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Scrittori Calabresi: Migliori Autori Contemporanei della Calabria

da | 3 Apr 2023

Per poter parlare degli scrittori calabresi contemporanei, dobbiamo prima parlare della Calabria. Infatti, ogni attività umana va vista nel suo contesto sociale, per poter essere capita.

Dunque, la Calabria. Terra bellissima ma troppo spesso maltrattata. Rimasta al di fuori del famoso Piano Marshall. Che pose le basi per il boom economico nostrano dei decenni 1950/60. Rimasta fuori, beninteso, come tutto il Meridione d’Italia.

Ad avvantaggiarsi furono le piccole, medie e grosse industrie del Nord. Alla Calabria rimase solo la miseria e l’ignoranza, come triste primato tra le regioni del Sud.

Da qui l’enorme ondata migratoria. Questo produsse un dislivello socio-economico, i cui effetti purtroppo arrivarono sino a tempi recenti.

Adesso gli scrittori trasferiscono nelle loro opere tutta la sofferenza patita. Corrado Alvaro, uno dei più grandi scrittori calabresi del Novecento, fece sua la tematica dello “sradicato“. Come lui stesso fu. Sradicati dal loro contesto natio, i suoi personaggi non riescono a trovare pace in qualunque luogo si fermino. Fuggiti in cerca di opportunità e riscatto sociale, finiranno sempre per ritrovarsi estranei e incompresi.

Questa sua poetica verrà ripresa. Pur con diverse sfumature, da molti altri letterati della Calabria, come i poeti Franco Costabile e Lorenzo Calogero.

Alvaro, e con lui molti, furono nello stesso istante uomini antichi e moderni. La critica da loro mossa alla modernità, non fu per restaurare un passato irripetibile. Piuttosto per cercare di instaurare un nuovo umanesimo, che non dimenticasse i valori autentici.

Indice dei Contenuti

1 – Scrittori di Catanzaro

Gli scrittori calabresi di Catanzaro si distinsero per varie e diverse caratteristiche. Ognuno di loro si distinse per l’interesse alla storia della propria città. Interesse che li spinse a documentare con abbondanza, quanto andavano esponendo.

Giovanni Bruni espone un’invenzione di un patrizio catanzarese che, nel 1622, rimedio’ alla tosatura delle monete. Pratica usata dai truffatori per asportare le parti esterne delle monete, e poter ricavare materiale. L’invenzione di Don Fabrizio Biblia consisteva nella realizzazione di monete dal doppio valore.

Ad esempio, Rino Rubino narra di come si riusci’ a evitare il riutilizzo dei francobolli con annulli efficaci. Lo racconta nel suo “I bolli annullatori a svolazzo in Calabria“. Gioacchino Concolino rivisita la storia delle fontane di Catanzaro. Angelo Di Lieto tratta il tema: “Il Maritaggio. E la Festa dello Statuto Nazionale per le Fanciulle Povere e Oneste del Villaggio Marina di Catanzaro”.

Marziale Mirarchi meraviglia il lettore con il suo contributo “La brigata Catanzaro nel Regio Esercito italiano“. Francesco Delfino si interessa della Calabria nella prima guerra mondiale. Aldo Mercurio racconta di Fra Crispino di Catanzaro (Cappuccino questuante per quarant’anni a Catanzaro).

Nando Castagna ricorda i bombardamenti sulla città dell’agosto 1943. Umberto Di Tardo si dedica a 1943 l’anno dell’armistizio. Le cartoline militari raccontano la guerra in Calabria. Torna sul tema sociale con l’assistenza civile e religiosa agli orfani della grande Guerra Antonio Iannicelli. Mentre Tonino Barbato ricorda un grande poeta dialettale, Vittorio Butera.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Catanzaro.

a) Domenico Dara

Domenico Dara è uno degli scrittori calabresi di Catanzaro, nato nel 1971. Si è laureato a Pisa, portando come argomento della tesi di laurea Cesare Pavese. Esordisce come autore di narrativa nel 2014 con il testo “Breve trattato sulle coincidenze“. E’ stato finalista al “Premio Italo Calvino“, ed ha vinto il “Premio Città di Como” nella sezione “Esordienti“.

Inoltre, questo scrittore calabrese di Catanzaro si è aggiudicato anche il “Premio Leonida Repaci“. Inoltre, grazie al suo secondo romanzo, ha vinto la XLI edizione del “Premio Stresa“, nel 2017. Romanzo dal titolo “Appunti di meccanica celeste“. Altra sua opera è “Malinverno“, del 2020. Domenico Dara è stato anche curatore di “Lettere da un amore” di Alessandro Verri.

Quindi, ci sono tutte le premesse necessarie, al fatto che Domenico Dara faccia parte di un elenco. L’elenco dei migliori scrittori calabresi di Catanzaro. E che porti avanti con successo la sua vena creativa, tanto nel romanzo quanto nella narrativa.

Migliori libri di Domenico Dara

Domenico Dara è uno degli scrittori calabresi più apprezzati e amati del nostro tempo. Capace di raccontare con parole semplici e profonde le sfumature della vita e dei suoi personaggi. La sua produzione letteraria è varia e ricca, e comprende romanzi, raccolte di poesie e saggi.

Sei un appassionato di Dara? O semplicemente vuoi scoprire i suoi libri? In questo articolo ti presenteremo i migliori titoli da non perdere. Selezionati tra i suoi lavori più famosi e apprezzati, dalla critica e dal pubblico.

Malinverno

Il primo libro di Domenico Dara è Malinverno.

I paesi come Timpamara hanno qualcosa di speciale. Tutti ne portano i segni. Dalle parole dei romanzi e delle poesie, si passa a quelle usate per benedire le nuove nascite. Astolfo Malinverno è il bibliotecario del posto. Ed egli svolge con abnegazione non solo l’ordinaria amministrazione, ma anche un recupero mirato da parte della cartiera. Entrando lì adopera vari metodi, affinché i libri rimasti possano essere riportati in circolazione.

Un giorno, il messo del comune diede ad Astolfo una nuova posizione lavorativa. Di pomeriggio si sarebbe occupato della biblioteca, mentre la mattina avrebbe dovuto diventare il custode del cimitero. Avendo un ricco immaginario, Astolfo cosa iniziò a fare? Fondere le storie narrate nei libri – sovente con conclusioni frutto della sua fantasia – con quelle di chi abitava nel paese. O intraprendeva viaggi brevi, oltre i confini locali. Gli utenti della biblioteca e i visitatori del cimitero. Sia tra i viventi che tra coloro che avevano incontrato la morte.

Astolfo è affascinato, sin da subito, dalla lapide priva di nome e date che reca solo un’immagine. Ritrae una donna di pallida carnagione. I capelli divisi in due parti ben lisci, il volto con lo splendido sguardo candido e aperto. Per lui diventa immediatamente simile all’Emma Bovary del celebre romanzo. E’ palesemente attratto dal mistero che si cela nel suo volto. E così parte, per seguire la trama che emerge da quell’immagine nella campagna di Timpamara. Durante la sua ricerca incontra un ignoto giovane vestito di nero. Ed è proprio qui che Astolfo scopre qualcosa altrimenti impensabile.

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Breve trattato sulle coincidenze

Il secondo libro di Domenico Dara è Breve trattato sulle coincidenze.

Nell’assolata Girifalco, il protagonista è un postino dolce e riservato. Qui il lento trascorrere della vita di campagna procede in modo incessante. Dote straordinaria del portalettere è questa. Essere capace di imitare le grafie altrui. E lui adora leggere – prima ancora che consegnarli – i messaggi contenuti nei plichi da recapitare al destinatario finale.

