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Scrittori Campani: Lista Migliori Romanzieri di Libri della Campania

da | 1 Mar 2023

Gli scrittori campani sono figli di una terra solare, che profuma di mare e di limoni. Ricca di borghi meravigliosi incastonati nelle sue alte coste rocciose. Di città adagiate su spiagge ridenti, e vigne arrampicate sulle pendici di quel “guardiano” apparentemente silenzioso che è il Vesuvio.

Io adoro leggere e, da quando sono piccola, mi è sempre piaciuto sognare ad occhi aperti. Davanti alle storie che facevano parte dei miei libri preferiti. Gli autori campani hanno contribuito in maniera notevole alla letteratura italiana e internazionale.

Negli ultimi anni si è assistito a un rinnovato interesse nei confronti della letteratura nostrana. In particolare di quella della Campania. I motivi sono diversi. Da un lato, c’è la consapevolezza che la nostra penisola è una terra ricca di storia e cultura. Dall’altro, c’è anche un ritorno alla tradizione, in un periodo storico in cui tutto sembra essere in continuo mutamento.

La letteratura campana offre una suggestiva panoramica sulla società e sulla storia della regione. In essa si possono trovare ritratti accurati e penetranti della realtà locale. Ma anche spaccati di vita quotidiana che rimandano a esperienze generali. Di grande interesse sono anche le opere che affrontano il tema dell’immigrazione, sia quella interna che quella verso altri paesi.

1 – Scrittori di Avellino

La provincia di Avellino vanta, tra i suoi scrittori campani, l’autore under 30 più famoso dell’Irpinia. Ed il più facilmente reperibile dell’intera penisola: Vincenzo Fiore. Il suo romanzo “Nessun titolo” è stato per lungo tempo il più venduto nella classifica di libri della Amazon.

Questa terra, fu flagellata da un terribile terremoto, di cui ancora oggi porta i segni. Nonostante ciò ha dato la dimostrazione di sapersi mantenere al passo sullo scenario letterario campano e nazionale. Vincenzo Fiore non è il solo talentuoso autore di questa zona. Molti altri sono emersi e stanno emergendo. A dimostrazione che quando c’è terreno fertile, i semi migliori presto o tardi daranno il loro frutto.

D’altronde questo è un doppio merito per il territorio. Portatore di una difficile storia di soprusi e povertà, e di scarsa attenzione ai reali bisogni dei suoi cittadini.

a) Carlo Muscetta

Carlo Muscetta (1912-2004), è stato un critico ed uno degli scrittori campani più famosi. E’ nato e cresciuto ad Avellino. Quindi, nel 1934 si è laureato a Firenze, con una tesi su Francesco De Sanctis e la Francia. Inoltre, nel 1937, si è iscritto al Partito Nazionale Fascista. Questo era un requisito obbligatorio, dal 1933, per partecipare ai concorsi pubblici. Così ha ottenuto un posto di insegnamento a Pescara.

Successivamente, il 10 novembre 1939 questo autore campano ha partecipato ai “Littoriali“. E si è classificato primo in politica educativa. Dopo un anno, insieme a Giaime Pintor, è entrato a far parte della commissione giudicatrice dei “Prelittoriali“. Avendo una formazione crociana, ha collaborato nei primi anni quaranta alla rivista di Giuseppe Bottai. Intitolata “Primato“. D’altronde, aveva una grande ammirazione intellettuale per il leader fascista.

In seguito, si è avvicinato al marxismo, e nel 1943 è stato arrestato per cospirazione antifascista. Ciò avvenne insieme a Leone Ginzburg, che successivamente morì durante la sua prigionia a via Tasso. Peraltro Muscetta gli ha dedicato il suo famoso libro “Cultura e poesia di G. G. Belli“. Oltre ai suoi studi su Boccaccio e De Sanctis. Lo scrittore campano Muscetta ha diretto numerose edizioni di libri e riviste, collaborando con diversi giornali e riviste. Ha studiato l’opera di vari poeti ed ha anche scritto versi propri. Nel 1956, ha raccolto le firme di un manifesto contro l’intervento sovietico in Ungheria, noto come “Manifesto dei 101“.

Migliori Libri di Carlo Muscetta

  • L’erranza. Memorie in forma di lettere (CLICCA QUI)
  • Realismo neorealismo controrealismo (CLICCA QUI)

b) Gianni Festa

Gianni Festa (1940) è un giornalista, ed anche uno degli scrittori campani. A vent’anni Gianni Festa fonda “Il Ponte“, un settimanale cattolico. Il quale riceverà il “Premio Cultura della Presidenza del Consiglio“. Poi, nel 1964, diventa redattore del Corriere dell’Irpinia, il quotidiano storico fondato da Guido Dorso. Ne diventa direttore nel 1968.

In seguito, nel 1972, inizia a lavorare per Il Mattino, dove rimane per circa vent’anni. Per questo quotidiano è anche inviato speciale, nella guerra in Libano. Lavora anche con Il Messaggero, e con diverse altre testate giornalistiche. Contemporaneamente alla sua carriera nel giornalismo, Festa si avvicina alla televisione campana. Nel 1988, fonda e dirige “Irpinia Tv“. Lo scrittore campano Gianni Festa ha fondato diverse testate giornalistiche, nel corso della sua carriera.

A metà anni Novanta, Gianni Festa fonda “Ottopagine“, ma decide di lasciare la testata dopo cinque anni. Motivazione, per ritornare a dirigere il Corriere dell’Irpinia. Ancora, nel 2002, accetta l’offerta di diventare direttore dell’emittente televisiva “Telenostra“. La quale è situata in Irpinia. Tra il 2008 ed il 2014, è stato il presidente del Co.Re.Com Campania. Ed ha fatto parte del coordinamento nazionale.

Per concludere, a partire dal primo luglio 2014, tre testate regionali si uniscono. Cioè Il Quotidiano della Calabria, Il Quotidiano della Basilicata e Il Corriere dell’Irpinia. E formano Il Quotidiano del Sud, di cui Gianni Festa diventa il direttore responsabile. Dal gennaio 2015, questo autore campano ha assunto il ruolo di direttore, dell’edizione campana del quotidiano.

c) Franco Festa

Franco Festa, uno degli scrittori campani di Avellino (1946), ha svolto la professione di preside. Questo, dopo aver insegnato matematica e fisica per tre decenni. Egli apprezza sia i lavori di Einstein e Emily Dickinson, che quelli di Fermi e Pasolini. Oltretutto, ha coltivato la scrittura come una passione da lungo tempo. Cosa che solo recentemente, ha trovato la giusta direzione.

In più, la sua filosofia di vita si riassume nella frase “Mi riguarda, m’interessa“. La quale indica il suo desiderio di impegnarsi, in questioni grandi e piccole. Lo scrittore campano Franco è felicemente sposato, ed innamorato di sua moglie Rosalba. Ha due figli, di nome Carmine e Titti.

In conclusione, è sempre vissuto ad Avellino, e si muove esclusivamente in bicicletta. Oltre a questo, nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Delitto al Corso“. Il quale gli è valso il premio nazionale di narrativa poliziesca, “Delitto d’autore“. Quattro anni dopo, alcuni passaggi del libro sono stati letti dall’attore Alessandro Preziosi. Nell’occasione della celebrazione nazionale della polizia. Ancora, nel 2010, ha vinto il premio nazionale “Il filo d’argento“, con il racconto “Sbandare in curva“.

