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Scrittori di Savona: Migliori Autori e Poeti savonesi

da | 25 Mag 2023

Benvenuti nell’affascinante mondo degli scrittori di Savona! Questa città costiera situata nella regione italiana della Liguria è stata la culla di numerosi talentuosi autori che hanno lasciato un’impronta significativa nella letteratura locale e nazionale.

Attraverso le loro opere, questi scrittori savonesi hanno raccontato storie coinvolgenti, esplorato tematiche profonde e contribuito all’arricchimento del panorama culturale. In questo articolo, esploreremo la vita e le opere di alcuni dei più celebri scrittori provenienti da Savona, immergendoci nella loro creatività e scoprendo il loro prezioso contributo alla letteratura italiana.

1 – Fabio Fazio

Fabio Fazio, uno dei rinomati scrittori di Savona, nato nel 1964, è una figura poliedrica nel mondo della televisione. Oltre ad essere un conduttore e autore di successo, è anche un talentuoso imitatore, produttore e imprenditore. Sua madre, Delia, di origini etiopi, è una casalinga, mentre suo padre, Giuseppe, è originario di Varazze, anche se entrambi sono di origine calabrese.

Dopo aver completato gli studi presso il Liceo “Gabriello Chiabrera” di Savona nel 1983, Fabio Fazio ha conseguito una laurea in Lettere e Filosofia presso l’Università di Genova. Durante i suoi studi, ha approfondito gli elementi letterari presenti nelle canzoni degli artisti italiani. Ha iniziato la sua carriera giovanissimo negli anni ’80 presso la RAI, diventando rapidamente popolare grazie alla conduzione del programma domenicale “Quelli che… il calcio” (1992-2001).

Oltre a ciò, ha presentato il Festival di Sanremo nelle edizioni del 1999 e 2000, e successivamente nel 2013 e 2014, in cui ha anche ricoperto il ruolo di direttore artistico. Dal 2003, è il volto del talk-show “Che tempo che fa”. La sua carriera televisiva ha avuto inizio nel 1982 con un programma radiofonico in cui imitava il famoso programma Rai “Black out”. Successivamente, ha superato un grande casting organizzato dalla Rai, che gli ha dato l’opportunità di esordire in TV nel 1983, affiancando Raffaella Carrà nel programma “Pronto Raffaella”. Dal 1994 è sposato con Gioia Selis, dalla cui unione sono nati Michele nel 2004 e Caterina nel 2009.

2 – Carlo Freccero

Carlo Freccero, uno dei rinomati scrittori di Savona, nato nel 1947, è un professionista televisivo di grande esperienza. Oltre a essere un manager aziendale di successo, è un esperto di critica televisiva e un massmediologo affermato. Ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Rai dal 2015 al 2019 e ha ricoperto il ruolo di direttore di Rai 2 sia dal 1996 al 2002 che nuovamente dal 2018 al 2019. Ha conseguito una laurea in Filosofia presso l’Università degli Studi di Genova, con una tesi incentrata su Michel Foucault.

Nel corso della sua carriera, nel 1979 Carlo Freccero è entrato a far parte della Fininvest, assumendo il ruolo di direttore dei palinsesti di Canale 5 e Italia 1 nei primi anni ’80. Nel 1984 ha lavorato per Rete 4, dove è stato responsabile della programmazione della rete sotto la gestione del gruppo Mondadori. Nel 1986 è stato nominato direttore dei programmi di La Cinq, la prima rete televisiva privata in chiaro francese, ruolo che ha mantenuto fino al 1990.

Successivamente, tra il 1991 e il 1992, è stato direttore di Italia 1 e nel 1993 ha brevemente diretto i palinsesti di Polonia 1, una delle prime televisioni private polacche. In seguito è diventato consulente per Rai 1 e successivamente è tornato in Francia, dove ha gestito la programmazione di France 2 e France 3.

Oltre alla sua carriera nel mondo televisivo, Carlo Freccero ha ricoperto il ruolo di docente universitario presso numerose istituzioni, tra cui l’Università degli Studi di Genova, l’Università degli Studi di Roma Tre, la Libera università internazionale degli studi sociali Guido Carli, l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica “Silvio D’Amico” e la Scuola Holden di Torino, tra molte altre.

3 – Gianni Baget Bozzo

Giovanni Battista Baget Bozzo, conosciuto come Gianni, è stato uno degli scrittori di Savona (1925-2009) che ha lasciato un’impronta significativa come sacerdote, politico e intellettuale italiano. La sua storia personale è stata segnata dalla perdita dei genitori in tenera età: la madre, di origine catalana e di cognome Baget, e il padre, un sergente dell’aeronautica. Fu adottato da una coppia di zii a Genova, che gli diedero il loro cognome Bozzo. Durante gli anni del liceo, ebbe come insegnante di religione don Giuseppe Siri, che in seguito divenne vescovo di Genova e cardinale.