Un giorno però, tra gli scardellati, arriva inspiegabilmente una busta chiusa con sigillo di ceralacca. Dentro c’è un amore rimasto incompreso. Così come Mercurio fu incaricato agli dei a rendere grazia alla Terra. Lo stesso compito Donico si ripromette profondamente: salvaguardare la bontà della missiva. Mantenendone segretamente integri ricordi ed emozioni nel cuore degli innamorati.

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Appunti di meccanica celeste

Il terzo libro di Domenico Dara, è Appunti di meccanica celeste.

Nella cittadina di Girifalco nella regione Calabria, sette persone si trovano ad affrontare un periodo di incertezza nella loro vita. Le difficoltà sembrano eclissarli del tutto. Ma ecco che all’alba della mattina dopo il 10 agosto, la “notte nelle stelle“, arriva un circo davvero straordinario.

Una carovana intricata avvolge la cittadina in un misterioso incantesimo. Passeggiando tra i tendoni brillanti si ammirano gli elefanti e le acrobazie pleonastiche di domatori e trapezisti. Ed anche lanciatori, Oltre che illusionisti da far invidia. La novità suscita scalpore e agita gli animi, influendo profondamente sulle sorti dei sette protagonisti del romanzo.

Domenico Dara torna nel luogo dove ha esordito – la Girifalco di “Breve trattato sulle coincidenze“. Un microcosmo reale a metà strada tra Macondo magnogreca e una fiaba letteraria. Che invita ad osservare oltre le apparenze ordinarie. Per raccontarci storie in cui destini vengono ribaltati, ed eventi miracolosi si incontrano sulla terra.

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b) Ettore Castagna

Ettore Castagna è uno degli scrittori calabresi di Catanzaro, ma non solo. E’ anche musicista e musicologo. Storico e antropologo. Inoltre, è docente nelle scuole pubbliche e in “UniBq“. Come libero professionista, è consulente ed insegnante giornalistico. Musicale e delle comunicazioni. Ancora, si occupa di sociologia ed antropologia.

Di conseguenza, dalla passione per l’antropologia escono ad esempio “U sonu“. Il quale è un saggio su musica e danze sull’Aspromonte Greco. E “Sangue e onore“. Come esperto di musica citiamo le sue iniziative “Re Nilu“, ed “Antiche Ferrovie Calabro-Lucane“. L’amore per il suo mare lo ha incoraggiato a diventare animatore del territorio.

Inoltre, a progettare diverse attività di rivalutazione delle culture calabresi. In particolare tutto ciò che riguarda la Magna Grecia. Tra le opere di questo bravo scrittore catanzarese, menzioniamo anche “Rappresentazione e autorappresentazione della ‘ndrangheta“. “Del sangue e del vino“, “Tredici gol dalla bandierina“. E “Della Grecia perduta“. Queste ultime pubblicate tra il 2010 ed il 2020.

Migliori libri di Ettore Castagna

Ettore Castagna è uno degli scrittori calabresi contemporanei più apprezzati e amati dal pubblico. Nato a Catanzaro, ha subito riscosso un grande successo e ha segnato l’inizio di una brillante carriera letteraria.

Nel corso degli anni, Castagna ha pubblicato numerosi altri libri. Che hanno saputo conquistare il cuore dei lettori, con la loro bellezza e la loro profondità. In questo articolo, vogliamo presentarvi i migliori libri di Ettore Castagna. Per chi vuole scoprire o approfondire la sua produzione letteraria.

Della Grecìa perduta

Il primo libro di Ettore Castagna è Della Grecìa perduta.

Da sottoterra risorge Nino – pastore greco di sedici anni – grazie all’incantesimo. Durato lunghi novantanove anni, due mesi e diciassette giorni. Trascorsi addormentato, nonostante il sangue versato dal soldato spagnolo. È lui ad intraprendere un viaggio attraverso la Calabria misteriosa ed esotica descritta in “Del Sangue e del Vino“.

All’interno della terra che lo ospita, riscopre la magia del Sud profondo. Rappresentata da Ettore Castagna ne “Della Grecìa Perduta”. Uno spirito protettore e dei pensieri profondi sono elementi che accompagnano Ettore Castagna, durante il suo viaggio. Il Dragumeno, un centauro in varie forme, compare a Caterina, la madre di Nino. Durante l’esplorazione del ragazzo, è possibile notare come alcune regioni siano esauste ma allo stesso tempo abbiano panorami mozzafiato.

Negli anni della dominazione di Gioacchino Murat, i francesi e gli inglesi si contesero il territorio con forza. Dopodiché, Ettore decise di arruolarsi nel corpo militare. Dimostrandone devozione assoluta; assistette quindi con tristezza alla morte del Cavaliere per fucilazione. Rompendo il sogno e l’aspettativa di una trasformazione, Ettore Castagna intraprende nuovamente la ricerca del suo perduto regno greco.

Il Nostos si trasforma in un canto funebreE ed affascinanti rimandi ad epoche antiche prendono forma, come acqua limpida da una fonte. Parlano con le sembianze dei tempi passati. Miti, storie ed usanze tradizionali si fondono in unico magnifico paesaggio. Abitato dagli spiriti più legati all’antica cultura.

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Del sangue e del vino

Il secondo libro di Ettore Castagna è Del sangue e del vino.

In questo attesissimo romanzo d’esordio, Ettore Castagna porta il lettore attraverso un viaggio. Trapassando dal Seicento al Settecento, in un ambiente contadino mediterraneo. Protagonisti sono tre generazioni. Che partono da una coppia di greci. Fuggiti, durante la seconda metà del Seicento, dagli orrori e le selvagge invasioni dei turchi.

Il libro esplora i sottili meccanismi della cultura contadina nel meridione italiano. Non perdendo mai di vista gli elementi fantastici, le immoralità e l’epica narrazione affascinante ed emozionante. Percorre un sentiero che porta alla redenzione non solo dei personaggi ma anche del lettore.

Osservare la fusione tra musica, danza e le tradizioni popolari da una nuova prospettiva con i suoi orizzonti taumaturgici. Un eroe sceso in mezzo all’uomo di tutti i giorni. Il potere universale, ravvisato in queste parole evocative descritte da Ettore Castagna nella sua narrativa, è qualcosa a cui nessun giudizio può resistere.

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Tredici gol dalla bandierina

Il terzo libro di Ettore Castagna è Tredici gol dalla bandierina.

Tredici gol (veramente) segnati dalla bandierina fra il 1974 e il 1981 rappresentano la metafora di un’intera generazione. Un ragazzo che sognava vita, musica e rivoluzioni guardando alla figura mitica di Massimeddu Palanca, leggendaria ala sinistra del Catanzaro. La storia della giovane comunità ai margini della nazione italiana leggeva in queste prodezze sportive un valido momento di affrancamento.

Per molti, Palanca diventa la versione in miniatura di Mao-TzeTung nel tiro a segno. L’ala sinistra più estrema, un leader che è in grado di suscitare speranze. Vito Librandi vive parallelamente all’enorme movimento della gioventù di quegli anni e cerca affannosamente un dialogo con il personaggio. Così viene dipinta la rivoluzione appresa dalla provincia: piena di ironia e surrealtà. Un tempo in cui tutto era posto sotto discussione. Per poi essere trasformato, grazie ad un fiero uragano marcato da amore, politica, impegno civile. Infine parla anche dei desideri delle persone sull’argomento sessualità.

Una rappresentazione contemporanea del Sud spesso perlopiù visto come un’area di confine. Un racconto appassionante su sogni raggiunti e occasioni mancate della generazione degli adolescenti. In cui la quotidianità dell’esistenza tra amici e l’impegno nelle competizioni sportive, si fondono in modo armoniosamente imperfetto. Senza alcuna possibilità che possa durare per sempre.