Migliori Libri di Franco Festa

2 – Scrittori di Benevento

Gli scrittori campani nativi di Benevento, vivono in una città famosa per essere stata “la città delle streghe“. Già l’antico nome latino “Maleventum” sembra riconfermare questa tradizione.

Uno dei più noti tra loro è Raffaele Matarazzo, scrittore e saggista. Grande appassionato della storia e della cultura del Sannio. Autore di saggi sulle più importanti vicende della zona, nonché sui suoi personaggi principali. Soprattutto per quanto riguarda le epoche romana, longobarda e rinascimentale.

Degno di nota è anche Almerico Meomartini: fu non solo scrittore, ma anche architetto, archeologo e politico. Tra i più giovani romanzieri campani abbiamo Antonio Oliva, laureato in filologia moderna e insegnante di lettere. E’ autore, fra l’altro, di un libro sulle famose “streghe di Benevento“.

E sono solo alcuni, nella lista di scrittori campani originari di Avellino e della sua provincia. Ma sarebbe impossibile citarli tutti in questa sede. A loro diamo il compito di rappresentarli tutti.

a) Giuseppe Moscati

Giuseppe Moscati è stato un medico e fisiologo italiano, (1880-1927. Tuttavia, possiamo definirlo anche come uno degli scrittori campani. Il padre Francesco ricoprì diversi incarichi nella giustizia. La madre era Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto.

Lo scrittore campano Moscati è stato beatificato da papa Paolo VI, nel 1975. Correva l’Anno Santo. E successivamente canonizzato da papa Giovanni Paolo II, nel 1987. Per il suo impegno nel campo della medicina, il dottor Moscati è stato definito il “medico dei poveri“. A 19 anni Giuseppe si iscrisse all’Istituto Vittorio Emanuele. Qui frequentò il ginnasio, dimostrando fin da giovane interesse per gli studi.

In seguito, nel 1897, ottenne la “licenza liceale d’onore“. Quindi, dopo aver completato gli studi liceali, si iscrisse alla Facoltà di Medicina nel 1897. Con l’idea che la professione medica fosse simile a un sacerdozio, secondo il biografo Marini. Sul finire dello stesso anno, il padre morì, a causa di un’emorragia cerebrale.

L’autore campano Moscati era anche un ricercatore. Spesso offrendo cure gratuite e supporto economico. Egli credeva che la scienza e la fede non dovessero essere considerate come antitetiche. Bensì piuttosto come elementi complementari. Peraltro, la sua concezione sul rapporto tra scienza e fede era peculiare. Quale era il suo pensiero? Che solo i contenuti della fede, possono essere considerati certi e indubbi. Ogni altra conoscenza umana doveva essere costantemente sottoposta ad una rigorosa valutazione critica.

Per concludere, egli può essere considerato a pieno titolo uno scrittore campano. Infatti sono innumerevoli le sue pubblicazioni a carattere scientifico.

Migliori Libri di Giuseppe Moscati

  • La storia di San Giuseppe Moscati (CLICCA QUI)
  • Laico cioè cristiano. San Giuseppe Moscati medico (CLICCA QUI)
  • San Giuseppe Moscati. Un grande nella carità (CLICCA QUI)

b) Clemente Mastella

Clemente Mastella, (1947 è un politico, ed anche uno degli scrittori campani. Infatti è un giornalista, ed ha scritto un libro autobiografico. Egli decide di sposarsi con Sandra Lonardo nel 1975. E dal loro legame sono nati due bambini, Elio e Pellegrino.

Dal 20 giugno 2016, egli ricopre la carica di sindaco della città di Benevento. Inoltre, lo scrittore campano Mastella è stato un membro di spicco della Democrazia Cristiana. Oltre a questo, egli ha contribuito alla fondazione di numerosi partiti di ispirazione centrista. Ad esempio il Centro Cristiano Democratico (CCD) e i Cristiani Democratici per la Repubblica (CDR). L’Unione Democratica per la Repubblica (UDR) e l’UDEUR. Noi Campani e Noi Di Centro.

Per due volte, questo autore campano ha ricoperto la posizione di sindaco di Ceppaloni (1986-1992 e 2003-2008). Oltretutto, egli è riconosciuto come uno dei politici italiani maggiormente “mutabili“. Avendo modificato molte volte il partito politico di appartenenza, nel corso della sua lunga carriera. Per il suo lato di scrittore campano, Mastella è laureato in Filosofia. Laurea conseguita all’Università degli Studi di Napoli “Federico II“. Presentò una tesi di laurea su Antonio Gramsci.

Ebbene, la vita professionale di questo autore campano è nota. Infatti, Clemente Mastella come giornalista. E le sue prime esperienze nel mondo della politica, sono state oggetto di molte interviste. Nelle quali egli stesso ha raccontato la sua storia. Queste interviste sono state riportate in varie pubblicazioni, tra cui il libro “La casta“. Autori Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.

Migliori Libri di Clemente Mastella

  • Non sarò Clemente. Memorie dell’ultimo democristiano (CLICCA QUI)

c) Antonio Cocchi

Antonio Cocchi, (1695-1758), è stato un rinomato medico e naturalista. Ed anche uno dei più famosi scrittori campani. Il padre era Giacinto Cocchi, e la madre Beatrice Bianco, quest’ultima originaria di Baselice.

Antonio ha trascorso gran parte della sua vita a Borgo San Lorenzo. Che era il luogo d’origine della sua famiglia paterna. Qui i Cocchi possedevano diversi beni. A diciotto anni, questo scrittore campano ha iniziato i suoi studi universitari a Pisa. E si è poi trasferito a Firenze. Dove ha frequentato i “Padri Scolopi“.

In seguito, si è laureato in medicina presso l’Università di Pisa. Ricalcando le orme paterne. Antonio Cocchi ha fatto della medicina la sua carriera. Ed ha seguito le teorie di importanti scienziati. Si è convinto dell’importanza dell’anatomia, nel campo medico-chirurgico. Quindi ha condotto studi in tale direzione. Ancora, ha dedicato particolare attenzione alla ricerca sulle acque termali dei Bagni di San Giuliano. Che è una località termale in Toscana. Ha poi scritto un importante trattato su questo argomento.

Oltre a essere un medico stimato, Cocchi era anche un valente naturalista. L’autore campano Cocchi dedicò parte della sua vita alla scrittura. In questo concentrandosi principalmente su importanti opere letterarie. Pertanto, ha pubblicato trattati e saggi riguardanti opere di grandi autori, come Voltaire e John Milton. Oltre a questo, ha tradotto opere di Senofonte Efesio. E raccolto scritti greci nella collezione “Graecorum chirurgici libri“.

d) Erchemperto

Il monaco Erchemperto è stato un importante storico, e cronista longobardo, del IX secolo, originario della provincia di Caserta. Egli è stato anche uno dei più importanti scrittori campani di storia. Noto soprattutto per la sua opera storica. Intitolata “Historia Langobardorum Beneventanorum“, in cui ha narrato la storia del popolo longobardo. Oltre a quella del ducato di Benevento.