Nel 1944, Baget Bozzo si unì al Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) della Liguria, partecipando attivamente alla resistenza durante le ultime fasi della guerra. Successivamente intraprese una carriera politica, servendo due volte come membro del Parlamento europeo. Inizialmente militò nella Democrazia Cristiana, per poi passare al Partito Socialista Italiano e infine a Forza Italia e al Popolo della Libertà. Venne eletto al Parlamento europeo sotto le insegne del Partito Socialista.

A causa del suo coinvolgimento politico, Baget Bozzo subì una sospensione dalle sue funzioni sacerdotali, decisa dal cardinale Giuseppe Siri nel 1985. Questa sospensione durò fino alla fine del suo secondo mandato parlamentare. Baget Bozzo ha sempre dichiarato di essere stato fortemente influenzato dal pensiero di Tommaso d’Aquino sin dai suoi giorni di seminario negli anni ’40. Inoltre, ha sostenuto le idee teologiche, liturgiche e pastorali di Joseph Ratzinger, sin dalla sua elezione come prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1981. Ha anche espresso la sua convinzione che il pensiero islamico sia incompatibile con il pensiero cristiano e occidentale, a causa della negazione della divinità di Cristo presente nell’Islam.

4 – Francesco Profumo

Francesco Profumo, uno degli scrittori di Savona, nato nel 1953, è una figura poliedrica che si distingue anche come ingegnere e politico, nonché dirigente d’azienda. Ha ricoperto la carica di Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e, dal 2011 al 2013, è stato Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nel Governo Monti. In passato, ha ricoperto la carica di presidente di Iren SpA.

Attualmente, presiede la “Fondazione Bruno Kessler” e, dal 2016, è presidente della Compagnia di San Paolo. Dal luglio 2014, assume anche la presidenza della “ESCP Business School” presso il campus di Torino. Nel 1977, Francesco Profumo ha conseguito una laurea in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnico di Torino e ha iniziato la sua carriera l’anno successivo presso i cantieri Ansaldo di Genova, prima di trasferirsi a Torino.

Nella città piemontese, ha intrapreso una carriera come ricercatore universitario e successivamente come professore ordinario. Nel 2003, è diventato preside della facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino e nel 2005 è stato nominato rettore. Come autore ligure, Francesco Profumo ha scritto oltre 250 articoli su varie tematiche.

Nel 2011, ha rifiutato una candidatura come sindaco per il centrosinistra e ha fatto parte del consiglio di amministrazione di diverse aziende, tra cui Reply e FIDIA, Unicredit Private Bank e Telecom Italia. Attualmente, riveste ruoli come consigliere per “Il Sole 24 Ore” e “Pirelli & C” ed è membro del comitato di indirizzo di Italianieuropei. Nel 2011, è stato nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

5 – Gabriello Chiabrera

Gabriello Chiabrera, uno degli scrittori di Savona, ligure vissuto tra il 1552 e il 1638, nasce in una famiglia benestante. Oltre ad essere uno scrittore, è stato anche un poeta e drammaturgo. Prende il nome dal padre, che scompare pochi giorni prima della sua nascita. La madre, Geronima Murasana, si risposa e lo affida agli zii paterni. Su loro richiesta, a partire dal 1561, frequenta il Collegio Romano a Roma.

Durante il suo soggiorno a Roma, Gabriello Chiabrera incontra scrittori e critici che lo introducono al gusto per la poesia classica, in particolare quella greca. In quegli anni, potrebbe aver anche incontrato il famoso Torquato Tasso, che era presente in città per far revisionare la sua opera “Gerusalemme liberata”.

Appartenente a una famiglia aristocratica, l’autore ligure Chiabrera vive a stretto contatto con l’aristocrazia del suo tempo e produce numerose opere che entrano a far parte del patrimonio letterario italiano. Pur non conoscendo il greco, si fa cantore della grecità e del cosiddetto “classicismo barocco”. Spesso viene contrapposto al poeta contemporaneo Giambattista Marino, fondatore del “marinismo”, un altro importante movimento poetico.

Lo stile poetico di Chiabrera si distingue per la sua semplicità rispetto alle metafore e agli eccessi tipici della poesia del suo tempo. Si concentra invece sulla sintassi e su rime poco comuni, utilizzando parole ricercate. Per questo motivo, per lungo tempo, Chiabrera è stato considerato un autore classico anziché barocco. Tuttavia, la sua poesia condivide la stessa passione di Marino per l’insolito, l’innovativo, il prezioso e l’eccentrico.

6 – Paolo Boselli

Paolo Vincenzo Giovanni Battista Boselli, uno fra gli scrittori di Savona, nacque nel 1838 e morì a Roma nel 1932. Il padre, Paolo, era un notaio, mentre la madre si chiamava Marina Pizzorno. Il padre, sostenitore dei liberali, fu costretto a esiliarsi in Francia nel 1821 a causa delle accuse di aiutare la fuga di patrioti come Santorre di Santarosa e Ramina da Savona.

