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Scrittori di Catania: i Migliori Autori e Poeti Catanesi!

da | 25 Feb 2023

Benvenuti nell’articolo “Scrittori di Catania“! La città di Catania, situata sulla costa orientale della Sicilia, è stata una fonte di ispirazione per numerosi scrittori e poeti nel corso dei secoli. Questa città “vibrante” ed affascinante, ha visto la nascita di una moltitudine di talentuosi autori catanesi, ognuno dei quali ha arricchito la cultura e la letteratura italiana con la propria voce unica.

In questo articolo, esploreremo la vita e le opere di alcuni dei più grandi scrittori di Catania, dalla poesia alla narrativa, dalla saggistica al teatro. Scopriremo le storie e le ispirazioni che hanno portato questi autori a “creare” le loro opere, e come la città di Catania abbia influenzato il loro lavoro.

Dai classici come Giovanni Verga e Vincenzo Consolo, ai contemporanei, ogni romanziere catanese ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura italiana. Se sei un appassionato di letteratura e vuoi scoprire di più sulla vibrante scena letteraria di Catania, questo articolo è fatto per te.

1 – Giovanni Verga

Giovanni Verga, uno tra i migliori nella lista degli scrittori di Catania. Nato nel 1840, è noto per aver rinnovato profondamente la narrativa italiana. Sia con lo stile che col linguaggio. Egli è considerato il più importante rappresentante del Verismo. Ha ottenuto fama attraverso i suoi romanzi “Eva e “Tigre reale” (1873), e le sue novelle. Tra queste ultime citiamo “Nedda” (1874). La quale tratta temi legati a diverse classi sociali, ed è scritta in modo conciso e comunicativo.

Ancora, tra il 1878 ed il 1881, ha sviluppato un nuovo progetto letterario. In cosa consisteva? Nell’ includere nei romanzi un’accurata osservazione del mondo che ci circonda. Enfatizzando i desideri ed il modo di parlare degli uomini. In “I Malavoglia” (1881), ha perfezionato una tecnica narrativa, che utilizza il discorso indiretto libero. E non solo. Che consente di inserire le voci ed i punti di vista dei personaggi. Nonché le loro parole semplici e la loro grammatica elementare, all’interno della storia.

Inoltre, in “Mastro don Gesualdo” (1889), rispetto allo stile corale di “I Malavoglia“, si ha una novità. Vengono descritti con distacco luoghi e paesaggi desolati e squallidi. I quali riflettono la povertà umana rappresentata dai personaggi del romanzo,

2 – Ettore Majorana

Ettore Majorana (1906-1938 morte presunta), era un fisico italiano, ed anche uno degli scrittori di Catania. Si dedicò alla fisica nucleare ed alla meccanica quantistica relativistica. Era un bambino prodigio, e si laureò in Fisica all’Istituto di Fisica Teorica di Via Panisperna.

Nel 1933 andò in Germania, dove rimase entusiasta dell’organizzazione nazista. Ma successivamente rinnegò la teoria della superiorità ariana. Nel 1934 tornò in Italia e lavorò con il gruppo “Ragazzi di via Panisperna” di Enrico Fermi. Questo fu il gruppo che realizzò il primo reattore nucleare a fissione.

Nel 1935 la squadra cominciò a disperdersi, e nel 1937 Majorana divenne professore di fisica teorica all’Università di Napoli. Poi, nel 1938 Fermi ricevette il premio Nobel per la fisica. Nel marzo del 1938, Majorana, scrittore catanese, scomparve durante un viaggio in piroscafo. Di lui non si seppe più nulla, nonostante le ricerche condotte.

3 – Luigi Capuana

Luigi Capuana, è uno dei più importanti scrittori di Catania e critico letterario del XIX secolo, uno dei teorici più importanti del Verismo.

L’autore catanese Capuana venne alla luce a Mineo, un comune situato in provincia di Catania, nel 1839. Nacque da Gaetano Capuana e Dorotea Ragusa, all’interno di una famiglia benestante proprietaria di terreni. Dopo aver frequentato le scuole elementari nella sua città natale, si iscrisse nel 1851 al “Reale Collegio” di Bronte.

Tuttavia, dovette abbandonare la scuola dopo soli due anni, a causa di problemi di salute. Nonostante ciò, continuò a studiare da autodidatta. In seguito, fece parte dell’impresa dei Mille come segretario di un comitato clandestino, e poi cancelliere, nel nascente consiglio comunale.