A parte la sua opera, poco si sa sulla vita di questo scrittore campano. Per cui, non si conosce con certezza la data della sua nascita. Né della sua morte. Tuttavia, si ritiene che sia fiorito nel IX secolo, e che sia morto dopo l’887. Comunque, il suo lavoro ha avuto un’influenza duratura, sulla storiografia medievale. Rappresentando un importante contributo, alla conoscenza della storia della regione dell’Italia meridionale. Vista alla luce dell’epoca longobarda.

Come si è già detto, Erchemperto era un monaco, del monastero di Cassino. E la sua opera storica è stata scritta in latino, la “lingua franca” dell’epoca. La “Historia Langobardorum Beneventanorum” di Erchemperto è stata scritta in un periodo particolare. Nel quale l’Italia meridionale era contesa tra vari regni e poteri. Come il Sacro Romano Impero, l’Impero Bizantino, e il califfato di Sicilia. Si tratta quindi di una preziosa testimonianza, sulla complessa situazione politica e sociale dell’epoca.

Migliori Libri di Erchemperto

  • Piccola storia dei Longobardi di Benevento. Testo latino a fronte (CLICCA QUI)
  • Storia dei longobardi – sec. IX (CLICCA QUI)

3 – Scrittori di Caserta

I romanzieri della Campania originari di Caserta, rimandano immancabilmente la memoria alla famosa Reggia, costruita dai Borboni e patrimonio dell’Unesco.

Ma Caserta fu anche città fieramente antifascista, decorata al valor militare per la Resistenza. I suoi scrittori hanno come rappresentanti, tra gli altri, Ernesto Rossi, che fu giornalista ma anche politico, economista ed antifascista. Poi Francesco Piccolo: anche lui, oltre ad essere un romanziere, è anche autore e sceneggiatore televisivo.

Alcuni tra i migliori scrittori campani hanno avuto i natali a Caserta. In una cittadina che fu centro di un regno straniero prima, e orgogliosa appartenente allo stato italiano poi. Scrittori che hanno lasciato un importante e duraturo segno nella letteratura regionale ed anche nazionale.

Ed è notevole da ricordare che questa fu una scia ininterrotta di autori dai tempi antichi fino ad oggi. Il che dimostra come la tradizione sappia persistere senza essere di ostacolo alla modernità.

a) Marco D’Amore

Il regista e sceneggiatore Marco D’Amore (1981), è anche uno degli scrittori campani, Specializzato in audio-libri. Inoltre è anche attore e regista. Egli è cresciuto in una famiglia di artisti. Infatti, suo nonno era un attore, che aveva lavorato con personalità come Nino Taranto e Francesco Rosi.

In seguito all’aver frequentato il Liceo Scientifico Statale “Armando Diaz“, ha superato un provino nel 2000. Quindi si è unito al cast di uno spettacolo teatrale, intitolato “Le avventure di Pinocchio“. Lo scrittore campano Marco D’Amore è noto per il suo ruolo di Ciro Di Marzio. Personaggio della celebre serie televisiva italiana Gomorra. Serie in cui ha recitato per tutte le stagioni. E che gli ha fatto ottenere grande popolarità.

Oltre a questo, D’Amore ha diretto due stagioni di “Gomorra – La serie“. Ed ha anche diretto e interpretato il film “L’immortale” del 2019, sempre nel ruolo di Ciro Di Marzio. Guadagnandosi il “Nastro d’argento” per il miglior regista esordiente. Nelle vesti di romanziere campano ha letto diversi audio-libri, come “La vita davanti a sé“.

Precedentemente, l’autore campano D’Amore aveva recitato in alcuni film, e serie televisive italiane. Tra cui “Il capo dei capi” e “Romanzo criminale – La serie“. Ancora, ha anche partecipato a produzioni internazionali, come la serie TV tedesca “Counterpart”. Egli è riconosciuto per la sua grande capacità di interpretazione, e la sua versatilità come attore. In aggiunta alle sue doti di regista e sceneggiatore. Marco ha anche scritto e diretto alcuni cortometraggi, e ha partecipato a diversi festival cinematografici.

Migliori Libri di Marco D’Amore

b) Francesco Piccolo

Lo sceneggiatore Francesco Piccolo (1964) è anche uno degli scrittori campani. Ed anche un autore televisivo. Scrittore e sceneggiatore prolifico, ha pubblicato molti libri con Einaudi e Feltrinelli.

L’autore campano Piccolo ha scritto sceneggiature per importanti registi italiani. Ad esempio Nanni Moretti e Paolo Virzì. Silvio Soldini e Francesca Archibugi. Sceneggiature per film come “Il Caimano” e “Habemus Papam“. “Mia madre” e “My name is Tanino“. “La prima cosa bella” e “Il capitale umano“. “Ella & John” e “Notti magiche“.

Oltre a questo, ha lavorato alla sceneggiatura della serie televisiva “L’amica geniale“, tratta dal bestseller di Elena Ferrante. A parte la scrittura cinematografica, ha creato programmi televisivi di successo. “Vieni via con me” e “Quello che (non) ho“. “Viva il 25 aprile” e “Falcone e Borsellino“.

Ancora, ha contribuito alla creazione di articoli giornalistici, come collaboratore del Corriere della Sera. E dal 2021 della Repubblica. Precedentemente, nel 2014, lo scrittore campano Francesco Piccolo è stato insignito del Premio Strega. Grazie al suo libro “Il desiderio di essere come tutti“. Che è un “romanzo-confessione” sulla sinistra italiana, pubblicato da Einaudi. In seguito, nel 2018, ha intrapreso una carriera accademica. E’ docente all’Università IULM di Milano. Sta insegnando il corso di adattamento cinematografico e televisivo, all’interno del master di “Arti del racconto“.

Migliori Libri di Francesco Piccolo

c) Don Peppe Diana

Peppe Diana era uno degli scrittori campani. Questo è il nome con cui era conosciuto Giuseppe Diana (1958-1994). Egli è stato un sacerdote ed insegnante. Attivista e membro degli scout italiani. Don Peppe Diana è stato brutalmente assassinato dalla camorra, il 19 marzo 1994. Per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

Questo scrittore campano è nato da una famiglia proprietaria di terreni. Dopo gli studi Giuseppe Diana si è unito all’Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI). Poi, nel marzo del 1982, è stato ordinato sacerdote.

Peraltro, possiamo dire di lui una cosa eccezionale. Ebbe grande dedizione alla lotta contro la camorra, sia in ambito civile che religioso. Così da aver lasciato un impatto duraturo, sulla società della Campania. La figura di questo autore campano è stata ampiamente celebrata. Ed il suo sacrificio è diventato un simbolo di speranza e di coraggio. Ammirato da tutti coloro che continuano a lottare contro la criminalità organizzata in Italia.

Quindi, Don Giuseppe Diana si prodigava per aiutare le persone. Persone che avevano a che fare con la camorra. Arrivò purtroppo il 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico. Egli stava per celebrare la Messa, nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Alle 7.20, fu ucciso all’interno della sacrestia. E’ stato insignito della medaglia d’oro al valor civile alla memoria.

Il suo scritto più famoso è la lettera “Per amore del mio popolo”.