Paolo Boselli studiò presso il collegio degli Scolopi a Savona e successivamente si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino nel 1856. Qui conseguì la laurea nel 1860 e contrasse matrimonio con Corinna Cambieri, dalla quale ebbe tre figli: Silvio, Maria e Luisa. Boselli intraprese una rapida ascesa nella gerarchia dell’amministrazione pubblica e nel 1870 divenne docente universitario, insegnando materia finanziaria a Roma.

Tuttavia, dopo pochi anni, nel 1874, lasciò l’insegnamento per concentrarsi esclusivamente sulla politica. Morì, come già accennato, nel 1932, all’età di 93 anni, diventando il più anziano primo ministro nella storia d’Italia fino al 2013. Boselli pubblicò numerosi scritti di natura patriottica e di altri generi, tra cui “Sull’istruzione secondaria classica” e “Discorsi di guerra”, “Per la Dante e per la vittoria” e “Discorsi politici e civili”, e molti altri ancora.

7 – Vittore Branca

Vittore Branca, appartenente all’elenco degli scrittori di Savona, nacque il 9 luglio 1913 e morì il 28 maggio 2004 a Venezia. Fu un rinomato esperto di letteratura italiana, nonché filologo e critico letterario. La sua passione per la letteratura lo accompagnò fin dalla sua infanzia trascorsa sul lago di Como.

Dopo essersi diplomato al liceo classico “Gabriello Chiabrera” di Savona, nel 1931 superò l’esame di ammissione alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Durante gli anni universitari, fece parte della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana) e si presentò alla commissione esaminatrice indossando il distintivo dell’Azione Cattolica, volendo manifestare una protesta.

In questa occasione, ebbe l’opportunità di incontrare Giovanni Gentile, che divenne il suo mentore e con il quale instaurò un’amicizia nonostante le loro divergenze ideologiche. Nel 1933, Branca rischiò l’espulsione dalla scuola, ma l’intervento di Gentile evitò tale conseguenza. Nel 1935 si laureò con il massimo dei voti.

Branca ricoprì un ruolo di grande rilievo a Padova come professore emerito di letteratura italiana presso l’Università degli Studi, incarico che mantenne fino alla sua morte nel 2004. Fu considerato uno dei più autorevoli studiosi contemporanei di Giovanni Boccaccio, dedicando particolare attenzione all’analisi della tradizione manoscritta delle sue opere. Inoltre, identificò l’autografia del celebre codice Hamilton 90, conservato a Berlino, che contiene il Decameron. Branca, uomo di forte fede religiosa, fu anche autore di importanti contributi sulla letteratura cristiana.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipò attivamente alla lotta partigiana, testimoniando il suo impegno verso la libertà e la giustizia. La sua eredità come scrittore e studioso rimane di fondamentale importanza per la letteratura italiana.

8 – Angelo Barile

Angelo Barile (1888-1967) è uno dei noti scrittori e poeti di Savona, originario della provincia. Dopo aver completato i suoi studi a Genova, laureandosi in giurisprudenza, si trasferì a Torino per seguire un corso di filologia moderna e dedicarsi agli studi letterari. Durante questo periodo, scrisse un importante saggio che rappresentò un punto di svolta nella sua giovane carriera.

All’incirca nello stesso periodo, scoppiò la Prima Guerra Mondiale e Barile fu arruolato nell’esercito come sottotenente di fanteria. Durante il conflitto, subì due ferite che ebbero un impatto significativo sulla sua produzione poetica. Nonostante ciò, Barile era un uomo riservato di natura e non si dimostrò particolarmente prolifico come scrittore, come lui stesso confessò in una delle sue opere.

Durante il periodo fascista, Barile preferì mantenere un basso profilo e restare lontano dalla scena pubblica. Nel 1943, fu arrestato dai tedeschi con l’accusa di antifascismo. Dopo la liberazione del Paese, ricoprì alcuni incarichi pubblici e continuò la sua attività letteraria.

La poesia di Barile è profondamente influenzata dalla sua fede religiosa cattolica, che conferisce ai suoi scritti una prospettiva spirituale sulla vita. Questo si riflette in un tono pacato e meditativo che permea le sue opere. Un esempio di ciò è evidente nel titolo di una delle sue raccolte più significative, “Quasi Sereno”, in cui il dolore e la solitudine sono visti come una tappa necessaria verso una futura esistenza felice e immortale. La critica letteraria generalmente concorda sul fatto che la produzione poetica di Angelo Barile sia “una corrente esigua ma nitida e brillante”.

9 – Orazio Grassi

Orazio Grassi (Savona, 1º maggio 1583 – Roma, 23 luglio 1654) è stato un noto matematico e architetto italiano, nonché uno degli scrittori di Savona. Nato nel 1583, Grassi si trasferì a Roma all’età di diciassette anni, entrando nel noviziato dei gesuiti di Sant’Andrea al Quirinale il 18 ottobre 1600. Successivamente, nel 1603, si spostò al Collegio Romano, dove studiò filosofia, matematica – sotto la guida di Cristoforo Clavio, Christoph Grienberger e Odo van Maelcote – e teologia fino al 1610.