Dopo aver vissuto in diverse città italiane, tra cui Milano, Firenze e Roma, Capuana tornò in Sicilia, dove iniziò a insegnare all’Università di Catania, ed a pubblicare le sue prime opere letterarie. La sua attività di critico letterario, esemplificata nella raccolta di saggi “Studi della letteratura italiana“, ebbe grande influenza sulla cultura letteraria italiana dell’epoca.

Tuttavia, lo scrittore catanese Capuana fu anche un prolifico scrittore di narrativa e teatro, con opere come “Malìa“, “Lu cavalieri” e “Pidagna“, che mostrano la sua “vivacità” e originalità stilistica. Inoltre, la sua sensibilità nei confronti della letteratura per l’infanzia si riflette nei suoi libri come “Scurpiddu” e “Il racconta fiabe“.

Capuana morì a Catania nel 1915, ma la sua eredità letteraria continua a vivere attraverso le sue opere, che hanno ispirato generazioni di scrittori successivi.

4 – Vincenzo Consolo

Vincenzo Consolo, uno dei più celebri scrittori di Catania, nasce a Sant’Agata di Militello, nel 1933. Attualmente vive e lavora a Milano, città in cui è considerato uno dei più importanti narratori degli ultimi vent’anni. Dopo aver studiato diritto, si dedica alla letteratura, e pubblica il suo primo libro. Dal titolo “La ferita dell’aprile“, nel 1963.

Tuttavia, è con “Il sorriso dell’ignoto marinaio“, che Consolo si fa conoscere dal grande pubblico. Nel 1992, con “Nottetempo, casa per casa“, vince il prestigioso “Premio Strega“. Nel 1994, gli viene attribuito il “Premio Internazionale Unione Latina“, per l’intera sua opera.

Pur tuttavia, Consolo è un autore siciliano unico. Perché non scrive romanzi. Ritiene infatti che “non si possono scrivere romanzi, perché ingannano il lettore“. Preferisce invece una narrazione orientata verso la poesia. La quale ricerchi il potere evocativo delle parole. La sua prosa è ricca di figure retoriche tipiche della poesia. Come ad esempio allitterazioni e assonanze. Ed anche paronomasie (accostamento di due parole simili nel suono ma distanti nel significato). I temi delle sue opere riguardano spesso la storia, in particolare quella siciliana. Consolo è anche autore di saggi e di un testo teatrale, la tragedia “Catarsi“.

5 – Nino Martoglio

Nino Martoglio, un altro degli scrittori di Catania, nasce a Belpasso (CT) nel 1870. E’ stato uno scrittore ed attore. Ha iniziato poi la sua carriera giornalistica a soli 19 anni. Pubblica i suoi primi versi in un dialetto popolare e letterario. Nel 1901 decide di dedicarsi al teatro. E porta il teatro dialettale siciliano sulla scena di tutta Italia.

Oltre a questo, ha scritto circa venti commedie, alcune in lingua del posto. Diventando uno dei maggiori rappresentanti del teatro dialettale siciliano. Ha collaborato anche con Pirandello, scrivendo due opere in dialetto. È principalmente conosciuto per “San Giuvanni decullatu” (1908), e “L’aria del continente” (1910).

Insieme a Pirandello, di cui aveva intuito le doti di scrittore per il teatro, lo scrittore catanese compose in dialetto due opere. “A vilanza” (1917) e “Cappiddazzu paga tutto” (1917). Durante il pieno sviluppo della sua carriera, morì in modo improvviso e misterioso in un incidente. Il 15 settembre 1921 a Catania, cadde nella tromba dell’ascensore in un ospedale. Era andato a trovare suo figlio ricoverato.

6 – Domenico Tempio

Non ci sono molte informazioni biografiche su Domenico Tempio, un altro degli scrittori di Catania. Nato nel 1750, e morto nel 1821. Era noto in dialetto come “Miciu Tempiu“. Figlio di un mercante di legno, Tempio inizialmente si dedicò al sacerdozio. Passò poi alla giurisprudenza, ma fallì in entrambe le carriere. Si dedicò allora all’umanistica.