Migliori Libri di Giuseppe diana

d) Enrico Ianniello

Enrico Ianniello (1970) è uno degli scrittori campani. E’ un artista completo, si occupa di recitazione e regia teatrale. Ed anche di traduzione. Quindi, dopo aver conseguito il diploma presso l’I.T.I.S. “F. Giordani” di Caserta, l’autore campano Enrico Ianniello si è formato artisticamente. E dove? Alla Bottega Teatrale di Firenze, fondata dal grande attore Vittorio Gassman.

Peraltro, Ianniello è conosciuto soprattutto per la sua intensa attività teatrale. Ha tradotto in italiano la commedia Il Metodo Gronholm“, del giovane drammaturgo catalano Jordi Galcerán. Essa mette in luce la crudeltà delle dinamiche lavorative. La commedia ha avuto grande successo in tutta Italia. Vi hanno recitato anche Nicoletta Braschi e Maurizio Donadoni.

Poi, nel 2011, lo scrittore campano Enrico Ianniello diviene noto al grande pubblico. Grazie alla sua interpretazione del commissario Vincenzo Nappi, nella serie televisiva di Raiuno “Un passo dal cielo“. Qui recita accanto all’attore Terence Hill.

Successivamente, nel mese di gennaio del 2015, viene pubblicato il suo primo libro. Intitolato “La vita prodigiosa di Isidoro Sifflotin“, edito da Feltrinelli. Questo libro racconta la storia di un bambino molto speciale. Il quale nasce fischiando, ed in seguito inventa un nuovo linguaggio, l’Urlafischio. Tale libro ha ottenuto diversi riconoscimenti nel 2015. Tra cui il “Premio Campiello Opera Prima“, il “Premio John Fante Opera Prima 2015” e il “Premio Selezione Bancarella 2015”.

Migliori Libri di Enrico Ianniello

e) Stefano Delle Chiaie

Stefano Delle Chiaje (o Delle Chiaie), era uno degli scrittori campani legati alla cronaca nera italiana. (1936-2019). Quattordicenne, si affiliò al Movimento Sociale Italiano, nella sezione “Appio-Tuscolano” di Roma. Sezione frequentata da un considerevole numero di ex-combattenti della Repubblica Sociale Italiana.

In seguito, è stato il fondatore dell’organizzazione politica denominata Avanguardia Nazionale. Viene comunque associato all’ala estrema destra del “neofascismo“. Lo scrittore campano Delle Chiaie è stato implicato in diversi processi giudiziari. Processi riguardanti la cosiddetta “strategia della tensione“. Tra cui quelli legati alla strage di Piazza Fontana e alla strage di Bologna.

Poi, nel 1956, all’età di vent’anni, abbandonò il partito. Per unirsi a Pino Rauti all’interno del movimento “Centro Studi Ordine Nuovo“. Qui, ebbe modo di stringere una solida amicizia con Paolo Signorelli. Il quale in seguito sarebbe diventato il leader del gruppo. Nell’anno 1962, Delle Chiaie si distaccò da Pino Rauti, e diede vita ad Avanguardia Nazionale Giovanile. Era un movimento di estrema destra, caratterizzato dal suo anticomunismo e fascismo.

Comunque, il gruppo subì numerosi arresti dei suoi membri. Il che portò alla sua dissoluzione. Egli fu latitante nei paesi dell’America Latina per molti anni. Peraltro, si lasciò infine arrestare e fu estradato in Italia. Dal momento in cui fece ritorno in Italia nel 1987, Stefano Delle Chiaie fu accusato subito. L’accusa era di attuare una strategia giudiziaria, finalizzata al depistaggio. Nelle vesti di autore campano, egli scrisse diversi libri tra cui “Un meccanismo diabolico. Stragi, servizi segreti, magistrati” e “Memorie di un avventuriero politico“.

Migliori Libri di Stefano Delle Chiaie

f) Giulio Dohuet

Giulio Douhet fu un generale italiano, e noto teorico della guerra aerea (1869-1930). Ed anche uno degli scrittori campani. Oltre che contemporaneo di altri sostenitori del “bombardamento strategico“, come Billy Mitchell e Sir Hugh Trenchard.

Quindi, Giulio Douhet, (nome completo Giulio Felice Giovanni Battista), proveniva da una famiglia di origine savoiarda. Il padre era un ufficiale farmacista del Regio Esercito. Scelse di diventare un cittadino del Regno di Sardegna, dopo la cessione del 1860 di Nizza e Savoia. All’indomani dell’Unità d’Italia, la sua famiglia si trasferì a Caserta. Qui Douhet nacque. Ventenne, frequentò l'”Accademia Militare di Modena”, e ne uscì con il grado di sottotenente dei bersaglieri. Successivamente, si iscrisse al “Politecnico di Torino“, dove conseguì la laurea in ingegneria.

Durante il 1921, Douhet pubblicò “Il dominio dell’aria“, un trattato che esercitò una forte influenza sui suoi contemporanei. Oltretutto, ancora oggi costituisce un oggetto di studio, nell’ambito militare e aeronautico.

Era sua convinzione che l’aeroplano, non potesse più essere considerato solamente un mezzo complementare. Insieme ad Esercito e Marina. Insieme poi utilizzati per attaccare obiettivi terrestri e navali. Ormai era diventato il solo mezzo, per condurre una terza guerra in una nuova dimensione, l’aria. Il generale e autore campano Douhet, sosteneva la creazione di una “terza sorella“. Cioè l’Armata Aerea, da affiancare alle Aviazioni dell’Esercito e della Marina.

Migliori Libri di Giulio Douhet

g) Francesco Daniele

Il filosofo Francesco Daniele (1740-1812), è stato un importante esponente degli scrittori campani.

Egli proveniva da una rispettata famiglia aristocratica, essendo figlio di Domenico Daniele e Vittoria De Angelis. Terminati gli studi a Napoli, entrò in contatto con gli intellettuali della città. Tra i quali Antonio Genovesi, Giuseppe Cirillo e Matteo Egizio. Ventiduenne, curò la pubblicazione delle opere di Antonio Telesio, zio di Bernardino. Fu un lavoro che lo rese noto tra gli intellettuali dell’epoca.

Poi, nel 1763, curò anche la pubblicazione di alcune opere di Marco Mondo, il suo primo mentore. Lo scrittore campano Francesco Daniele, esercitò per poco tempo la professione di avvocato. Fu poi costretto a ritornare a San Clemente, per prendersi cura delle proprietà della sua famiglia.

Successivamente, in seguito alla richiesta del marchese Domenico Caracciolo, egli si trasferì a Napoli. E fu assunto nella segreteria di Stato.

Contemporaneamente, l’autore campano Daniele pubblicò “Le Forche Caudine illustrate” (Napoli 1778). Questo lavoro gli valse l’ingresso all’Accademia della Crusca. Durante il regno di Giuseppe Bonaparte, riassunse le sue posizioni precedenti. Le quali gli erano state tolte. L’anno successivo, fu scelto come segretario permanente per la neo-costituita “Accademia di Storia e Antichità“. A Parte essere nominato direttore della Stamperia Reale.

Concludendo, era anche un membro di numerose altre accademie. Tra cui l’Accademia Cosentina e quella Plautina a Napoli. Oltre all’Accademia Etrusca di Cortona. Era un membro straniero della Royal Society. Dal 19 maggio 1788, aveva ricevuto il titolo di membro onorario dell’Accademia delle Scienze di San Pietroburgo.