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c) Marziale Mirarchi

Marziale Mirarchi è stato uno degli scrittori calabresi di Catanzaro. E’ famoso per aver scritto l’opera a carattere militare “La brigata Catanzaro nel Regio Esercito italiano“. Visse a cavallo tra il XIX ed il XX secolo.

2 – Scrittori di Cosenza

La provincia di Cosenza vanta un patrimonio di scrittori calabresi abbastanza esteso. Molti scrittori di Calabria sono cosentini.

Ad esempio, possiamo senz’altro nominare Nicola Misasi, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento. Nicola Misasi è, a tutti gli effetti, il rappresentante “verista” della Calabria. In realtà le sue opere non rientrano in tutto e per tutto nella categoria suddetta. Questo per amor del vero.

Nelle sue narrazioni, in linea di massima, chi troviamo? Contadini, pastori e briganti calabresi. Tutti accomunati da un senso primordiale della giustizia e dell’onore.

Abbiamo poi Emilio Tarditi. Famoso per l’amore profondissimo che nutrì sempre per la sua Cosenza. Scrittore e saggista colto, attento e scrupoloso.

Esiste anche una nutrita schiera di autori gialli, tra i quali ricordiamo Giulio Bruno. Egli ambienta le sue opere principalmente a Cosenza. Ne descrive le bellezze, fornisce uno spaccato della vita e delle abitudini dei propri concittadini.

Predilige lo schema del giallo classico, condito con una buona dose di ironia. Mette in evidenza tic e fissazioni di una città bellissima e imbevuta di contraddizioni

Per concludere, possiamo dire questo. Che gli scrittori calabresi cosentini ci offrono una vasta gamma dei generi nei quali è suddivisa la letteratura.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Cosenza.

a) Dante Maffia

Questo poeta, ed uno degli scrittori calabresi cosentini, ha pubblicato molti testi. Sia in italiano che in dialetto calabrese. Debuttò con “Il leone non mangia l’erba“. Una raccolta di versi. Fu docente e ricercatore universitario a Salerno. Creò alcune importanti pubblicazioni letterarie. Ad esempio, “Il Policordo“. E fu il direttore di “Polimnia“.

Perdipiù, ha collaborato con “Paese Sera”, un quotidiano, nella qualità di critico letterario. La sua opera maggiore è il romanzo “Tommaso Campanella“. Lavoro che gli valse il “Premio Stresa” nel 1997. Il suo romanzo più recente è “Il poeta e lo spazzino“. Dal 2013 ricopre l’incarico di Presidente del “Premio Vittoriano Esposito” di Celano.

Inoltre, sovrintende altri concorsi letterari, ad esempio il premio intitolato a Giosuè Carducci. Dal titolo “Dal Tirreno allo Jonio“. Nel 2004, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha decorato con la medaglia d’oro alla cultura. La quale è una onorificenza della Presidenza della Repubblica. Dante Maffia è stato anche uno degli scrittori calabresi cosentini candidati al Premio Nobel, dalla Regione Calabria.

Migliori libri di Dante Maffia

Dante Maffia è uno degli scrittori calabresi più apprezzati e amati del nostro tempo. La sua produzione letteraria spazia dal romanzo alla saggistica. Passando per la poesia ed il teatro, e si caratterizza per la profondità delle tematiche trattate e per l’eleganza dello stile.

Se sei un appassionato di letteratura e vuoi scoprire i migliori libri di Dante Maffia, sei nel posto giusto! In questo articolo, ti presenteremo alcune delle opere più significative dell’autore. Che hanno saputo conquistare il pubblico e la critica con la loro intensità emotiva e la loro forza evocativa.

Il poeta e lo spazzino

Il primo libro di Dante Maffia è Il poeta e lo spazzino.

In un periodo in cui “realtà” è spesso ingannatrice. E non ha molto a che vedere con la verità. Dante Maffia con il suo libro intitolato “Il poeta e lo spazzino”, riesce ad apprezzare nuovamente l’autenticità della routine. Le parole del poeta sono usate per captare quelle sfumature di umana fragilità. Senza scadere nell’esagerazione sentimentale, prelevandole direttamente dalla realtà delle persone stesse.

In questo caso, attraverso Maffia è possibile scoprire ciò che rimane nascosto sia dentro di noi che a noi vicino. I suoi libri trattano tematiche differenti. Tra cui il noir, il rosa e perfino la finzione fantasy. Nell’appendice si trovano inoltre i “Sette racconti di Zecchinetta”, scritti da uno dei protagoniste del volume. Ispirati ad elementi apparentemente semplici ma ricchi di contenuti interessanti ed insoliti.

Per concludere, ecco un pensiero di Proust che mi sembra calzante. “La grandezza dell’arte vera risiede nel suo potere. Di cosa? Di farci ritrovare quella realtà dentro cui viviamo, ma dalla quale siamo distanti. Man mano che acquistiamo consapevolezza nella conoscenza convenzionale in cui la nostra esistenza si trasforma. Una realtà così ricca ed essenziale da costituire la fonte del nostro stesso essere, altrimenti spegnendoci prima ancora di averla mai sperimentata.”

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Il romanzo di Tommaso Campanella

Il secondo libro di Dante Maffia è Il romanzo di Tommaso Campanella.

In quest’opera è dato finalmente il giusto rilievo ad uno dei più intriganti personaggi che guida l’umanità. Sin dai tempi più antichi. Fra’ Tommaso Campanella è una figura davvero affascinante della scena letteraria italiana, ed in particolare della filosofia.

Nei libri scritti da Dante Maffia si intravede la sperimentazione di concetti complessi, propri del pensiero campanelliano. Come l’emigrazione culturale ed il rapporto tra religione e umanità. Per mezzo di espedienti artistici allude a situazioni socialmente rilevanti. Che, intrecciate alle suggestioni etiche, rendono “Il romanzo di Tommaso Campanella” un pungente monito.

Contro cosa? Contro ipocrisie consolidate, e convergenze religiosamente abusate. Nel tentativo simultaneo di riproporre immagini suggestivamente oniriche unite all’indagine storica. Indagine sullo scriba neocristiano, Dante Maffia ha creato un’opera che racconta vicende assurde, ma al contempo credibili. In quest’opera emergono in tutte le sue possenti superfici culturali la capacità innata nell’essere umano di superare i propri limiti.

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Milano non esiste

Il terzo libro di Dante Maffia è Milano non esiste.

Questo romanzo è un altro pezzo nel grande mosaico che rappresenta la narrativa calabrese moderna. (Alvaro, La Cava, Répaci, Strati, Seminara, Abate ecc.). Ma soprattutto un’inattesa “rinascita” della “letteratura industriale” italiana. Espressa negli ultimi anni dagli evidenti acciacchi del lavoro precario.

Con “Milano non esiste” viene ribaltata ogni nostra certezza sociologica, poiché racconta di un’Italia ancora violentemente contrapposta a “chi comanda”. Angosciata da alienazione e disadattamento, urbanità e struggente nostalgia per le proprie origini. Molto conosciuto nei sobborghi milanesi, l’operaio ha seguito la propria vocazione lavorativa per tutta una vita.

Ma il desiderio che nutre da anni è questo. Trascorrere gli ultimi giorni della sua esistenza nella terra dove è nato. Presto potrà finalmente andare in Calabria, assieme alla moglie ed ai figli. Gettare le basi per un futuro ricco di speranza ed entusiasmo verso la vecchia patria.