Infatti, era un appassionato studioso. Sia degli autori classici che dei suoi contemporanei. In poco tempo divenne famoso come buon poeta. Fu accolto nell’Accademia dei Palladii e nel salotto letterario del mecenate Ignazio Paternò. Quest’ultimo era principe di Biscari, e come lui faceva parte della Massoneria.

Poi, questo autore catanese si sposò con Francesca Longo, che morì durante il parto. La figlia fu accudita da una balia, Caterina. La quale divenne la sua compagna fedele, e gli diede un altro figlio. Fu nominato notaio del casale di Valcorrente. Ricevette una pensione dal Monte di pietà. Un’altra dalla Mensa vescovile ed anche dal Comune di Catania. Pensioni che percepì fino alla sua morte.

g) Ercole Patti

Ercole Patti (1903-1976) è uno degli scrittori di Catania. Nasce in una famiglia dell’alta borghesia. Ha iniziato la sua carriera come giornalista. Dopo aver ottenuto la laurea in giurisprudenza nel 1925, ha lavorato per un anno nell’azienda di famiglia. In seguito, si è trasferito a Roma per lavorare nel giornalismo.

Infatti, ha collaborato con diversi quotidiani, tra cui la Gazzetta del Popolo ed il Corriere della Sera. Ha anche scritto articoli che mostrano una forte tendenza razzista. La quale era normale all’epoca. È stato imprigionato per antifascismo durante l’occupazione tedesca dell’Italia. Ha raggiunto la fama come scrittore di romanzi nel 1940, con “Quartieri alti“, un ritratto satirico dell’alta borghesia romana fascista.

I romanzi di questo, che è uno dei migliori scrittori catanesi, si svolgono a Roma, o in una Sicilia sensuale. Sicilia che, secondo il critico letterario Carlo Bo, “rappresenta per lui una sorta di ideale filosofico“. Ercole Patti ha iniziato a scrivere per il cinema nel 1935, ed alcune delle sue opere letterarie sono state trasposte sullo schermo. Ha anche pubblicato raccolte di racconti e due libri di memoria.

h) Domenico Trischitta

Domenico Trischitta è uno nella lista degli scrittori di Catania e drammaturgo, nato nel 1960. Ha pubblicato diversi romanzi, tra cui “Una raggiante Catania“, premiato con il “Premio Martoglio” nel 2009. Ed anche “Glam city“, pubblicato nel 2014. Inoltre, ha anche scritto tre raccolte di racconti, pubblicate rispettivamente nel 1999, 2013 e 2016.

Le sue opere teatrali “Sabbie mobili” e “Bellini a Puteaux”, sono state trasmesse da Rai International. Trischitta è stato riconosciuto come uno dei più importanti, ed influenti, scrittori e drammaturghi della sua generazione. La sua vasta produzione ha saputo catturare l’attenzione del pubblico e della critica, con la sua voce unica ed originale.

i) Massimo Maugeri

Massimo Maugeri è uno degli scrittori di Catania e blogger. Ed anche conduttore radiofonico. La sua prima opera letteraria è “Muccapazza“. Si tratta di un racconto, pubblicato sulla rivista “Lunarionuovo” nel 2003. Successivamente, sono stati pubblicati altri racconti. Nel marzo 2017, il cortometraggio basato su “Muccapazza” ha vinto la sezione “Corteggiando” del Festival dell’Adriatico.

Nel 2005, Maugeri ha pubblicato il suo primo romanzo, Identità distorte“. Che è stato finalista al “Premio Brancati“, ed ha vinto il “Premio Martoglio“. Nel settembre 2006, Massimo Maugeri ha fondato “Letteratitudine“. E’ questo un blog letterario, che fa parte del gruppo dei Blog d’Autore del Gruppo L’Espresso.

Attraverso questo blog, lo scrittore catanese Maugeri ha organizzato numerosi dibattiti online sui libri. Ed anche sulle tematiche ad essi relative. Coinvolgendo direttamente gli autori, e animando una rete di lettori e professionisti. Inoltre, ha creato giochi di gruppo incentrati sulla lettura e sulla scrittura, e pubblicato numerose recensioni e interviste.