Nel 1614, fu assegnato al Collegio dei Gesuiti di Genova come assistente spirituale dei novizi, ma ritornò a Roma nel 1616, dopo essere stato nominato professore di matematica al Collegio Romano. Dopo aver pronunciato i voti nel 1618, mantenne la cattedra di matematica fino al 1628, trattando principalmente argomenti come l’astronomia, l’ottica e l’architettura. Ne sono testimonianza le sue lezioni De iride disputatio optica, pubblicate nel 1617 con lo pseudonimo di Galeazzo Mariscotto, così come i suoi scritti manoscritti, come il Tractatus tres de sphera, de horologis ac de optica del 1617 e gli In primum librum de architectura M. Vitruvii et in nonum eiusdem De horologiorum solarium descriptione duo brevissimi tractati del 1624.

Orazio Grassi fu anche un abile architetto, responsabile del progetto della chiesa di Sant’Ignazio adiacente al Collegio Romano. Tuttavia, la sua fama è principalmente legata alla disputa e polemica con Galileo Galilei sulla natura delle comete.

La controversia ebbe origine dall’apparizione di tre comete nel 1618. All’inizio del 1619, Grassi pubblicò la De tribus cometis anni MDCXVIII disputatio astronomica publice habita in Collegio Romano Societatis Iesu, sostenendo che la terza cometa apparsa l’anno precedente fosse un corpo celeste privo di luce propria che orbitava in modo circolare tra la Luna e il Sole. Pochi mesi dopo, a Firenze, il Discorso delle comete firmato da Mario Guiducci, ma ispirato da Galilei, si oppose a questa tesi, sostenendo che le comete fossero accumuli di vapori terrestri illuminati dal sole.

Dopo il processo di Galileo Galilei, molti individui considerati intransigenti furono allontanati da Roma. Anche Orazio Grassi, pertanto, fece ritorno a Savona e successivamente a Genova, dove si occupò della costruzione del Collegio Nuovo in via Balbi.

Come riconoscimento del suo contributo, il Liceo Scientifico di Savona è stato a lui dedicato.

10 – Paolo Peluffo

Paolo Peluffo, nato il 26 maggio 1963, è un giornalista ed uno degli scrittori di Savona di grande esperienza. Ha ricoperto diversi incarichi di rilievo nel corso della sua carriera. Dal maggio 1999 al giugno 2006 è stato portavoce del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ruolo che gli ha conferito una notevole visibilità. Successivamente, nel 2006, ha assunto la posizione di consigliere presso la Corte dei Conti, contribuendo alla gestione delle questioni finanziarie e contabili.

Negli anni successivi, dal novembre 2011 al maggio 2013, ha assunto l’importante ruolo di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Comunicazione e l’Editoria nel Governo Monti. Durante questo periodo, ha svolto un ruolo fondamentale nella gestione delle politiche comunicative e dell’editoria a livello governativo.

Inoltre, dal 2018 al 2021, ha ricoperto la carica di Segretario Generale del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), offrendo un contributo prezioso nel settore economico e lavorativo.

Oltre alla sua carriera pubblica, Paolo Peluffo è anche uno scrittore di talento, con opere che affrontano temi di interesse sociale e politico. La sua vasta esperienza e competenza lo hanno reso una figura di spicco nel panorama italiano.

Nato il 26 maggio 1963 a Savona, Paolo Peluffo ha mostrato fin da giovane una grande passione per gli studi. Dopo aver conseguito il diploma di maturità presso il prestigioso Liceo Classico Gabriello Chiabrera di Savona nel luglio 1982, ha ottenuto un importante traguardo vincendo il concorso nazionale di ammissione per il corso ordinario della Scuola Normale Superiore di Pisa nella classe di Lettere, con specializzazione in Filosofia.

Durante il percorso accademico, ha avuto l’opportunità di formarsi sotto la guida di illustri professori come Eugenio Garin, Paolo Cristofolini, Claudio Cesa e Nicola Badaloni. Nel novembre 1986, ha brillantemente conseguito la laurea con lode presentando una tesi dedicata ai rapporti tra le leggi fisiche e la concezione della materia nella filosofia del Seicento, concentrandosi in particolare su Spinoza e Malebranche.

La sua sete di conoscenza e il desiderio di approfondire diverse discipline lo hanno spinto a intraprendere ulteriori studi. Nel luglio 2022, ha ottenuto la laurea magistrale con lode in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “Unitelma Sapienza”. La sua tesi, focalizzata sugli aspetti costituzionali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), dimostra la sua attenzione alle tematiche di rilevanza socio-economica e politica.

