin dalla giovinezza, ha lavorato attivamente con i giovani dell’Azione Cattolica e nel sindacato. Guidando la CISL per un lungo periodo. In seguito, si è dedicato all’aiuto dei pensionati ed al volontariato. Ed ha creato una “cassa” per proteggere i lavoratori dagli usurai.

Poi, dopo due anni di lavoro, la cassa è entrata in funzione. Inoltre, ha anche fondato il periodico “Il Cammino“, che era particolarmente popolare tra gli emigrati calabresi. Oltre a questo, ha collaborato con altri giornali e periodici locali. In più, Carvelli è autore italiano di molti libri di vario genere. Tra cui romanzi, biografie e altro ancora.

Ebbene, tutti hanno un unico filo conduttore: la lotta contro ogni forma di mafia. Oltre all’importanza della legalità. Ancora, dirige “Kairos“, un mensile che si occupa di attualità, cultura e ricerca.

Concludendo, l’arcivescovo Giuseppe Agostino, che lo conosce dal 1974, così lo ha definito. “Un uomo di grande impegno sociale, uno scrittore con un forte impatto emotivo. Un cristiano serio e rispettabile. Ed un appassionato interprete della cultura della regione. Che presenta una bellezza che è resa ancora più viva, da cosa? Dalle lacrime che la permeano, e dalle possibilità di rinascita che essa offre“.

4 – Francesco Citriniti

Adesso conosciamo Francesco Citriniti, nato nel 1943, è uno degli scrittori italiani originari di Crotone. Tuttavia, attualmente risiede a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano. Quindi, dopo aver completato gli studi umanistici e religiosi, ha pubblicato numerose opere.

Pertanto, tra queste, vi sono “Fra Giovanni degli Schiavi“, scritto nel 1990. Il quale racconta la vita di San Giovanni di Matha. E “L’Ordine della Santa Trinità e degli schiavi“, pubblicato nel 1998. Che parla della fondazione e degli obiettivi dell’Ordine dei Padri Trinitari. Infatti, San Giovanni di Matha era membro di quest’ultimo ordine. E si distinse per la sua grande umanità, nel difendere le persone ridotte in schiavitù dagli invasori europei.

5 – Luigi Demme

La poesia, come ogni forma d’arte, continua a vivere attraverso gli scrittori italiani. I quali l’hanno usata per esprimere la propria anima. Nello specifico, l’opera di Luigi Demme, poeta di Crotone, è stata particolare. Infatti ha superato la sua morte, avvenuta nel 1977, all’età di quarant’anni.

Effettivamente, questo scrittore italiano crotonese era profondamente impegnato nell’arte della poesia, utilizzandola come mezzo di “espressione” autobiografico. Infatti Demme, di origini contadine, trascorse alcuni anni come insegnante in Germania. Quindi tornò in Italia per continuare la sua carriera professionale, e lottare per migliorare le condizioni dei suoi concittadini.

Pertanto, in riconoscimento del suo impegno, il Comune di Crotone dedicò un campo da calcio all’autore crotonese Luigi Demme. E va detto che la sua poesia trasmette una fedeltà commovente ai valori del passato. Che sono i valori della sua terra, il “luogo del cuore” di cui conservava l’affetto. Luigi Demme era una persona autentica, un crotonese d’eccezione, capace di grandi slanci e vere passioni per gli altri.

Riassumendo, in quel periodo di dolore e disperazione, Demme fu un uomo del suo tempo. Utilizzando la sua vasta istruzione, e la sua carriera di docente, per scavare a fondo nei problemi sociali dell’epoca. Di conseguenza, la sua cultura autentica e sincera dimostra una cosa. Che la “vera” conoscenza è sempre accompagnata da una autentica, e schietta, preoccupazione per gli altri.

d) Scrittori di Reggio Calabria

In questo territorio suggestivo, la storia di Reggio Calabria si incarna nell’opera di numerosi scrittori italiani. Da sempre, i reggini celebrano con le loro parole l’atmosfera della riviera che scorre tra due mari. In effetti, le opere letterarie conservano e trasmettono al mondo il ricco patrimonio culturale. Dalle origini antiche fino ai giorni nostri. Autori italiani appartenenti alla città, hanno “proiettato” in tutto il mondo lo spirito innovatore del popolo reggino. Svelandone così la sua straordinaria verità: un senso di orgoglio, poesia ed immortalità lungimirante.

Comunque, durante il dopoguerra, in Calabria la cultura maggiormente diffusa e praticata era quella rurale. Inevitabilmente questo ha portato all’ascesa di numerosi scrittori italiani calabresi. Scrittori il cui sottofondo era legato a questa “matrice” contadina, che costituiva una parte predominante della società reggina. È proprio in quest’epoca di grandi trasformazioni che prendeva forma il Neorealismo cinematografico ed “esistenzialista“.

Per cui, il Neorealismo si distaccò nettamente dal precedente periodo letterario. Portando alla ribalta un’attenzione al reale spesso sfuggente, ma di grandissimo impatto. Il messaggio rappresentato era un ritratto esplicito, e mai represso, dell’autentica realtà popolare. E non poteva che trovare riscontro anche nelle tecniche cinematografiche.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Reggio Calabria.

1 – Nicola Gratteri

Nicola Gratteri, (Gerace 22 luglio 1958), è un giudice ed uno degli scrittori italiani catanzaresi. Terminati gli studi in giurisprudenza all’Università di Catania, egli si unisce alla magistratura.

Comunque, sin dagli inizi della sua carriera, si è impegnato nella lotta alla ‘ndrangheta. E dal 1989 vive sotto protezione, a causa delle minacce ricevute. Per che cosa? In seguito alla sua prima indagine, che causò le dimissioni dell’assessore regionale alla “Forestazione“. Oltre alla caduta della Giunta calabrese.

Pertanto, durante i primi anni ’90, questo scrittore italiano fu sostituto procuratore a Locri. Dove si è occupato di inchieste sulle connessioni tra ‘ndrangheta e politica, Massoneria e traffico di droga e armi. Di conseguenza, nel 1993, ha subito tre attentati in soli tre settimane, riuscendo comunque a salvarsi.

In seguito, dal 21 aprile 2016, Gratteri è il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. Nominato dal plenum del CSM con “pratica d’urgenza“, sostituendo Antonio Lombardo che era andato in pensione.

Oltre a questo, l’autore di Catanzaro Gratteri è sempre stato molto attento all’educazione dei giovani. Educazione vista come “strumento” per la prevenzione della mafia. E tiene regolarmente conferenze nelle scuole e nelle università in Italia ed all’estero. Onde incontrare i giovani, e spiegare loro perché non è “conveniente” diventare affiliati alla ‘ndrangheta.

Concludendo, nel novembre del 2011, ha pubblicato un libro con il giornalista Nicaso intitolato “La mafia fa schifo“. Dove sono raccolti i pensieri e le lettere dei giovani sul tema della mafia.

Migliori libri di Nicola Gratteri

Nicola Gratteri è un giudice italiano noto per le indagini e i processi contro la ‘ndrangheta, un’organizzazione criminale calabrese. La sua carriera e le sue battaglie contro il crimine organizzato hanno ispirato diversi libri. Scritti sia da Gratteri che da altri autori.

Ho scritto un articolo, in cui presento alcuni dei migliori libri di Nicola Gratteri. I quali trattano della sua lotta contro il crimine organizzato. Preparati a leggere storie emozionanti e a imparare di più sulla lotta alla mafia in Italia.

2 – Tommaso Campanella

Per iniziare, oggi ci addentriamo nella vita di Tommaso Campanella, un filosofo frate domenicano, ed anche uno degli scrittori italiani. Egli visse tra il XVI e il XVII secolo, ed è anche conosciuto sotto lo pseudonimo di “Settimontano“.

Quindi, Campanella era un uomo appassionato del sapere, nonostante le sue umili origini. Tanto da ascoltare le lezioni scolastiche in modi “occulti“, ossia mettendosi fuori dalle finestre delle scuole. Egli fu non solo filosofo, ma anche teologo. Inoltre, è particolarmente interessante per la sua produzione poetica reggina.

Peraltro, la sua visione del mondo, gli costò la condanna per eresia, e due anni di reclusione domiciliare. L’autore italiano calabrese Campanella sostenne il “naturalismo” di Telesio. Secondo cui tutto ciò che esiste è composto da materia, calore e freddo, i tre elementi fondamentali della natura. Di conseguenza, secondo la sua concezione, tutte le cose, comprese le pietre, sono sensibili in quanto costituite da questi elementi.

3 – Corrado Alvaro

Corrado Alvaro fu uno degli scrittori italiani di Reggio Calabria. E poi giornalista e poeta reggino, nonché sceneggiatore ed intellettuale. Nasce a San Luca, in montagna. E la sua città natale gli ha dedicato vie, biblioteche e scuole. Oltre ad un “parco letterario” presso la casa in cui è nato.

Inoltre, la città di San Luca ha istituito il “Premio Letterario Nazionale Corrado Alvaro“. Alvaro è stato l’unico autore reggino del Novecento a diventare un classico, scrivendo per i principali quotidiani nazionali. Oltretutto, ha firmato romanzi di respiro europeo, lavorato per il teatro ed anche come critico.

Concludendo, ha tenuto diari e scritto memorie, tradotto in modo eccellente e scritto saggi. Oltre a questo, Alvaro ha avuto esperienze cosmopolite, risiedendo a Parigi, Berlino, Turchia e Russia. La sua grandezza sta proprio nel fatto di aver saputo coniugare la realtà calabrese con quella europea. Senza perdere la propria identità.

4 – Gioacchino Criaco

Gioacchino Criaco è uno degli scrittori italiani originario di Africo, in provincia di Reggio Calabria, figlio di pastori dell’Aspromonte. Lasciati gli studi scientifici, iniziò a studiare giurisprudenza. Tuttavia, la passione per la scrittura lo portò presto ad abbandonare il percorso “accademico“.

Peraltro, con il suo primo romanzo, Criaco ha suscitato grande interesse, aprendo la strada al genere “noir” calabrese. Oltre a mostrare situazioni al limite della civiltà. Inoltre, ha scelto di portare alla ribalta realtà spesso ignorate. E caratterizzate da una vita personale fatta di costumi e regole peculiari. Le quali sembrano voler confermare una distanza, forse insormontabile, dalla politica e dal mondo moderno.

5 – Leonida Repaci

Leonida Repaci è stato uno dei più poliedrici tra gli scrittori italiani di origine calabrese. Famoso soprattutto come autore di libri autobiografici e poesie. Oltre a questo, tale scrittore di Reggio Calabria si distinse anche come drammaturgo, pittore e saggista. Inoltre, si oppose fermamente al regime fascista.

Per cui, tra le sue opere più celebri, si trova una trilogia. Che racconta la storia di una famiglia borghese in Italia. Vista durante i primi trent’anni del Novecento. La trilogia segue le vicende dei membri della famiglia, ed affronta temi sociali e politici con realismo. Tuttavia, anche con una forte “liricità“, caratterizzata da un uso di colori accesi, violenza e sensualità.

6 – Mimmo Gangemi

Mimmo Gangemi è uno degli scrittori italiani ed anche giornalista di Reggio Calabria. Che si distingue per la sua grande versatilità e stima nel campo letterario. Infatti, collabora con svariati giornali nazionali, tra cui “La Stampa” e “Italianieuropei“. Oltretutto, è stato insignito di numerosi premi per la sua attività giornalistica. Come il prestigioso riconoscimento “La matita rossa e blu” nel 2016.

Ancora, Gangemi è un autore reggino eclettico, che si cimenta in diversi generi letterari. Dalla narrativa storica al thriller, passando per la commedia tragica ed il noir. Inoltre, le sue opere spaziano dalle storie quotidiane alle saghe familiari, con una scrittura coinvolgente e appassionante.

Concludendo, tra i riconoscimenti ottenuti, si annovera il “Premio Nazionale Rhegium Julii“. Il “Premio Fortunato Seminara” ed il “Premio Letterario Vincenzo“. In più, la fiction televisiva “Il giudice meschino” trae ispirazione dall’omonimo libro di Gangemi.

7 – Francesco Perri

Francesco Perri è nato a Reggio Calabria nel 1885, diventando uno tra gli scrittori italiani più famosi. Egli ha sempre sostenuto la causa del Meridione, e lottato contro il fascismo. Cresciuto in una famiglia di agricoltori, perse suo padre quando era ancora giovane. Decidendo così di trasferirsi a Fossano, in Piemonte, nel 1908.

Quindi, dopo aver conseguito il diploma al liceo “Cesare Beccaria” di Milano, pubblicò la sua prima raccolta di poesie. E poi si arruolò volontario nella prima guerra mondiale. Durante la guerra, scrisse un poemetto che inviò a Benedetto Croce, il quale ne rimase commosso. Finendo per conservarlo come ricordo.

Concludendo, per le sue posizioni “antifasciste“, Perri subì persecuzioni e perse il lavoro. Costringendo la sua famiglia a trasferirsi a Milano. Qui, l’autore italiano Perri lavorò come scrittore di narrazioni popolari per ragazzi, e romanzi rosa. Per la casa editrice UTET. Nonostante tutto, continuò a sostenere con passione la sua terra e il suo popolo. Diventando un punto di riferimento per molti meridionalisti.

8 – Tonino Perna

Tonino Perna, nato nel 1947, è uno degli scrittori italiani di Reggio Calabria, conosciuto per la sua vasta produzione letteraria. Che spazia tra saggi e romanzi. Racconti e favole ecologiche. Oltre a questo, porta avanti un forte impegno civile ed ambientale. Inoltre, ha diretto il Parco Nazionale dell’Aspromonte, dal 2000 al 2005. Durante questo periodo ha ideato un sistema anti-incendio, che è stato adottato anche in altri paesi europei. Ancora, ha creato la moneta locale “L’Ecoaspromonte” ed il parco giochi ecologico “Ecolandia“.

Peraltro, lo scrittore reggino Perna ha anche un forte impegno etico e sociale. Avendo ricoperto il ruolo di capo del “Comitato Etico della Banca popolare Etica di Padova“. In più, è uno dei fondatori della rivista “Altraeconomia“, che promuove il consumo critico. Oltre alla cooperazione internazionale ed il commercio equo. Oltre a ciò, si occupa anche dell’organizzazione della mostra annuale TERRAFUTURA a Firenze. La quale affronta temi come la sostenibilità ambientale ed i comportamenti per un futuro equo.

9 – Mario La Cava

Mario La Cava, nato nel 1908 e morto nel 1988, è stato uno degli scrittori italiani reggini. Il cui talento letterario gli è stato trasmesso dalla madre, anch’essa appassionata di scrittura. Terminati gli studi di medicina a Roma. E la laurea in giurisprudenza a Siena, La Cava decise di tornare nella sua terra d’origine.

D’altra parte, la motivazione del ritorno non era solo di natura personale. Bensì, fu anche dovuta ad una convinzione. Cioè, che solo nei piccoli centri fosse possibile trovare “ispirazione” per le trame dei suoi romanzi. E per creare relazioni umane autentiche. In effetti, le opere del romanziere italiano La Cava, raccontavano le vicende degli agricoltori. Oltre a quelle dei poveri emigranti e degli emarginati in generale.

Concludendo, a parte scrivere una raccolta di aforismi sulla cultura contadina, lo scrittore di Reggio Calabria La Cava era anche giornalista. Ed aveva collaborato con numerosi giornali e riviste, tra cui il “Corriere della Sera” e “La Stampa“. Oltre a “Il Calendario del Popolo”.

10 – Rocco Carbone

Rocco Carbone, nato nel 1962 e deceduto nel 2008, è stato uno degli scrittori italiani. E’ originario di Cosoleto, provincia di Reggio Calabria. Ha conseguito la laurea in Lettere all’Università “La Sapienza” di Roma. Con una tesi su I Malavoglia di Verga. Poi, ha proseguito gli studi, conseguendo un “dottorato di ricerca” alla Sorbona di Parigi, specializzandosi in critica letteraria.

In un secondo tempo, ha deciso di dedicarsi alla narrativa, pubblicando articoli e racconti su diverse riviste. Come “Nuovi Argomenti“, “Linea d’ombra” e “Paragone“. Nelle sue opere, l’autore italiano reggino ha affrontato tematiche complesse. Ad esempio, il terrorismo e i rapporti fraterni, mettendo in risalto l’aspetto psicologico dei personaggi.

Oltre a questo, in un momento di profonda scelta etica, ha abbandonato l’insegnamento universitario. Scegliendo di insegnare nella sezione femminile del carcere di Rebibbia a Roma. Una tale esperienza ha avuto un forte impatto sulla sua vita, influenzando la sua scrittura.

Per concludere, diciamo che purtroppo, durante la stesura del suo ultimo libro, il romanziere reggino Carbone è deceduto, essendo rimasto coinvolto in un tragico incidente stradale mentre si trovava in moto, a Roma.

11 – Fortunato Seminara

Eccoci a Fortunato Seminara, uno degli scrittori italiani originari di Maropati, nella provincia reggina. Egli è nato nel 1903. Come figlio di agricoltori, non aveva accesso alla scuola come gli aristocratici. Ma Fortunato era un ottimo studente, ed ha avuto l’opportunità di studiare grazie al sostegno della sua famiglia.

Pertanto, dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, nel 1930 è emigrato in Svizzera. E qui ha lavorato come orologiaio. Nel paese elvetico ha anche avuto l’opportunità di entrare in contatto con la letteratura internazionale. In particolare quella dei romanzieri francesi e russi.

Riassumendo, il romanziere di Reggio Calabria Fortunato ha iniziato a scrivere racconti e romanzi, diventando anche un giornalista per importanti giornali. Come “Il Messaggero” di Roma e “La Gazzetta del Mezzogiorno“. Ancora, ha avuto la fortuna di conoscere molti grandi scrittori. Tra cui Alvaro, Silone, Moravia. Poi La Cava, Vittorini, Calvino. E Sciascia, e molti altri. È considerato uno dei migliori romanzieri reggini.

12 – Pasquino Crupi

Pasquino Crupi, deceduto nel 2013, è stato uno degli scrittori italiani più noti di Reggio Calabria. Riconosciuto per le sue opere di romanzi e saggi. In effetti, le sue creazioni letterarie, hanno profondamente influenzato la sua vita ed il suo bagaglio culturale. Inoltre, egli ha anche lavorato come giornalista e storico, e diretto il settimanale “La Riviera”.

Oltretutto, Crupi ha mostrato un forte interesse per il meridionalismo e la cosiddetta “questione meridionale“. Tra l’altro, questo autore reggino è stato anche uno dei migliori scrittori della città di Reggio Calabria. Ed ha dedicato gran parte della sua vita alla politica e alla storia della cultura. Si proclamava un “intellettuale in trincea”, ed ha sempre espresso forti posizioni di sinistra.

In aggiunta, ha affrontato argomenti delicati come la camorra, la “picciotteria” e la mafia, nonché la ‘ndrangheta. La sua ultima opera è stata dedicata al processo storico dell’unificazione/divisione dell’Italia, un evento sempre legato alla costante “questione meridionale”.

13 – Vincenzo Guerrazzi

Vincenzo Guerrazzi, uno degli scrittori italiani di Reggio Calabria, proveniva da un piccolo paese dell’entroterra. Ed ha dovuto affrontare la perdita del padre, ucciso dai nazifascisti. In un secondo tempo si è trasferito a Genova, dove ha lavorato per 17 anni nei cantieri “Ansaldo“.

Tuttavia, ha deciso di abbandonare la carriera per dedicarsi alle sue vere passioni: la scrittura e la pittura. Per Guerrazzi, la forma era importante, ma il “contenuto” lo era ancora di più. Attraverso la sua arte, questo autore italiano reggino, ha cercato di stimolare la consapevolezza. E denunciare le ingiustizie sociali e politiche.

Vincenzo Guerrazzi ha creato il primo “quotidiano sui muri“, intitolato “L’urlo della notte“, raccogliendo i graffiti. Ed anche le scritte, che trovava sui muri e pubblicandoli nel suo primo romanzo. Il che gli ha fatto vincere il “Premio Sila” nel 1975. In aggiunta, ha scritto articoli per giornali come “Il SecoloXIX” di Genova. Promuovendo inchieste sulla corruzione, la superficialità e l’incompetenza, della dirigenza operaia.

Per concludere, Guerrazzi è uno degli scrittori reggini più importanti, impegnato a sensibilizzare la gente sulle problematiche sociali, e politiche, del suo tempo.

14 – Danilo Chirico

Danilo Chirico, nato a Reggio Calabria nel 1977, è uno degli affermati scrittori italiani, e giornalista. A parte aver scritto diversi libri, ha anche realizzato programmi di divulgazione, per importanti emittenti televisive. Come Raiuno, Raitre, LaeffeTv. Poi Mtv, Radiotre e Repubblica.it.

Inoltre, ha collaborato con numerosi giornali, riviste ed agenzie di stampa parlamentare. Dimostrando la sua vasta competenza in diversi settori dell’informazione. L’autore italiano Chirico ha pubblicato un romanzo, ed ha scritto la sceneggiatura per la web serie “Angelo“. Quest’ultima trasmessa su Raiplay.

Pertanto, grazie alla sua passione per l’indagine giornalistica, è riuscito in cosa? Nell’ approfondimento della conoscenza delle diverse organizzazioni criminali. Tutte quelle presenti sul territorio italiano, ottenendo importanti riconoscimenti. Infine, nel 2011 ha vinto il prestigioso premio “Indro Montanelli – Giovani“.