Nel 2009 ha iniziato a condurre il programma radiofonico di “Letteratitudine“. Il quale è stato trasmesso su Radio Hinterland e Radio Polis. Ed è anche disponibile come podcast sul blog. Nel corso degli anni, Maugeri ha anche creato “LetteratitudineNews“, un quotidiano culturale online, e un canale video su YouTube.

l) Antonio Di Grado

Antonio Di Grado (1949), un altro degli scrittori di Catania, è stato un professore di Letteratura italiana. Insegnando all’Università della città natale fino al 2019. Era stato scelto come direttore letterario della “Fondazione Sciascia” dallo stesso Sciascia. Ed aveva anche lavorato come assessore alla cultura a Catania. Ha organizzato gli eventi culturali chiamati “Estati Catanesi“, con l’amico Franco Battiato.

E’ stato anche presidente del “Teatro Stabile” di Catania. Inoltre, ha scritto alcune opere teatrali. Ed anche numerosi saggi, e monografie storiche e letterarie. I suoi libri più recenti sono “L’idea che uccide” del 2018 e “Le amanti del Loin-Près” del 2019. “Al di là” del 2020, “Scrivere a destra” del 2021. “Catania: due o tre cose che so di lei” del 2022. Nel 2021, il Comune di Racalmuto gli ha conferito la cittadinanza onoraria.

m) Sebastiano Addamo

Sebastiano Addamo è uno degli scrittori di Catania, e viene da una famiglia numerosa. È il primo di cinque figli, tre femmine e due maschi. Trascorre l’infanzia in questo piccolo paese della regione di Siracusa. E fa gli studi liceali nel paese vicino, Lentini. Il 12 marzo 1948 si laurea in Giurisprudenza all’Università di Catania. La tesi è su Adriano Tilgher dal titolo “Tilgher Adriano: il suo pensiero e il suo concetto del diritto“.

Oltretutto, dopo la laurea, l’autore catanese diventa assistente del relatore della sua tesi. E cioè del professor Orazio Condorelli. Ma non intraprende mai la carriera universitaria, a causa delle difficili condizioni economiche della sua famiglia. In questo periodo partecipa alla vita culturale e politica del suo paese, Carlentini. Infatti, diventa un apprezzato consigliere comunale. Poi a Lentini come assessore al Bilancio, nella giunta del sindaco Otello Marilli. È anche preside di liceo a Lentini.

Il suo esordio narrativo è del 1963 con Violetta“. Seguono “Il giudizio della sera” del 1974 e “Un uomo fidato” nel 1978. “I mandarini calvi” nel 1978 e “Le abitudini e l’assenza” nel 1982 . “Palinsesti borghesi” nel 1987 e “Piccoli dei nel 1994 ( quest’ultimo una breve raccolta di racconti). E “Non si fa mai giorno” nel 1995. I suoi libri sono stati tradotti in Francia e in Bulgaria. Ha vinto il “Premio Brancati” 1975 ed il “Premio Nazionale Letterario Pisa” 1984 (poesia). A Catania viene assegnato un premio letterario internazionale a lui intitolato ed una piazza porta il suo nome.

n) Giuseppe Villaroel

Giuseppe Villaroel, nato il 26 ottobre 1889, e deceduto a Roma il 10 luglio 1965, è stato uno degli scrittori di Catania, oltre che insegnante, poeta e giornalista. Si è distinto anche come curatore di antologie.

In particolare, è stato responsabile dell’aggiornamento del “Nuovissimo vocabolario della lingua italiana“, scritto da Niccolò Tommaseo, presso l’Istituto Editoriale Moderno di Milano nel 1938. Inoltre, ha avuto successo anche come commentatore della Divina Commedia, con una sua opera pubblicata con la cura di Giuseppe Villaroel, la revisione di Guido Davico Bonino e Carla Poma, e la presenza di uno scritto di Eugenio Montale.

Lo scrittore di Catania Villaroel si dedicò all’attività di giornalista nel 1915, fondando e collaborando con molte testate. Le sue opere letterarie sono state molteplici, e comprendono dieci raccolte di poesie, due romanzi, due volumi di novelle, tre raccolte di critica e studi letterari.

Inoltre, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua attività poetica, ottenendo ben otto premi tra cui il “Viareggio” nel 1930, l'”Accademia d’Italia” nel biennio 1932-1933, il “Fusinato” nel 1935, il “Goethe” nel 1937, il “San Remo” nel 1938, il “Columbus” nel 1951 e il “Valdagno” nello stesso anno.