Paolo Peluffo, con il suo percorso accademico di successo e la sua continua ricerca di conoscenza, si è affermato come una figura di spicco nel campo dell’istruzione e dell’approfondimento intellettuale.

11 – Anton Giulio Barrili

Anton Giulio Barrili, nato il 14 dicembre 1836, e deceduto il 14 agosto 1908 a Carcare, è stato una figura poliedrica tra gli scrittori di Savona, e della cultura italiana. Oltre ad essere stato un politico impegnato, ha lasciato un’impronta significativa come scrittore, letterato, patriota e garibaldino.

La sua produzione letteraria si distingue per la vastità e la diversità dei generi affrontati. Barrili ha scritto numerosi romanzi che hanno riscosso grande successo, ma non si è limitato a essi. Ha anche dato vita a versi poetici, novelle coinvolgenti e commedie brillanti. Lo stile letterario di Barrili ha ottenuto ammirazione e plauso da parte di critici illustri, tra cui il rinomato Benedetto Croce.

La sua attività politica e il suo impegno come garibaldino lo hanno reso un punto di riferimento per il fervore patriottico dell’epoca. Anton Giulio Barrili è stato un autore poliedrico e apprezzato, capace di raccontare storie coinvolgenti e di riflettere sulle vicende della sua epoca con una prosa raffinata e un’abilità narrativa indiscussa.

Dopo aver trascorso la sua infanzia a Nizza, all’epoca parte del Regno di Sardegna, completò gli studi superiori presso gli Scolopi a Savona, laureandosi successivamente in Lettere e Filosofia all’Università di Genova. Intraprese quindi la carriera di giornalista, avviando il suo primo giornale, L’occhialetto, di cui si occupò personalmente nella stesura di ogni articolo. In seguito, divenne uno dei redattori del San Giorgio, un quotidiano fondato e guidato da Nino Bixio.

Nel 1859, si arruolò come volontario nell’esercito piemontese e prese parte a diverse campagne militari con il VII Reggimento di fanteria. L’anno successivo, entrò nella redazione del giornale di propaganda garibaldina Il Movimento, assumendone la direzione e diventando il portavoce delle imprese del generale.

Barrili combatté al fianco di Giuseppe Garibaldi nel Trentino nel 1866 come volontario nell’8º Reggimento del Corpo Volontari Italiani. Fu ferito il 3 novembre 1867 nella battaglia di Mentana, durante il tentativo delle truppe garibaldine di conquistare Roma, ma furono sconfitte dalle truppe francesi guidate da Napoleone III. Le sue esperienze vissute durante le guerre risorgimentali furono successivamente narrate nel suo libro di memorie, intitolato Con Garibaldi alle porte di Roma (1895).

12 – Mario Scaglia

Claudio Giuseppe Mario Scaglia, noto come Claodin do Giabbe (Savona, 19 marzo 1931 – Savona, 27 luglio 2006), è stato un poeta ed uno degli scrittori di Savona.

Originario di Savona e appassionato delle tradizioni locali, Scaglia si distinse come autore di scritti in lingua ligure, improntati sulla cultura popolare. Dagli anni Settanta in poi, grazie alle emittenti radio locali, incentivò l’interesse per la lingua ligure e divenne un punto di riferimento per gli autori della provincia. “A-a compagnia chi nabbe nabbe, o ve salüa o Claodin do Giabbe”, diventò il celebre motto con cui iniziava il suo programma radiofonico, trasmesso prima su Radio Savona Sound e successivamente su Radio Riviera Music. Durante la trasmissione, veniva dato spazio alla prosa, alla poesia, alla musica e alle voci della cultura savonese e ligure. Grazie alla sua popolarità acquisita attraverso la radio, poté realizzare diverse opere e attività nel periodo compreso tra il 1976 e il 1990.

Oltre al suo impegno radiofonico quotidiano, negli anni ’80 e ’90, Scaglia si distinse per diverse iniziative: la pubblicazione di opere letterarie, la firma di articoli sulle pagine del quotidiano Il Secolo XIX, l’organizzazione di eventi artistici, musicali, poetici e teatrali nei teatri locali, nonché la partecipazione a manifestazioni provinciali e regionali.

Mario Scaglia ha svolto tutta la sua attività in modo indipendente, seguendo una vera e propria filosofia di vita. Per questo motivo, le sue produzioni, spesso realizzate insieme ad altri poeti e scrittori contemporanei, sono considerate delle rarità per chi le possiede. Esse sono difficilmente reperibili e conservate in poche copie da parte dei familiari.

13 – Italo Briano

Italo Briano (Savona, 7 gennaio 1901 – Milano, 2 dicembre 1985) è stato un imprenditore editoriale, uno degli scrittori di Savona e divulgatore scientifico italiano. Figlio di un macchinista delle Ferrovie dello Stato (FS), Briano si distinse per la sua passione per il sapere, acquisendo autonomamente una vasta cultura. Durante gli anni di servizio presso le FS, riuscì a ottenere il diploma di ragioniere e successivamente laurearsi in Economia e Commercio.