15 – Domenico Zappone

Domenico Zappone (1911-1976), era uno degli scrittori italiani originario di Reggio Calabria. Dopo aver completato il liceo classico, frequentò per un breve periodo la facoltà di giurisprudenza a Messina. In ogni caso, dovette abbandonare gli studi a causa delle difficoltà economiche. Di conseguenza, iniziò ad insegnare nelle scuole elementari, e successivamente si laureò in lettere nel 1938 a Catania.

Comunque, la sua vita, e la sua scrittura, furono profondamente influenzate dalla ferita riportata durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1934 iniziò a collaborare con diverse testate giornalistiche, tra cui “Piccolissimo” ed “Il Giornale della Sera“.

Successivamente, lavorò anche per la Rai a Cosenza. L’autore di Reggio Calabria Zappone nel 1961 iniziò ad insegnare nelle scuole medie. E fu insignito di numerosi premi e riconoscimenti locali, come il “Premio Conca d’Oro“. Oltre al “Premio Sila” ed il “Premio Villa San Giovanni“. In più, Il “Premio Sila” gli venne assegnato per un articolo pubblicato su “Il Tempo” nel 1967.

16 – Rocco Giuseppe Tassone

Rocco Giuseppe Tassone, nato nel 1961 a Candidoni, è uno degli scrittori italiani di Reggio Calabria più prolifico. Pertanto, dopo aver conseguito la laurea in Scienze Biologiche, ha iniziato a insegnare Scienze Naturali in un liceo. Ed ha ricoperto varie posizioni di “responsabilità scolastica“.

Inoltre, Tassone è stato Presidente e commissario di esami di stato, e referente per le molestie sessuali. E membro del Comitato di valutazione. Oltretutto, nel 2003 è stato insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana.

A parte scrivere libri, l’autore reggino Tassone è anche un poeta e storico, e collabora con diverse riviste di carattere “storico-letterario“. Ha vinto numerosi premi letterari in Italia ed all’estero, ed è presidente dell’Università Ponti. Oltre che del premio storico-letterario “Metauros“.

Per finire, egli ha scritto ininterrottamente dal 1976, anno in cui ha incontrato la sua musa Rosalba. Avendo finora pubblicato 59 libri in diversi generi, tra cui poesia e saggistica. Narrativa, teatro ed un vocabolario del dialetto calabrese. Ancora, ha anche scritto testi di glottologia, etnografia ed iconografia religiosa.

Va detto che in passato, Tassone ha prestato servizio come giudice “popolare” presso la Corte di assise. Attualmente, risiede a Gioia Tauro.

17 – Girolamo Marafioti

Girolamo Marafioti è stato un sacerdote italiano, uno degli scrittori italiani di Reggio Calabria ed uno storico umanista. E’ nato a Polistena nel 1567, ed apparteneva all’Ordine dei Frati Minori. Si dedicò alla stesura di una storia accurata della Calabria. Tentando di colmare le lacune, e gli errori, presenti nel lavoro di Gabriele Barrio.

Pertanto, il suo lavoro più importante sono state le “Croniche et antichità di Calabria“, composte in cinque libri. E pubblicate per la prima volta a Napoli nel 1596. Con una seconda versione ampliata e corretta a Padova nel 1601. Lo scrittore italiano reggino Marafioti, era anche un abile letterato, autore di un’opera teologica. Oltre che di un trattato di mnemotecnica in latino, successivamente tradotto in italiano.

Concludendo, la data ed il luogo di morte di questo autore di Reggio Calabria rimangono incerti, ma si presume che sia deceduto nel 1630, nel convento della sua città natale.

18 – Filippo Aliquò Taverriti

Filippo Aliquò Taverriti è stato uno degli scrittori italiani ed anche giornalista. In più, anche storico e lessicografo, nato nel 1902 a Reggio Calabria. Era figlio di Luigi Aliquò Lenzi, e cominciò la sua carriera giovanissimo. Scrivendo per il “Corriere di Calabria” di Orazio Cipriani. Nel 1937 divenne direttore del mensile reggino “Agricoltura e Commercio“, e corrispondente di importanti testate nazionali come Il Messaggero.

Inoltre, lo scrittore di Reggio Calabria Taverriti partecipò alla seconda guerra mondiale. E, in seguito, divenne co-direttore del quotidiano “La Voce di Calabria” insieme a Filippo Rizzo. Poi, nel 1953, egli fondò il settimanale “Corriere di Reggio“, il quale rimase attivo fino alla metà degli anni ’90. Oltre a questo, lo scrittore italiano Taverriti fu molto attivo nella vita politica regionale. E fu tra i fondatori della Democrazia Cristiana in Calabria.

Concludendo, Taverriti fu anche un prolifico saggista, co-autore della seconda edizione del dizionario bio-bibliografico degli scrittori calabresi. In più, fu autore di saggi storici su vari argomenti. Come ad esempio il terremoto del 1908, ed il contributo dei calabresi all’impresa garibaldina.

e) Scrittori di Vibo Valentia

Cosa dire degli scrittori italiani di Vibo Valentia? Una città che vanta una storia di 8000 anni ha generato moltissimi autori letterari! Tra questi è comprovata la presenza di Marco Tullio Cicerone, ospitato in tre occasioni nel corso delle sue trasferte “professionali”. La denominazione della città ricorda anch’essa il suo passato, impregnato da radici latine. Si tratta del toponimo, assegnatole dai romani, al “municipio” ivi costituito.

Pertanto, gli autori italiani di Vibo Valentia sono profondamente legati al territorio d’origine, che trasformano in parole emozionanti sulla pagina. Le opere letterarie dei calabresi offrono un punto di vista unico ed originale. Rispetto a cosa? Rispetto alle altre regioni italiane, e contengono qualità come la sincerità interiore. Portano infatti in “dote” a tutta la comunità melodie, e racconti, dotati di forza spirituale. E amore per i luoghi della Calabria, catturata nell’emozione più autentica, da invocare a gran voce attraverso le parole.

Di conseguenza, gli autori reggini contemporanei, sono figli di una terra profondamente segnata dalla povertà. Ed anche da situazioni che, purtroppo, non sono mai cambiate sin dall’Unità d’Italia. La loro storia intima è proprio quella del popolo calabrese. Popolo abituato alla sofferenza, ed a una vita fatta di “campare” con ciò che la terra offre. Queste caratteristiche sono trasmesse nella realtà della loro scrittura.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Vibo Valentia.

1- Fausto Torrefranca

Fausto Torrefranca, conosciuto anche come Fausto Acanfora di Torrefranca, è stato uno degli scrittori italiani ed artista eclettico, nato a Vibo Valentia nel 1883 e scomparso nel 1955.

Pur essendo principalmente un musicista, è stato anche un autodidatta nella scrittura, come dimostrato dalle sue numerose pubblicazioni. Tra le sue opere più famose si trova un saggio intitolato “Giacomo Puccini e l’Opera Internazionale“, in cui esprime le sue opinioni sull’opera di Puccini.

Secondo lo scrittore vibonese Torrefranca, questo libro ha portato il celebre compositore a fare un “esame di coscienza” che ha dato vita a opere strumentali eleganti e raffinate come il “Trittico” e “Turandot“. Per la sua attività di critico d’arte, Torrefranca ha vinto il prestigioso Premio Feltrinelli. Il Conservatorio di Vibo Valentia è stato intitolato alla sua memoria, e rappresenta un omaggio al suo talento e alla sua poliedricità.

2 – Carlo Diano

Carlo Diano, uno degli scrittori italiani originari di Vibo Valentia, ha vissuto gran parte della sua vita a Roma, dopo essersi trasferito lì nel 1919 per studiare lettere presso l’Università La Sapienza.

Ha sviluppato una forte passione per Giacomo Leopardi, e ha approfondito lo studio della storia, della filosofia e della filologia. In particolare, ha tradotto numerosi classici e poeti provenienti dalla Scandinavia.

Le sue opere, molte delle quali rappresentate in teatro, sono apprezzate per la loro bellezza stilistica in versi, oltre che per l’approccio provocatorio alla lettura e la ricerca filologica.

Tra le sue traduzioni più famose ci sono “Elena” di Euripide, “Alcesti” e “Edipo Re“. L’autore di Vibo Valentia Carlo Diano è noto anche per aver fondato un sistema filosofico ed estetico, in cui diverse materie si integrano, per creare un nuovo metodo di indagine. Egli ha introdotto le categorie di “forma” ed “evento” come strumenti di analisi di ogni cultura.

3 – Giuseppe Occhiato

Giuseppe Occhiato (1934-2010) è stato uno degli scrittori italiani e storico di Vibo Valentia, laureato in Lettere a Messina. Dopo aver vissuto nella sua città natale fino agli anni ’80, si è trasferito a Firenze, dove ha sviluppato un forte interesse per l’architettura medievale, in particolare per le costruzioni ecclesiastiche normanne della Calabria.

L’autore vibonese Occhiato ha dedicato molti saggi alla cattedrale normanna, e all’Abbazia della Santissima Trinità di Mileto, entrambe distrutte dal terremoto del 1783, e ad altre costruzioni normanne della regione. Nel 1989 ha debuttato come narratore, con il romanzo “Carasace“, che racconta il bombardamento alleato dell’aeroporto di Vibo Valentia e dei paesi circostanti, evento che causò oltre 40 vittime.

Nel 2000 ha pubblicato “Oga magoga“, che ha vinto il Premio “Corrado Alvaro” nel 2003. Successivamente, ha pubblicato “Lo sdiregno” nel 2003 e “L’ultima erranza” nel 2007. Il suo ultimo romanzo, “L’Opera dei Pupi“, non è stato pubblicato.

4 – Luigi Bruzzano

Luigi Bruzzano (1838-1902) è stato uno dei noti scrittori italiani e patriota, originario di Monteleone di Calabria, oggi Vibo Valentia. Dopo aver terminato gli studi superiori nella sua città natale, Bruzzano fece parte dei “Mille calabresi“, un gruppo di patrioti che aspettava l’arrivo di Garibaldi.

Dopo l’Unità d’Italia nel 1861, lo scrittore vibonese Bruzzano si trasferì a Napoli, dove pubblicò poesie nazionaliste che aveva scritto a Catanzaro. Inoltre, divenne professore al Regio Liceo “Filangieri” di Monteleone.

Inoltre, l’autore italiano di Vibo Valentia Bruzzano era molto interessato alla cultura popolare, e fu il fondatore e direttore della rivista “La Calabria – Rivista di Letteratura Popolare” per molti anni. Attraverso la rivista, Bruzzano approfondì le tematiche del Meridione e scrisse anche commedie, saggi e novelle.

5 – Vincenzo Ammirà

Vincenzo Ammirà, uno degli scrittori italiani di Vibo Valentia, nacque a Monteleone di Calabria, attualmente conosciuta come Vibo Valentia, nel 1821. Nel corso della sua vita, ha studiato sotto la guida di Raffaele Buccarelli, un umanista e patriota. Nel 1849, sposò Caterina Giannotta ed ebbe sei figli.

Durante il periodo 1847-1848, Ammirà promosse il “Comitato Rivoluzionario” di Monteleone e scrisse poesie patriottiche. Tuttavia, la polizia borbonica lo perseguitò a causa delle sue idee, e lo condannò per detenzione di libri “contrari al buon costume“. Il poeta venne condannato a due mesi di esilio correzionale e multato.

La persecuzione politica si intensificò ulteriormente dopo la sua condanna e, nel 1858, il romanziere vibonese Ammirà fu arrestato e imprigionato. Nel 1860, seguì Garibaldi durante la sua visita a Vibo Valentia, e partecipò alla battaglia di Soveria Mannelli insieme a lui. In seguito, descrisse questa esperienza in una poesia intitolata “In morte di Giuseppe Garibaldi“, in cui raccontò il suo incontro con il famoso Eroe dei due Mondi.

Nonostante i suoi sforzi, Ammirà non riuscì mai ad ottenere una cattedra al liceo della sua città, e dovette fare affidamento su lezioni private per sopravvivere. Solo tra il 1866 e il 1868 lavorò all’ufficio del Dazio locale. Morì il 3 febbraio 1898.

6 – Giovanni Battista Froggio

Giovanni Battista Froggio è uno degli scrittori italiani originari di Vibo Valentia, figlio di una famiglia di alto lignaggio della Calabria. Nacque nel 1917 e morì nel 1986. Il padre, Giuseppe, fu uno dei primi editori della regione, e pubblicò opere di autori del calibro di Giovan Battista Marzano, Vincenzo Ammirà, Eugenio Scalfari (nonno) e Francesco Antonio Ferrari.

Dopo aver frequentato il Liceo Ginnasio Statale “Michele Morelli” di Vibo Valentia, Froggio si iscrisse alla Facoltà di Magistero dell’Università di Messina, dove si laureò in Lettere e Filosofia durante la Seconda Guerra Mondiale.

La sua carriera letteraria ebbe inizio molto presto, quando a soli 19 anni pubblicò la sua prima raccolta di liriche. In seguito, collaborò con diverse riviste e giornali regionali e nazionali, tra cui “Il Corriere della Calabria“, “La voce di Calabria“, “Il Carroccio del Sud“, “Il Tempo” ed “Il Messaggero” di Roma. Nel 1950 si trasferì a Roma dove fondò e diresse la rivista di lettere ed arti “La strada“.

Durante la sua vita, lo scrittore vibonese Froggio ricevette numerosi premi letterari nazionali e internazionali, tra cui il “Viareggio Shelley“, il “La Procellaria” ed il “Premio di Poesia del Consiglio dei Ministri” nel 1972. Le sue poesie furono tradotte in diverse lingue, ed incluse in molte antologie scolastiche. Morì a Roma nel 1986, e la critica fu sempre molto interessata alla sua produzione letteraria.

Scrittori Campani

La storia degli scrittori italiani della meravigliosa Campania, affonda le radici nei secoli più lontani. Questa terra ha dato i natali ad autori italiani come Torquato Tasso, Giordano Bruno e Giambattista Vico. Ma non solo. E’ diventata nel tempo uno dei maggiori centri intellettuali d’Europa. Questa terra, ha anche attirato molti famosi personaggi. Come Francesco Petrarca, Tommaso d’Aquino, Giovanni Boccaccio, Giacomo Leopardi, Benedetto Croce e Gabriele D’Annunzio.

Comunque lo sappiamo, i campani sono sempre stati noti per la loro ospitalità. Ragion per cui, fin dai tempi dell’Impero Romano, diversi letterati illustri hanno scelto questa zona, per comporre le loro opere. La chiamavano “Campania Felix“, cioè Campania Felice, o Fortunata. Era una terra dal clima dolce e il terreno fertile, perfetta per il commercio perché disponeva di un’ampia fascia costiera.

Conseguentemente, è logico allora pensare questo. Che un’arte come quella della scrittura. Arte che richiede tranquillità ed una mente “rilassata“. E buone disposizioni d’animo, sia stata naturalmente attratta da un simile paradiso. Come se qui, più che altrove, uno scrittore possa scrivere capolavori. Dolcemente cullato dal sole e dal mare di questa terra.

Per saperne di più puoi leggere la mia guida Scrittori Campani.

Scrittori Emiliani

L’Emilia Romagna, altra terra di scrittori italiani, è simile a due strabilianti sorelle. Che condividono la stessa casa. Due belle donne, con tutti i pregi e difetti che una bella donna può avere. Fascino, sensualità, e anche quel senso, che a volte certe donne hanno, di sentirsi l’una più bella dell’altra. In questo caso è un simpatico “campanilismo“, che cela comunque un rapporto fraterno.

D’altro canto, la regione Emilia Romagna si prende cura delle case e dei luoghi dei suoi autori italiani. Che siano essi nati, o vissuti, sul suo territorio. Una simile “materna” attenzione si spiega così. Da un lato nella valorizzazione delle testimonianze e dei materiali che ancora restano, di questi scrittori italiani contemporanei. E dall’altro nella volontà di preservare la loro “eredità” intellettuale.

Quindi, noi possiamo quindi ammirare le case di Ludovico Ariosto, una nei dintorni di Reggio Emilia e l’altra a Ferrara. La dimora di Carducci a Bologna. Quella di Pascoli a San Mauro, l’abitazione di Tonino Guerra a Pennabilli, chiamata la “Casa dei Mandorli“. Ci sono poi i luoghi fisici, che fanno da cornice e persino personaggio, all’interno di un’opera letteraria.

Oltretutto, ecco allora venirci incontro il mondo della “Bassa” padana parmense. Con Fontanelle e Roncole Verdi. E con Brescello, il mondo di Giovannino Guareschi e dei suoi eroi. Ferrara, città natale di Giorgio Bassani, la Luzzara di Cesare Zavattini. Bologna che vide ospite nella sua università Dino Campana, e nelle sue strade Pier Paolo Pasolini. Mi fermo perché l’elenco sarebbe troppo lungo. L’Emilia Romagna degli scrittori sarà sempre, per noi, una miniera di memorie umanistiche inesauribile.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori emiliani.

Scrittori Friulani

Friuli Venezia Giulia. Una piccola (7845 metri quadrati) e stupefacente regione di scrittori italiani. Che nel suo esiguo territorio ha tutto. Montagne, colline, mare. I friulani autentici definiscono se stessi come la torre di Pisa. Si “piegano” ma non crollano. Ci hanno provato in tanti ad abbatterli: guerre, carestie, terremoti, alluvioni, frane e inverni spietati. Ma loro non si lasciano abbattere. Il friulano, moralmente, è fatto di diamante. E’ un gran lavoratore ma anche festaiolo, gusta la vita ogni momento libero che ha.

Inoltre, questa terra stupefacente ha ispirato i migliori autori italiani contemporanei. Il Friuli Venezia Giulia ci ha dato Pier Paolo Pasolini, nato a Casarza della Delizia in provincia di Pordenone. La Trieste di Veit Heinichen densa di intrecci gialli. Lignano, nel cuore di Ernest Hemingway, le trincee della Grande Guerra che hanno graffiato il cuore di Giuseppe Ungaretti.

Ancora, Valvasone, che ha ispirato a Ippolito NievoLe Confessioni di un italiano”. La Bassa friulana con Tullio Avoledo, Erto e la Valcellina di Mauro Corona, il Friuli contadino di Padre Turolodo.

Per concludere, tutti questi scrittori sono tra i migliori autori italiani contemporanei. In fondo, avranno anche assorbito un poco del carattere del vero friulano. Altruista fino al sacrificio, affidabile e generoso. Ed anche orgoglioso oltre ogni misura (un loro motto dice “e fasin di bessoi“, facciamo da soli). E’ alla fine un duro dal cuore d’oro, che nelle disgrazie trattiene il pianto. Che conserva sempre una una nobiltà di spirito e una fierezza quasi ingenua. Come possiamo non amare i friulani?

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori friulani.

Scrittori Laziali

Come faccio a parlarti in poche righe degli scrittori italiani che sono nati, o hanno vissuto, in questa strabiliante regione? Da ben prima che essa fosse regione? Da quando era, tanto per dirne una, il centro del mondo conosciuto? In questa zona, di quella che oggi è l’Italia Centrale infatti, sono passati talmente in tanti. Talmente tanti scrittori italiani, che è arduo farne un elenco.

Inizialmente, potrei cominciare parlandoti di Tito Maccio Plauto e Catone il Censore. Marco Tullio Cicerone e Publio Virgilio Marone (sì, è proprio quello di Dante!). E già dovrei fermarmi, perché riempirei un libro solo con i loro nomi. Poi Sant’Agostino e San Girolamo, seguiti da Tertulliano e Minucio Felice.

Quindi, a questo punto, dovrei saltare al XVII secolo, dato un lungo periodo di decadenza. Ecco arrivare Torquato Tasso, Galileo Galilei e Ludovico Ariosto. Ai tempi infatti era considerato fondamentale un viaggio a Roma, per completare la propria “affermazione” in campo artistico. Il diciottesimo secolo vide in Giuseppe Gioacchino Belli un grande compositore di sonetti in dialetto romano. E tutto il secolo fu un susseguirsi di autori stranieri che consideravano Roma, e il Lazio, un soggiorno “obbligato“.

Oltre a questi, in tempi più vicini Gabriele D’Annunzio e Alberto Moravia. E Pier Paolo Pasolini. Insieme ad altri scrittori italiani contemporanei, raccontarono di Roma e dei laziali ognuno secondo le proprie inclinazioni.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori laziali.

Scrittori Liguri

In questa terra di scrittori italiani io sono nata, ed abito da sempre. “Gioco in casa“, e spero nella tua comprensione. Siamo nella terza regione più piccola d’Italia, in una delle più densamente popolate. I liguri sono stretti in una piccola “falce di luna“. Hanno i piedi nel mare, e la testa in montagna. Questo è il motivo principale del loro carattere e delle innumerevoli prese in giro a livello nazionale!

Comunque, allo scrittore italiano contemporaneo medio, non sfugge quello che i sociologi affermano. Che il popolo ligure è costretto a combattere con un mare spesso ingeneroso. Girate le spalle al mare, invece, i liguri hanno dovuto dare altro sangue. Perché? per strappare la poca terra coltivabile alle pietre che la tenevano prigioniera. Da qui, la nostra famosissima “spilorceria“!

Oltretutto, se pensiamo agli autori italiani liguri contemporanei, la mente vola subito a Eugenio Montale. Uno dei massimi poeti del Novecento italiano. “Meriggiare pallido e assorto…” e “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale…”. A me bastano queste due meravigliose opere, per collocarlo nell’Olimpo degli scrittori.