4 – Scrittori di Napoli

Alcuni dei migliori scrittori campani sono di Napoli. La città vanta una storia sicuramente bimillenaria in campo letterario. Infatti molte sono le opere che diversi scrittori latini qui composero, e qui ebbe larga diffusione il movimento dell’Umanesimo. Umanesimo che proprio nella città partenopea ebbe uno dei suoi centri principali.

Addirittura l’Accademia Romana dell’Arcadia, prese il nome da quello Jacopo Sannazzaro, che, tra Quattro e Cinquecento, scrisse molte importanti opere. Tra le quali, appunto, il poema sull’Arcadia. Poi l’epoca barocca, che vide la nascita delle basi della letteratura in lingua italiana.

A seguire, tra XIX e XX secolo, la nascita delle prime poesie napoletane. Da queste nascerà poi la canzone classica napoletana, che tanto successo ha nel mondo. E vi furono due poeti, tra i napoletani, famosissimi per altri motivi: Totò ed Eduardo De Filippo. Oggi abbiamo, in un ipotetico elenco di scrittori campani di Napoli, personaggi del calibro di Erri De Luca. Ed il compianto Luciano De Crescenzo.

A dimostrazione della fantastica versatilità del genio partenopeo. Che è capace di immedesimarsi in mille sfumature diverse, e tuttavia conservando ognuna le proprie particolarità.

a) Totò

Totò è lo pseudonimo di Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio. (Napoli, 15 febbraio 1898 – Roma, 15 aprile 1967). Era anche uno degli ottimi scrittori campani. Nato Antonio Vincenzo Stefano Clemente, era figlio di Anna Clemente e Giuseppe De Curtis. Ma. nel 1933, fu adottato dal marchese Francesco Maria Gagliardi Focas di Tertiveri.

Lo scrittore campano Totò è stato un artista poliedrico. Pertanto, ha spaziato dal teatro alla televisione, passando per il cinema e la poesia. Noto come l’icona dell’umorismo italiano, è stato soprannominato “il principe della risata“. Sebbene la sua fama sia legata soprattutto alla comicità, è stato in grado di dimostrare anche una notevole capacità drammatica. A tal punto, che viene considerato uno dei più grandi attori della storia del cinema, e del teatro, in Italia.

Oltre a questo, ha dimostrato un grande spirito filantropico. Per quasi cinquant’anni, questo artista versatile e scrittore campano, esibì il suo talento in molteplici ambiti. Lavorando in oltre 50 titoli teatrali, 97 film e 9 telefilm. Ed apparendo anche in diversi spot pubblicitari.

Totò era famoso per la sua capacità interpretativa unica. Che emergeva sia nei copioni comici, che in quelli più impegnativi. Per la precisione, nella fase finale della sua carriera, si concentrò soprattutto su questi ultimi. D’altronde, il suo genio non si espresse solo nella recitazione. Totò fu anche un eccellente poeta campano. Nei suoi testi dà prova di grande realismo e “napoletanità“. La sua è una poesia morale, ma non “moralista“.

Migliori Libri di Totò

  • Il principe poeta. Tutte le poesie e le liriche di Totò (CLICCA QUI)
  • Totò, l’uomo e la maschera (CLICCA QUI)
  • Totò. Vita, opere e miracoli (CLICCA QUI)

c) Paolo Sorrentino

Il regista Paolo Sorrentino (1970), è anche uno degli scrittori campani. Ed anche sceneggiatore, e produttore cinematografico. E’ nato nel quartiere “Vomero” di Napoli, e ha perso entrambi i suoi genitori all’età di 16 anni. Frequenta per alcuni anni la facoltà di Economia e Commercio. Quindi, lo scrittore campano Sorrentino decide di intraprendere una carriera nel settore cinematografico, all’età di 25 anni.

In seguito, nel 2011, ha sposato la sua amica di lunga data e giornalista, Daniela D’Antonio. Con cui ha due figli, Anna e Carlo. Egli è ampiamente considerato come uno dei più rilevanti cineasti della sua generazione. Inoltre, è stato insignito di numerosi premi, tra cui un “Golden Globe” e quattro “European Film Awards“. Un “Premio BAFTA“, otto “David di Donatello” e otto “Nastri d’argento“.

Dapprima, nel 2010, aveva fatto il suo ingresso nel mondo della letteratura, pubblicando un romanzo. Intitolato “Hanno tutti ragione“. Il quale ha ottenuto la terza posizione al “Premio Strega“, nel medesimo anno. Sei dei film di questo autore campano, sono stati presentati al Festival di Cannes. Uno di essi, “Il divo“, ha vinto il “Premio della giuria“. Successivamente , il film è stato candidato agli Oscar nella categoria del miglior trucco.

Oltretutto, “La grande bellezza“, un altro dei suoi film, ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali.

Migliori Libri di Paolo Sorrentino

d) Roberto Saviano

Roberto Saviano (1979), è un sceneggiatore, giornalista, ed uno degli scrittori campani. E’ nato a Napoli, figlio di Luigi, un medico originario di Frattamaggiore. E di Maria Rosaria Ghiara, che è nata a Trento da genitori liguri, di origine ebraica sefardita. Comunque, lo scrittore campano Roberto Saviano ha trascorso la sua infanzia a Caserta.

Infatti, ha conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Scientifico “Armando Diaz” di Caserta. Successivamente si è laureato in Filosofia, presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Poi, durante i suoi studi, è stato allievo di Francesco Barbagallo, uno storico meridionalista.

Comunque, la sua notorietà è giunta grazie al successo del suo primo romanzo, “Gomorra“. Nel quale fonde l’approccio letterario con il reportage, per descrivere la realtà economica, territoriale e imprenditoriale della camorra. Così come della criminalità organizzata in senso più ampio. In seguito

Ad ogni modo, la sua attività non è stata priva di rischi. A partire dal 2006 ha ricevuto minacce di morte da parte del clan dei “casalesi“. In quanto aveva denunciato le loro attività illegali, durante una manifestazione per la legalità. In seguito, è stato posto sotto un rigido protocollo di protezione, che lo costringe a vivere sotto scorta.

Concludendo, il suo impegno, e la sua posizione, hanno ricevuto il sostegno di scrittori e altri intellettuali. Che hanno rivolto appelli alle istituzioni, per proteggerlo. Inoltre, l’autore campano Saviano ha collaborato con numerose testate giornalistiche, italiane e internazionali. Dimostrando la sua abilità anche nel campo del giornalismo e della scrittura.

Migliori Libri di Roberto Saviano

e) Giordano Bruno

Il monaco domenicano Giordano Bruno, è stato un filosofo, ed uno degli scrittori campani (1548-1600). Per quanto riguarda la sua giovinezza, non ci sono molte fonti documentali disponibili. D’altra parte, è lo stesso filosofo a fornire informazioni sui suoi primi anni. Lo fa durante gli interrogatori subiti durante il processo, che sancì gli ultimi anni della sua esistenza.

Era forse unico figlio del militare, l’alfiere Giovanni, e di Fraulissa Savolina. Lo scrittore campano Bruno apprese l’alfabetizzazione sotto la guida di un prete di Nola, Giandomenico de Iannello. In seguito, completò gli studi di grammatica presso la scuola di Bartolo di Aloia. Poi, tra il 1562 e il 1565, frequentò l’Università di Napoli. In essa acquisì competenze in letteratura, logica e dialettica. Materie apprese da un insegnante noto come “il Sarnese“. A parte lezioni private di logica, impartite da un agostiniano di nome Fra Teofilo da Vairano.