Nel corso della sua carriera, lavorò presso gli uffici periferici del Servizio Materiale e Trazione e successivamente del Servizio Movimento delle FS. Inizialmente, ricoprì il ruolo di capo stazione in diverse località del nord Italia, mentre successivamente fu assegnato all’Ufficio Movimento della direzione compartimentale di Genova, occupandosi della pianificazione degli orari. Rimase in attività fino al 1943, quando, desideroso di evitare un trasferimento in un’area politicamente sgradita, scelse di andare in pensione su sua richiesta.

Dopo il suo pensionamento, fondò la sua casa editrice a Genova, chiamata “Briano editore”. Fino al 1970, la casa editrice si dedicò alla pubblicazione di manuali universitari e testi di tecnica grafica. Italo Briano era sposato e aveva due figli, Marisa e Renato. Purtroppo, Renato Briano, che lavorava come direttore del personale presso l’azienda Ercole Marelli, fu tragicamente assassinato dalle Brigate Rosse il 12 novembre 1980.

14 – Giuseppe Cava

Giuseppe Cava, conosciuto come Beppin da Ca’ (Savona, 12 marzo 1870 – 30 marzo 1940), è stato un noto poeta ed uno degli scrittori di Savona. Tra i poeti provenienti da Savona, è stato uno dei più famosi e ha ricevuto importanti riconoscimenti dalla critica letteraria nazionale. Il professor Hermann W. Haller, esperto di Lingua e letteratura italiana al Queens College e direttore di Dipartimento al Graduate Center della City University di New York, ha dedicato un importante saggio sulla poesia dialettale italiana, intitolato The Other Italy: The Literary Canon in Dialect (1999), in cui ha incluso il nome di Giuseppe Cava.

Nato a Savona il 12 marzo 1870, Giuseppe Cava era figlio di Antonio Cava ed Elisabetta Viola. Cresciuto in una casa vicino alla torre del Brandale, ha frequentato le scuole elementari presso il collegio di via Riario, diretto dai Padri Scolopi. Nel 1882 si è iscritto alla Scuola Professionale di Arti e Mestieri, guidata da Federico Baldi, che ha sempre considerato come il suo stimato maestro. Dopo aver ottenuto il diploma, ha iniziato a lavorare come operaio presso la fabbrica savonese Tardy e Benech.

Purtroppo, a diciotto anni, ha perso la gamba destra a causa di un incidente sul lavoro, che lo ha costretto a interrompere la sua carriera di operaio. Durante il periodo di convalescenza a casa, ha approfondito i suoi studi, dedicando lunghe ore alla lettura delle opere del positivismo e dei classici della poesia e della letteratura italiana ed europea. Ha anche riflettuto sui problemi della classe operaia. In quel periodo, ha vissuto la sfortuna di perdere la sua amata madre.

Legato all’anarchico Luigi Galleani e diventato uno dei leader riconosciuti del movimento operaio savonese, Giuseppe Cava è stato coinvolto in un processo nel maggio 1894 insieme ai principali membri della cellula anarchica di Savona. Il processo si è svolto nell’ambito delle misure repressive adottate dal governo di Crispi contro i fasci siciliani e per reprimere i moti in Lunigiana. Cava è stato giudicato colpevole di apologia di reato dal Tribunale di Savona ed è stato condannato a sei mesi di carcere. Per evitare l’arresto, Cava è fuggito in Francia e successivamente in Germania e in Svizzera.

Tornato a Savona nel 1930, dopo una profonda revisione delle sue poesie, ha pubblicato In to remoin (nel vortice della vita), un’opera che ha ricevuto ampi consensi e ha ottenuto particolare apprezzamento da parte di Camillo Sbarbaro e, soprattutto, di Angelo Barile. In memoria di Giuseppe Cava, è stata dedicata una via a Savona e è stato eretto un busto marmoreo nei pressi della Torre del Brandale (Campanassa), vicino al luogo in cui è nato nel 1870.

La sua figura di poeta e scrittore è rimasta indelebile nella storia di Savona e della letteratura italiana. La sua passione per le tradizioni locali e il suo impegno nel promuovere la lingua ligure lo hanno reso un punto di riferimento per molti autori della provincia. Il suo programma radiofonico, con il celebre motto “A-a compagnia chi nabbe nabbe, o ve salüa o Claodin do Giabbe”, ha contribuito a diffondere prosa, poesia, musica e voci della cultura savonese e ligure.

La sua attività indipendente e la sua filosofia di vita hanno reso le sue opere dei veri tesori, conservate in poche copie dagli ammiratori e dai suoi familiari. La sua eredità vive ancora oggi attraverso la via a lui intitolata e il busto marmoreo che commemora la sua figura vicino alla Torre del Brandale. Giuseppe Cava rimarrà per sempre un simbolo di orgoglio e ispirazione per la città di Savona e per tutti coloro che amano la lingua e la cultura locali.