Infine, quello che ho scoperto crescendo, è la gran quantità di scrittori stranieri che hanno soggiornato qui. Ernest Hemingway, Virginia Wolf, Percy Shelley. E poi lord Byron, Ezra Pound, D. H. Lawrence. Quest’ultimo che beve vino e canta con i contadini. Adam Zagajewski affascinato da Camogli… Tutti stregati da questo piccolo e incantevole angolo di mondo.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori liguri.

Scrittori Lombardi

La Lombardia è, tra tutte le fantastiche regioni di scrittori italiani, quella che è diventata il simbolo statale di laboriosità. La “motrice” dell’economia nazionale. E’ composta di montagne e pianura, salvo una piccola percentuale di territorio collinare. Ospita tantissimi corsi d’acqua, tra cui il Po, e laghi naturali e artificiali.

Comunque, confesso di aver creduto una cosa, per buona parte della vita. Che, tra i migliori autori italiani, l’unico lombardo fosse Alessandro Manzoni! Lacune dei tempi di scuola. Vero è, che fino al Cinquecento, non si può parlare di letteratura lombarda vera e propria. Colpa della notevole “frammentazione” linguistica.

Inoltre, nel secolo successivo il talento di Carlo Maria Maggi dà vita alla maschera di “Meneghino“. La quale incarna tutte le virtù del popolo milanese. Il Settecento, vede le prime opere in un lombardo ormai molto simile a quello odierno. Ed ecco Carlo Antonio Tanzi e Domenico Balestrieri. Giuseppe Parini e Giuseppe Rota.

Ancora, nel XIX secolo Carlo Porta raggiunge le più alte vette della letteratura lombarda. Insieme a lui merita una citazione Tommaso Grossi, amico del “mio” Alessandro Manzoni. Questo secolo, rappresenta soprattutto il trionfo degli autori teatrali. Come Cleto Arrighi e Luigi Illica. Emilio De Marchi, Camillo Cima e molti altri.

In più, figure importanti del Novecento sono Delio Tessa, Bortolo Belotti, Franco Loi. Poi Enzo Jannacci, Dario Fo e Nanni Svampa. Nel XXI secolo il lombardo viene usato anche nella musica contemporanea. Come fa Davide Van Der Sfroos, e nella traduzione di Bob Dylan. E nelle traduzioni di grandi classici della letteratura, compresi i Vangeli.

a) Scrittori di Bergamo

Benvenuti a Bergamo! Bergamo è una città situata in Lombardia, nel nord Italia, e vanta una lunga e ricca storia letteraria.

Nel corso dei secoli, molti scrittori hanno chiamato Bergamo “casa“, ed hanno creato opere importanti, che sono state riconosciute a livello nazionale ed internazionale. Questi scrittori hanno rappresentato diversi generi letterari, tra cui poesia, narrativa, saggistica e teatro.

Noi analizzeremo alcuni dei più noti scrittori di Bergamo, e le loro opere più significative, analizzando la loro vita ed il loro contributo alla cultura bergamasca e italiana nel suo insieme.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Bergamo

1 – Fabio Volo

Fabio Luigi Bonetti, meglio conosciuto come Fabio Volo, è un artista versatile che si è distinto come uno degli scrittori di Bergamo, attore, conduttore radiofonico e televisivo, doppiatore e sceneggiatore. Nasce nel 1972 a Bergamo, città che ha visto il suo esordio nella scrittura.

Dopo aver lavorato con il padre panettiere, Volo si avvicina alla musica e nel 1996 diventa conduttore radiofonico. In seguito, partecipa a programmi televisivi come “Le Iene” e conduce la trasmissione “Il Volo del mattino”. Nel frattempo, pubblica il suo primo romanzo, “Esco a fare due passi”, che diventa un grande successo.

Nella sua vita privata, Volo ha due figli nati dalla relazione con l’istruttrice di pilates islandese Jóhanna Hauksdóttir. Nel corso degli anni, ha continuato a alternare la sua attività nei media con quella di scrittore, pubblicando numerosi libri di successo tra romanzi, antologie di racconti e altri generi. Nel 2011, ha raggiunto il record di 5 milioni di copie di romanzi vendute in Italia.

2 – Raul Montanari

Raul Montanari è uno degli scrittori di Bergamo e traduttore, nato nel 1959. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere antiche a Milano, ha studiato anche “Comunicazioni Sociali” all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Montanari è noto soprattutto per la sua abilità come traduttore, sia da lingue antiche che moderne, e per la sua scrittura per il cinema. Nel 1991, ha esordito nella narrativa con il romanzo “Il buio divora la strada“, che ha dato inizio a una serie di opere, principalmente di narrativa, ma anche di poesia e saggi. È riconosciuto come uno dei migliori scrittori bergamaschi, ed uno dei primi nuovi noiristi italiani, insieme a Carlo Lucarelli e Andrea Pinketts.

Dal 1990, il romanziere di Bergamo Montanari dirige una scuola di scrittura creativa a Milano e presiede il premio “Straparola-Caravaggio” per racconti inediti. Nel 2012, ha ricevuto il prestigioso “Ambrogino d’oro” dalla città di Milano, in riconoscimento alla sua carriera.

3 – Paolo Aresi

Paolo Aresi, nato nel 1958, è uno degli scrittori di Bergamo noti per la sua attività giornalistica ed i suoi romanzi di fantascienza. Dopo aver conseguito una laurea in Lettere presso l’Università “Statale” di Milano, Aresi ha esordito come scrittore nel 1978 con il romanzo “Oberon, l’avamposto fra i ghiacci“, pubblicato nel 1987.

Oltre alla fantascienza, questo autore bergamasco ha scritto anche libri di narrativa che si basano sulla realtà, come “Ho pedalato fino alle stelle“, “Bergamo dell’altro ieri” e “La vita a pedali“, nonché testi sulle montagne e sul territorio di Bergamo.

Lo scrittore di Bergamo Aresi ha fondato la rivista “Orobie” nel 1990 e ha scritto anche per il teatro, con opere come “Gimondi, una vita a pedali” e “Il processo di Alessandro“. Ha ricevuto il premio “Urania” per il suo romanzo “Oltre il pianeta del vento“, noto anche come “La scala infinita“, e ha scritto anche “Korolev” e il suo seguito “Korolev, la luce di Eris“. Inoltre, ha documentato storie di giornali laici della città in “Carta canta“, che copre il periodo dal XIX secolo alla fine del XX secolo.

La passione di Aresi per l’astronomia, la cosmologia e l’astronautica emerge nei suoi scritti, così come la sua passione per il ciclismo, la geografia e la cultura in generale, non solo letteraria. L’autore bergamasco ha lavorato presso L'”Eco di Bergamo” come inviato fino al 2016.

4 – Claudio Calzana

Claudio Calzana, nato nel 1958, è uno degli scrittori di Bergamo più famosi del presente, e si è specializzato nel campo multimediale. Dopo una carriera come insegnante, ha lavorato per un’azienda di tecnologia multimediale, e in seguito ha assunto il ruolo di direttore della sezione “Progetti Editoriali e Culturali” della Sesaab, un’azienda che si occupa di giornalismo.

Calzana è sposato con Marina ed ha due figli, Chiara e Marco. Nel 2004, ha vinto il “Premio Galbiate” con un racconto che gli ha dato la spinta per scrivere il suo primo romanzo, “Il sorriso del conte“, che ora è alla terza edizione. Quest’opera è stata anche finalista del premio “Città di Penne – Europa 2008” nella sezione Opera Prima.

Nel 2012, l’autore bergamasco Calzana pubblica “Esperia” e collabora alla sceneggiatura del docufilm “Gli anni e i giorni“. Nel 2015, pubblica “Lux” e “Brumana“, che è un racconto. Infine, nel 2017, esce il suo ultimo libro, “La cantante“. La multimedialità è un elemento distintivo del lavoro di Calzana, e la sua carriera di scrittore è caratterizzata dalla collaborazione con progetti interdisciplinari, tra cui documentari e progetti editoriali innovativi.

b) Scrittori di Brescia

L’arte della scrittura ha sempre avuto una grande importanza nella cultura italiana, e gli scrittori di Brescia non fa eccezione. Brescia, la “leonessa d’Italia“, ha visto la nascita di molti scrittori, che hanno lasciato un segno indelebile nella letteratura italiana.

Questi scrittori hanno prodotto opere di grande valore, che hanno contribuito a diffondere la conoscenza e la comprensione di temi importanti come la storia, la cultura e la società. In questo settore, esploreremo alcune delle figure letterarie più importanti che hanno origini bresciane, e le loro opere più significative.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Brescia

1 – Gianni Simoni

Gianni Simoni è un giudice ed uno degli scrittori di Brescia, con una grande passione per la scrittura. Ha iniziato la sua carriera come magistrato lombardo nel 1967, diventando poi giudice istruttore e successivamente pubblico ministero a Brescia nel 1974 e a Milano dal 1985. Durante la sua carriera, ha avuto un ruolo importante in numerosi processi riguardanti la criminalità organizzata, il terrorismo e altri crimini.

Ha svolto un ruolo importante in inchieste riguardanti l’omicidio di Giorgio Ambrosoli, la Strage di piazza della Loggia e la morte di Michele Sindona. Dopo aver anticipatamente lasciato il lavoro, nel 2009 ha pubblicato “Il caffè di Sindona” per Garzanti, un saggio sulla vita e la morte del banchiere, descritta attraverso i documenti giudiziari.

L’autore bresciano Simoni si è anche dedicato alla scrittura di romanzi gialli ambientati a Brescia e Milano, con protagonisti rispettivamente il commissario Miceli e il giudice Petri e l’ispettore dalla pelle nera Andrea Lucchesi, figlio di un toscano e di madre eritrea. Il suo primo romanzo, “Piazza San Sepolcro“, è arrivato alla finale del “Premio Fedeli“, ed entrambe le serie hanno ottenuto un discreto successo, con oltre centomila copie vendute nei primi undici libri.

2 – Massimo Tedeschi

Massimo Tedeschi è uno dei noti scrittori di Brescia contemporanei, originario di Rezzato, in provincia di Brescia. Nato il 19 ottobre 1958, è sposato con Maria Paola Pasini, una giornalista con una laurea in Economia, ed è il padre di Bianca Maria, una laureata magistrale in Ingegneria ambientale.

Massimo ha studiato al liceo classico “Arnaldo” di Brescia, conseguendo il diploma con il massimo dei voti nel 1977. Successivamente, si è laureato in Filosofia nel 1982 presso l’Università statale di Milano, con una tesi intitolata “La medicina ed il dibattito su magia e stregoneria nel Seicento. Il contributo delle Quaestiones madico-legales di Paolo Zacchia“.

Durante gli anni universitari, questo autore bresciano ha iniziato a lavorare come giornalista per il quotidiano “Bresciaoggi” e, nel novembre 1983, è entrato a far parte del nuovo staff redazionale del giornale. Ha ottenuto il titolo di giornalista professionista il 13 gennaio 1986.

Massimo è stato anche insignito dell’Ordine al merito della Repubblica italiana nel giugno 2013 dal presidente della Repubblica. Inoltre, dal 2015 è socio dell’Ateneo di scienze lettere e arti di Brescia, dal 2016 dell’Ateneo di Salò, e dal 2017 è il presidente dell’Associazione Artisti bresciani (AAb).

3 – Angelo Canossi

Angelo Canossi, nato nel 1862 e morto nel 1943, è stato un poeta, uno degli scrittori di Brescia e viaggiatore. Era noto come il “Poeta della brescianità“. Dopo aver completato le scuole elementari e il liceo, decise di frequentare l’Istituto Superiore di Letteratura a Firenze. Tuttavia, non riuscì a conseguire la laurea. Nel 1882 si recò all’Università della “Sorbona” di Parigi, dove iniziò a scrivere articoli giornalistici durante i suoi viaggi in Europa.

Nel 1884 ritornò a Brescia, dove si concentrò sulla stesura di articoli per il quotidiano “La Sentinella Bresciana“. In seguito, fondò “Il Guasco“, un quindicinale umoristico che successivamente divenne un periodico informativo. L’autore bresciano Angelo diede anche vita alle riviste “L’Illustrazione Bresciana” e “Brixia“, ma non mantenne la direzione per molto tempo. Nonostante ciò, la sua opera ebbe un grande successo. Tuttavia, a causa della lingua bresciana, il suo nome non divenne molto noto.

Nel 1936, Angelo si trasferì definitivamente a Bovegno, in alta Valle Trompia, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Qui visse prima nella “Cà del Mai“, ovvero la casa del maglio, e poi nella “Cà de le Bàchere” (i ciclamini in bresciano), dichiarata monumento di interesse locale. Angelo Canossi fu sepolto nella cappella a lui dedicata nel cimitero di Bovegno. Le sue poesie dialettali sono raccolte e pubblicate in “Melodia e Congedo“, un volume ristampato dall’Istituzione della Memoria “A. Canossi” di Bovegno.

4 – Albertano da Brescia

Presentiamo ora uno degli scrittori di Brescia più noti del periodo medievale: Albertano da Brescia (XII secolo-dopo il 1253). Egli fu un importante giurista e scrittore, anche se le informazioni sulla sua vita sono piuttosto scarse. Si sa che faceva parte del “Collegio dei Causidici” di Brescia, una corporazione fondata su principi guelfi, e si presume che abbia studiato all’Università di Bologna intorno al 1220. In seguito, fu influenzato dal movimento francescano e scrisse sia opere religiose che civili ispirate da esso.

Durante l’assedio di Federico II a Brescia nel 1238, l’autore bresciano Albertano combatté dalla parte dei bresciani, e difese il paese di Gavardo. Dopo che il paese si arrese a Federico II, Albertano fu fatto prigioniero e rinchiuso a Cremona per alcuni mesi, prima di essere liberato. In questo periodo di prigionia, scrisse la sua prima opera filosofica, il trattato “De amore et dilectione Dei et proximi“, che dedicò ai suoi tre figli Vincenzo, Stefano e Giovanni.

Successivamente, tornò a Brescia e nel 1243 fu ispettore di Emmanuele Maggi, il podestà di Genova. Dopo il 1253, non si hanno più informazioni documentate sulla sua vita. Le opere dello scrittore di Brescia Albertano sono un misto di sacro e profano, e comprendono sia testi biblici che opere di autori latini, il tutto influenzato dal pensiero francescano. Sono state tradotte in volgare lombardo a partire dal 1268 da Andrea da Grosseto, e completate da Soffredi del Grazia una decina d’anni dopo.

c) Scrittori di Como

Gli scrittori di Como presentano una panoramica dei più importanti autori che hanno fatto la storia della città, situata nella regione Lombardia in Italia.

Questi scrittori, di diversi periodi storici e di generi letterari differenti, hanno contribuito a diffondere la cultura comasca e italiana nel mondo. Grazie alla loro opera, Como è stata ed è tutt’oggi una città ricca di stimoli culturali e letterari.

Qui verranno presentati i nomi e le opere dei più importanti scrittori di Como, con un’attenzione particolare ai loro contributi alla letteratura italiana, ed alla cultura della città.

Per saperne di puoi, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Como

1 – Alessandro Volta

Uno dei più eminenti scrittori di Como fu Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta (1745-1827), un uomo poliedrico, che si distinse anche per la sua attività di fisico e chimico, nonché per la sua invenzione della pila e la scoperta del gas metano.

Figlio di don Filippo Volta e donna Maddalena dei conti Inzaghi, lo scrittore di Como Alessandro studiò retorica e filosofia presso i gesuiti nel 1758, e successivamente frequentò il “Regio Seminario Benzi” di Como, dove sviluppò la sua passione per la scienza sotto l’incoraggiamento del canonico Giulio Cesare Gattoni. Che gli concesse il proprio laboratorio di scienze naturali.

Inizialmente destinato alla vita ecclesiastica, Volta decise di abbandonare questo percorso per dedicarsi completamente alla scienza, nonostante la sua forte fede cristiana, che lo portava ad assistere alla messa quotidiana ed a fare il catechista per molti anni.

Nel 1794 sposò Maria Teresa Peregrini e dalla loro unione nacquero tre figli: Zanino, Flaminio e Luigi Tobia. Dopo il periodo napoleonico del 1799, Volta e la sua famiglia fecero ritorno in Lombardia, e qui trovarono l’università soppressa e molti insegnanti licenziati, esiliati o addirittura incarcerati.

L’autore comasco Volta decise così di stabilirsi a Como, dove compì un’importante scoperta: l’invenzione della pila, avvenuta nella sua casa di Lazzate, un luogo dedicato alla sperimentazione e alla ricerca scientifica. Pur essendo un autore lombardo, Volta non scrisse opere di narrativa, bensì numerosi trattati e saggi riguardanti i suoi studi e le sue invenzioni.

2 – Plinio il Vecchio

Uno degli scrittori di Como dell’antichità è Caio Plinio Secondo, noto come “Plinio il Vecchio” (23-79 d.C.).

Oltre ad essere un filosofo e un naturalista, Plinio è stato anche governatore e comandante militare. Era noto per la sua enorme curiosità e ha scritto moltissimo, anche se purtroppo la maggior parte delle sue opere sono andate perdute.

Tra i pochi brani superstiti si ricordano “De iaculatone equestri” e “De vita Pomponii Secundi“, ma il suo capolavoro è la “Naturalis historia“, un’opera enciclopedica in 37 volumi che copre argomenti come la geografia, l’antropologia, la botanica, la medicina, la mineralogia, la siderurgia e la storia dell’arte.

Quest’ opera è stata letta e studiata nei secoli, in particolare nel Medioevo e nel Rinascimento, ed è ancora oggi una fonte fondamentale di conoscenza scientifica dell’antichità. La fama dell’autore comasco Plinio è stata “amplificata” dalla sua morte: era a capo della flotta romana a Capo Miseno quando il Vesuvio eruttò nel 79 d.C., e morì tentando di soccorrere gli abitanti di Stabia e un’amica di nome Rectina.

3 – Massimo Bontempelli

Massimo Bontempelli, uno degli scrittori di Como e saggista, nato nel 1878 e morto nel 1960, rappresenta, insieme ad Alberto Savinio e Giorgio de Chirico una particolarità nell’arte italiana. Questo perché ha dato la possibilità di apprendere dai surrealismi, generando il cosiddetto “realismo magico“.

Lo scrittore comasco Bontempelli ha frequentato il R. Liceo Ginnasio “Giuseppe Parini” di Milano e nel 1897 ha conseguito la maturità ad Alessandria. In seguito, ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino, dove ha ottenuto la laurea in Filosofia nel 1902, discutendo una tesi sul libero arbitrio. E venendo insignito del titolo in Lettere grazie ad un lavoro sull’origine dell’endecasillabo.

Inizia ad insegnare lettere in istituti scolastici di secondo grado, prima a Cherasco e poi ad Ancona, dove si è sposato nel 1909 con Amelia Della Pergola, e da cui ha avuto un figlio che porterà il suo stesso nome. Questo autore di Como è stato molto convinto della dottrina fascista, vedendola come il metodo più “opportuno” per far sorgere una civiltà moderna in Italia. Per questo motivo, è stato nominato Accademico d’Italia nel 1930, e non ha mai abbandonato il fascismo.

d) Scrittori di Cremona

Questa è una città ricca di storia, cultura e tradizioni, ed è stata la patria di molti scrittori di Cremona di grande talento.

Questi autori hanno lasciato un’impronta indelebile nella letteratura italiana, contribuendo alla creazione di alcune delle opere più importanti della nostra cultura. Esploreremo le vite e le opere di alcuni dei più famosi scrittori di Cremona, dai poeti del Rinascimento ai narratori contemporanei.

Scopriremo come questi autori hanno espresso la loro creatività attraverso la scrittura, come sono stati influenzati dalla loro città natale e come hanno a loro volta influenzato la cultura e la letteratura italiane.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli sugli scrittori di Cremona

1 – Sandrone Dazieri

Sandro Dazieri, meglio noto come “Sandrone“, è uno degli affermati scrittori di Cremona, attivo in numerosi campi tra cui la sceneggiatura, il giornalismo e l’attivismo. Nato il 4 novembre 1964, Sandrone ha studiato presso il collegio della scuola alberghiera di San Pellegrino Terme, dove si è specializzato come cuoco. Tuttavia, la sua vera passione è sempre stata la lettura di romanzi gialli, horror, fantascientifici e di spionaggio, nonché di fumetti.

Fin da studente, l’autore cremonese Dazieri ha iniziato a scrivere racconti horror, tentando di pubblicarli in diverse riviste. Dopo aver conseguito la maturità professionale, si è trasferito a Milano per studiare scienze politiche, ed ha iniziato la sua carriera come correttore di bozze. Successivamente, ha lavorato come giornalista pubblicista, specializzandosi in narrativa di genere e controculture per il quotidiano “Il manifesto“.

Nel 1999, questo scrittore di Cremona ha avuto l’opportunità di dirigere i “Gialli Mondadori” e l’intero reparto dei libri per edicola, dopo la pubblicazione del suo primo romanzo “Attenti al Gorilla“. Oltre alla sua carriera letteraria, l’autore è coniugato, segue una dieta vegetariana ed è impegnato nella promozione della pace. Le sue opere sono state tradotte in venti paesi diversi.

2 – Corrado Staiano

Corrado Stajano, uno dei noti scrittori di Cremona, è un personaggio poliedrico, nato il 24 settembre 1930, che si distingue anche come giornalista, sceneggiatore, regista e politico.

Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, ha collaborato con numerose riviste tra cui “Il Mondo” di Mario Pannunzio, “Tempo illustrato“, “Panorama“, “Il Giorno” ed “Il Messaggero“, in vari ruoli. Oltre a questi incarichi, ha lavorato per lungo tempo come articolista ed inviato presso il “Corriere della Sera“, mantenendo anche una rubrica sull'”Unità“.

Inoltre, lo scrittore cremonese Staiano ha collaborato con la Rai, come produttore di documentari televisivi su temi politici, sociali e culturali, in particolare con Ermanno Olmi. Tra le sue opere si ricordano “In nome del popolo italiano“, “Le radici della libertà” e “Nascita di una formazione partigiana“. Inoltre, ha realizzato documentari come “La repubblica di Salò” e “La forza della democrazia“. Nel corso degli anni, ha ricevuto numerosi premi per la sua attività, tra cui il Premio “Andrea Barbato” nel 2014 ed un premio speciale alla carriera dalla “Fondazione Il Campiello“, nel 2022.

3 – Giuseppe Andreoli

Adesso parliamo di un altro degli scrittori di Cremona, che ha fatto carriera anche come medico e politico.

Giuseppe Andreoli ha completato gli studi di Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II“, e ha poi lavorato come professore di anatomia patologica presso la stessa università. Lo scrittore cremonese Andreoli è stato impegnato nella politica attiva fin da giovane, essendo stato eletto deputato per la prima volta nell’VIII Legislatura nel giugno 1979, con la Democrazia Cristiana.

All’inizio della sua carriera politica, ha sostenuto i progetti di legge degli altri deputati, ma in seguito ha presentato il suo primo disegno di legge il 7 febbraio 1980, riguardante l’istituzione dei magistrati “tributari“. Durante il suo mandato, Andreoli ha continuato ad essere eletto deputato per la IX e la X Legislatura, partecipando attivamente a molti progetti di legge e atti di indirizzo e controllo. Ha anche presentato numerosi progetti di legge, ben 42 dei quali sono diventati leggi effettive.

L’autore di Cremona Andreoli ha concentrato la sua attenzione su temi come il ruolo della magistratura tributaria, l’ordinamento degli studi universitari e la formazione nelle Forze Armate. In particolare l’organizzazione e il ruolo delle scuole militari. Oltre alla sua carriera politica, ha scritto diverse opere di carattere medico e giuridico.

4 – D’Arco Silvio Avalle

Silvio Avalle D’Arco, nato il 3 giugno del 1920 e morto a Firenze il 9 gennaio del 2002, è stato uno dei noti scrittori di Cremona, filologo, semiotico e critico letterario. La sua ricerca si è focalizzata sulla letteratura italiana, in particolare quella medievale “romanza” e la letteratura medievale occitana, ma si è estesa anche alla critica letteraria e alla semiotica.

Dopo gli studi al Collegio “Ghislieri” di Pavia e la laurea in letteratura italiana contemporanea nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, ha prestato servizio come pilota nell’aeronautica militare italiana e, successivamente, è stato internato in Svizzera. Dove è diventato assistente di letteratura italiana presso l’Università di Ginevra dal 1943 al 1945.

Nel 1949, è diventato insegnante di liceo e nel 1954 si è trasferito negli Stati Uniti come “professore ospite“, per poi essere nominato professore di Storia della Poesia per la Musica nel Medioevo, presso la Scuola di Paleografia Musicale di Cremona nel 1958. A partire dal 1962, ha insegnato “Filologia Romanza” presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino, dove dal 1969 al 1974 ha fondato anche la cattedra di Semiologia.

Ha dato inoltre un notevole contributo nel campo dell’editoria, contribuendo alla fondazione della rivista Strumenti critici nel 1966, insieme a Maria Corti, Dante Isella e Cesare Segre, e co-direttore della rivista “Medioevo Romanzo“.

e) Scrittori di Lecco

Benvenuti tra gli scrittori di Lecco! La città di Lecco, situata sulla sponda orientale del Lago di Como, è stata fonte d’ispirazione per numerosi scrittori nel corso dei secoli.

Tra di essi, molti hanno trovato nel paesaggio mozzafiato, e nella cultura locale, la “spinta” per creare opere letterarie di grande rilievo. Noi ora vi condurremo alla scoperta dei principali scrittori che hanno vissuto e lavorato a Lecco, analizzando le loro vite, le loro opere ed il loro legame con questa affascinante città lombarda.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Lecco

1 – Carlo Mauri

Carlo Mauri (1930-1982) è stato uno degli scrittori di Lecco, che si è dedicato anche alla sua grande passione per l’alpinismo e l’esplorazione. Era membro del club alpinistico “Gruppo Ragni Grignetta” di Lecco e ha compiuto molte imprese sulle Alpi, tra cui la “prima invernale” della via Cassin, sulla parete nord della Cima Ovest di Lavaredo (1953), e la prima solitaria della via della “Poire” sul versante della Brenva del Monte Bianco (1959).

In seguito, questo autore lecchese ha partecipato a diverse spedizioni, raggiungendo la cima del Monte Sarmiento nella “Terra del Fuoco“(1956) con l’organizzazione di Alberto Maria de Agostini, ed il “Gasherbrum IV” con Riccardo Cassin (1958). Nel 1969-70, ha navigato sull’imbarcazione in papiro RA, attraversando l’Oceano Atlantico con Thor Heyerdahl.

Mauri ha anche esplorato molte parti del mondo, come nel caso della rievocazione a cavallo della “Via della seta” da Venezia a Pechino, che ha compiuto insieme al figlio quattordicenne Luca (1972-73), seguendo le indicazioni de “Il Milione“. Ha anche realizzato molti documentari e servizi giornalistici in Patagonia e Rio delle Amazzoni, anche per la RAI. Ha partecipato alla spedizione del Tigris nel 1977 con Thor Heyerdahl. Purtroppo, è morto improvvisamente per un attacco cardiaco, mentre scalava la via ferrata del Pizzo d’Erna.

Lo scrittore di Lecco Mauri ha raccontato le sue esperienze nel libro “Quando il rischio è vita” (1975).

2 – Antonio Stoppani

Antonio Stoppani (1824-1891), nato Narciso Carl’Antonio, è uno dei più grandi scrittori di Lecco, e lombardi, di tutti i tempi. Nato in una famiglia numerosa di quindici o sedici figli, suo padre Giovanni Maria era un produttore di cioccolato e candele, mentre sua madre si chiamava Lucia Pecoroni.

Fin da giovane, lo scrittore lecchese Stoppani dimostrò un forte interesse per la scienza, in particolare la paleontologia e la geologia, che lo portarono a studiare in seminario. Dopo essersi dedicato alla grammatica presso il seminario arcivescovile di Milano, si trasferì a Seveso, dove si specializzò in retorica. E successivamente a Monza, per gli studi di filosofia e a Milano per quelli di teologia.

Oltre alla sua passione per la scienza, Stoppani fu anche un patriota ed un fautore del liberalismo, impegnandosi attivamente durante il Risorgimento italiano. Sostenne l’importanza di un accordo tra Chiesa e Stato, e scrisse molti testi divulgativi e scientifici, che gli valsero una fama duratura.

Il suo libro più famoso, “Il Bel Paese” (1876), è ancora oggi considerato un’opera fondamentale nella geologia e nella paleontologia, così come nella glaciologia e nella paleotnologia. Questo autore di Lecco è stato anche insignito di molti premi ed onorificenze durante la sua vita, ed è stato commemorato con statue e monumenti alla memoria. La sua fama, e la sua eredità nella scienza e nella letteratura, lo rendono uno dei grandi personaggi della storia italiana.

3 – Antonio Ghislanzoni

Parliamo oggi di Antonio Ghislanzoni (1824-1893), un altro degli importanti scrittori di Lecco del XIX secolo. Oltre ad essere un autore di libretti, Ghislanzoni era anche un poeta. Sebbene il padre avesse sperato che diventasse un prete, Ghislanzoni fu espulso dal seminario, a causa della mancanza di rispetto e dell’eccessiva disciplina, che lo portarono a sviluppare un forte anticlericalismo.

Dopo aver terminato il liceo, lo scrittore lecchese Ghislanzoni decise di intraprendere gli studi di medicina, ma presto scoprì la sua bella voce e si dedicò allo studio del canto. Successivamente si unì al teatro di Lodi come “primo baritono” nel 1846, ma alla fine abbandonò il canto per dedicarsi alla letteratura. Uno dei suoi lavori più famosi fu il libretto per l’opera “Aida” di Giuseppe Verdi, ma ha anche revisionato diverse altre opere.

Ghislanzoni era un sostenitore delle idee mazziniane, che lo portarono a fuggire in Svizzera. Dopo essere stato catturato dalla polizia francese, fu deportato in Corsica, e poi si unì ad un gruppo di artisti ed intellettuali noti come gli “scapigliati“. Tuttavia, Ghislanzoni poté far parte di questo gruppo solo dopo la seconda guerra per l’indipendenza, nel 1859.

Come autore di Lecco molto prolifico, Ghislanzoni scrisse più di sessanta libretti, e fu uno dei primi scrittori italiani di fantascienza e apocalittici. Tra le sue opere più note ci sono “Abrakadabra – Storia dell’Avvenire“, “Ricordi artistici” sul pianista Adolfo Fumagalli, e “La Casa di Verdi A Sant’Agata“. Inoltre, scrisse molti racconti umoristici di fantascienza.

f) Scrittori di Lodi

Siamo in una città ricca di storia e cultura, che ha dato i natali a molti scrittori di Lodi notevoli, nel corso dei secoli.

Questi scrittori hanno contribuito alla creazione di un patrimonio letterario, prezioso per la città e per l’intera regione lombarda. Ci concentreremo sui più importanti e influenti scrittori di Lodi, esaminando le loro vite e le loro opere, e discutendo del loro contributo alla cultura e alla letteratura lombarda.

Dalla poesia alla prosa, dalla saggistica alla narrativa, gli scrittori lodigiani hanno creato un’ampia varietà di opere, che ci permettono di scoprire e conoscere meglio la storia e la cultura di questa bellissima città.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Lodi

1 – Maffeo Vegio

Maffeo Vegio (1407-1458) era uno degli scrittori di Lodi appartenente all’umanesimo. Figlio di Belloria e Caterina de Lanteri, a vent’anni si dedicò ai primi esami di retorica a Milano. Durante i suoi studi, rimase affascinato dalle parole di Bernardino da Siena, ammirando la sua eloquenza e la concezione evangelica.

Successivamente, Vegio iniziò a studiare giurisprudenza presso lo “Studium” di Pavia, dove fece amicizia con luminari dell’umanesimo come Antonio Beccadelli (detto “Panormita”), Pier Candido Decembrio, e Lorenzo Valla, che lo scelse come protagonista del suo dialogo sulla natura del vero bene (“De vero bono”). Nel 1435, lo scrittore lodigiano Vegio iniziò a servire il vescovo di Traù, Ludovico Trevisan. Grazie all’aiuto del vescovo, Vegio entrò in contatto con papa Eugenio IV e partecipò ai lavori del Concilio di Firenze (1439).

Questo gli permise di iniziare la sua carriera curiale, diventando abbreviatore apostolico e datario nel 1441, e ottenendo il “canonicato” presso la basilica di S. Pietro in Vaticano nel 1443. A Roma, l’umanesimo letterario di Vegio si arricchì grazie all’influenza di Enea Silvio Piccolomini. Egli sviluppò una versione molto spirituale del proprio umanesimo, vicina alla dottrina della Chiesa insegnata da Sant’Agostino, che seguì con grande devozione. Nonostante ciò, non divenne mai un ecclesiastico. Dopo la morte, Vegio fu sepolto nella Basilica di S. Agostino a Roma.

2 – Agostino Bassi

Agostino Bassi (1773-1856), uno dei noti scrittori di Lodi e scienziato, è stato un apprezzato botanico, naturalista e pioniere nella batteriologia. Nato da Rosa Sommariva e Onorato Bassi, crebbe insieme a suo fratello gemello Giovanni Francesco.

Tuttavia, nonostante la sua grande passione per la biologia, Agostino fu costretto a lasciarla da parte a causa della volontà del padre. Infatti, venne istruito per gestire gli affari di famiglia e lavorare come funzionario asburgico. Ciò nonostante, Agostino continuò a coltivare i suoi veri interessi, ovvero la medicina, la biologia e la patologia, dedicando la sua vita a grandi contributi in questi campi.

Lo scrittore lodigiano Agostino frequentò l’Università di Pavia, dove studiò giurisprudenza come convittore del Collegio “Ghislieri“, ma prese anche lezioni di fisica, chimica e medicina. Nel corso della sua vita, svolse una lunga ricerca sulla “moscardinia”, una malattia che colpiva il baco da seta. Fu proprio nel 1835 che fece una scoperta importante, ovvero che la malattia era causata da un piccolo parassita trasmissibile per contatto, e attraverso alimenti contaminati.

Questo risultato rappresentò un importante punto di partenza, e spinse questo autore di Lodi a sostenere che tutte le malattie infettive, sia vegetali che animali, avevano una sola origine: gli agenti patogeni. Infatti, anticipò la teoria del contagio nel suo trattato dal titolo “Del contagio in generale“, pubblicato nel 1844.

3 – Franchino Gaffurio

Franchino Gaffurio (1451-1522) fu un rinomato compositore, cantore e teorico musicale, nonché uno degli scrittori di Lodi. Fu anche un educatore ed amministratore. Gaffurio nacque da Bettino “di Almenno” e Caterina Fissiraga, e venne preparato per una carriera nella chiesa sin da giovane età. Visse nel monastero di San Pietro a Lodi Vecchio, e fu ordinato nel tardo 1473 o nel 1474 dal vescovo Carlo Pallavicino, un umanista.

Nel 1477, l’autore lodigiano Gaffurio ricevette un invito da Prospero Adorno, il Doge di Genova, per insegnare in quella città. Dopo aver insegnato per un anno, accompagnò Adorno in esilio a Napoli nel 1478. A Napoli, Gaffurio si concentrò sulla musica “speculativa“, e si impegnò in discussioni teoriche con Johannes Tinctoris, un rinomato compositore fiammingo, e altri intellettuali.

Durante questo periodo, venne stampata la sua prima pubblicazione significativa, “Theoricum opus musicae disciplinae“. Questo scrittore di Lodi fu un esempio di umanista dalla sua giovinezza, versato in varie arti e discipline. Ciò si riflette nelle sue opere più celebri, “Theorica musicae” e “Practica musicae“. Raccolse testi di autori sia famosi che sconosciuti, acquisendo una vasta e diversificata educazione, attraverso la loro interpretazione e lettura.

g) Scrittori di Mantova

Mantova, situata nella regione Lombardia, è stata la patria di numerosi scrittori di grande talento. Questi autori mantovani hanno dato un contributo significativo alla letteratura italiana, ed internazionale, attraverso le loro opere, che spaziano da romanzi a poesie, da raccolte di saggi a libri di storia dell’arte e filosofia.

Tra i tanti scrittori di Mantova spiccano nomi come Virgilio e Carlo D’Arco, solo per citarne alcuni. La città ha ispirato queste menti creative, contribuendo a creare un patrimonio letterario che è ancora celebrato e studiato oggi.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida scrittori di Mantova.

1 – Sordello da Goito

Sordello da Goito, uno tra i noti poeti e scrittori di Mantova del XIII secolo, fu anche un giullare ed un trovatore. Appartenente ad una famiglia nobile, utilizzò la lingua “d’oc” nelle sue opere ed incoraggiò i suoi figli a fare lo stesso. Nato a Corte Sereno, era il figlio di un militare stazionato al Castello di Goito.

Il suo primo lavoro risale ad uno scambio di strofe in provenzale con Aimeric de Peguilhan. Successivamente, nel 1220-1221, lo scrittore mantovano Sordello si trasferì a Ferrara e poi a Verona, dove conobbe Rambertino Buvalelli, che gli insegnò i principi della poesia. Durante il periodo tra il 1225 e il 1230, compose alcune opere in collaborazione con Guilhem de la Tor, note come “partimens“, dove trattò i temi dell’amore “cortese“.

Inoltre, Sordello sposò Otta degli Strasso, una nobildonna di Ceneda. La sua collezione di 42 liriche, scritte su vari argomenti, tra cui l’amore e la politica, è ancora oggi conservata. Infine, è interessante notare che questo autore di Mantova fu onorato da Dante Alighieri, che lo raffigurò nei canti VI, VII e VIII del Purgatorio.

2 – Roberto Colaninno

Roberto Colaninno, un noto uomo d’affari, è anche uno degli scrittori di Mantova, nato il 16 agosto del 1943. La sua famiglia, tuttavia, è originaria di Acquaviva delle Fonti in Puglia. Colaninno è sposato e ha due figli, entrambi imprenditori di successo. Il figlio maggiore, Matteo, è un politico che è entrato a far parte del Partito Democratico e, in seguito, di Italia Viva. Dal 2008, è anche un deputato.

Il secondo figlio, Michele, è l’amministratore delegato e direttore generale di IMMSI, la società finanziaria di famiglia. Colaninno stesso è un ragioniere, ed attualmente ricopre la carica di presidente di IMMSI e Piaggio, nonché membro del consiglio di amministrazione di Alitalia. Come scrittore mantovano, ha pubblicato il libro “Primo tempo. Olivetti, Telecom, Piaggio: una storia privata di 10 anni di capitalismo italiano“.

3 – Pietro Pomponazzi

Pietro Pomponazzi è uno degli antichi scrittori di Mantova, noto anche come “Peretto Mantovano“. Egli fu un filosofo ed umanista italiano di famiglia agiata. Nato a Mantova il 16 settembre 1462, morì a Bologna il 18 maggio 1525.

Dopo aver iniziato la sua carriera come docente di filosofia all’Università di Padova, Pomponazzi scrisse un importante saggio, “De maximo et minimo“, in cui criticò le teorie di Guglielmo Heytesbury. Lavorò anche a Ferrara e Mantova prima di trasferirsi all’Università di Bologna nel 1512, dove pubblicò le sue opere più importanti, tra cui “De fato” e “De naturalium effectuum causis sive de incantationibus“. Inoltre, esaminò anche le opere di Aristotele.

In contemporanea alla sua attività filosofica, questo autore mantovano scrisse anche il “Tractatus de immortalitate animae“, che gli causò molte contestazioni e condanne, perché sosteneva l’impossibilità di dimostrare l’immortalità dell’anima mediante il ragionamento logico.

Secondo Pomponazzi, nulla accade per caso e tutto ha una causa naturale ben precisa. Egli sosteneva che i politici e le classi più elevate mantengono il popolo in uno stato di timore, approfittando dell’ignoranza della gente, facendosi passare per individui eccezionali o addirittura come unti del Signore. Pomponazzi ampliò quindi un’idea dell’universo “deterministica“, per cui tutto è già predisposto da forze superiori all’uomo, anche se sempre naturali. Di conseguenza, egli non poteva credere al libero arbitrio.

Il pensiero dello scrittore di Mantova Pomponazzi lo costrinse a non credere nel libero arbitrio, es a pensare che tutto fosse già predisposto da forze naturali superiori all’uomo. La sua posizione lo portò alla conclusione che non esiste alcun caso. Questo pensiero lo portò alla fine tragica della sua esistenza, come riferito da uno dei suoi allievi, tramite suicidio.

4 – Ivanoe Bonomi

Ivanoe Bonomi (1873-1951) è stato un personaggio poliedrico della Lombardia, con una lunga carriera come avvocato, giornalista, politico ed anche come uno degli scrittori di Mantova. Appartenente alla “seconda generazione” di uomini politici italiani, non fece parte del Risorgimento, poiché nacque durante il consolidamento dell’Unità d’Italia.

Entrato nel Partito Socialista, divenne un membro di spicco e si laureò in scienze naturali nel 1896, ed in giurisprudenza nel 1900. Dopo aver lavorato come insegnante, si dedicò completamente al giornalismo socialista, collaborando con diversi giornali come “Avanti!“, “Critica Sociale“, “Tempo” e “Azione Socialista“.

Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918), egli, che è uno dei migliori scrittori di Mantova, sostenne la posizione dell’intervento “democratico“, e partì volontariamente per il fronte. In seguito, Bonomi decise di cancellare il corpo dei bersaglieri (1921) a causa delle pesanti perdite subite in guerra.

Dopo aver sostenuto il governo di Luigi Facta, e votato a favore del governo di Benito Mussolini, Bonomi decise di allontanarsi dalla vita pubblica con l’avvento della dittatura fascista nel 1925. Si concentrò quindi sulla sua passione per la storia. Nel 1948, divenne il primo Presidente del Senato della Repubblica, mantenendo l’incarico fino alla morte.

5 – Carlo D’Arco

Carlo d’Arco (1799-1872) era un illustre personaggio nella storia dell’arte, oltre ad essere uno degli scrittori di Mantova e pittore. Proveniente da una famiglia aristocratica di antica tradizione, il padre, il conte Francesco d’Arco, si occupava di saggi economici, e la madre era la contessa Amalia Sanvitali di Parma.

Dopo aver studiato pittura e storia dell’arte a Milano, l’autore mantovano Carlo si trasferì a Roma, per approfondire la sua conoscenza su questi argomenti. In questo periodo, creò i suoi primi dipinti storici, e sviluppò ulteriormente le sue abilità nella rappresentazione e nel disegno. Tuttavia, Carlo d’Arco è maggiormente noto per i suoi scritti storici, tra cui “Istoria della vita e delle opere di Giulio Pippi Romano” e “Delle arti e degli artefici di Mantova. Notizie raccolte ed illustrate con disegni e con monumenti“.