Mentre il tempo trascorre, la fabbrica diventa sempre più letale. Milano si mostra al mondo nella sua imperscrutabilità e terribile urbanistica, mentre un’epidemia della modernità sembra aver soppresso ogni sentimento d’amicizia. Piano piano s’avvicina l’ora del rientro, ma i figli non hanno considerazione nel tornare a vivere in Calabria.

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b) Paride Leporace

Paride Leporace, è uno degli scrittori calabresi cosentini, nato nell’anno in cui si svolge “American Graffiti“. Nelle sue vite passate ha fatto l’autonomo, il punk, l’ ultrà. Il rilevatore storico ed il critico cinematografico. Ha creato “Radio Ciroma” ed il quotidiano “Calabria Ora“. Ed anche la Mensa dei poveri di Cosenza.

Inoltre è giornalista, ed ha diretto il “Quotidiano della Basilicata“. Per cinque anni è stato alla guida di “Il Quotidiano della Calabria“. Ha collaborato a “Mucchio Selvaggio“. Un suo famoso libro è “Toghe rosso sangue“. Cioè la biografia dei 27 giudici assassinati in Italia. Per otto anni ha diretto la “Lucana Film Commission“.

Tra l’altro, questo autore calabrese, ha collaborato con il presidente della Regione Calabria. Per valorizzarne l’immagine e la comunicazione. Ha firmato l’opera di narrativa “Cosangeles“. E’ stato vicedirettore del “Quotidiano del Sud”, nella veste di responsabile del Web. E’ alla ricerca di nuovi compagni di strada. Questo per nuove esperienze nell’editoria e nella creatività del XXI secolo.

Migliori libri di Paride Leporace

Paride Leporace è uno degli scrittori calabresi contemporanei. Noto per la sua produzione letteraria di grande impatto emotivo. E per la sua capacità di raccontare storie profonde e toccanti. Se sei un appassionato di letteratura e vuoi scoprire i migliori libri di Paride Leporace, sei nel posto giusto!

In questo articolo ti proponiamo una selezione dei suoi lavori più rilevanti. E ti diamo alcune informazioni sulla sua biografia e il suo stile di scrittura. Non perdere l’occasione di conoscere meglio questo autore e di scoprire i suoi libri. Che sono sicuramente degni di essere letti e riletti.

Toghe rosso sangue

Il primo libro di Paride Leporace è Toghe rosso sangue.

Dal 1969 al 1994, ventisette magistrati hanno trovato la morte, a causa del loro impegno nell’adempimento dei propri doveri. In questi libri dedicati ai magistrati uccisi, emerge un ritratto dettagliato e sensibile. Che ci invita ad approfondirne la conoscenza, e non lasciare cadere nell’oblio quanto fatto da queste persone.

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Cosangeles

Il secondo libro di Paride Leporace è Cosangeles.

Non si può non pensare a Paolo De Stefano, il “grande capo“. La cui fedeltà al fascismo portò Freda a lasciare Catanzaro. Si dice che i Nuclei Sconvolti abbiano custodito amorevolmente i suoi resti, seppellendoli presso Potame. Resti che sono stati seppelliti in una cassa con dentro una bottiglia di Dom Perignon e venti grammi di Manali.

Secondo le ultime voci, tutto verrebbe rivelato solo in un giorno. Giorno in cui anche il Cosenza riuscirà per la prima volta ad arrivare in Serie A. La notizia si diffuse rapidamente tra Kennedy, la Matriarca, il Bar Manna ed il Gatto Nero. Si sfidavano tutti con le loro Porsche sul Ponte di Mancini. Un nome che gli abitanti della città avevano dato alla struttura in vita. Senza aspettare che fosse ufficialmente intitolato con la toponomastica ufficiale.

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Giacomo Mancini, un avvocato del sud

Il terzo libro di Paride Leporace è Giacomo Mancini, un avvocato del sud.

Dentro questo ambito, Paride Leporace ha scritto alcuni libri che documentano la figura e l’operato di Giacomo Mancini. La sua opera distilla le sfaccettature della biografia politica del personaggio. Restituendone gli aspetti teorici e pratici a tutti coloro interessati. A cosa? A conoscere meglio quell’esperienza storica tanto ricca quanto complessa.

Giacomo Mancini fu un rivoluzionario socialista. la cui opera svolta ha comportato profonde modifiche nella condizione di molti. Anche se vi sono state alcune criticità, nelle Calabrie si parla ancora oggi dei suoi contributi in termini positivi. Lo si fa come parte di quel senso comune collettivo che è frutto della sua appartenenza.

Paride Leporace è considerato un rappresentante di riferimento della classe politica del Sud. Si autodefinì “un avvocato socialista“. E, a ragione, il suo impegno socioculturale rimane ancora oggi citato. Citato come modello per gli addetti ai lavori, spesso non all’altezza nell’interpretazione corretta dell’importanza assunta dalla storia del Meridione.

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c) Nicola Misasi

Nicola Misasi, uno degli scrittori calabresi di Cosenza, iniziò a scrivere presto. Da autodidatta, pubblicò alcune opere minori. Scrisse novelle di impronta verghiana, le quali però mantengono toni propri del Romanticismo. Visse anche a Roma, dove prestò la sua opera in diversi giornali. Come “Cronaca bizantina” ed “Il Fanfulla della Domenica“.

In questo momento, conobbe Carducci e D’Annunzio. Fogazzaro, Capuana e Verdi. Continuando a pubblicare novelle e romanzi. Nell’ anno 1884 divenne professore di lettere in vari licei calabresi. Prima a Monteleone e poi a Cosenza.

Inoltre, fu anche pubblicista molto impegnato. Attività grazie alla quale poté dare alle stampe racconti a puntate e romanzi. Diari di viaggio e vari studi sociali e di economia. Nell’ultima parte della sua vita si ritirò in un paesino, chiamato San Fili.

Migliori libri di Nicola Misasi

Nicola Misasi è uno degli scrittori calabresi di talento, autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. Che hanno saputo conquistare il pubblico e la critica. Se sei amante della letteratura contemporanea, non puoi perderti i suoi libri, ricchi di storie avvincenti e personaggi indimenticabili.

In questo articolo, ti proponiamo una selezione dei migliori libri di Nicola Misasi. Così da aiutarti a scoprire, o riscoprire, questo autore ed i suoi capolavori.

Cronache del brigantaggio

Il primo libro di Nicola Misasi è Cronache del brigantaggio.

Da diversi anni il brigantaggio si era esaurito al momento dell’uscita delle “Cronache del Brigantaggio” (1893). Tale argomento risultava ancora essere un tema di grande interesse all’interno delle storie tramandate oralmente e nei racconti degli anziani. Ed anche nel paesaggio calabrese.

Tra le pagine dei libri di Nicola Misasi, è possibile spesso aderire a un’ antica tradizione. Tradizione che lui sa trasformare nell’epopea di bellicose genti. Con personaggi in cui si riconosce l’umanità e la storia del passato, queste storie sono caratterizzate da impareggiabile poesia letteraria.

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In Magna Sila: racconti calabresi

Il secondo libro di Nicola Misasi è In Magna Sila: racconti calabresi.

Nicola Misasi ha regalato al mondo una magnifica raccolta di novelle, dal titolo Racconti Calabresi (1881). I dettagli prendono ispirazione da Verga. Ma in queste storie, si possono ancora sentire gli squillanti e romantici toni della letteratura del primo Ottocento. Toni esagerati per creare effetti patetici o colori particolari.

Nicola Misasi è sempre stato considerato un “precursore” della letteratura verista. E la sua opera Racconti Calabresi ne dimostra le ragioni. Composto di nove storie brevi. questo lavoro ha un compito. Presentare al lettore gli aspetti più nascosti ma altrettanto evidenti del Sud.