15 – Flavio Baroncelli

Flavio Baroncelli (Savona, 15 gennaio 1944 – Genova, 20 febbraio 2007) è stato un filosofo ed uno degli scrittori di Savona grande rilevanza. Cresciuto a Savona, ha conseguito la laurea in filosofia presso l’Università di Genova nel 1969, sotto la guida del professor Romeo Crippa, che è diventato il suo assistente.

Dopo aver insegnato Storia dell’età dell’Illuminismo all’Università di Trieste dal 1974 al 1977, è tornato a Genova, dove ha tenuto la cattedra di Storia della filosofia moderna fino al 1981.

Nel 1981 è diventato professore ordinario all’Università della Calabria, ma l’anno successivo è ritornato a Genova per assumere la cattedra di Filosofia morale.

Nel corso della sua carriera, Baroncelli ha collaborato con numerosi giornali e riviste, tra cui La Voce di Indro Montanelli, Village, Il diario della settimana e Il Secolo XIX.

Nel 1988, un grave incidente motociclistico durante una vacanza in Turchia lo ha costretto a interrompere temporaneamente l’insegnamento e la ricerca. Ha poi ripreso l’attività accademica all’inizio degli anni ’90 come professore ospite all’Università di Madison, nel Wisconsin.

Tornato a Genova, Baroncelli è diventato un caro amico del filosofo Franco Manti, segretario generale dell’Istituto Italiano di Bioetica. Tuttavia, la malattia lo ha costretto ad allontanarsi nuovamente dall’ambiente accademico, e nel 2007 è purtroppo scomparso.

Il pensiero di Baroncelli ha proposto un’etica planetaria, alla luce del mondo globalizzato, invitando a una rivalutazione dei valori e delle identità storiche dei gruppi umani occidentali, orientandoli verso un sistema di valori e identità individuali e culturali flessibili e pluralistici.

Influenzato profondamente da David Hume e dallo scetticismo inglese, si è dedicato principalmente a temi etico-politici come il razzismo, la tolleranza, il liberalismo e la correttezza politica. Ha sostenuto che le diverse culture sono sistemi aperti, in grado di comunicare e di essere trasferiti o esportati in tutto il mondo, poiché credeva che tutti gli esseri umani appartengano alla stessa specie e siano cittadini dello stesso pianeta.

16 – Pietro Sbarbaro

Pietro Sbarbaro (Savona, 20 aprile 1838 – Roma, 1º dicembre 1893) è stato un poliedrico intellettuale tra gli scrittori di Savona, che ha ricoperto ruoli di giornalista, sociologo e politico. Riconosciuto per la sua integrità e rettitudine, ha instaurato una stretta amicizia con Angelo Sommaruga, editore e direttore della Cronaca bizantina e della Domenica letteraria.

Proprio Sommaruga, ispirato dalla sua arguzia polemica, ha deciso di creare una rivista dedicata interamente a Sbarbaro, intitolata Le Forche Caudine. Questo settimanale satirico, diretto da Sbarbaro stesso, si è concentrato con tenacia sul denunciare la diffusa corruzione dell’epoca, con particolare attenzione allo scandalo della Banca Romana.

Oltre alla sua carriera nel giornalismo, Sbarbaro è stato coinvolto attivamente nella politica italiana, svolgendo il ruolo di deputato nel Regno d’Italia.

17 – Giovanni Lorenzo Baldano

Giovanni Lorenzo Baldano (1576-1660), è stato uno degli illustri poeti e scrittori di Savona e magistrato italiano. Figlio del nobile Giovanni Battista Baldano di Pasquale e di Catarinetta Giustiniani di Lorenzo, poco si sa dei suoi primi anni di vita. Tuttavia, dai documenti d’archivio, emerge la sua carriera di successo nell’ambito pubblico, raggiungendo le più alte cariche cittadine come Razionale nel 1629, 1634 e 1641, e Anziano nel 1640 e 1643. Questo prestigioso curriculum testimonia il suo impegno civico e la stima che gli era tributata dai concittadini.

Oltre alla sua carriera nella pubblica amministrazione, Giovanni Lorenzo Baldano si dedicò anche alla letteratura, alla poesia e alla musica. Fu probabilmente amico del rinomato poeta savonese Gabriello Chiabrera, di cui possedeva manoscritti e inediti scherzi e madrigali. Questi furono successivamente pubblicati nel secondo volume delle Rime del Chiabrera, curato da Giovanni Battista Belloro nel 1841. Belloro, inoltre, pubblicò nel 1843 altre due canzoni e un madrigale del Chiabrera in dialetto genovese, tratti da un manoscritto del Baldano.

Secondo il Noberasco, Giovanni Lorenzo Baldano compose alcuni sonetti, madrigali e idilli che scrisse sulle pagine libere di una “Miscellanea” di commedie dell’epoca, conservata nella Biblioteca Civica di Savona. Questi componimenti, alcuni probabilmente di sua creazione e altri tratti da fonti contemporanee, costituiscono una sorta di canzoniere.