Nel 1840, divenne membro dell’Accademia delle Scienze di Torino. Nonostante i suoi impegni letterari, questo scrittore di Mantova non trascurò mai i suoi doveri civili, svolgendo incarichi come amministratore dell’ospedale, membro del comitato per l’anagrafe del Comune di Mantova, e perfino podestà di Mantova nel 1848. La sua città gli ha dedicato una piazza e un istituto scolastico secondario in suo onore.

6 – Mauro Carbone

Mauro Carbone (1956) è uno dei più noti scrittori di Mantova di filosofia. Ha ottenuto la laurea in storia della filosofia contemporanea a Bologna nel 1980, ed è un professore molto rispettato. Attualmente insegna filosofia presso l’Université Jean Moulin Lyon 3, mentre in passato ha insegnato anche all’Università degli Studi di Milano, introducendo il corso di “Estetica contemporanea“.

Carbone, un’autore mantovano di grande spessore, è un esperto nella filosofia di Merleau-Ponty. Nel 1999 ha fondato la rivista “Chiasmi International“, un testo scritto in tre lingue interamente dedicato alla filosofia dell’autore. Al momento, il professor Carbone sta focalizzando la sua attenzione sulle relazioni tra l’esperienza visiva contemporanea, e la filosofia attuale. La sua opera è riconosciuta a livello internazionale, e rappresenta un importante contributo alla filosofia moderna.

h) Scrittori di Milano

Milano è una città che ha ospitato molti grandi scrittori nel corso dei secoli, da Alessandro Manzoni a Cesare Pavese, da Umberto Eco a Italo Calvino. Questi autori hanno scritto romanzi, poesie e saggi che hanno influenzato la letteratura italiana e internazionale, creando un legame speciale tra la città e il mondo della scrittura.

Milano è stata e continua ad essere una fonte di ispirazione per gli scrittori, che hanno trovato nella città la loro musa, un luogo in cui vivere e lavorare, incontrarsi e confrontarsi. In questa introduzione esploreremo il mondo degli scrittori di Milano, le loro opere e le influenze che hanno avuto sulla cultura letteraria.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Milano

1 – Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni (1785-1873), considerato uno dei più grandi scrittori di Milano ed italiani, fu una figura poliedrica, che si dedicò alla poesia, al teatro e alla narrativa. La sua famiglia era composta da importanti intellettuali, come il nonno Cesare Beccaria, autore del celebre saggio “Dei delitti e delle pene“, e la madre Giulia, figlia di quest’ultimo. Invece, pur essendo ufficialmente conte, il padre Pietro non poteva fregiarsi di questo titolo a Milano, a causa di alcune circostanze storiche.

La fama dello scrittore milanese Manzoni, tuttavia, è legata principalmente al romanzo “I promessi sposi“, che lo ha consacrato come uno dei grandi scrittori italiani di tutti i tempi, e ha dato un importante contributo alla letteratura nazionale. Quest’opera è stata un vero e proprio “apripista” di un genere impegnato, sia dal punto di vista morale che sociale, ed ha contribuito a promuovere l’unità linguistica italiana.

Manzoni, che inizialmente era liberale, si convertì al cattolicesimo e divenne un uomo di profonda fede. Con le sue opere, inoltre, influenzò la storia del teatro, rompendo le tre “unità aristoteliche“, e della poesia, promuovendo la nascita del “pluralismo vocale” e della poesia civile.

Nonostante il successo letterario, la vita privata di questo autore di Milano fu segnata da malattie e lutti familiari. Tuttavia, ricevette molte onorificenze e premi accademici e pubblici, e fu anche senatore del regno d’Italia. Anche se visse in isolamento, mantenne un contatto costante con altri intellettuali, come gli scrittori francesi e Goethe, attraverso la corrispondenza. Le sue opere letterarie furono influenzate anche dalla letteratura straniera, in particolare da Walter Scott per quanto riguarda il romanzo e dalla nuova “estetica” britannica.

2 – Filippo Tommaso Marinetti

Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944), è stato uno dei più famosi scrittori di Milano , noto soprattutto come fondatore del movimento artistico del “Futurismo“. Marinetti ebbe un’infanzia piuttosto misteriosa, di cui poco si sa in modo attendibile. Ciò che è certo è che, grazie all’eredità paterna, ebbe la possibilità di intraprendere un percorso di studi e avviare la propria attività, iniziando da quella culturale e poi passando a quella imprenditoriale.

Fin da giovane età, l’autore milanese Marinetti dimostrò una grande passione per la scrittura, e fondò a soli 17 anni la rivista scolastica “Papyrus“. Tuttavia, i suoi interessi letterari non furono ben accolti dai gesuiti del collegio francese che frequentava, tanto che rischiò l’espulsione per aver portato in classe romanzi considerati “scandalosi“.

Successivamente, si iscrisse alla facoltà di legge a Pavia, in compagnia del fratello maggiore Leone. Purtroppo, la morte prematura di Leone fu un duro colpo per Marinetti, che subì un forte trauma e abbandonò gli studi legali per dedicarsi completamente alla scrittura, il suo grande amore.

Lo scrittore milanese Marinetti avrebbe poi continuato a scrivere per tutta la vita, senza mai interrompere la sua attività letteraria, indipendentemente dal genere o dal contesto. Tuttavia, la morte della madre nel 1902, che aveva sempre sostenuto e incoraggiato la sua passione per la scrittura, rappresentò un altro momento difficile che dovette affrontare. Nonostante le difficoltà, Marinetti riuscì a diventare uno dei più importanti e influenti scrittori italiani del XX secolo, lasciando un’impronta duratura nella cultura e nella letteratura del nostro paese.

3 – Carlo Cattaneo


Carlo Cattaneo (1801-1869) è stato uno dei celebri scrittori di Milano, noto anche per la sua attività di patriota e filosofo, politico e linguista. Nato a Milano da Melchiorre, un rinomato gioielliere, e da Maria Antonia Sangiorgio, trascorse l’infanzia tra la città e Casorate, dove vivevano i suoi nonni paterni. Qui, grazie allo zio sacerdote Giacomo Filippo, che possedeva una vasta biblioteca, Carlo poté coltivare la sua grande passione per la lettura fin da giovane.

La morte del padre nel 1825 costrinse lo scrittore milanese Carlo a lasciare gli studi universitari, ed il fratello maggiore Filippo si occupò dell’oreficeria di famiglia. Nello stesso anno, Carlo incontrò Anna Woodcock, una nobile di origini anglo-irlandesi che sarebbe poi diventata sua moglie. Tuttavia, la celebrità di Cattaneo è soprattutto legata al suo ruolo di primo piano durante le celebri “Cinque Giornate” di Milano del 1848.

Le idee politiche di Carlo Cattaneo erano orientate verso l’idea di una federazione degli stati italiani, con una forte impronta laica e libertaria. Successivamente, si avvicinò alla corrente socialista operaia emergente. Il suo lascito politico è strettamente legato all’idea di una confederazione di stati, prendendo come modello la Svizzera.

4 – Carlo Porta

Carlo Porta (1775-1821), uno dei noti scrittori di Milano, è stato anche il maggior poeta in dialetto milanese. Nacque ultimo dei tre figli di Giuseppe e Violante Gottieri. Dopo aver frequentato i Barnabiti a Monza e Muggiò, continuò i suoi studi al Seminario di Milano, dove sviluppò una solida base culturale ma anche una forte avversione per la Chiesa, un tema costante presente in molte delle sue opere.

Malgrado le sue prospettive di successo, il padre dell’autore milanese Carlo decise di farlo lavorare nell’amministrazione pubblica, costringendolo ad abbandonare gli studi. Tuttavia, Porta continuò a dedicarsi alla scrittura, sperimentando l’era d’oro del Romanticismo e dichiarandosi come un “romantico“.

Nonostante ciò, la sua “concezione” di popolo non era affatto idealizzata, come sarebbe stato naturale da parte di un romantico. Infatti, non considerava la società umile come simbolo di patriottismo, o come parte di un emergente nazionalismo italiano. Porta morì a soli 45 anni, quando era al culmine della sua fama, per un attacco di gotta, nella sua amata Milano.

5 – Stefano Mauri

Stefano Mauri è un altro dei famosi scrittori di Milano, laureato in lettere nel 1985, noto soprattutto per il suo libro del 1987, intitolato “Il libro in Italia: Geografia, produzione e consumo“. In questo volume, l’autore ha analizzato dettagliatamente il mercato librario italiano, concentrandosi in particolare sulle differenze territoriali.

L’autore milanese Mauri ricopre anche diverse posizioni di prestigio nel settore editoriale, come quella di Presidente ed Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, e di Presidente di importanti case editrici come “TEA“, “Pro Libro“, “Nord” e “Duomo Edizioni“.

Inoltre, è il Vicepresidente di “Bollati Boringhieri” e Amministratore Delegato di “Longanesi & C.“, “Garzanti Libri“, “Guanda“, “Corbaccio” e “R.L. Libri“. Al momento, questo scrittore milanese è il Presidente del Consiglio del Gruppo Editoria di varia dell’Associazione Italiana Editori (AIE), e fa parte del Consiglio Generale dell’AIE. Oltre ad essere membro dell’Assemblea della Federazione degli Editori Europei (FEE-FEP), e ad agire come delegato italiano dell’Unione Internazionale degli Editori (IPA-UIE).

6 – Carlo Tenca

Carlo Tenca (1816-1883), personalità di spicco tra gli scrittori di Milano, è stato una figura di riferimento nella politica e nel giornalismo. Nato in una famiglia molto povera, ha perso il padre in giovane età e, grazie ai sacrifici della madre, ha potuto frequentare il Seminario, anche se poi ha deciso di abbandonarlo per insegnare privatamente.

È durante questo periodo che ha incontrato i conti Alessandro e Carlo Porro, che a quel tempo erano patrioti attivi presso Casa Porro, dove fu fondata la “Rivista Europea” e organizzato un movimento rivoluzionario che portò alle celebri “Cinque Giornate di Milano“. Nel 1844, lo scrittore milanese Carlo Tenca iniziò a frequentare un salotto letterario animato dalla contessa Clara Maffei. Con la quale condivise idee e sentimenti importanti, che crearono un legame profondo e duraturo che durò tutta la vita, anche per il matrimonio infelice della contessa.

Infine, questo autore milanese si concentrò soprattutto sulla letteratura “classica” italiana dal Duecento al Cinquecento, nella quale divenne molto famoso ed apprezzato. Nel Novecento, è stato rivalutato e riscoperto, come testimoniano le numerose ristampe delle sue opere e i saggi critici sulla sua figura.

7 – Andrea De Carlo

Andrea De Carlo è uno dei principali scrittori di Milano moderni, nato nel 1952. La città di Milano è al centro di molti dei suoi romanzi, tuttavia, la sua relazione con essa è contrastante. Il padre, Giancarlo De Carlo, era un noto architetto di Genova, e sua madre era una traduttrice dall’inglese. Egli ha una figlia di nome Malina.

L’autore milanese De Carlo ha frequentato il liceo classico “Giovanni Berchet“, e si è laureato in lettere con una tesi sulla storia contemporanea, focalizzata sulle comunità anarchiche di Aragona. Oltre alla scrittura, è appassionato di fotografia e ha lavorato come assistente di Oliviero Toscani, realizzando ritratti e reportage.

Inoltre, questo scrittore di Milano è un grande viaggiatore, ed ha visitato molte parti del mondo, tra cui l’Europa, il Nord e il Sud America. La musica è anche una sua grande passione e ha prodotto due CD: “Alcuni nomi” e “Dentro Giro di vento“, quest’ultimo realizzato in collaborazione con il percussionista bengalese Arup Kanti Das, con il quale si è esibito in numerose occasioni in Italia e in vari paesi europei.

Il romanzo più famoso di De Carlo si intitola “Due di due“, e racconta la storia di un’amicizia tra un anarchico estroso ed intollerante di nome Guido Laremi e Mario, un uomo più rilassato e pratico. I suoi romanzi sono stati tradotti in 26 lingue.

i) Scrittori di Monza e Brianza

Monza e Brianza sono state la culla di molti scrittori monzesi, che hanno lasciato un segno nella letteratura italiana. Questi autori hanno tratto ispirazione dalla loro terra d’origine, dalle sue tradizioni e dalla sua gente, creando opere che spaziano dai romanzi storici alle biografie, dalla poesia alla narrativa contemporanea.

Tra i nomi più noti, troviamo scrittori come Giuseppe Civati, Davide Van de Sfroos, Umberto Galimberti e molti altri ancora. In questa provincia, dunque, la letteratura ha radici profonde e vibranti, e continua a fiorire attraverso le opere dei nuovi talenti che si stanno facendo strada.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Monza e Brianza

1 – Giuseppe Civati


Giuseppe Civati (1975), noto anche come “Pippo” Civati, è uno degli scrittori di Monza, politico, saggista ed editore. Ha fondato “Possibile“, un partito politico italiano, di cui è stato il primo segretario. Inoltre, ha ricoperto il ruolo di deputato dal 2013 al 2018.

Civati ha studiato al Liceo Ginnasio “B. Zucchi” di Monza e si è laureato in filosofia nel 1998 presso l’Università Statale di Milano, dove ha anche conseguito il dottorato di ricerca nel 2004. Nel 2002, ha ottenuto un diploma in “Civiltà dell’Umanesimo e del Rinascimento” dall’Istituto di Studi sul Rinascimento di Firenze.

Questo scrittore di Monza ha collaborato con diverse istituzioni accademiche, tra cui la cattedra di storia della filosofia dell’Università Statale di Milano, e l’Istituto di Studi sul Rinascimento e l’Università di Barcellona. La sua principale area di interesse è la filosofia rinascimentale, e la riflessione filosofica sulla mondializzazione e l’identità del mondo occidentale.

Dal 2018, l’autore monzese Civati è il direttore della casa editrice “People“, che ha co-fondato con gli scrittori Stefano Catone e Francesco Foti. “People” si propone di rappresentare la realtà attraverso un processo di elaborazione e mediazione. Civati ha scritto molti testi politici e filosofici, oltre ad opere di diversi generi.

2 – Davide Van de Sfroos

Davide Van De Sfroos, pseudonimo di Davide Enrico Bernasconi, è un cantautore e chitarrista, nonché uno degli scrittori di Monza più noti. Il suo nome d’arte deriva dal termine “van de froos” che in dialetto lombardo significa “contrabbandieri” o “trafficanti“.

Inizia la sua carriera musicale come membro del gruppo “Potage“, ispirato alla musica punk, per poi diventare solista e fondare la band “De Sfroos” insieme al bassista Alessandro “Frode” Giana. La peculiarità del gruppo è l’utilizzo del dialetto lombardo, nella variante “laghée“, ovvero quella parlata nella zona a nord di Como.

Questo ha contribuito al loro successo. Nel 1997, l’autore monzese Bernasconi pubblica il suo primo libro, “Perdonato dalle lucertole“. Nel 2020, dopo 25 anni, i “De Sfroos” ritornano sulle scene musicali riproponendo il loro primo album storico, “Manicomi“, contenente 15 brani. I quali narrano le vicende di personaggi famosi, come Anna, Lo Sconcio, Zia Luisa e Nonu Aspis, offrendo spunti di riflessione su temi attuali come la guerra, la salute mentale, la vendetta e la contrapposizione tra i ceti sociali.

3 – Umberto Galimberti

Umberto Galimberti, nato nel 1942, è uno degli scrittori di Monza più importanti, non solo in ambito filosofico e saggistico, ma anche nella psicoanalisi. Inoltre, è un giornalista per “La Repubblica” ed uno specialista in psicoterapia, nonché membro dell’Ordine degli Psicologi.

Le sue umili origini lo costrinsero a lavorare fin da giovane, ma grazie alla generosità di un sacerdote, riuscì a proseguire gli studi. Si laureò in filosofia presso l’Università Cattolica di Milano, ottenendo una borsa di studio di 800.000 lire.

Successivamente, finiti i soldi, lo scrittore monzese Galimberti dovette interrompere gli studi e partire per la Germania, dove lavorò come operaio. Nel 1965 riuscì a laurearsi con lode, discutendo una tesi su “La logica filosofica di Karl Jaspers“.

Galimberti è conosciuto soprattutto per il suo importante contributo alla psichiatria fenomenologica, adottando un approccio multidisciplinare verso gli autori, i momenti e gli aspetti della filosofia e della cultura in generale. Inoltre, il suo maggior contributo riguarda lo studio del pensiero simbolico, che prende in considerazione la base più “primitiva” e autentica della mente umana, prima del pensiero logico-metafisico e razionale.

Questo scrittore di Monza considera la fede il pilastro di tutta la “coscienza” occidentale, incluso nella scienza e nella tecnologia. Tuttavia, crede che la scienza e la fede non dovrebbero mai essere in conflitto tra loro, evitando di invadere l’una il campo dell’altra.

4 – Marco Castoldi

Marco Castoldi (1972), conosciuto come “Morgan”, è uno dei musicisti e cantautori più celebri della Lombardia, ed è anche uno degli scrittori di Monza. È anche personaggio televisivo e compositore, ed ha fondato la band Bluvertigo, di cui è il leader.

Con i Bluvertigo, ha ottenuto numerosi riconoscimenti, come gli “MTV Europe Music Awards 1998” nella categoria Best Southern Europe Act, due volte la “Targa Tenco” ed il “Premio Lunezia” 2004 per l’album “Canzoni dell’appartamento”. Nel 2010 ha vinto il “Premio De André” per l’album “Non al denaro, non all’amore né al cielo”.

Inoltre, lo scrittore monzese Marco Castoldi è fratello della poetessa, ricercatrice e violoncellista Roberta Castoldi, che ha collaborato con numerosi artisti italiani e stranieri, tra cui Bluvertigo, Afterhours e David Byrne. Fin da bambino, Morgan ha dimostrato un grande talento per la musica, cominciando a suonare la chitarra all’età di sei anni, nonostante fosse mancino.

Tuttavia, ha incontrato alcune difficoltà e ha deciso di passare al pianoforte, scrivendo le sue prime canzoni all’età di nove anni, e componendo una sonata per pianoforte all’età di dieci. La sua passione per la musica lo ha spinto a esplorare nuove idee, facendo crescere il suo talento e diventando così l’artista famoso di oggi. Nel corso degli anni questo autore di Monza ha anche scritto diversi libri, tra cui “Dissoluzione”, “In pArte Morgan” e “Essere Morgan. La casa gialla”.

5 – Michele Brambilla

Michele Brambilla (1958) è uno degli scrittori di Monza, conosciuto soprattutto per i suoi saggi, ma anche come giornalista.

Dopo la laurea in storia all’Università degli Studi di Milano, diventa un giornalista professionista nel 1984. Ha lavorato per diverse testate come “Il Giornale“, “Corriere della Sera“, “La Stampa” e “Gazzetta di Parma“. Dal 2019, è il direttore di “QN Quotidiano Nazionale“.

Oltre alla sua vasta esperienza nel giornalismo, lo scrittore monzese Brambilla è anche un cattolico, ed ha scritto molti testi sulla fede. Uno dei suoi saggi più famosi è “Dieci anni di illusioni. Storia del Sessantotto“, in cui critica la “contestazione” sessantottina, e conclude che tutte le speranze di quel periodo si sono rovesciate nel suo contrario. Nel libro “L’Eskimo in redazione“, Brambilla affronta invece gli anni del terrorismo e la faziosità dei giornalisti italiani.

6 – Filippo Penati

Filippo Luigi Penati è stato uno dei noti scrittori di Monza, famoso per le sue attività sia in politica che nello sport. Nato nel 1952, ha trascorso gran parte della sua vita impegnato in diversi campi, come la politica, l’insegnamento e l’assicurazione. Ha ricoperto il ruolo di presidente della provincia di Milano per un quinquennio, dal 2004 al 2009, e ha anche avuto un ruolo importante come “dirigente sportivo“.

La sua grande passione per lo sport lo ha portato ad avere un ruolo rilevante in questo ambito. Purtroppo, il 9 ottobre 2019, lo scrittore monzese Penati è deceduto a Sesto San Giovanni, lasciando un grande vuoto nella società italiana. Oltre alle sue attività politiche e sportive, ha anche ricoperto il ruolo di vicepresidente regionale dell’Associazione Circoli Cooperativi Lombardi, facente parte della Lega delle Cooperative.

La sua vita familiare è stata felice: sposato con Rita, ha avuto due figli. Tuttavia, come già detto, nel luglio del 2019 ha annunciato pubblicamente di essere stato colpito da un tumore, collegato, in parte, allo stress delle vicende giudiziarie a cui aveva dovuto far fronte. Purtroppo, la malattia ha avuto la meglio su di lui e l’autore di Monza Penati è scomparso nell’ottobre dello stesso anno, all’età di 66 anni.

7 – Paolo Mantegazza

Paolo Mantegazza, uno dei famosi scrittori di Monza, nato il 31 ottobre 1831 e deceduto il 28 agosto 1910, è stato una figura poliedrica, che ha ricoperto svariate professioni tra cui fisiologo, patologo, igienista, neurologo, antropologo e romanziere.

La madre del celebre scrittore monzese era Laura Solera Mantegazza, ed insieme parteciparono alle “Cinque Giornate di Milano” quando Paolo aveva solo sedici anni. In seguito, egli si dedicò agli studi, trascorrendo un periodo a Pisa e laureandosi in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia, all’età di ventitré anni.