Un Sud. visto così come lo vedevano gli intellettuali contemporaneamente a quell’epoca. La maggior parte delle trame sono ambientate in luoghi specifici. In cui s’incontrano personaggio ben delineati, e ricchi di caratteristiche distintive. I quali, per qualche motivo o per l’altro, risultano non convenzionalmente intonati con la realtà contornata dalla modernità.

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d) Giuseppe Aloe

Un altro degli scrittori calabresi cosentini è Giuseppe Aloe. Che nasce nel 1962. E’ collaboratore universitario presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza“. Nella capitale dà vita al circolo culturale de “I Barbitonsori“, dal quale esce il volume “Libromastro“.

Inoltre, dà alle stampe, con Cristiano Spila, un libro di racconti. Cioè “Geographyca – due storie siciliane“. Nel frattempo per lavoro, questo romanziere calabrese si sposta a Milano. E’ del 2005 un’altra antologia di racconti, “Non pensare all’uomo nero…dormi“. Quattro anni dopo “Non è successo niente“. A seguire “Lo splendore dei discorsi” e “La logica del desiderio“. Quest’ultimo gli consentì di arrivare alla finale del “Premio Strega” del 2012. Ed ancora il romanzo “Gli anni di nessuno“.

Migliori libri di Giuseppe Aloe

Giuseppe Aloe è uno, fra gli scrittori calabresi, di grande talento. Noto per i suoi romanzi che spaziano tra generi diversi. Dal thriller alla fantascienza, passando per la narrativa storica. La sua produzione letteraria è vasta e variegata. Ed in ogni suo libro Aloe sa catturare l’attenzione del lettore. Con trame avvincenti, personaggi ben costruiti e uno stile narrativo incisivo e coinvolgente.

Sei alla ricerca di nuove letture emozionanti e stimolanti? Non perderti questa opportunità di scoprire i migliori libri di Giuseppe Aloe, veri e propri capolavori della letteratura italiana contemporanea.

La logica del desiderio

In un edificio del primo Novecento, un giardino interno era un luogo tranquillo. Dove un giovane trascorreva le sue giornate seduto su un balcone. Correggendo un romanzo che non sarebbe mai stato pubblicato, ed osservando i movimenti curiosi dei gatti.

Un giorno, “Vespa” arrivò in una bella macchina grigia con il marito. Ed il giovane si innamorò dei suoi occhi indomabili. I due diventarono presto amanti, ma Vespa presto si stancò di lui. La passione che aveva sconvolto la calma del giardino si trasformò in ossessione, alimentando ansie e nevrosi. E mostrando di che cosa sia fatto il desiderio, e dove possa portare la sua logica imprevedibile, se esiste.

Ieri ha chiamato Claire Moren

Ieri ha chiamato Claire Moren, è l’incontro tra chi vuole dimenticare tutto, e chi è condannato a ricordare. Dopo diciotto anni in prigione, Enea viene rilasciato, e decide di andare a vivere dove una volta era stato felice. Lì incontra un anziano signore, il signor Gagliardi, un cacciatore di nazisti che sta tracciando Marigold. Cioè la “Primula Nera” del nazismo internazionale.

Gagliardi, convinto dell’innocenza di Enea, lo incoraggia a riannodare i fili della memoria. A svuotare il senso di nausea del cuore e a tornare all’illusione della vita. Così, tra azione e riflessione, inizia la ricerca. La vita di Anni viene scrutinata e ripercorsa. Lei era la giovane donna di cui Enea era innamorato. E del cui omicidio è stato accusato. Enea ricerca un difetto che riveli indizi precedentemente trascurati, per arrivare al vero colpevole.

Attraverso un’indagine singolare, seguiamo il tortuoso percorso di una memoria dolorosa. E di un amore tormentato e a tratti crudele. Con la sua prosa cadenzata e densa, Giuseppe Aloe costruisce un romanzo con atmosfere tese e fragili. In cui viene tracciata una parabola insolita, popolata da personaggi strani e relazioni oscure, un diario indecifrabile, nuovi sospetti, inganni misteriosi e un epilogo inaspettato.

Gli anni di nessuno

Il professore è deceduto. La voce all’altra estremità del telefono arriva dall’unico passato che Gambart riesce a ricordare. Gli anni di “riabilitazione” trascorsi a casa del professor Gondrenovic che lo salva dopo un’infanzia muta e chiusa. Gli anni in cui viene rieducato alla vita per induzione, e in cui conosce lei, Annet. Rincontrarla significa rivivere la sua seconda vita e cercare di ricostruire la prima, raccontandola.

Tracce lasciate quasi per caso, indizi senza qualifica che si ammassano e si riposizionano. Quale oscurità lega Gambart ai suoi anni più remoti? Perché la morte del professor Gondrenovic lo riporta indietro come una freccia che, per un destino inspiegabile, va all’indietro? E chi è Annet, la giovane donna che segue e ascolta i suoi strampalati racconti iniziandolo ai piaceri del corpo? E ancora, perché il padre di Gambart si rifiuta di aprire la bocca e seguire la regola gentile della fonazione?

La vita si avvolge come un nastro sempre identico, ma sconosciuto, dimenticando il calcolo della convenienza e della maturità. Una matrioska senza orpelli e mai uguale a se stessa. Dove ad essere custodita è una memoria che spesso non rivela i ricordi. Qual è la linea di confine tra ciò che è realmente accaduto e i frammenti che ne tratteniamo? Giuseppe Aloe torna con una storia dura, scritta in una lingua ipnotica che rimette al centro delle nostre vite l’infanzia. Gli anni di nessuno, il tempo che pensiamo di aver perduto e che invece, eternamente, ci domina.

Non pensare all’uomo nero…dormi

Sette storie senza tempo immerse in una realtà sfumata e di volta in volta evasiva. Avvolte da un velo di dolore eppure curiosamente leggere, pervase da un costante senso di attesa, forse di speranza.

Ogni storia è un universo di sentimenti e tormento, una tranche de vie appena accennata ma straordinariamente completa, assoluta. Il dolore, in tutte le sue imprevedibili sfaccettature, è allora il tema principale. Il filo rosso della narrazione, unica certezza di ogni uomo, in ogni momento.

3 – Scrittori di Crotone

Cosa dire degli scrittori calabresi di Crotone e provincia? Intanto, una piccola, ma in un certo senso importante, chicca.

La citta’ fu citata nel poema latino “Satyricon“, di Petronio Arbitro. Questi fu uno dei piu’ raffinati intellettuali latini. Vissuto alla corte di Nerone e poi morto suicida. Preferi’ infatti uccidersi che affrontare la vergogna di un’esecuzione, per aver partecipato a una congiura contro l’imperatore.

Prima di Petronio la città fu una delle più importanti della Magna Grecia. E una città della Magna Grecia è inevitabilmente colta e raffinata. Meta e sede dei più famosi letterati e filosofi del tempo.

Per passare a un’epoca più recente diciamo questo. Anche gli scrittori calabresi contemporanei di Crotone, portano in sé le caratteristiche del resto della regione.

Dopo un periodo non particolarmente brillante, nell’Ottocento prende piede anche qui una corrente letteraria verista. Per cui gli scrittori applicano una visuale del mondo, nei loro testi, corrispondente al vero. Senza indorare la pillola.

Rompendo con il passato, essi ci mostrano il vero volto di Crotone e dei suoi abitanti. Volto amaro, affaticato e senza speranza. E’ quello del popolo beninteso. Di coloro che tirano la carretta.