L’autore campano Giordano Bruno era portatore di un suo particolare pensiero. Il quale era influenzato da diverse discipline. Comunque, era un pensiero incentrato su un’unica idea: l’infinito. Bruno, uno dei migliori scrittori campani, credeva in un universo infinito. Composto da infiniti mondi, e realizzato da un Dio altrettanto infinito. Il quale va amato in modo infinito.

Malgrado il suo pensiero innovativo, le sue teorie furono giudicate eretiche, dal tribunale dell’Inquisizione dello Stato Pontificio. Purtroppo Bruno fu condannato alla morte sul rogo a Roma, il 17 febbraio 1600.

Migliori Libri di Giordano Bruno

  • De l’infinito universo e mondi (CLICCA QUI)
  • Dialoghi cosmologici (CLICCA QUI)
  • Scintille d’infinito. Il pensiero del grande filosofo in 200 aforismi (CLICCA QUI)

f) Erri De Luca

Erri De Luca è lo pseudonimo di Enrico De Luca, (1950). Egli è un giornalista ed uno degli scrittori campani. Inoltre è anche poeta, scrittore e traduttore italiano. E’ soprannominato “Erri“, dal nome di uno zio, Harry. Ha scritto saggi, racconti, poesie e romanzi.

Quindi, dopo aver concluso gli studi al Liceo Classico Umberto I, si trasferì a Roma, nel 1968. Diciottenne, entra a far parte di “Lotta Continua“. Ma nel 1976 decide di abbandonare l’attività politica. Nel 1989, a circa quarant’anni, appare la sua opera prima, intitolata “Non ora, non qui“. E’ un romanzo che ricorda la sua giovinezza a Napoli.

Da sempre è grande amante della montagna, grazie al padre. Che era un militare degli Alpini, e gli trasmise la passione per questo ambiente. La sua conoscenza dell’alpinismo e dell’arrampicata sportiva è nota in tutto il mondo. Da autodidatta, questo autore campano ha imparato diverse lingue. Tra cui il russo, lo swahili, lo yiddish e l’ebraico antico.

Ancora, Erri De Luca è pacifista, e contrario a tutte le guerre. Compresa l’occupazione dell’Afghanistan del 2001. Pertanto, dedica parte del suo tempo al volontariato. In aggiunta a ciò, sostiene la fornitura di armi alla resistenza ucraina, in seguito all’invasione russa del 2022.

Concludendo, nel 2011, lo scrittore campano Erri De Luca ha fondato un’organizzazione no-profit, chiamata “Fondazione Erri De Luca“. Essa ha finalità culturali e sociali, supportando la diffusione della cultura attraverso le diverse discipline artistiche.

Migliori Libri di Erri De Luca

g) Vincenzo Salemme

Vincenzo Salemme, nato a Bacoli il 24 luglio 1957, è uno dei più grandi artisti italiani. Lavora come attore, ed è uno degli scrittori campani. Quindi, è anche autore teatrale e comico. Regista e sceneggiatore.

Egli si è diplomato presso il liceo classico “Umberto I” di Napoli. In seguito, ha intrapreso gli studi universitari in Lettere e Filosofia, presso l’Università Federico II. Poi, nel 1976, ha iniziato la carriera teatrale, unendosi alla compagnia di Tato Russo. Qui ha debuttato nella commedia “Ballata e morte di un capitano del popolo“. Pezzo tratto da un’opera di Luigi Compagnone.

Successivamente, nel 1977 si è trasferito a Roma. E si è unito alla compagnia di Eduardo De Filippo, dove ha preso parte a numerose rappresentazioni. Lo scrittore campano Salemme ha collaborato con la compagnia fino al 1984. In quell’anno morì Eduardo. Proseguì con il figlio Luca De Filippo fino al 1992.

Il romanziere campano Vincenzo Salemme ha fatto il suo debutto nel mondo del cinema negli anni ’80. Allorquando il regista Nanni Moretti gli ha offerto delle parti, nei film “Sogni d’oro“, “Bianca” e “La messa è finita“. Da allora ha recitato in moltissime pellicole.

Peraltro, nella veste di autore campano, Vincenzo Salemme ha pubblicato diverse opere. Ricordiamone qui una parte. “La bomba di Maradona” e “Milano, e Napoletano? E famme ‘na pizza! Guida ironica per sfuggire ai luoghi comuni partenopei“. Ed ancora “…e fuori nevica“, con Nicola Pafundi, e “Sogni e bisogni… incubi e risvegli“.

Migliori Libri di Vincenzo Salemme

h) Eduardo de Filippo

Eduardo De Filippo (1900-1984), è stato un artista italiano di fama mondiale. Noto anche anche come poeta, per cui è anche uno degli scrittori campani. Egli ha scritto, interpretato, diretto numerosi drammi, sceneggiature e poesie.

Come i suoi fratelli Titina e Peppino, Eduardo era figlio naturale della sarta teatrale Luisa De Filippo. Il padre era l’attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Luisa De Filippo riconobbe i suoi tre figli, e diede loro il suo cognome.

Eduardo è considerato uno dei più grandi autori di drammi italiano del XX secolo. Questo scrittore campano redasse moltissime opere teatrali. Opere che lui stesso mise in scena ed interpretò. Autore molto prolifico, lavorò anche nel campo cinematografico, con gli stessi ruoli ricoperti nell’attività teatrale.

Il poeta e scrittore campano Eduardo, è uno degli scrittori teatrali italiani più conosciuti, sia in patria che all’estero. È stato proposto per il Premio Nobel. Assieme a Luigi Pirandello, Dario Fo e Carlo Goldoni, è ancora oggi uno degli autori più amati e rappresentati.

In conclusione, Eduardo non va mai dimenticato anche per le poesie che ha scritto. Racconta lui stesso che la sua produzione poetica è nata, quando? Quando si è trovato in difficoltà con la stesura di una commedia. Molte volte non riusciva a sviluppare una situazione. Allora, si metteva a scrivere versi che avessero a che fare con quel lavoro.

Le sue spoglie riposano al Cimitero del Verano, a Roma.

Migliori Libri di Eduardo De Filippo

i) Mario Merola

Mario Merola, nato a Napoli nel 1934, è stato un grande artista italiano. Fu anche uno degli scrittori campani. Infatti, è l’autore del libro “Napoli solo andata…il mio lungo viaggio“. Il padre era Giuseppe, un ciabattino. La madre si chiamava Maddalena Esposito.

Egli, dalla sua città natale, Napoli, ha lasciato al mondo una ricca eredità. Musica, cinema, teatro e televisione. Il suo talento è stato riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Fino a quando è scomparso prematuramente, a Castellammare di Stabia, nel 2006.

Infatti, tra i più noti attori e cantanti partenopei, Mario Merola è stato soprannominato il “Re della sceneggiata“. Proprio per essere riuscito a dare a questo genere, tipicamente regionale, una popolarità e una dimensione mondiale. Ed un successo sconosciuto prima, fino a farne un genere cinematografico. Raffigurando tutto questo anche fuori dal palcoscenico, riuscendo così a dare un volto alla sceneggiata.