Tra i primi in Italia a diffondere le teorie di Charles Darwin, questo autore di Monza ha fatto della sua ricerca un’antropologia riconosciuta come la “storia naturale dell’uomo“. Nel corso della sua vita, ha anche svolto la funzione di deputato e senatore nel Regno d’Italia, impegnandosi attivamente nella lotta contro la legge sul macinato.

Lo scrittore monzese Mantegazza era noto per essere un divulgatore ed un organizzatore di conoscenza molto attivo, e grazie al suo romanzo “L’anno 3000: sogno” (1897), è stato considerato uno dei precursori della fantascienza italiana del XIX secolo.

l) Scrittori di Pavia

1 – Andrea Carlo Moro

Andrea Carlo Moro, uno degli scrittori di Pavia, nato il 24 luglio 1962, è conosciuto per il suo lavoro nel campo della linguistica, delle neuroscienze e della letteratura. Attualmente, è rettore vicario presso la Scuola Universitaria Superiore (IUSS) di Pavia, dove è anche professore ordinario di linguistica generale.

In passato, ha svolto il ruolo di vicepresidente del Comitato Esperti per la Programmazione della Ricerca (CEPR) per un periodo triennale, incarico assegnatogli da Enrico Letta e successivamente riconfermato dal ministro Giannini. Moro è inoltre membro dell’Accademia dei Virtuosi al Pantheon e dell’Academia Europæa.

Ha conseguito la sua laurea in lettere classiche presso l’Università di Pavia e, grazie a una borsa di studio Fulbright, ha proseguito gli studi negli Stati Uniti. In seguito, questo scrittore pavese ha ottenuto il dottorato di ricerca in Linguistica, presso un consorzio amministrato dall’Università di Padova.

Ha anche completato un “Diplôme d’études supérieures en théorie de la syntaxe et syntaxe comparative” presso l’Università di Ginevra. Nel 2018, ha ricevuto il prestigioso Premio Flaiano per la narrativa grazie al suo primo romanzo, “Il segreto di Pietramala“. Questo giallo ruota attorno a un’enigmatica e misteriosa lingua, elemento centrale dell’opera che ha contribuito al suo successo e al riconoscimento dell’autore.

2 – Mino Milani

Mino Milani, il cui vero nome è Guglielmo Milani, è stato uno degli scrittori di Pavia, giornalista, fumettista e storico. Nato il 3 febbraio 1928, nel corso della sua carriera ha adottato diversi pseudonimi, tra cui Stelio Martelli, Eugenio Ventura, Piero Selva, Mungo Graham Alcesti e T. Maggio. Ci ha lasciati il 10 febbraio 2022 nella sua città natale.

L’autore di Pavia Milani proviene da una famiglia benestante, e ha iniziato la sua formazione presso il Liceo Classico “Ugo Foscolo” di Pavia. Successivamente, si è iscritto alla facoltà di medicina dell’università locale, spinto a seguire le orme di due zii medici di successo. Grazie all’influenza di suo padre Carlo, sindaco di Pavia all’epoca, Milani ha anche ottenuto un posto come apprendista presso l’Istituto di Anatomia, collegato al Policlinico San Matteo.

Tuttavia, lo scrittore pavese Milani si è presto reso conto che la carriera medica non era la sua vocazione. Casualmente, assistendo a una lezione sul Medioevo, ha deciso di cambiare direzione, e iscriversi alla facoltà di lettere.

Sul suo stile di scrittura, Gianni Rodari ha espresso il seguente parere: “Mino Milani non è uno scrittore tradizionale, ma un autore lombardo moderno. Un autore che si muove in sintonia con il cinema e la televisione, che hanno influenzato profondamente il suo modo di scrivere. Milani è capace di utilizzare una tecnica narrativa innovativa, caratterizzata da un ritmo incalzante e da un’ampia presenza di immagini, ispirata alle lezioni apprese dal cinema e dalla televisione“.

3 – Paolo Gorini

Paolo Gorini, uno degli scrittori di Pavia, nato il 28 gennaio 1813, e deceduto a Lodi il 2 febbraio 1881, è noto per la sua vasta competenza nel campo della matematica e delle scienze. La sua fama è principalmente dovuta a un’invenzione segreta, un metodo per la conservazione di cadaveri e parti anatomiche che egli stesso ha sviluppato attraverso vari esperimenti.

L’autore pavese Gorini era figlio di Giovanni, un docente di matematica presso l’Università degli Studi di Pavia, e Martina Pelloli, originaria di Lodi. Nel 1825, la vita di Paolo fu segnata dalla tragica morte del padre in un incidente stradale, che lo lasciò orfano.

Le ricerche di Gorini sulla preservazione delle sostanze organiche ricevettero ampio riconoscimento, sia in Italia che all’estero. Le sue scoperte si inserirono in un periodo di grande progresso nel campo della medicina e delle scienze, entrambi influenzati dal movimento positivista.

Lo scrittore di Pavia Gorini si interessò in particolare al metodo di conservazione chiamato “pietrificazione” e, ancora in vita, gli fu dedicata una strada nella città di Lodi. Tuttavia, morì in povertà nel 1881. Ha lasciato numerosi scritti di natura scientifica, nonché lettere e corrispondenza.

m) Scrittori di Sondrio

Situata nel cuore della Lombardia, Sondrio è una città dal fascino discreto, incastonata tra le montagne e la natura rigogliosa della Valtellina. Nonostante la sua dimensione ridotta, Sondrio ha dato i natali a diversi autori, che si sono distinti nel panorama letterario italiano.

Attraverso le loro opere, questi scrittori di Sondrio hanno saputo raccontare la cultura, la storia e l’essenza di una terra affascinante e ricca di tradizioni. Adesso ci addentreremo nel mondo degli scrittori di Sondrio, scoprendo i talenti letterari che hanno contribuito a rendere la letteratura lombarda un patrimonio di grande valore.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Sondrio

1 – Giulio Tremonti

Giulio Carlo Danilo Tremonti, nato il 18 agosto 1947, è un rinomato politico italiano, ed uno degli scrittori di Sondrio. Ha ricoperto ruoli significativi nei governi italiani, tra cui ministro delle finanze nel primo governo Berlusconi e ministro dell’economia e delle finanze nei governi Berlusconi II, III e IV.

Tremonti proviene da una famiglia con origini a Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno, e a Benevento. Ha frequentato il Liceo Classico “Piazzi” di Sondrio e successivamente si è laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia, studiando presso il “Collegio Fraccaro” sotto la guida di Gian Antonio Micheli.

Sebbene la sua famiglia avesse una tradizione liberale, lo scrittore pavese Tremonti si avvicinò al socialismo liberale durante il servizio militare, svolto come soldato semplice. Negli anni ’80, utilizzava lo pseudonimo “lombard” e scriveva regolarmente per il quotidiano comunista “Il manifesto“.

Oltre alla politica, Tremonti ha scritto numerosi libri su temi economici e finanziari, tra cui “Lo Stato criminogeno“, “Le cento tasse degli italiani“, “La fiera delle tasse“, “Il federalismo fiscale“, “Il fantasma della povertà” e “Rischi Fatali“. Quest’ultimo esamina i problemi economici della nuova Europa in relazione alla rapida crescita della Cina, tra gli altri temi.

2 – Pier Luigi Nervi

Pier Luigi Nervi, noto ingegnere, imprenditore ed uno degli scrittori di Sondrio, è nato nel 1891 da genitori liguri. A causa del lavoro del padre, direttore postale, la sua famiglia dovette trasferirsi più volte durante la sua infanzia. Successivamente, divenne membro dell’Accademia Nazionale delle Scienze, e portò avanti progetti significativi sia in Italia che all’estero, collaborando con architetti di fama mondiale come Le Corbusier e Louis Kahn.

Il lavoro procurò una vasta reputazione e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale, a questo autore di Sondrio. Nel 1924 sposò Irene Calosi, con cui ebbe quattro figli. Tra il 1956 e il 1961, Nervi contribuì alla progettazione del Grattacielo Pirelli a Milano e alla realizzazione del complesso per le Olimpiadi di Roma del 1960.

Nel 1964, gli fu affidato il progetto della nuova “Aula delle Udienze Pontificie“, successivamente ribattezzata Aula Nervi in suo onore.

Il concetto centrale dell’opera dell’autore sondrese Nervi è la “staticità“. Sebbene l’atto di creare e costruire sia limitato dalle leggi fisiche, che pongono vincoli all’artista, Nervi fu in grado di superare tali limitazioni. Le sue coperture sono solo uno dei tanti esempi di ciò che ha realizzato. Per Nervi, l’arte non riguardava solo l’estetica, ma anche la funzionalità e la staticità. Nervi morì a Roma nel 1979, all’età di 87 anni.

3 – Gianni Celati

Nato il 10 gennaio 1937, Gianni Celati è stato uno degli illustri scrittori di Sondrio, critico letterario e traduttore. È venuto a mancare il 3 gennaio 2022 a Brighton. Viene battezzato Giovanni, e suo padre Antonio lavorava come usciere di banca.

Inoltre, detto padre aveva frequenti contrasti con i superiori, motivo per cui doveva continuamente cambiare sede lavorativa. La madre, Exenia Dolores Martelli, proveniva da Sandolo, una località vicino al delta del Po, mentre il padre era originario di Bondeno, vicino a Ferrara. Di conseguenza, lo scrittore di Sondrio Gianni Celati trascorre l’infanzia e l’adolescenza nella provincia ferrarese.

In seguito, ottiene una laurea in letteratura inglese presso l’Università di Bologna, con una tesi su James Joyce. Questo autore sondrese inizia a scrivere articoli per diverse pubblicazioni, tra cui “Marcatré“, “Lingua e Stile“, “Il Verri“, “Il Caffè“, “Quindici“, “Sigma” e molte altre. Inoltre, pubblica le sue prime traduzioni, tra cui Futilità di William Gerhardie e Colloqui con il professor Y di Louis-Ferdinand Céline.

Nel 1971, Celati debutta come romanziere con il suo primo romanzo, Comiche, accompagnato da una nota di Italo Calvino. Contemporaneamente, collabora con la rivista “Periodo Ipotetico” e con diverse altre pubblicazioni. Vincitore di numerosi premi letterari, Celati muore pochi giorni prima del suo ottantacinquesimo compleanno.

4 – Piero Pieri

Lo storico Piero Pieri, uno dei più eminenti scrittori di Sondrio, è nato il 20 agosto 1893 e si è spento a Pecetto Torinese il 15 dicembre 1979. Fu un rinomato accademico italiano, specializzato nel campo della storia.

Pieri proviene da una famiglia toscana di rilievo. Durante la Prima Guerra Mondiale, si arruolò volontario nel battaglione degli Alpini di Belluno. Ben presto si distinse come comandante di un plotone della 77ª Compagnia, posizionata sul fronte dolomitico, in particolare nelle Tofane.

Al termine della guerra, lo scrittore sondrese Pieri dedicò il suo tempo all’insegnamento della storia, esercitando la docenza presso la “Scuola Militare Nunziatella” tra il 1922 e il 1925. Si oppose attivamente al fascismo e si unì al Partito d’Azione di Torino, operando in clandestinità.

Inoltre, prese parte alla Resistenza nelle valli di Lanzo. In seguito, venne arrestato assieme alla sua famiglia e processato dal “Tribunale Speciale“, ma riuscì a sfuggire alla condanna. Dopo la Liberazione, aderì al Partito Radicale, quando il PdA si sciolse.

Grazie alla sua esperienza militare, l’autore di Sondrio Pieri collaborò al film “La pattuglia sperduta” di Piero Nelli. Questo autore lombardo fu allievo di Gaetano Salvemini, e frequentò le sue lezioni presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Oggi è considerato uno dei più importanti storici italiani della prima metà del Novecento e, tra l’altro, uno dei massimi esperti italiani di storia militare, se non addirittura il più importante.

n) Scrittori di Varese

Varese, conosciuta anche come la “città dei giardini“, è una città lombarda che vanta una grande tradizione culturale e artistica.

Questa ricchezza culturale si riflette anche nella letteratura, con numerosi scrittori di Varese e poeti che hanno contribuito alla sua fama nel corso degli anni. In questa sede, daremo uno sguardo alle figure letterarie che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della letteratura italiana e, in particolare, nel panorama letterario di Varese.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Varese

1 – Roberto Maroni

Roberto Ernesto Maroni (1955-2022) fu uno degli scrittori di Varese, nonché un famoso politico italiano. E’ stato un membro di spicco della Lega Nord, e ne è stato segretario federale tra il 2012 e il 2013.

Inoltre, l’autore varesino Maroni ha ricoperto diverse posizioni nel corso della sua carriera politica, come deputato e ministro dell’Interno durante i governi Berlusconi I e IV, ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali nei governi Berlusconi II e III, e presidente della Lombardia dal 2013 al 2018. Maroni nacque a Varese, ma crebbe nella cittadina di Lozza, dove risiedeva la sua famiglia.

Dopo aver ottenuto il diploma al Liceo Classico “Ernesto Cairoli” di Varese, Maroni si unì a movimenti politici di estrema sinistra durante la sua gioventù. Fu attivamente coinvolto in varie organizzazioni marxiste-leniniste a Varese, incluso il Movimento Studentesco.

Durante gli anni ’60, conosciuti come il Sessantotto, questo scrittore di Varese fu un militante politico, coinvolto in diverse organizzazioni di estrema sinistra. Successivamente, fino al 1979, partecipò a Democrazia Proletaria.

Dopo il suo periodo come presidente della regione, Maroni collaborò con il giornale “Il Foglio” e gestì un blog personale sull’HuffPost. Nel tempo libero, continuò a suonare l’organo Hammond con la band Distretto 51. Inoltre, Maroni mostrò una grande passione per la vela: nel 2018, attraversò l’Atlantico in catamarano in compagnia di cinque amici.

2 – Francesco Salvi

Francesco Salvi è un poliedrico artista italiano ed uno degli scrittori di Varese (1953), che ha ricoperto diverse funzioni nel panorama dello spettacolo, tra cui attore, comico, cabarettista, cantante, umorista, regista, scrittore e traduttore.

Dopo aver completato gli studi presso l’Istituto d’arte di Urbino, l’autore varesino Salvi ha partecipato a numerose mostre sia personali che collettive. Tuttavia, ha deciso di lasciare il mondo dell’arte commerciale e ha proseguito i suoi studi in un liceo scientifico. In seguito, lo scrittore di Varese ha frequentato la facoltà di Architettura a Firenze. La sua passione per il teatro lo ha portato a fondare la compagnia “Nisba“, con la quale si è esibito in tutta la regione.

Mentre frequentava il terzo anno di università, Salvi ha lavorato come grafico nel settore della pubblicità, attirando l’interesse di Bruno Bozzetto, che lo ha introdotto nel mondo dell’animazione cinematografica. In seguito, ha realizzato un cortometraggio chiamato “Etcèssivo” e ha avuto l’opportunità di lavorare al Derby Club Cabaret di Milano, grazie al sostegno di Diego Abatantuono.

Inoltre, lo scrittore varesino Salvi ha conseguito la laurea con lode al Politecnico di Milano, con una tesi sull’uso del simbolismo nell’architettura, supervisionata dal professor Adriano Alpago-Novello. Dopo la laurea, ha lavorato come assistente del professore per due anni. Francesco e sua moglie Angela sono sposati da quarant’anni e, nonostante la loro duratura relazione, non hanno avuto figli. Come scrittore di Varese, Salvi ha all’attivo diverse pubblicazioni e traduzioni.

3 – Piero Chiara

Piero Chiara (1913-1986) è stato uno degli scrittori di Varese ed italiani più illustri. Proveniva da una famiglia di origini eterogenee, il padre Eugenio era siciliano, mentre la madre Virginia Maffei, era nativa di Comnago.

La sua infanzia fu caratterizzata da difficoltà scolastiche a causa della sua abitudine di marinare la scuola, che gli causò la bocciatura sia in terza elementare che in seconda ginnasio. Dopo quest’ultima bocciatura, lo scrittore varesino Chiara fu costretto a lavorare, ma senza successo. Pertanto, decise di conseguire il diploma di perito meccanico.

Nel giugno del 1929, sostenne gli esami come privatista per la licenza complementare. In seguito, si innamorò di Jula Scherb, figlia di un rinomato medico di Zurigo, e i due si sposarono il 20 ottobre 1936. Tuttavia, il loro matrimonio si incrinò rapidamente.

Nella sua produzione letteraria, l’autore di Varese Piero Chiara si concentra su storie minime ambientate nella regione del “grande lago“, che diventa il palcoscenico dei suoi racconti brevi, ma densi di significato. Il suo stile narrativo offre al lettore una prospettiva unica e genuina su questi luoghi suggestivi.

In sintesi, il talento dello scrittore varesino Piero Chiara risiede nella sua capacità di evitare volgarità e sensazionalismo. Il suo stile è contraddistinto da una attenta cura nella scrittura e dall’approfondimento dei temi affrontati, caratteristiche che lo rendono un autore lombardo apprezzato e stimato.

4 – Giorgio Fontana

Giorgio Fontana (1981) è nato a Saronno, e si è distinto come uno degli scrittori di Varese che svolgono anche attività didattiche. La sua carriera letteraria è stata contrassegnata da una serie di successi, grazie alla sua capacità di unire uno stile di scrittura sofisticato e ricercato, con un’approfondita conoscenza della cultura e del linguaggio italiano.

Cresciuto a Caronno Pertusella, lo scrittore varesino Fontana ha scelto di studiare Filosofia presso l’Università Statale di Milano, laureandosi con una tesi sul “realismo interno” di Hilary Putnam.

Nel 2007, pubblicò il suo primo romanzo, “Buoni propositi per l’anno nuovo“, che riscosse un considerevole successo di critica e di pubblico. A questo seguì il romanzo “Novalis“. In seguito, il suo interesse per la scrittura si spostò verso il reportage narrativo, culminando nel 2008 con “Babele 56. Otto fermate nella città che cambia“, un’opera che indaga la vita degli immigrati a Milano attraverso otto storie differenti.

Attualmente, Fontana vive e lavora a Milano, dove ha insegnato scrittura creativa presso la NABA per quattro anni. Inoltre, è impegnato nella redazione di storie per il settimanale “Topolino” e tiene lezioni di scrittura creativa presso la Scuola Holden e la Scuola Belleville. Tra il 2011 e il 2021, ha ricevuto diversi premi letterari, tra cui i prestigiosi premi “Chianti“, “Campiello” e “Bagutta“.

5 – Emiliano Bezzon

Emiliano Bezzon è uno degli scrittori di Varese che vanta una laurea in Giurisprudenza e una carriera come giornalista pubblicista. Ha prestato servizio come Comandante della Polizia Locale in diverse città italiane, acquisendo competenze investigative e conoscenze che gli sono state utili, nella stesura dei suoi romanzi polizieschi.

Nel 2014, lo scrittore varesino Bezzon ha debuttato come autore di romanzi gialli con “Breva di morte“, scritto in collaborazione con Cristina Preti. Successivamente, nel 2015, ha pubblicato “Le verità di Giobbe“. I suoi racconti sono stati finalisti per ben due volte ai concorsi “Gialli sui Laghi” e “Garfagnana in Giallo“.

Nell’estate del 2016, quattro dei suoi racconti sono stati pubblicati a puntate sul quotidiano “La Provincia di Varese“. Emiliano Bezzon ha inoltre scritto il terzo romanzo giallo, intitolato “Il manoscritto scomparso di Siddharta“, pubblicato per la prima volta come ebook (Indies g&a) nel gennaio 2017, con la versione cartacea rilasciata pochi mesi dopo. Un racconto, scritto insieme a Cristina Preti, è presente nell’antologia “Nuovi Delitti di Lago“, edita da Morellini Editore.

6 – Dario Fo

Dario Fo, uno degli scrittori di Varese, nacque nel 1926 a Sangiano, e morì nel 2016 a Milano. Era il figlio di Felice Fo, responsabile di stazione ferroviaria e attore dilettante, e di Pina Rota.

Crebbe con il fratello Fulvio e la sorella Bianca in un ambiente familiare intellettualmente stimolante, dove fin dalla tenera età ebbe modo di ascoltare le fiabe mescolate a fatti di cronaca locale, narrate dal nonno materno, e le storie raccolte dai viaggiatori e artigiani. Gli affabulatori di paese, spesso menzionati e lodati da Fo, avrebbero influenzato l’artista nel corso della sua vita grazie alla loro abilità nel narrare gli eventi.

L’autore varesino Dario Fo è stato autore di opere teatrali caratterizzate dagli elementi comici tipici della commedia dell’arte italiana, rappresentate con grande successo a livello internazionale. Ricoprendo i ruoli di attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario nella sua compagnia teatrale, Fo si è distinto come un uomo di teatro completo. Notoriamente conosciuto per le sue opere satiriche di carattere politico e sociale e per il suo impegno politico di sinistra, insieme alla moglie Franca Rame, fu tra i membri del Soccorso Rosso Militante. , dichiaratamente ateo

Nel 1997, gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Le opere di questo scrittore di Varese, dichiaratamente ateo, sono famose per il loro anticonformismo, anticlericalismo e, in generale, per l’uso della satira per criticare le istituzioni (politiche, sociali, ecclesiastiche), e la morale prevalente. La sua incessante resistenza a ogni forma di potere stabilito lo rende non solo un artista “sgradito“, ma anche l’opposto degli intellettuali organici, impegnati nel preservare l’egemonia culturale esistente o nel costruirne una nuova.