In seguito alla firma dell’armistizio di Cassibile, Giuseppe Villaroel ha scelto di schierarsi con la Repubblica Sociale Italiana. L’attività poetica di questo romanziere catanese, originariamente caratterizzata da tratti vicini al movimento del “Decadentismo“, ha subito una trasformazione negli anni, orientandosi verso temi amorosi, con toni misurati e controllati.

o) Giuseppe Traina

Giuseppe Traina è nato nel 1963, e fa parte dell’elenco degli scrittori di Catania. Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne presso l’Università di Catania nel 1987, scrivendo una tesi su Leonardo Sciascia.

Dopo essere stato ammesso nel ruolo di “Ricercatore di Letteratura Italiana” presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Catania nel 2001 e nel 2004, è diventato professore associato nel 2010. Nel 2018, l’autore catanese Traina è stato giudicato idoneo come professore “ordinario” di Letteratura Italiana.

Attualmente, insegna presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue e Letterature Straniere di Ragusa dell’Università di Catania. Nel corso della sua “carriera” accademica, si è concentrato su vari autori italiani dal Settecento al Novecento, con particolare attenzione a Leonardo Sciascia.

Questo scrittore di Catania ha anche esplorato i temi della scrittura dell’io, della satira italiana in versi, e della letteratura carceraria. Ha pubblicato numerosi volumi, tra cui studi su Sciascia, Consolo, Bufalino, e ha curato diverse edizioni di opere di autori italiani. Inoltre, fa parte del comitato scientifico della Fondazione Verga di Catania e dell’Associazione degli Italianisti.

p) Giuseppe Lazzaro Danzuso

Giuseppe Lazzaro Danzuso è uno dei famosi scrittori di Catania. E’ anche noto autore, regista e giornalista.

Nel 1976, ha debuttato con successo come autore e conduttore di una trasmissione radiofonica, dedicata al mondo dello spettacolo. Successivamente, ha iniziato a scrivere critiche teatrali per il quotidiano “Espresso sera“. Ha lavorato anche per l’emittente televisiva “Antenna Sicilia” e il quotidiano “La Sicilia“, sempre del medesimo gruppo editoriale.

In seguito, l’autore catanese Danzuso ha collaborato con ANSA, dirigendo l’ufficio di Catania, e diventando coordinatore della redazione televisiva a Roma. Attualmente, si occupa di uffici stampa. Giuseppe Danzuso è autore di diversi libri sulla Sicilia, e ha diretto più di venti documentari, oltre ad aver scritto per il teatro e per il cinema.

Ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio giornalistico nazionale “Più a Sud di Tunisi” per il reportage nel 2006, il “Premio giornalistico internazionale Pantalica” nel 1995 e i riconoscimenti internazionali “Polifemo d’argento” nel 1993 e “Solemare” nel 1987. È stato anche consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia dal 2004 al 2013 e presidente del Consiglio di disciplina territoriale.

q) Antonino Scifo

Antonino Scifo è uno degli scrittori di Catania, ed ha conseguito una laurea in lettere classiche. Antonino Scifo è una figura di spicco nel panorama letterario di Catania. Dopo aver conseguito una laurea in lettere classiche, ha dedicato la sua carriera alla promozione dell’arte, della storia e del turismo della città e della regione siciliana.

A partire dal 2002, Scifo ha iniziato a scrivere e pubblicare guide turistiche e saggi che esplorano gli aspetti artistici e storici di Catania e della Sicilia. La sua profonda conoscenza del territorio, unita alla sua passione per i viaggi, ha reso le sue opere una risorsa preziosa per i visitatori che desiderano scoprire le meraviglie di questa terra ricca di cultura.

Oltre alla scrittura, Antonino Scifo è anche un appassionato fotografo dilettante. Dal 2018, ha creato il blog “ingiroconantonioscifo”, in cui condivide testi e fotografie che catturano l’essenza e la bellezza dei luoghi che visita. Attraverso il suo blog, ha creato una comunità di lettori e appassionati di viaggi che trovano ispirazione nelle sue parole e immagini.

La casa editrice ali&no è stata la compagna di viaggio di Scifo nella pubblicazione dei suoi libri. Tra le sue opere più significative si annoverano “Treviso e la sua Marca. Itinerari di fiume e d’arte” del 2011, in cui esplora le bellezze artistiche di Treviso e della sua regione, e “Catania immersi nel barocco sulle tracce di scrittori, santi e musicisti” del 2019, che offre un affascinante viaggio nel cuore del barocco catanese e nelle storie di illustri personaggi legati alla città.