Per cui, lo scrittore campano Merola ha svolto un ruolo fondamentale, nella rinascita del genere “teatrale-musicale” della sceneggiata, a Napoli. La quale era un genere in particolar modo popolare, durante il periodo compreso tra le due guerre mondiali.

Quindi, oltre all’esecuzione vocale di classici della canzone napoletana, ha contribuito alla rivalutazione di questo genere. Mario Merola è stato sepolto in una cappella privata accanto ai genitori di Gigi D’Alessio. Il quale ha sempre ritenuto il cantante napoletano, un membro della sua stessa famiglia. 

l) Maurizio De Giovanni

Maurizio De Giovanni, (1958), è uno degli scrittori campani, ed anche sceneggiatore e drammaturgo. La sua specialità è la scrittura di romanzi gialli.

Prima di tutto, egli vive e lavora ancora nella città partenopea. Nella quale ha partecipato, nel 2005, ad un concorso. Riservato a giallisti emergenti da Porsche Italia. Concorso svoltosi presso il “Gran Caffè Gambrinus“. Tale competizione ha dato vita ad un racconto, ambientato nella Napoli degli anni Trenta. Intitolato “I vivi e i morti“. Che poi è stato pubblicato col titolo “Le lacrime del pagliaccio“. E riedito l’anno successivo con il nome “Il senso del dolore“.

Pertanto, da allora sono iniziate le indagini del Commissario Ricciardi, che sono diventate famose in tutto il mondo. Successivamente, nel 2013, l’autore campano De Giovanni torna in libreria. Esce il romanzo “I Bastardi di Pizzofalcone“. Il quale è ispirato all’87º Distretto di Ed McBain.

Oltretutto, segnando una svolta nel personaggio dal “noir” al “police procedural“. Subito dopo, è stato pubblicato “Buio per i Bastardi di Pizzofalcone“. Parecchie delle opere dello scrittore campano De Giovanni, sono state tradotte in varie lingue. Dall’inglese al francese, dallo spagnolo al catalano, fino al tedesco.

D’altronde, dai suoi romanzi sono stati tratti ben tre serie televisive. I Bastardi di Pizzofalcone, Mina Settembre e Il Commissario Ricciardi. L’autore campano Maurizio De Giovanni fa parte di un gruppo di scrittori. I quali conducono un laboratorio di scrittura creativa, con i ragazzi ristretti nell’istituto minorile di Nisida.

Concludendo, nel luglio 2020, egli è stato nominato dal Consiglio regionale della Campania, Presidente del Comitato scientifico. E’ un incarico preposto alla preservazione, e la promozione, del patrimonio linguistico napoletano.

Migliori Libri di Maurizio De Giovanni

  • Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi (CLICCA QUI)
  • Il pianto dell’alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi (CLICCA QUI)
  • Caminito. Un aprile del commissario Ricciardi (CLICCA QUI)

5 – Scrittori di Salerno

Siamo arrivati, nel nostro elenco di scrittori della Campania, a quelli di Salerno. E’ innegabile che la città diede un notevole contributo in questo campo.

Va detto che i primi, di questi autori, furono quelli della Scuola Medica Salernitana. Tra il Cinque e Seicento è da citare Vincenzo Braca, famoso per essere l’unico esponente della cosiddetta “farsa cavaiola“. Fu questa un’importante categoria del versante dialettale della letteratura salernitana. Dal 2012 la città ospita un festival letterario, “Salerno Letteratura”. Un punto di aggregazione e scambio di sapere e competenze, molto sentito dagli abitanti.

Volendo citare il maggiore, tra gli scrittori campani di Salerno, allora dobbiamo parlare di Alfonso Gatto. Che fu uno dei maggiori rappresentanti dell’Ermetismo in Italia. In città poi si trovano molte sedi di giornali di vario genere. Per citarne qualcuno “La Città“, “Metropolis“, “Il Quotidiano del Sud” e molti altri.

a) Enzo Capuano

Vincenzo Capuano è un cardiologo ed uno dei moderni scrittori campani. E’ noto per le sue opere, che spaziano dalla medicina alla narrativa. Uno dei suoi libri più recenti è intitolato “Zero non esiste. Ritorno in Val d’Agri“. Rappresenta una sorta di ritorno alle sue radici, essendo ambientato nella Val d’Agri, la sua terra d’origine.

Quindi, nel libro, l’autore campano Enzo Capuano, esplora la storia e la cultura della Val d’Agri. Che è un’area del sud Italia sviluppatasi intorno all’industria petrolifera. Mediante le vicende dei personaggi del romanzo, il lettore compie un viaggio nel passato. Ed anche nel presente della regione. Andando alla scoperta delle sue tradizioni, dei suoi conflitti e delle sue speranze per il futuro.

Peraltro, Capuano non si limita a raccontare storie. Vale a dire che, essendo egli stesso un medico, sa benissimo una cosa. Quanto sia importante la scienza, e la tecnologia, per la salute e il benessere delle persone. Proprio per questo motivo, nel libro affronta anche le tematiche relative all’ambiente e alla sostenibilità. Indagando le conseguenze dell’industria petrolifera sull’ecosistema. Oltre che sulla salute delle persone, che vivono nella regione.

Sintetizzando, il romanziere campano Vincenzo Capuano è un autore poliedrico e impegnato. Con la sua ultima opera cosa ha dimostrato? Di saper coniugare la passione per la scrittura con la cura per il territorio. Ed anche per le persone che vi abitano.

Migliori Libri di Vincenzo Capuano

  • Zero non esiste. Ritorno in Val d’Agri (CLICCA QUI)
  • Sant’Antuono e le battuglie di pastellessa. (CLICCA QUI)
  • 8 racconti oltre il confine della realtà (CLICCA QUI)

b) Paolo Romano

Il professionista Paolo Romano è un personaggio poliedrico, che si occupa di giornalismo ed è uno degli scrittori campani. Inoltre, insegna materie come Italiano, Storia e Geografia. Inoltre, grazie alla sua passione per la cultura, ha realizzato documentari in varie parti del mondo. Come India, Tunisia, Germania. Ed ancora Israele, Egitto e Giordania.

Oltre a questo, ha vinto il premio per il miglior film, “Sulle orme di Cristo in Terra Santa“. L’occasione è stata il 60° Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Ancora, ha collaborato con importanti organizzazioni come Rai e quotidiani. Come “Il Corriere di Salerno“, “Il Mattino” e “La Città“.

In questi tempi, è redattore dell’emittente televisiva Tds, e collabora con il “Quotidiano del Sud“. Lo scrittore campano Paolo Romano ha curato la pubblicazione di numerosi volumi. Tra cui “Mille quadri non dipinti“, con prefazione di Erri De Luca. “La ricostruzione della memoria – A vent’anni dal terremoto” e “Salerno in cartolina“.

Egli è anche un poeta campano. Le sue poesie sono state tradotte negli Stati Uniti. E pubblicate sulla rivista “Gradiva – International Journal of Italian Poetry“. Per finire, è il curatore dei volumi La Storia di Salerno e La Storia del coronavirus a Salerno. Pubblicati dalla casa editrice Typimedia.

c) Masuccio Salernitano

Tommaso Guardati (1410ca.-1475) è conosciuto anche come Masuccio Salernitano o Masuccio da Salerno. E’ stato uno degli scrittori campani, e novellista, attivo nel XV secolo.