Per saperne di più, puoi consultare la mia guida sugli scrittori lombardi.

Scrittori Marchigiani

Un’altra meravigliosa regione di scrittori italiani. Un ambiente roccioso addolcito da belle zone collinari. Rivolgendosi alla Marche Cecco d’Ascoli, nel medioevo, le chiamò “O bel paese con li dolci colli...”. Questo, e una ottima tradizione gastronomica, da sempre attira molti visitatori in questo territorio.

Pertanto, in questa incredibile montatura, vanno a incastonarsi alcuni tra i più grandi scrittori italiani. Non posso che nominare per primo Giacomo Leopardi. E’ lui la “gemma” più bella della corona. Autore di alcune tra più belle e delicate poesie, e odi, scritte in Italia. Un genio assoluto, che purtroppo ebbe vita breve e infelice.

Oltretutto, egli è considerato il più grande poeta dell’Ottocento italiano. L’altissima qualità della sua poesia, ne fece un protagonista celeberrimo, anche a livello internazionale. La sua opera tutta seppe andare molto oltre la sua epoca. “Tra questa Immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare”. Personalmente ritengo questo verso uno dei più belli mai scritti da un poeta.

Concludendo, non possiamo dimenticare alcune citazioni. Tra gli scrittori marchigiani ricordo anche Monaldo Leopardi, padre di Giacomo. Poi Pietro Giordani, a cui Giacomo scrisse, in un momento di particolare sconforto. Come ho già detto, e non lo diro’ mai abbastanza, onoriamo sempre tutti. Ricordiamoci che una sola, magnifica pietra, non fa la corona.

Scrittori Molisani

Il Molise, con i suoi scrittori italiani, è una delle più piccole, tra le nostre bellissime regioni. Il suo territorio non conosce pianure, dividendosi quasi equamente tra montagna e collina. Non ci sono arrivate, dall’antichità, notizie di una “letteratura molisana“. Sappiamo però che Tito Livio, Plinio il Vecchio, Tacito, nominarono la zona nei loro trattati di storia.

Oltretutto, anche Diodoro Siculo e Strabone, Claudio Tolomeo e Polibio, fecero alcuni riferimenti. Si trattava di cenni di carattere principalmente etnico-antropologico sulla popolazione locale. In particolare veniva messa in risalto la città di Venafro, per il clima, il fantastico olio e l’industria di materiali edilizi.

Successivamente, in epoca medioevale la letteratura fu prevalentemente di natura religiosa e notarile. Degna di nota in campo storiografico è il “Chronicon Vulturnense“, di un tal monaco Giovanni. Egli scrisse, nel XII secolo, la Storia dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno.

Poi, restando in campo storiografico, uno dei migliori scrittori contemporanei del Molise fu Domenico La Porta. Poi il cardinale Anton Ludovico Antinori, e Raffaello Genari. Dal punto di vista letterario, i migliori romanzieri e poeti furono Francesco Jovine e Benito Jacovitti. Giuseppe Jovine e Vincenzo Rossi, e Nicola Iacobacci.

Concludendo, nell’ambito del dialettale si ricordano Giuseppe Altobello, Michele Cima, Domenico Sassi ed Eugenio Cirese.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori molisani.

Scrittori Piemontesi

Il Piemonte, altra bellissima regione di scrittori italiani. “Accoccolata” ai piedi dei monti, come dice il suo stesso nome. Terra, anche questa, di grandissimi scrittori italiani. Parlare di letteratura piemontese non è affatto semplice. La ragione è, che non esiste una letteratura, ma tante varietà diverse. Il motivo è pacifico.

Da sempre, la regione ha ospitato innumerevoli varietà linguistiche. Sono ben cinque le lingue “ufficialmente” riconosciute dal governo regionale. Occitano, francoprovenzale, francese e walser. Per dirla tutta ci sono linguisti che vorrebbero veder riconosciuti anche il ligure ed il ligure alpino.

Pertanto, si può parlare non di letteratura, ma di letterature. Nomi come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Davide Lajolo. E poi Nuto Revelli, Italo Calvino (piemontese di adozione), Carlo Levi e Primo Levi. Sono tutti fra i migliori scrittori italiani contemporanei. Ricordo ancora benissimo (purtroppo!) che una compagna di classe portò alla maturità Cesare Pavese.

In altre parole, è una testimonianza di quanto rilievo gli scrittori piemontesi, indigeni e non, abbiano acquisito. Tanto da farci sudare ore sui libri di testo, per passare un esame. Loro l’esame lo hanno passato a “pieni voti”. Chi in un modo, chi in un altro. Ma hanno ottenuto tutti il medesimo risultato. Quello di essere, ancora oggi, ricordati e letti da noi.

Per saperne di più, puoi consultare il mio articolo in cui parlo, con maggiori particolari, degli scrittori piemontesi.

Scrittori Pugliesi

La Puglia è una delle più strabilianti regioni di scrittori italiani. Quella con il maggior sviluppo costiero. Possiede una delle due più grandi pianure nostrane. Il suo territorio è “frutto” di un’unione tra collina e pianura, che lascia pochissimo spazio a più alti rilievi.

Comunque, parlando di letteratura, la Puglia ne ha sempre abbondato. Livio Andronico, Quinto Ennio, Marco Pacuvio, per citane alcuni dell’epoca classica. La posizione geografica della regione, ne ha fatto un territorio di passaggio. Molti erano gli studiosi romani che si recavano in terra ellenica. La Grecia era vista come il “completamento” della propria istruzione.

In seguito, il medioevo fu abbastanza fiacco per gli autori italiani in Puglia. Gli intellettuali partivano e non tornavano più. Cercavano infatti un ambiente culturalmente più “vivace“. Nel Diciottesimo secolo, la Puglia non fu conquistata dagli ideali illuministi. Tuttavia è da citare Ferrante De Gemmis. Egli colse gli insegnamenti dell’amico Antonio Genovesi, e fondo’ un’accademia illuminista a Terlizzi, verso il 1760.

Ancora, nel Diciannovesimo secolo si diffonde la “letteratura meridionalista“. Nata dal brigantaggio, vedrà in Valdemaro Vecchi uno dei suoi principali esponenti.

Oltre a ciò, la letteratura “meridionalista“, ed un sentito antifascismo, segnano il XX secolo. Esempio sfolgorante fu Tommaso Fiore, convinto federalista. Si occupo’ attivamente delle condizioni del Mezzogiorno, in particolare di quelle dei contadini. Fu guida di un numeroso gruppo di giovani intellettuali.

Terminando ricordiamo anche Carmelo Bene e Gianrico Carofiglio. Eccellente attore, regista e drammaturgo il primo. Il secondo, nei nostri giorni, magistrato e senatore barese. Ha fatto di Bari il fondale dei suoi coinvolgenti romanzi.

Per saperne di più, puoi visitare la mia guida sugli scrittori pugliesi.

Scrittori Sardi

La regione Sardegna, fantastica isola di scrittori italiani, al centro del Mediterraneo. Chiamata dagli esperti “microcontinente“. Perchè? Perchè ha tutto. Montagne, boschi e pianure. Corsi d’acqua, coste rocciose e bellissime spiagge. Perfino zone disabitate. Sono molti i viaggiatori e scrittori contemporanei, affascinati dal suo splendore. Splendore esaltato dal fantastico scenario delle vestigia della civiltà nuragica.

Tuttavia, per avere il primo testo in sardo, bisogna aspettare il Quattrocento. Nel secolo successivo, un’esplosione. Antonio Lo Frasso scrive, in spagnolo, la sua “Los diez libros de Fortuna de Amor“. Sono pluringuisti, gli scrittori del XVI secolo in Sardegna. Ricordiamo Sigismondo Arquer, Giovanni Francesco Fara, Pietro Delitala.

D’altra parte, è una caratteristica che si farà completa nel secolo seguente. Lo dimostrano le opere, ad esempio, di Francesco Angelo De Vico e Salvatore Vidal. L’italiano diventa lingua ufficiale, a partire dai primi del Diciottesimo secolo. E’ l’epoca dell’annessione al Regno di Sardegna, e si chiede ai sardi di “adeguarsi“.

Ancora, nell’Ottocento è tutto un fiorire di interessi per la storia dell’isola. Vengono iniziati i primi scavi archeologici. Giuseppe Manno scrive la prima storia generale della regione. Pasquale Tola pubblica importanti documenti e biografie di sardi celebri.

Concludendo, agli albori del XX secolo ecco Grazia Deledda ed Enrico Costa. Con Sebastiano Satta raccontano la società dell’epoca. Emilio Lussu, Giuseppe Dessì, Gavino Ledda, Salvatore Satta, danno il loro importante contributo.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori sardi.

Scrittori di Cagliari

Gli scrittori italiani di Cagliari presentano “tratti distintivi“, i quali li caratterizzano in maniera particolare, rispetto agli autori delle altre regioni. La popolazione cagliaritana stessa si auto-descrive in maniera molto ironica. Identificandosi come dei lamentosi cronici, sia con che senza un reale motivo.

Quindi sono appassionati di automobili, attenti alle ultime mode e molto legati al proprio territorio. In ogni occasione, sentono il bisogno di esprimere la propria opinione su qualsiasi argomento. Pertanto, possiamo presumere una cosa. Che questi tratti distintivi siano presenti anche negli scrittori sardi famosi originari della città di Cagliari.

Peraltro, la città di Cagliari, è stata resa celebre dalla presenza di importanti scrittori italiani. Tra i quali spicca Sergio Atzeni, il quale predilige ambientare i suoi romanzi nell’isola, offrendo un’immersione storica di grande impatto. In particolare, Atzeni ha una passione per i personaggi che provengono dalle classi sociali più umili e svantaggiate. Quelli che vivono ai “margini” della società.

Inoltre, un altro autore italiano originario di Cagliari, che ha lasciato il segno, è Salvatore Dessì. Noto per aver scritto opere in italiano di grande eleganza e cultura. Che sono frutto della sua formazione liceale. Tuttavia, ciò non ha mai impedito a Dessì di dedicarsi alla descrizione della storia e delle tradizioni della Sardegna. Delle quali era un vero esperto.

Per saperne di più consulta la mia guida sugli scrittori di Cagliari.

Scrittori di Oristano

Oristano è una città sarda di scrittori italiani che potrebbe derivare dal nome latino “Aristius“. Essa sorge nella parte settentrionale della pianura del Campidano, nella regione del Campidano di Oristano.

Cominciamo dicendo che la città è nota per la “Sartiglia“, una giostra equestre che risale probabilmente al periodo medievale. E che è stata ereditata dalla dominazione catalana. Oristano è anche famosa per Eleonora, “giudichessa” di Arborea. La quale governò, con fermezza e saggezza, tra il Trecento e il Quattrocento. Guidando uno dei quattro stati indipendenti, in cui la Sardegna dell’epoca era divisa.

Inoltre, gli scrittori italiani contemporanei di Oristano sono noti per una loro particolare iniziativa. In quanto non è facile entrare nel mondo delle case editrici, cosa fanno? Decidono di autofinanziarsi. Per stampare, promuovere e vendere i propri libri. Compresi romanzi, poesie e saggi, a proprie spese. È difficile stilare un elenco completo degli autori, poiché sono numerosi e molto entusiasti.

Per cui, molti dei loro libri vengono venduti durante le presentazioni. Dimostrando che Oristano è effettivamente una terra di scrittori sardi. È positivo notare che la loro presenza e produzione letteraria sono in costante crescita. Grazie all’entusiasmo che non manca, tra gli scrittori di questa zona dell’isola.

Per saperne di più consulta la mia guida sugli scrittori di Oristano.

Scrittori di Nuoro

Qui ci troviamo in un’altra città sarda di scrittori italiani, Nuoro. Un’altra provincia dell’isola sarda. Si pensa che il nome della città derivi dal termine sardo pre-romano “nur“, che significa “nuraghe“. La posizione di Nuoro, su un altopiano a oltre 500 metri sul livello del mare, contribuisce ad un clima mite.

In effetti, molti ritengono che Nuoro rappresenti la vera essenza della Sardegna. Poiché questa regione ha preservato i valori del passato in modo più autentico, rispetto ad altre zone. Nuoro è il capoluogo della provincia della Barbagia, una terra legata alle antiche tradizioni che risalgono a millenni fa.

Oltretutto, Nuoro è anche chiamata “Atene sarda“. Infatti, qui sono nati alcuni dei più importanti scrittori sardi contemporanei, che rappresentano un orgoglio per la cultura nazionale. Tra questi ricordiamo Salvatore Satta, autore del celebre “Il giorno del giudizio“. E Grazia Deledda, che ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura nel 1905. Diventando così la prima donna italiana, ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.

Comunque, inizialmente fu criticata dai suoi concittadini, per la descrizione della rudezza e della rusticità della sua terra. Ma poi, Grazia Deledda ha raggiunto il successo internazionale. Un altro nome importante è quello di Antonio Ballero, un artista poliedrico, attivo come pittore, scrittore e fotografo. Questi sono solo tre dei tanti nomi che hanno fatto di Nuoro la “Atene sarda”.

Per saperne di più, leggi la mia guida dove parlo degli scrittori di Nuoro.

Scrittori di Sassari

Il bel paesaggio di Sassari, città di scrittori italiani situata in Sardegna, regala al suo autore nativo un clima temperato. Che si fonde armoniosamente, con le caratteristiche ambientali della zona, circondata da boschi, uliveti e orti. Inoltre, Sassari gode di una certa notorietà nel “panorama” letterario. Grazie alle citazioni che Elio Vittorini, e Natalia Ginzburg, gli hanno dedicato nelle loro opere. Nonché grazie al padre della celebre scrittrice, che ha insegnato presso l’università cittadina.

Peraltro, tra i nomi illustri della letteratura sarda, spicca quello di Enrico Costa. Esponente di spicco del romanzo storico sardo, che ha scritto in un italiano corretto. Ma “arricchito” da costruzioni grammaticali tipiche del dialetto sardo. La sua è una scrittura dal tono piacevole e intriso di umorismo. Ed ha permesso a Costa di raggiungere una posizione di rilievo nella cultura letteraria dell’Ottocento. Tanto che la celebre Grazia Deledda lo ha dichiarato suo mentore.

Concludiamo dicendo che Sassari è una città di origine di molti altri importanti scrittori sardi. Ed ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura dell’isola e dell’intera nazione.

Per saperne di più consulta la mia guida sugli scrittori di Sassari.

Scrittori di Sud Sardegna

Gli scrittori italiani provenienti dal Sud Sardegna sanno bene una cosa. Che la loro terra non corrisponde più, all’antica provincia che una volta esisteva. Ebbene, in passato questa provincia includeva le zone che ora formano le province del Medio Campidano. Ed anche del Sulcis Iglesiente. Ovvero le ex province di Carbonia-Iglesias e Medio Campidano.

Invece, la città di Cagliari, è diventata la “gestrice” del resto del territorio del Sud Sardegna. Grazie all’attuazione della recente riforma. Sebbene il nome della regione sia cambiato, questa zona si caratterizza per essere pianeggiante. E circondata da montagne, ed attraversata da numerosi fiumi.

Oltre a questo, tra gli autori sardi di questa provincia, Ezelino Masili è particolarmente noto. Questo poeta acquisì grande fama, nella metà del ventesimo secolo. Grazie alla sua capacità di utilizzare entrambe le varianti del dialetto sardo. Ovvero il “logudorese” e il “campidanese“. Anche per la sua conoscenza della lingua sarda. Oltre che per le sue qualità di improvvisazione e alla sua cultura. Riuscì a riscuotere un enorme successo in tutta la Sardegna.

Ancora, un altro scrittore di rilievo originario del Sud Sardegna è Antonio Puddu. Le sue opere, sono caratterizzate da una malinconia leggera e dolorosa. E la sua scrittura è umana e schietta, senza ornamenti superflui. Nella sua produzione letteraria, infatti, traspare la sua esperienza personale, vissuta in un contesto agricolo e pastorale.

Sintetizzando, anche questa provincia ha contribuito alla letteratura sarda attraverso le opere dei suoi autori.

Per saperne di più consulta la mia guida sugli scrittori di sud Sardegna.

Scrittori Siciliani

Sicilia, una fiabesca regione di scrittori italiani. Vicina della Sardegna nel centro del Mediterraneo. Composta in prevalenza da territorio collinare, i migliori autori italiani contemporanei si sono interessati a lei. Terra mitologica la Sicilia. Proprio qui, infatti, Omero fissò diversi luoghi dell’Odissea.

Di conseguenza, qui abbiamo “La Grotta di Polifemo“, dove Ulisse acceco’ il Ciclope. “I Faraglioni dei Ciclopi“, nel golfo di Aci Trezza. Le isole “Eolie“, da Eolo, dio dei venti. Sembra che la sua dimora fosse a Stromboli, una delle isole dell’arcipelago. Scilla e Cariddi. Cariddi era una ninfa delle acque. Trasformata in mostro da Poseidone, il suo antro era proprio sullo stretto di Messina.

Oltretutto, Daniel Pennac scrisse della Sicilia: “La Sicilia è indubbiamente una delle due isole letterarie del continente. L’altra è l’Irlanda“. Come dargli torto, di fronte a nomi come Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Salvatore Quasimodo? Di fronte a una terra che ha ospitato Federico II di Svevia con la sua Scuola Siciliana?

Ancora, davanti a Giacomo da Lentini, per molti l’inventore del sonetto. Di fronte a Cielo D’Alcamo, che contribui’, con altri, a un qualcosa di eccezionale. Far passare nel toscano illustre, quindi nella lingua italiana, parole ed espressioni siciliane.

Oltre a ciò, questa è una terra che è stata madre di Vitaliano Brancati ed Elio Vittorini. Di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Gesualdo Bufalino e Giuseppe Fava? Quest’ultimo un prolifico autore di teatro e gran giornalista.

Per concludere, decisamente monsieur Daniel Pennac ha ragione. Questo nessuno lo può negare.

Per saperne di più, ti consiglio di leggere il mio articolo sui migliori scrittori siciliani.

a) Scrittori di Agrigento

Per iniziare, nella città di Agrigento esiste una moltitudine di scrittori italiani. I quali hanno dato gloria alla città ed alla sua provincia. Uno dei più famosi, se non il più famoso, è senza dubbio Luigi Pirandello. Egli, nonostante la sua mancanza di “tenerezza” verso i suoi concittadini, ha trovato il successo proprio ad Agrigento.

Pertanto, la sua influenza ha portato alla nascita di molti altri scrittori di Agrigento. Di cui uno dei più noti è Leonardo Sciascia. Inoltre, Pirandello ha segnato un’epoca con la sua scrittura. Che ha saputo portare alla luce molte delle antiche ferite della Sicilia. Sia letterarie che sociali.

Ancora, Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Egli è stato un nobile siciliano, che ha ottenuto notorietà grazie al suo unico romanzo, “Il gattopardo”. E tra gli autori siciliani contemporanei, non possiamo dimenticare Andrea Camilleri, che ha raggiunto la celebrità a 74 anni. Grazie al suo famoso personaggio, il commissario Montalbano. Infatti, la serie TV basata sulla sua opera ha avuto un enorme successo. Rendendo Camilleri uno degli autori più amati dal pubblico.

Nonostante tutto, non dobbiamo dimenticare una cosa. Che il commissario Montalbano non è l’unica opera dello scrittore agrigentino Camilleri, ad aver avuto una trasposizione televisiva. In più, non si può dimenticare il nome di Enzo Lauretta, tra gli autori siciliani. Il quale ha ricoperto importanti cariche pubbliche, tra cui quella di sindaco e presidente della provincia. Oltre alla presidenza dell’Ente provinciale del turismo.

Concludendo, Lauretta, nel 1967, ha dato vita al “Centro Nazionale di Studi Pirandelliani“. Consacrando gran parte della sua attività saggistica allo studio dell’opera di Pirandello. Il cui nome è sempre stato al centro delle sue ricerche.

Per saperne di più, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia guida sugli scrittori di Agrigento.

b) Scrittori di Caltanissetta

I moderni scrittori italiani di Caltanissetta sono un “tesoro” prezioso, nella raffinata produzione letteraria siciliana. Pertanto la città, la cui fondazione si deve probabilmente agli Arabi nel X secolo, annovera molti famosi scrittori siciliani contemporanei. Fra questi spicca Salvatore Paci, autore di romanzi gialli, che vive a Caltanissetta. Ed ambienta le sue storie nella sua città, ma anche a Londra e Barcellona. Inoltre, Paci è noto per essere un personaggio poliedrico, dalla mente in costante “movimento“.

D’altronde, persino lui stesso si identifica in queste frasi. Dichiarando di alzarsi di buon mattino, per svolgere il suo lavoro mentre il mondo è ancora addormentato!

Oltre a questo, non possiamo dimenticare Giovanni Mulè Bertolo e Walter Guttadauria. Essi narrano delle vie sotterranee di Caltanissetta, chiamate “cunicoli“. Erano questi canali utilizzati in passato. E sembra che almeno uno di essi, fosse utilizzato dalla nobiltà come passaggio segreto per il cimitero.

Riassumendo, è importante notare che l’origine di Caltanissetta risale all’epoca degli Arabi. Popolo che ha lasciato un’impronta profonda e raffinata, nella cultura della città. Tale influenza è ancora presente oggi, soprattutto attraverso la produzione letteraria contemporanea dei suoi abitanti.