Questo stile prosegue anche nel secolo successivo. Portando alla ribalta nazionale aspetti forse non troppo graditi. Che pero’ rendono giustizia alla secolare sofferenza del popolo di Crotone e della sua provincia.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Crotone.

a) Carmine Abate

Carmine Abate, nato a Carfizzi, fa parte degli scrittori calabresi provenienti dall’antichissima colonia albanese di Calabria. Dopo la laurea in Lettere a Bari, parte per Amburgo, in Germania. Si stabilisce dal padre, ivi emigrato. Qui insegna in un istituto per emigranti e nel contempo scrive. Principalmente racconti.

Successivamente, si trasferisce in Trentino, a Besenello. E prosegue ad insegnare e scrivere. È autore di numerosi romanzi e racconti di successo. Il suo argomento preferito è la propria cultura originaria. In particolare delle piccole comunità. Predilige anche i popoli residenti in luoghi, nei quali è più marcata l’emigrazione dal Sud d’Italia. Carmine Abate è un autore cosentino emigrato.

Per cui, le sue opere nascono dalle sue conoscenze personali. Sia in Germania che nel Nord d’Italia. Questo scrittore di Cosenza pone l’accento sul razzismo, autentico nemico degli uomini di oggi. Un muro che genera odio e contrappone i popoli. Abate adopera vocaboli sia italiani, che tedeschi ed albanesi. Il suo è uno stile fluente, chiaro ed in apparenza facile. Che fa riscoprire il piacere della lettura.

Migliori libri di Carmine Abate

Carmine Abate è uno degli scrittori calabresi. Noto soprattutto per i suoi romanzi che raccontano le storie e le tradizioni del suo Paese d’origine. La sua produzione letteraria è molto varia. E spazia dai romanzi storici a quelli di formazione, passando per le storie di emigrazione e di immigrazione.

Abate è anche un autore calabrese molto apprezzato. Per cosa? Per la sua capacità di raccontare le vicende dei suoi personaggi in modo vivido e coinvolgente, facendo rivivere al lettore le emozioni e le atmosfere delle sue storie.

In questo articolo, vogliamo presentarvi alcuni dei migliori libri dell’autore calabrese Carmine Abate. Scelti tra i suoi titoli più rappresentativi e apprezzati dalla critica e dai lettori. Speriamo che questa selezione vi possa aiutare a scoprire o a riscoprire l’universo narrativo di questo grande scrittore italiano.

Il cercatore di luce

Carlo ha dodici anni quando sale in Scanuppia, una montagna del Trentino. Per trascorrere le vacanze estive nella baita di famiglia. I genitori litigano in continuazione, la tensione è palpabile, eppure un inaspettato sollievo lo coglie. Quando si immerge nell’immagine appesa nella sua stanza: una giovane donna con un bambino tra le braccia. Chi sono quelle due persone? Al ragazzo sembra di riconoscerle. E chiede informazioni alla Moma, la nonna originaria della Calabria, scoprendo che il nonno aveva conosciuto il pittore, Giovanni Segantini.

Carlo si trova così a ricostruire la trama intima e collettiva di un intero secolo. A partire dalla travolgente vicenda umana di Segantini, legata a quella della propria famiglia. Mentre è alle prese con i primi turbamenti sentimentali, il ragazzo si appassiona all’amore tra l’artista e Bice Bugatti. Donna carismatica e compagna fedele, sempre al suo fianco dall’incontro a Milano agli anni in Brianza e in Svizzera.

Carmine Abate racconta di nuovo una storia famigliare. Intrecciandovi la straordinaria avventura esistenziale e artistica di uno dei nostri più grandi pittori, muovendosi in luoghi lontani ma dalla identica, struggente meraviglia. Sfruttando un meccanismo narrativo ad alta precisione, Abate scolpisce un potente romanzo corale. Che affronta temi universali: la vita, la natura, la morte, gli stessi del famoso “Trittico della Natura” di Giovanni Segantini.

Egli è l’incessante ricercatore di luce. Che, nonostante sapesse che la fine era ormai imminente, sale in montagna per dipingere l’ultima, grandiosa opera. L’unico modo per sconfiggere la morte. La sua e la nostra.

La collina del vento

Potente, leggero, sconvolgente: è il vento che soffia senza sosta sulle pendici del Rossarco. Che è una leggendaria, enigmatica altura a pochi chilometri dal mar Jonio. Il vento scuote gli olivi secolari e gli arbusti profumati. Ulula nel buio, canta di un antico segreto sepolto e fa danzare le foglie come ricordi dimenticati.

Proprio i ricordi condivisi sulla “collina del vento” costituiscono le radici profonde della famiglia Arcuri. Che da generazioni considera il Rossarco non solo luogo sacro delle origini, ma anche simbolo di una terra vitale. Una terra che non si arrende, e tempio all’aria aperta di una morale forte quanto una fede.

Quando l’archeologo trentino Paolo Orsi sale sulla collina, alla ricerca della mitica città di Krimisa che cosa succede? La campagna di scavi si tinge di giallo. E gli Arcuri cominciano a scontrarsi con l’invidia violenta degli uomini, la prepotenza del latifondista locale e le intimidazioni mafiose. Testimone fin da bambino di questa straordinaria resistenza ai soprusi è Michelangelo Arcuri. Che molti anni dopo diventerà il custode della collina e dei suoi inconfessabili segreti.

Ma spetterà a Rino, il più giovane degli Arcuri, onorare una promessa fatta al padre. E ricostruire pezzo per pezzo un secolo di storia familiare. Che si intreccia con la grande storia d’Italia, dal primo conflitto mondiale agli anni oscuri del fascismo. Dalla liberazione alla rinascita di un’intera nazione nel sogno di un benessere illusorio.

Il bacio del pane

In un torrido luglio, Francesco e i suoi amici sono un gruppo di giovani desiderosi di vivere. E di provare emozioni. Scoprono un’oasi refrigerante presso la cascata del Giglietto, sopra il paese di Spillace, in Calabria. Ma quel luogo incantevole nasconde un mistero. In uno dei mulini abbandonati, Francesco e Marta incontrano un personaggio enigmatico. Che sembra un vagabondo, si comporta come se fosse braccato, ed è armato.

La buona curiosità dei due ragazzi e gli sguardi leali scambiati nell’ombra prevalgono sulla paura. E presto l’uomo misterioso rivela qualcosa di sé, della ferita che lo ha portato a nascondersi. E racconta una storia di coraggio, di rifiuto della “prepotenza mafiosa“, di dignità umana.

Un intenso romanzo di formazione e di impegno civile. Che racconta il passaggio di due adolescenti di oggi alla vita adulta. Con la scoperta dell’amore e insieme della volontà di resistere al male. Passioni fisiche e morali. Valori antichi e sempre necessari si incarnano nel gesto di baciare il pane, per celebrare il dono e il mistero.

Le rughe del sorriso

Sahra si muove nel mondo con grinta e dignità e, sotto il velo, brilla un sorriso enigmatico e luminoso. È una giovane donna somala. Che vive con la cognata Faaduma e la nipotina Maryan, nel centro di accoglienza di un paese in Calabria. Ma un giorno scompare, lasciando tutti sconvolti e increduli.

A mettersi sulle sue tracce, “come un investigatore innamorato“, è il suo insegnante di italiano, Antonio Cerasa. Che mentre la cerca ricostruisce la sua storia segreta e avvincente, drammatica e attualissima. Dal villaggio degli orfani alla violenza di Mogadiscio, dall’inferno del deserto e delle carceri libiche all’accoglienza in Calabria. Anche quando tutti, anche gli amici, gli voltano le spalle. Antonio continua con una determinazione incrollabile la sua ricerca di Sahra. E di Hassan, il fratello di lei, geologo misteriosamente scomparso.