Nel 2019, Scifo ha anche pubblicato “Catania la città di Sant’Agata. Storie e luoghi di devozione”, un libro che approfondisce la ricca tradizione religiosa di Catania e i luoghi di devozione legati alla patrona della città. Nel 2020, ha ampliato la sua ricerca con “Catania. La ricostruzione barocca dopo il terremoto del 1643”, in cui racconta la straordinaria rinascita della città dopo il devastante terremoto del XVII secolo.

Grazie al suo impegno nel promuovere la storia, l’arte e il patrimonio culturale di Catania e della Sicilia, Antonino Scifo ha contribuito a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento per questa terra ricca di tesori nascosti. La sua passione e la sua dedizione alla scrittura lo rendono una figura di spicco nella comunità letteraria e un ambasciatore culturale della sua amata città.

Lo scrittore catanese Scifo ha pubblicato diversi libri con la casa editrice ali&no, tra cui “Treviso e la sua Marca. Itinerari di fiume e d’arte” nel 2011, “Catania immersi nel barocco sulle tracce di scrittori, santi e musicisti” nel 2019, “Catania la città di Sant’Agata. Storie e luoghi di devozione” nel 2019 e “Catania. La ricostruzione barocca dopo il terremoto del 1643” nel 2020.

r) Giuseppe Bonaviri

Giuseppe Bonaviri, nato a Mineo il 11 luglio del 1924 e scomparso a Frosinone il 21 marzo del 2009, è stato un poeta e uno degli scrittori di Catania.

Figlio di un sarto, don Nanè, e di una casalinga, donna Giuseppina Casaccio, ha frequentato le scuole nella sua città natale. La sua passione per la poesia si è sviluppata grazie all’atmosfera “magica” che circondava la pietra della poesia, situata presso Camuti, un altopiano famoso per il suo villaggio preistorico. Qui, fino alla fine del 1850, poeti provenienti da ogni parte della Sicilia si riunivano, per competere nella scrittura e recitazione di versi.

Dopo essersi laureato in medicina all’Università di Catania nel 1949, l’autore catanese Bonaviri ha svolto il servizio di leva come sottotenente medico, a Casale Monferrato. Qui ha scritto il suo primo romanzo, “Il sarto della stradalunga“, a cui è stato molto legato. Il romanzo, che ha ricevuto l’approvazione di Elio Vittorini, è stato pubblicato da Einaudi nel 1954, nella nuova collana “I gettoni“.

Giuseppe Bonaviri ha inoltre contratto matrimonio con Raffaella Osario, proveniente da Marcianise, e dalla loro unione sono nati due figli, Giuseppina ed Emanuele. Lo scrittore di Catania ha creato molti romanzi che descrivono il “microcosmo” di Mineo, mostrando un occhio sempre vigile alla bellezza magica e antica della natura.

Tra gli ultimi citiamo “L’incominciamento” nel 1983, “È un rosseggiar di peschi e d’albicocchi” nel 1986, “Ghigò” nel 1990, “Il vicolo blu” nel 2003. In aggiunta alla sua produzione romanzesca, Giuseppe Bonaviri ha pubblicato diverse raccolte di poesie nel corso della sua carriera letteraria. Nel 1976 pubblica “Il dire celeste“, seguito nel 1982 da “O corpo sospiroso“, nel 1986 da “L’asprura” e infine nel 2004 da “I cavalli lunari“.

Scrittori Catanesi – Conclusione

In conclusione, questa città ha dato i natali, ed ispirato, molti scrittori di Catania di grande talento, che hanno lasciato un “segno” indelebile nella letteratura italiana e mondiale.

Ognuno di loro ha contribuito a raccontare e descrivere l’anima e la storia di questa città affascinante, regalando ai lettori momenti di grande emozione e conoscenza.

Siamo grati a loro per averci “regalato” opere straordinarie, e per averci fatto apprezzare ancora di più le bellezze e le contraddizioni di Catania. Grazie a questi grandi autori catanesi, la “città etnea” vive eternamente tra le pagine dei libri.

La letteratura catanese è una miscela di stili e generi influenzati dalle diverse culture che hanno attraversato la città, e rappresenta una ricchezza per l’intera nazione.

E adesso, non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-online.net!

Antonella
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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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