Il padre era il “magnificoLuigi Guardati e la madre la “magnificaMargaritella de’ Mariconda. Era il primogenito di tre figli. Il fratello, Francesco, era medico. La sorella Ippolita sposò Bernuccio Quaranta, un giurista di Salerno.

Lo scrittore campano Masuccio è stato uno dei maggiori esponenti della “narrativa breve” del Rinascimento italiano. La sua figura è stata fonte di interesse per gli studiosi, e gli appassionati di storia per secoli. “Il Novellino” è la sua opera più famosa, Si tratta di una raccolta di 50 novelle scritte in prosa. Ogni novella è preceduta da una lettera di dedica a un personaggio famoso dell’epoca. E si conclude con un epilogo contenente una morale.

Tale raccolta presenta una forte critica all’ipocrisia, e alla corruzione del clero. Il che gli costò l’inserimento del libro nel primo “Indice dei libri proibiti“, nel 1557. Tra le novelle di questo autore campano spicca la XXXIII, Mariotto e Ganozza.

Essa ha ispirato indirettamente il “Romeo e Giulietta” di William Shakespeare. Lo scrittore Masuccio Salernitano rappresenta una pietra miliare, della letteratura italiana. Per cui, la sua opera è stata oggetto di studio e di dibattiti per secoli. Consolidando la sua importanza, e la sua influenza, nella cultura e nella letteratura del nostro Paese.

Migliori Libri di Masuccio Salernitano

  • Il Novellino Di Masuccio Salernitano (CLICCA QUI)

d) Alfano di Salerno

Alfano di Salerno (1015/1020–1085) è stato un abate, medico, e uno degli scrittori campani. Ricoprì anche la carica di arcivescovo. Egli proveniva da una famiglia nobile, che aveva legami con Guaimario III, il Principe Longobardo di Salerno.

Quindi, egli intraprese la vita monastica. Dapprima nel convento di Santa Sofia a Benevento, e successivamente nel monastero di Montecassino. Guaimario IV salì al trono del Principato nel 1031. E lo scrittore campano Alfano Di Salerno assunse l’incarico di abate. Nel monastero di San Benedetto a Salerno e poi, nel 1058, divenne l’arcivescovo della città.

Alfano aveva molteplici interessi, tra cui la medicina presso la celebre Scuola Medica Salernitana. Questo autore campano ha creato una serie di inni religiosi. I quali rivelano una notevole padronanza della poetica di Orazio, e delle opere greche. La sua scrittura è molto sofisticata e raffinata.

Comunque, la sua fama è stata principalmente legata al suo ruolo di importante intellettuale benedettino. In particolare, del medioevo. Alfano era un caro amico dell’abate di Montecassino, Desiderio. Il quale divenne poi papa Vittore III. Ambedue unirono le forze, per riformare la Chiesa dal punto di vista morale e politico.

Per finire, il nostro autore campano Alfano, ha avuto un ruolo importante. In cosa? Nell’ispirare e dirigere la realizzazione del Duomo di Salerno. Che è stato costruito per volontà di Roberto il Guiscardo, e consacrato da Gregorio VII nel 1084. La sua influenza è stata determinante nella realizzazione del progetto, e nella sua riuscita.

e) Manlio Castagna

Manlio Castagna, (1974) è uno degli scrittori campani. Egli ha pubblicato diversi libri che spaziano tra il genere fantasy, thriller e saggi.

Si è laureato in scienze della comunicazione, con una tesi che approfondiva la “semiologia” del cinema e degli audiovisivi. Oltre al rapporto tra immagini fisse e in movimento. Poi, nel 1998, ha collaborato con Gianfranco Martana, per la scrittura e la regia del suo primo cortometraggio. Intitolato “Indice di frequenza“. Il quale ha vinto la quarta edizione del Linea d’Ombra Festival.

In seguito, dal 1998 al 2020, è stato parte dello staff della direzione artistica del “Giffoni Film Festival“. Dove è stato anche vice direttore dal 2007 al 2018. Lo scrittore campano Manlio Castagna ha esordito nel 2018 con il suo primo romanzo, “Petrademone – Il Libro delle porte“. Che si è rivelato un successo di vendite, diventando un bestseller internazionale. Il romanzo è stato finalista al premio nazionale di letteratura per ragazzi “Giacomo Giulitto“.

Oltre a questo, hanno fatto seguito altri due volumi, completando la trilogia “dark fantasy” di Petrademone. Nel periodo tra il 2018 e il 2022, l’autore campano Manlio Castagna ha pubblicato vari romanzi per ragazzi. Fra i suoi romanzi di maggior successo, spicca “La notte delle malombre“. Che racconta il cosiddetto disastro di Balvano. Questo libro ha vinto la menzione speciale al Premio Cento nel 2021. Ed è arrivato nell’elenco finale del Premio Strega per ragazzi e ragazze nello stesso anno.

Migliori Libri di Manlio Castagna

f) Mario Contino

E’ nato ad Agropoli nel 1986 Mario Contino. Uno degli scrittori campani del Cilento, zona ricca di bellezze naturali, storia e tradizioni. Egli ha deciso di dedicarsi alla ricerca delle tradizioni popolari a livello internazionale. Con lo scopo di preservarle e tramandarle alle future generazioni.

Per cui, egli ha svolto ricerche sul folklore internazionale. In seguito, l’autore campano ha fondato nel 2013 l’Associazione Italiana Ricercatori del Mistero (A.I.R.M.). Di cui è diventato il presidente. Purtroppo l’organizzazione è stata sciolta nel 2014. Ma le sue attività hanno ottenuto un grande interesse da parte dei mass media nazionali. A parte l’essere state apprezzate dalle istituzioni pubbliche, e private.

Oltretutto, lo scrittore campano Mario Contino ha pubblicato saggi, romanzi e raccolte poetiche. Aventi il folklore come tema principale di ogni lavoro. Folklore analizzato dal punto di vista “antropologico“.

Per terminare, Contino è stato invitato come ospite in numerose trasmissioni televisive. Nelle quali è stato scelto come esperto di folklore locale, per specifiche puntate che si concentravano sul tema. Egli è un collaboratore assiduo di diverse riviste specializzate nel settore del folklore. Ancora, presta la sua opera a importanti portali web, dove pubblica regolarmente articoli riguardanti il folklore italiano e internazionale.

Migliori Libri di Mario Contino

Scrittori della Campania – Conclusioni

Possiamo concludere questo articolo sugli scrittori campani, dicendo che questa regione ha dato un grandissimo contributo alla letteratura. Terra feconda di autori in ogni tempo, dall’antichità ai giorni nostri. Ognuno di loro ha portato il suo vissuto, le sue tradizioni, le particolarità del suo tempo. Ma tutti sono espressione del genio partenopeo, che non ha nulla da invidiare alle più grandi menti italiane ed internazionali.

Prima di finire voglio ringraziarti per aver letto questo articolo. Spero che ti sia piaciuto e che ti abbia fornito un buon quadro della scena letteraria campana contemporanea. So che i libri sono un importante hobby per molte persone. Spero di averti offerto qualche suggerimento interessante per la vostra prossima lettura.

Ora non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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