Per saperne di più, ti suggerisco di consultare la mia guida sugli scrittori di Caltanissetta.

c) Scrittori di Catania

Tra i più notevoli scrittori italiani di Catania, va citato Giovanni Verga. Il quale si è distinto soprattutto per la sua adesione al “Verismo“. Infatti egli ha descritto la realtà senza alcuna censura, mettendo in luce la crudezza della vita umana. Effettivamente, i suoi personaggi sono rappresentati come esseri privi di speranza. Eternamente schiacciati dalle difficoltà della vita. Vita che non si risparmia sugli ultimi, senza alcuna pietà. Fra le sue opere più celebri, spicca il romanzo “I Malavoglia”.

Oltretutto, questo scritto è incluso nella collezione denominata “Ciclo dei Sconfitti“. La sua struttura è definita come “corale“. Di conseguenza, esso si impernia sugli infortuni, le privazioni ed i dolori, della famiglia principale. In più, un altro noto protagonista della letteratura siciliana contemporanea, è Luigi Capuana. Questo scrittore di Catania è stato uno dei più significativi sostenitori, del movimento letterario del Verismo.

Perdipiù, egli creò un nuovo genere di romanzo, con l’intenzione di renderlo un autentico “respiro di vita“. Attento alle vicende della gente comune e delle tradizioni regionali. Comunque sia, la sua attenzione per la psicologia dei personaggi era notevole. Anche se la trattava in modo completamente oggettivo.

Ora, parlando della cultura di Catania, non abbiamo altro che da esaltare. In effetti, l’area è ricca di musei, monumenti, scrittori e tanto altro ancora. Per giunta, è importante menzionare che Catania è anche una città di giornalisti. Che hanno dato vita a testate di grande rilevanza. Ad esempio come Prospero Pirotti, noto giornalista politico e Gennaro Villelli. Oltre a Titomanlio Manzella, per citarne solo alcuni.

Viceversa, bisogna considerare l’altra faccia della medaglia. Ossia, che il gran numero di testate giornalistiche presenti a Catania è buon indice. Di cosa? Di un’effervescenza culturale molto intensa.

Per saperne di più, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia guida sugli scrittori catanesi.

d) Scrittori di Enna

La città di Enna può vantare un primato tra gli scrittori italiani del Novecento, grazie a Franco Enna. Che è lo pseudonimo di Franco Cannarozzo, il quale nacque proprio in questa città.

D’altra parte, il legame dello scrittore ennese Franco Enna con la sua città natale fortissimo. Tanto che decise di adottarne il nome, come suo pseudonimo. Tale abile scrittore è stato il pioniere del genere “giallo siciliano“. A tal punto che Andrea Camilleri lo ha lodato pubblicamente. Infatti Camilleri ha addirittura dichiarato una cosa bellissima. Cioè, che la sua formazione come scrittore siciliano, è stata influenzata dalla sua amicizia con Franco Enna.

Ancora, qual è il comportamento da aspettarsi dai discendenti di Enna? Una città che i Romani hanno definito “Urbs Inexpugnabilis“, ovvero “città inespugnabile“? La città era famosa per la sua tenacia e resistenza. Per cui i suoi abitanti sono caratterizzati da una forte determinazione.

Conseguentemente, anche gli scrittori di Enna sono uomini forti come le rocce, e dotati di una dignità regale. Gli scrittori siciliani, in particolare, sono persone di grande valore e resistenza. Ed Enna è una città che non si fa domare. La sua bellezza, aspra ed austera, è riservata solo a chi la sa apprezzare. Ella è nel cuore della Sicilia. Lontana dal mare e dal caos delle città costiere. Un luogo sacro e protetto. Dove il silenzio regna sovrano. Qui gli autori ennesi hanno trovato ispirazione. Essi sono la “quintessenza” del carattere siciliano, autentico e puro.

Per saperne di più, non perdere la mia guida agli scrittori di Enna.

e) Scrittori di Messina

Gli scrittori italiani messinesi sono originari di una città tristemente famosa, per il disastroso terremoto del 1908. Il quale è stato registrato nei libri di storia. Comunque, c’è un aneddoto molto sorprendente da raccontare. Cioè, nel 2011, il consiglio comunale di Messina ha deciso di conferire una cittadinanza onoraria postuma. A chi? A William Shakespeare. E per quale ragione? Secondo alcune congetture, lo scrittore inglese potrebbe essere nato proprio a Messina!

Oltre a questo, i residenti di Messina vengono chiamati “buddaci“. Ma cosa significa questo termine?

Allora, nelle acque dello Stretto, vive una specie di pesce chiamato buddace. Caratterizzato dalla bocca sempre spalancata. Pertanto, grazie alla sua costante voglia di cibo ed alla sua semplicità, viene catturato facilmente. Da qui, i Messinesi vengono spesso descritti come buddaci. Cioè poco astuti, ingenui e vanitosi, incapaci di fare nulla di buono.

Ciononostante, è interessante notare una cosa. Che oggi sono proprio i Messinesi stessi, ad adottare il termine con orgoglio. Senza alcun senso di offesa. Infatti, si tratta ormai di un’etichetta puramente ironica.

Per saperne di più consulta la mia guida sugli scrittori di Messina.

f) Scrittori di Palermo

Anche gli scrittori italiani provenienti da Palermo, ereditano il prestigioso patrimonio della “Scuola Siciliana“. Così come quelli di Messina. Questa Scuola, nata alla corte di Federico II di Svevia, si caratterizzò per una poesia d’amore. E fu la prima ad introdurre il sonetto nella poesia italiana. In aggiunta a ciò, essa diede un grande impulso alla conoscenza scientifica. Offrendo un contributo significativo al progresso dell’umanità.

In seguito, molti scrittori palermitani hanno raggiunto la celebrità. Un esempio notevole è rappresentato da Giovanni Meli, poeta del XVIII secolo. Il quale, interpretò in modo personalissimo il movimento dell'”Arcadia“. E riuscì a farsi conoscere in tutta Italia, grazie alla sua scrittura in siciliano.

Proseguendo, un altro scrittore siciliano di grande prestigio è Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Egli divenne famoso con un solo romanzo! D’altro canto, Giuseppe era un uomo molto riservato. Per cui trascorse la maggior parte della sua vita immerso nella lettura.

Oltretutto, lo scrittore di Palermo Tomasi di Lampedusa apparteneva all’antica nobiltà di Palermo, con radici bizantine nella sua famiglia. E trascorse i primi anni della sua vita, con l’educazione impartita da sua madre e sua nonna. Successivamente, frequentò il liceo.

Per finire, questi due nomi da soli, sono sufficienti ad attribuire un merito immortale a Palermo e alla sua provincia. Comunque, è doveroso rivolgere il nostro rispetto ed ammirazione anche a tutti gli scrittori palermitani. I quali sono innumerevoli.

Per saperne di più, consulta la mia guida sugli scrittori di Palermo.

g) Scrittori di Ragusa

Gli scrittori italiani di Ragusa, sono figli di una città che si fregia del titolo di “città dei tre ponti“. Tali scrittori, rappresentano dei veri e propri tesori della letteratura siciliana contemporanea.

Comunque, il nome della città, di origine bizantina, significa “granaio“. Il che ci fa capire l’importanza che l’agricoltura ha avuto in questa zona. Sempre con raccolti abbondanti e di altissima qualità. Fra questi scrittori di Ragusa illustri, spicca il nome di Gesualdo Bufalino. Uomo dalla vasta cultura, che si è distinto per la sua prosa raffinata e ricca. Addirittura in alcuni casi, con un’aura di “antichità“, e per la sua maestria linguistica senza pari.

Per concludere, indubbiamente esistono diversi celeberrimi scrittori siciliani contemporanei. Presenti sia a Ragusa che nei dintorni, che avremo il piacere di esporre!

Per saperne di più, ti suggerisco di consultare la mia guida sugli scrittori di Ragusa.

h) Scrittori di Siracusa

Siamo arrivati a Siracusa, una città che ha dato i natali a numerosi scrittori italiani famosi. E che, in passato, è stata una potente e prospera città della “Magna Grecia”. Nonostante i tentativi di Atene di conquistarla, Siracusa è rimasta forte e indipendente. Fra i suoi cittadini illustri, ricordiamo il grande Archimede.

Ora, questo personaggio era decisamente fuori dal comune. Va detto che durante l’assedio romano alla città, i legionari ricevettero l’ordine di risparmiargli la vita. Senonché, successe questo. Quando un soldato romano gli chiese il suo nome, Archimede era totalmente immerso nei suoi studi da non rispondere. E fu ucciso. Comunque, lo scrittore di Siracusa Archimede, è stato uno dei più importanti scrittori di tutti i tempi. Questo grazie alle sue notevoli capacità matematiche, fisiche ed inventive.

Inoltre, al presente, possiamo affermare con certezza un dato di fatto. Che Siracusa è stata la culla di uno dei più importanti scrittori siciliani, ed italiani, del XX secolo. Ovvero Elio Vittorini, stretto amico di Salvatore Quasimodo fin dalla giovinezza. Va detto che l’intera attività dell’autore (1908-1966) si basa sulla fiducia nella cultura. Considerata la sola forza in grado di costruire un mondo giusto ed umano.

Infatti, le sue opere si caratterizzano per una ricerca reale e concreta, e per una fiducia nel progresso. Oltretutto, vale la pena menzionare Corrado Avolio. Uno degli scrittori di Siracusa che visse durante la transizione tra il XVIII e il XIX secolo. Infatti, il suo libro sui dialetti siciliani è molto significativo.

Purtroppo, non riuscì a completare un’altra opera importante, un dizionario etimologico per la lingua siciliana. In effetti, prima di poter terminare il lavoro, si ammalò e morì prematuramente.

Per saperne di più, ti consiglio di dare un’occhiata alla mia guida sugli scrittori di Siracusa.

i) Scrittori di Trapani

Qui siamo alla presenza degli scrittori italiani di Trapani e delle sue zone limitrofe. Trapani è una città che racchiude già in sé la poesia. Infatti, secondo la leggenda, la dea Cerere o forse il dio Saturno, fece cadere una falce. Questa falce, cadendo, formò una lingua di terra arcuata. Proprio su questa terra emerse poi la città.

Di conseguenza, la neonata città venne chiamata “Drepanon“, ovvero “falce” in greco antico. Oltretutto anche Virgilio, nella sua Eneide, racconta un fatto. Cioè che il padre di Enea, Anchise, morì proprio qui. Inoltre, dopo essere fuggito da Didone, l’eroe greco tornò qui per festeggiare dei giochi.

In aggiunta a questo, Trapani ha sempre rappresentato il fulcro culturale dell’intera provincia. Vantando uno dei ginnasi più antichi della Sicilia, biblioteche e musei di prestigio. Oggi, la città accoglie scuole d’arte, di musica e corsi di laurea.

Oltre a questo, tra i tanti scrittori di Trapani di successo, uno dei più noti è Salvatore Mugno. La sua attività di saggista, romanziere e traduttore è svolta proprio nella sua città natale. Egli si distingue per la sua riflessione sulla mafia. Sia dal punto di vista dei capimafia, che delle loro vittime. Egli ha vinto molti premi ed ha anche aperto un blog online. Inoltre, lo scrittore siciliano Mugno è autore di romanzi, e di traduzioni di opere della letteratura tunisina.

Concludendo, l’importanza degli scrittori e dei poeti di Trapani, risulta evidente anche solo attraverso questo breve esempio. Sia quelli del passato che del presente. Le loro opere sono irrinunciabili e li rendono immortali.

Per saperne di più, ti consiglio di consultare la mia guida sugli scrittori di Trapani.

Scrittori Toscani

La meravigliosa Toscana è terra di scrittori italiani, e madre della nostra bella lingua italiana. E’ stata la culla delle più alte menti che abbiano abitato l’Italia. Un concentrato di geni. In ogni ambito del sapere. Terra di colline e campagne da fiaba. Tanto da far scrivere a uno storico francese «[…] colline di Toscana, coi loro celebri poderi, le ville, i paesi che sono quasi città. Nella più commovente campagna che esista.»

Infatti, alcuni tra i migliori autori italiani hanno visto la luce in questa terra. Il Medioevo vede fiorire (già, non sono stati secoli poi tanto bui) il “Dolce Stil Novo“. Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Gianni Alfani e molti altri. E’ pero’ con Dante Alighieri, che il movimento giunge all’apice. La lingua del popolo portata a essere la lingua italiana. Dobbiamo tutti ringraziare Dante Alighieri e la sua “Divina Commedia“, tra le sue innumerevoli opere.

Oltretutto, nel Quattordicesimo secolo, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Convenevole da Prato e molti altri, aprirono la strada all’Umanesimo. L’Umanesimo fu un movimento culturale volto alla riscoperta dei classici latini e greci. Essi non venivano più interpretati in modo allegorico, ma nella loro storicità. Inserendo così usanze e credenze dell’antichità nella vita di tutti i giorni. Questo per poter dare inizio a una rinascita culturale dopo i “secoli bui” del Medioevo.

Quindi, nel secolo successivo, con il Rinascimento, Niccolo’ Macchiavelli e Francesco Guicciardini diedero i loro fondamentali contributi.

Tra Ottocento e Novecento recarono dei notevoli apporti Giosuè Carducci e Giuseppe Ungaretti. Curzio Malaparte, Mario Luzi, Carlo Cassola e molti altri.

Puoi saperne di più consultando la mia guida sugli scrittori toscani.

Scrittori Trentini

Il Trentino Alto Adige è una piccola, meravigliosa regione di scrittori italiani delle Alpi Orientali. Essendo considerata quasi interamente montuosa, possiamo dire così. Che è fatta di silice a nord est, e di calcare dolomitico a sud est.

Effettivamente, è una delle regioni italiane più ricche di parchi e aree naturali protette. Il motivo sta nella sua incredibile varietà “floro-faunistica” ed ambientale, che va assolutamente salvaguardata.

Inoltre, come per altre zone d’Italia, vale la stessa “regola“. Cioè, le diversità culturali, linguistiche, etniche, hanno fatto sì che oggi non possiamo parlare di una letteratura. Piuttosto di tante letterature. Infatti, nel territorio convergono tre grosse correnti dialettali. Lombardo, lombardo orientale e veneto. Oltre alle grandi “oasi” di dialetto tedesco e di ladino. Quest’ultimo è una lingua neolatina, riconosciuta e tutelata ufficialmente dal governo regionale.

E’ comunque possibile anche qui parlare di scrittori italiani contemporanei.

Pertanto, abbiamo Aldo Gorfer, giornalista e scrittore. Si interesso’ in particolare alla storia e ai costumi del Trentino. Silvano Grof e Mauro Hausbergher, autori ed editori di un prezioso catalogo sugli incunaboli della Biblioteca Comunale di Trento. Giovanni Straffelini, autore di più di cento saggi di natura scientifica.

Considerando tutto ciò, possiamo affermare che la letteratura del Trentino Alto Adige, rappresenta un pilastro importante della letteratura nazionale.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori trentini.

Scrittori Umbri

La bellissima Umbria, cuore verde d’Italia e patria di scrittori italiani. E’ l’unica regione del centro-Italia senza uno sbocco sul mare. Dotata di una grande varietà paesaggistica. Ispirò a Giosuè Carducci un celebre verso delle sue Odi Barbare. «Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte / nume Clitumno! Sento in cuor l’antica / patria e aleggiarmi su l’accesa fronte / gl’itali iddii».

In effetti, qui si sviluppò una delle più antiche forme di poesia italiana. Fu una produzione di tipo religioso, il cui genere principale era la “lauda“. Un componimento che doveva poi essere cantato. Il maggiore autore di laude del Trecento è Jacopone da Todi. Egli compose lo “Stabat Mater“, uno dei canti religiosi più famosi del Medioevo.

D’altro canto, il capolavoro della letteratura religiosa del Duecento è però il “Cantico di Frate Sole” (o Laudes creaturarum). Fu composto da Francesco d’Assisi. Egli fu una delle figure fondamentali del Medioevo. Preferì scrivere in volgare Il suo Cantico. Questo, per renderlo avvicinabile da un pubblico non colto, che non conosceva il latino. Nel Quindicesimo secolo Giovanni Pontano fu uomo politico e letterato umanista.

Inoltre, nacque a Perugia Sandro Penna. Fu uno dei maggiori poeti del nostro ‘900. Nel 1973 pubblico’ la sua unica opera narrativa. Intitolata “Un po’ di febbre“, che raccoglie prose sparse scritte tra il ’39 e il ’41. Vi ritornano suggestioni e ricordi della giovinezza, luoghi e città a lui cari. Roma, Milano e naturalmente Perugia.

Per concludere, possiamo dire che l’Umbria fu una delle patrie della letteratura italiana, insieme a Toscana e Sicilia.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori umbri.

Scrittori Veneti

Il Veneto, meravigliosa terra di scrittori italiani, che detiene un singolare primato. E’ la regione più visitata in Italia. Questo secondo una statistica del 2018. Ma ci sono probabilità che sia valida ancora oggi. Stiamo parlando della “Serenissima Repubblica“. Della terra che per secoli ha voluto, nel suo stemma, il leone dell’evangelista Marco. Di una città, Venezia, nata da una fuga disastrosa, delle genti che abitavano la fascia costiera. Per fuggire alle ondate di Unni prima e Longobardi poi.

Comunque, da una terra con una storia tanto singolare, ci giungono alcuni tra i migliori scrittori italiani. Qui c’è una letteratura veneta prima, e italiana poi. Ma sempre di ottimo livello. Nasce verso il XII secolo con testi in poesia e prosa. Ha un momento di splendore nel Cinquecento, con artisti come il Ruzante. Raggiunge il suo apice nel Settecento grazie a Carlo Goldoni. Dopo il declino dovuto alla caduta della Repubblica di Venezia, rinasce nel Novecento. Ricordiamo il poeta Biagio Marin di Grado, Ernesto Calzavara e Luciano Cecchinel.

Inoltre, la letteratura italiana caratterizza tutto il Novecento. E’ d’obbligo citare Giuseppe Berto, e anche Mario Rigoni Stern. Quest’ultimo non era veneto, ma seppe raccontare la cultura dei Cimbri. I quali erano una minoranza veneta, in modo esemplare. Perché si sentiva molto legato ad essi.

Ancora, Giovanni Comisso e Luigi Meneghello. Giornalista e scrittore particolarmente fantasioso e attivo il primo. Romanziere dallo stile alquanto originale il secondo. Sarebbero molti ancora i nomi da ricordare. In ogni caso tutti meritano un posto d’onore nella letteratura del Veneto.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori veneti.

Scrittori Valdostani

Siamo arrivati a una splendida regione madre di scrittori italiani. La Valle d’Aosta, piccolo scrigno all’estremo nord ovest della penisola. Custode delle cime più alte delle Alpi. Essa è quasi interamente montuosa, inframmezzata da numerosi corsi d’acqua.

Quindi, le prime testimonianze della sua letteratura, sono dell’Undicesimo secolo. Sono componimenti religiosi scritti in “langue d’oil“. E’ questa un’antichissima forma di francese, parlato a partire dal Decimo secolo. Infatti in regione convivono diverse parlate. Italiano, francese e patois francoprovenzale valdostano.

Comunque sia, anche in Valle d’Aosta, tuttavia, troviamo alcuni tra i migliori scrittori italiani.

In effetti, dal Quindicesimo secolo sono cronache e poemi, in particolare quelli di Bonifacio di Challant. Egli ne scrisse addirittura sui muri del suo castello di Fenis, per il matrimonio della figlia. Purtroppo andarono persi. E’ da ricordare questo. Che la prima opera scritta e stampata in Valle d’Aosta, da un Valdostano, fu la “Vie de Saint Grat“. Cioè Vita di San Grato. Essa fu pubblicata a Lione nel 1575.

Successivamente, nel Diciannovesimo secolo prevale una corrente romantica, ispirata a Lamartine e Victor Hugo. Ricordiamo i fratelli Alcide e Fernand Bochet, Augustin Vagneur, Joseph Alby e molti altri.

Oltre a questo, il secolo successivo vide talentuosi poeti, dialettologi ed editori. E poi l’abate Joseph Marie Henry, scrittore teatrale. Leon Marius Monzetti, poeta simbolista, scrisse l’opera più importante dell’epoca.

Per concludere, del secolo appena trascorso ricordiamo anche i poeti “patoisants” (poeti in patois). Marius Thomasset, René Willien e molti altri, che portarono onore a questa piccola regione italiana.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori valdostani.

Scrittori Italiani Contemporanei – Conclusione

In conclusione, che dire quindi degli scrittori italiani? Che ogni regione d’Italia ha espresso cose preziose, attraverso i suoi autori. Diversità che vanno a incastrarsi per creare la bella letteratura italiana.

Pertanto, abbiamo i grandi letterati del Verismo siciliano, i romanzieri lombardi, i poeti liguri. E poi i grandi riformatori, attraverso i loro scritti, della giustizia italiana. Primo fra tutti Cesare Beccaria, con il suo “Dei Delitti e delle Pene“.

D’altronde, non si possono dimenticare le finezze satiriche di un Giuseppe Parini. Il quale ridicolizza la nobiltà del suo tempo, con rara maestria. E poi i grandi scrittori teatrali, che hanno rivoluzionato il palcoscenico italiano. Ad esempio, il celebre Carlo Goldoni.

Potrei scrivere un volume se dovessi ricordarli tutti! Attraverso questi pochi, onoriamo l’opera e la memoria di tutti.

Ora non mi resta che augurarti una buona permanenza su Libri-Online.net!

Antonella
Antonella

Blogger

Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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