La festa del ritorno

Tutto sembra nascere da quel fuoco scoppiettante, e dallo sciame di scintille sollevate dal vento notturno“. Così scrive il critico Alfonso Berardinelli riguardo alla “Festa del Ritorno“. E così è. In questo racconto di un padre e di un figlio, Carmine Abate porta la temperatura della narrazione. E quella della lingua, a un punto di perfetta fusione. Regalandoci un romanzo sospeso tra due elementi. Il realismo di vite esaminate nella loro quotidiana fatica, e l’incanto che nasce dallo sguardo di un bambino.

Marco, il giovane protagonista di queste pagine, dà voce per noi alla meraviglia. Meraviglia di crescere in una terra piena di profumi e sapori. Cioè la Calabria “arbèreshe“, che è il nucleo immaginativo fondamentale della narrativa di Abate. E insieme racconta lo struggimento e la rabbia per la lontananza del padre emigrato. Saranno proprio le parole nate intorno al grande fuoco di Natale a suggellare una rivelazione del padre al figlio. E del figlio al padre. In un passaggio del testimone tra generazioni che ha il passo epico di una grande favola iniziatica.

La lingua che Abate intesse mescolando termini arbèreshe, dialetto, italiano scoppietta in ogni pagina e riflette emozioni di grande potenza. A dieci anni dalla sua prima edizione nella “Piccola Biblioteca Oscar“. Con la quale ha vinto il premio selezione Campiello, ecco una nuova edizione di questo romanzo. Che è una storia d’amore, un racconto di formazione e una testimonianza sulla nostra emigrazione.

4 – Scrittori di Reggio Calabria

Va detto subito che questo territorio ha dato i natali a un vasto patrimonio di scrittori calabresi. Qui è nata la Magna Grecia. Reggio Calabria è stata il simbolo di scrittori e poeti. Questi hanno redatto la sua storia e raccontato le sue tradizioni, dense di storia, poesia e musica.

Su questo fondale si mossero i piu’ significativi autori calabresi, venuti su da una matrice contadina. Matrice contadina che era la parte preponderante della società calabrese del dopoguerra. In quest’epoca, successiva alla seconda guerra mondiale, si assiste alla nascita del Neorealismo.

Il Neorealismo fu una corrente letteraria che volle discostarsi dagli stili delle epoche precedenti. La sua caratteristica era l’attenzione verso il reale, spesso un reale amaro, quello del popolo. Essa prese piede anche nel mondo del cinema.

Tra i moltissimi primeggiano Tommaso Campanella, uno dei maggiori esponenti del pensiero rinascimentale italiano. Poi Nicola Giunta, probabilmente il più grande poeta reggino in assoluto.

Corrado Alvaro, l’unico scrittore calabrese del Novecento ad assumere rilevanza a livello nazionale. Leonida Repaci, famoso, oltre che per le sue opere, per l’impegno in politica, collaborando anche con Antonio Gramsci.

Lorenzo Calogero, il poeta medico. Mimmo Gangemi, vincitori di diversi premi letterari. Sua è la trilogia de “Il giudice meschino“. E poi ancora Gioacchino Criaco. Vincitore di numerosi premi letterari anch’egli. Nove David di Donatello, tre Nastri d’Argento e il premio Sergio Amidei.

Tutti costoro, insieme a moltissimi altri, sono degni figli di Reggio Calabria e della sua provincia.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Reggio Calabria.

a) Nicola Gratteri

Nicola Gratteri è un magistrato ed uno degli scrittori calabresi saggisti. Classe 1958, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro. La sua vita è stata improntata al ruolo centrale dell’educazione dei giovani. Intesa come mezzo di prevenzione nella guerra alla mafia.

A tale scopo, tiene conferenze negli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Questo sia in Italia che all’estero, contattando i giovani per un motivo specifico. Dimostrar loro perché non “conviene” arruolarsi nella ‘ndrangheta. Nicola Gratteri vive sotto scorta dal 1989. Questo autore di Cosenza magistrato ha condotto numerose inchieste. E’ scampato a tre attentati nel giro di tre settimane.

E’ rimasta famosa la sua seguente dichiarazione: «Io sono innamorato di questo lavoro, sono un tossicodipendente da questo lavoro. Ma se non pensassi che possiamo cambiare, farei un altro lavoro. Sono un agricoltore infiltrato in magistratura, potrei fare quello. O l’intrattenitore».

Migliori libri di Nicola Gratteri

Nicola Gratteri è un noto magistrato, procuratore antimafia ed uno degli scrittori calabresi. Ha saputo raccontare in modo avvincente e realistico le storie di mafia e corruzione. E di giustizia, che ha vissuto in prima persona nel corso della sua carriera.

I suoi romanzi sono scritti con la collaborazione dello scrittore Antonio Nicaso. E sono diventati bestseller nazionali e internazionali. Regalando al lettore una finestra unica sull’universo mafioso e sulla lotta alla criminalità organizzata.

In questo articolo, vi presenteremo i suoi libri più famosi. E vi racconteremo perché merita di essere considerato uno degli autori di punta, della narrativa italiana contemporanea.

Siete pronti a scoprire i migliori libri di Nicola Gratteri?

Allora cominciamo!

Non chiamateli eroi

Il primo libro di Nicola Gratteri è Non chiamateli eroi.

Il 23 maggio del 1992 Giovanni Falcone, la sua scorta e sua moglie vengono uccisi nella Strage di Capaci. Pochi mesi dopo, il 19 luglio, Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta perdono la vita. Nella Strage di via D’Amelio. A 30 anni dalle loro morti, una raccolta di storie e personaggi. Per raccontare ai ragazzi il loro coraggio, e per continuare a combattere le mafie in loro nome.

Nicola Gratteri e Antonio Nicaso ricordano delle vite. Vite di chi, affrontando la mafia negli occhi, ha deciso di difendere le proprie idee. E la propria dignità. Gli occhi di Giuseppe Letizia che, nel buio, assistono spaventati allo svolgimento di un feroce omicidio. Le parole “pericolose” di Peppino Impastato, che ridono di quei uomini considerati intoccabili; i solidi principi di Giorgio Ambrosoli. La lotta solitaria del generale dalla Chiesa.

Il “giudice ragazzino” Rosario Livatino. Che ha dedicato la sua vita alla lotta contro la mafia, offrendo un’alternativa alla criminalità organizzata. Ed una possibilità di vita diversa ai giovani, attraverso l’esempio, di don Pino Puglisi. Libero Grassi ha dimostrato determinazione nel resistere agli sforzi di estorsione. Mentre Lea Garofalo ha lottato per il diritto di vivere liberamente. I loro sogni, la loro speranza e il loro coraggio ci ricordano questo. Che possiamo fare la differenza, e che se ognuno di noi agisce, allora possiamo fare molto per contrastare le mafie. Non dimentichiamoli mai.

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La rete degli invisibili

Il secondo libro di Nicola Gratteri è La rete degli invisibili.

La criminalità organizzata è in costante evoluzione, adattandosi all’ambiente in cui opera. Gli esponenti della ‘ndrangheta del nuovo millennio sono cambiati. Nel modo in cui vivono, si vestono e gestiscono i loro affari. Anche i loro rapporti con il potere economico, politico e finanziario sono cambiati. Così come le loro attività illecite, come il narcotraffico e l’utilizzo del deep web e dei social network. Nicola Gratteri e Antonio Nicaso hanno studiato queste dinamiche per comprendere meglio questa realtà sommersa e misteriosa.

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Padrini e padroni

Il terzo libro di Nicola Gratteri è Padrini e padroni.