Oltre alla sua attività letteraria, Baldano possedeva una vasta biblioteca personale, di cui oggi sopravvivono diversi volumi. Dopo la sua morte, la sua collezione fu dispersa e molti libri con il suo nome o le sue annotazioni sono attualmente conservati nella Biblioteca del Seminario e nella Biblioteca Civica “A.G. Barrili” di Savona. Questi libri sono riconoscibili grazie alle sue annotazioni e ai riferimenti amorosi ad una donna indicata con le iniziali C.M.C. o C.M.S., o con segni crittografici.

18 – Antonio Boggiano Pico

Antonio Boggiano Pico, nato il 31 agosto 1873 e scomparso a Genova il 19 ottobre 1965, è stato un eminente politico e giurista italiano, oltre che uno degli scrittori di Savona.

Antonio Pico Boggiato nacque a Savona, dove fondò il Circolo “Pio VII”, assumendo la carica di presidente. Il circolo era ispirato al movimento cattolico, al quale Pico Boggiato aveva dato grande impulso attraverso la sua attività di propaganda. Inoltre, partecipò alla direzione del giornale “Il Letimbro”. Dotato di grande brillantezza intellettuale, si laureò in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma nel 1895, presentando una tesi dal titolo “Alcuni precedenti storici e taluni correttivi dell’odierna crisi sociale”, che rispecchiava appieno il pensiero sociale cattolico.

Ancora giovane, entrò in contatto con un gruppo di giovani universitari che frequentavano l’oratorio di Santa Maria della Scaletta e che, nell’anno della laurea di Pico Boggiato, crearono la rivista “Vita Nova”, sotto la guida di Romolo Murri. Sempre a Roma, ottenne una cattedra presso la Pontificia Facoltà Giuridica, insegnando Diritto Amministrativo, Diritto Commerciale ed Economia Politica. Riconoscimenti importanti arrivarono con la Medaglia d’oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte. Il suo impegno si estese alla scrittura su tematiche di Diritto e di democrazia.

De Gasperi lo scelse come Rappresentante dell’Italia al Consiglio d’Europa, e fu proprio Pico Boggiato a presiedere la prima seduta. Il suo interesse politico era focalizzato principalmente sulla difesa dei lavoratori, della sua città e dei principi cattolici. Inoltre, fu presidente della commissione senatoriale sulla prostituzione, istituita in risposta alla proposta di legge della senatrice Lina Merlin, che portò alla chiusura delle case di tolleranza.

19 – Felice Rossello

Felice Rossello, nato nel 1948, è un laureato in lettere classiche ed anche uno degli scrittori di Savona. Ha intrapreso la carriera di autore televisivo, ottenendo la registrazione presso la SIAE a partire dal 1985 e collaborando principalmente con Fabio Fazio. Ha svolto l’attività di insegnante, prima nei Licei, insegnando Italiano, Latino e Greco, e successivamente presso l’Università di Genova, Campus di Savona, dove ha tenuto corsi di Scienze della Comunicazione e Spettacolo. Inoltre, ha svolto il ruolo di coach di basket.

Nel suo libro “Il Lato B della cultura: la TV”, Rossello racconta la sua esperienza come autore televisivo, che va dalla metà degli anni ’80 al 2007. Parla di personalità come Fazio, Parietti, Ventura, Teocoli, Gnocchi e Gambarotta, nonché di tutti coloro che hanno lavorato al suo fianco.

Il libro è caratterizzato da uno stile leggero, tipico della TV generalista, e presenta anche alcuni capitoli dedicati a aneddoti, ma soprattutto fornisce gli ingredienti per realizzare uno spettacolo televisivo. “È un libro composito”, afferma l’autore, “che racchiude tre storie: quella d’Italia, quella della televisione e la mia, dalla mia nascita nel 1948 fino al momento in cui ho smesso di fare l’autore TV nel 2007”.

Scrittori savonesi – Conclusione

Savona, con la sua affascinante storia e la sua vibrante comunità letteraria, ha dato i natali a numerosi scrittori di grande talento. Attraverso le loro parole, queste figure hanno saputo catturare l’essenza di Savona e della sua gente, offrendoci una prospettiva unica sulla vita, l’amore, la storia e la società. Le loro opere continuano ad ispirare e ad affascinare i lettori, portando avanti il patrimonio letterario della città.

Che tu sia un appassionato di letteratura o semplicemente curioso di scoprire nuovi autori, immergersi nel mondo degli scrittori di Savona è un viaggio che vale la pena intraprendere. Siamo grati per il contributo di questi talentuosi autori e per il lascito che hanno donato alla cultura letteraria di Savona e al panorama letterario italiano nel suo complesso. Continuiamo ad esplorare e celebrare la loro eredità, nella speranza che le loro parole continuino a risuonare e a ispirare le generazioni future.

E adesso, non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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