La corruzione, l’infiltrazione criminale e i legami con i poteri forti – sia occulti che evidenti. Sono oggi parte di una strategia di mutua legittimazione. Messa in atto da tutte le mafie, in particolare dalla ‘ndrangheta, da decenni.

Lo scambio di favori tra la criminalità e una parte della politica è continuo e costante. Il ricatto reciproco rappresenta un peso enorme sulla vita pubblica, con ripercussioni su tutti i settori. Dalle opere pubbliche alla sanità, dal gioco d’azzardo legale allo sport. Il vero problema è questo. Che né i frequenti disastri ambientali, né l’uso irresponsabile del territorio. E né il degrado di opere e servizi sembrano più scuotere l’opinione pubblica.

In Italia c’è una sorta di assuefazione che stupisce. Ciò che appartiene a tutti non appartiene a nessuno. Che importa se la corruzione avvelena l’economia? Causando grave disuguaglianza sociale, o se la mafia rende difficile la vita di molte persone? E perché nessun governo ha mai inserito come obiettivo primario la lotta alla corruzione e al crimine economico?

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La Costituzione

Il quarto libro di Nicola Gratteri è La Costituzione

“La Costituzione: una storia di idee e di azioni” potrebbe essere il titolo di un libro. Un libro che esplora le origini della nostra legge fondamentale, ed i personaggi che hanno contribuito alla sua stesura. Attraverso i racconti di episodi storici. E le parole di importanti pensatori del passato e del presente. Il libro cerca di preservare l’eredità di libertà, uguaglianza e diritti che ci è stata trasmessa.

Coprendo temi come i dodici principi fondamentali della Costituzione. Ed i fatti che hanno portato alla sua creazione. Questo libro esamina come uomini e donne di diverse epoche hanno dato vita ai principi di dignità, e libertà, contenuti nella nostra Carta costituzionale.

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b) Tommaso Campanella

Incontriamo adesso Tommaso Campanella, un frate domenicano filosofo ed uno degli scrittori calabresi. Battezzato Giovan Domenico Campanella, e conosciuto anche con uno pseudonimo: cioè “Settimontano“. Tommaso vive a cavallo tra il XVI e XVII secolo. E’ tanto il suo desiderio di apprendere, ma è figlio di povera gente. Allora, si mette fuori dalle finestre della scuola, ed “origlia” le lezioni.

Tuttavia Campanella non è “solo” filosofo. E’ anche teologo e, cosa che ci interessa maggiormente, un poeta calabrese. Che il suo pensiero fosse molto particolare, lo capiamo da una cosa. La sua condanna per eresia. La quale gli costa due anni di arresti domiciliari. Infatti egli sosteneva il “naturalismo” di Telesio.

Di conseguenza, supportava l’idea dei tre “fondamenti” della natura. Che erano materia, caldo e freddo. Tutti e tutto ne sono formati. E tutti posseggono la sensibilità. Pertanto, esasperando questo concetto, anche le pietre “conoscono“. Perché? Perché esse contengono i tre famosi elementi. Caldo, freddo e “massa corporea“. Quest’ultima non è altro che materia.

Migliori libri di Tommaso Campanella

Tommaso Campanella è stato uno dei filosofi e scrittori calabresi più influenti del XVII secolo. Noto soprattutto per il suo contributo alla filosofia del diritto e alla teologia. La sua opera più famosa, ‘La città del Sole’, è considerata un capolavoro della letteratura utopistica. Ed ha ispirato molti altri scrittori e pensatori.

Ma Campanella ha scritto anche molti altri libri di grande importanza, che meritano di essere conosciuti e studiati. In questo articolo, cercheremo di presentare alcuni dei migliori libri di Tommaso Campanella. E di spiegare il loro significato e il loro valore. Per chiunque sia interessato alla filosofia, alla storia e alla letteratura del XVII secolo.

La città del sole

Il primo libro di Tommaso Campanella è La città del Sole.

La Città del Sole di Campanella è un’utopia politica ispirata a Tommaso Moro e Platone. Che immagina una repubblica “naturale” guidata da un re-sacerdote e da tre magistrati. Questa repubblica pratica una religione “naturale” e non crede nell’esistenza dell’inferno o nella possibilità di punizioni divine.

È uno stato in cui ogni proprietà (e donna) è messa in comune. Ed in cui il lavoro è limitato al massimo a quattro ore al giorno. La nascita dei figli è determinata da considerazioni astrologiche (come in Platone). E la loro educazione è basata sulla valorizzazione dell’esperienza e non sui libri, anticipando molti principi della pedagogia moderna. Si tratta di un’opera visionaria che avrà un’influenza significativa sul pensiero utopistico dei secoli successivi.

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Le poesie

Il secondo libro di Tommaso Campanella sono Le poesie.

Le “Poesie” di Tommaso Campanella sono importanti. Non solo per il loro valore letterario, ma anche come testimonianza. Testimonianza dell’intreccio tra lirica e filosofia in Europa, durante il Cinquecento e il Seicento.

In linea con le sue opere in prosa, i versi esprimono la consapevolezza profonda di una missione religiosa e prometeica. Educare l’uomo alla libertà di giudizio, e al desiderio di esplorare senza paura tutti i campi del sapere.

Attraverso questo straordinario canzoniere, il lettore avrà l’opportunità di riflettere su alcuni temi centrali del pensiero di Campanella. E su alcuni momenti chiave della sua biografia, compresi i lunghi e drammatici anni trascorsi in carcere e sottoposto a torture.

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Del senso delle cose e della magia

Il terzo libro di Tommaso Campanella è Del senso delle cose e della magia.

Nato da una disputa con Giovan Battista della Porta, “Del senso delle cose e della magia” è una sintesi straordinaria. Sintesi dell’enciclopedia cinquecentesca dei saperi. Enciclopedia che difende la visione del mondo come organismo vivente, intrecciando sapientemente scienza e credenza, logica e retorica. Scritto inizialmente in latino e inviato al Sant’Uffizio, questo testo ha causato le prime persecuzioni per l’autore. Che ha risposto riscrivendo l’opera, ormai perduta, in italiano.

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La monarchia del Messia

Il quarto libro di Tommaso Campanella è La monarchia del Messia.

Si tratta di un’opera eretica, che è stata salvata dal suo proprietario, Giuseppe Pianetti. Che aveva il permesso del papa di leggere i libri proibiti. Si tratta di un’opera in 18 piccoli capitoli e 92 pagine.

Il problema centrale della speculazione di Campanella è sempre stato quello religioso, la dogmatica cattolica e la monarchia del Messia. È stata stampata a Jesi nel 1633 dal tipografo jesino Arnazzini.

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Apologia per Galileo

Il quinto libro di Tommaso Campanella è Apologia per Galileo.

Scritta all’inizio del 1616, “Apologia per Galileo” è un tentativo commovente e generoso di rivisitare l’intera vicenda di Galileo. In questo scritto, Campanella spera in una riduzione del potere della teologia. E sottolinea i vantaggi che la libertà di ricerca potrebbe apportare, sia alla scienza sia all’indagine biblica-teologica.

L’edizione è curata da Paolo Ponzio dell’Università di Bari, che si occupa della filosofia del tardo Rinascimento. L’introduzione fornisce un primo approccio tematico all’opera. Gli apparati includono le parole chiave del testo e una bibliografia delle opere del filosofo di Stilo. Oltre a degli studi che lo riguardano, ed un indice dei riferimenti biblici dell'”Apologia”. Il testo è in latino con traduzione italiana a fronte.

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Dalla metaphysica…

Il sesto libro di Tommaso Campanella è Dalla Metaphysica.

Tommaso Campanella mostrò sempre un grande interesse per le profezie in ogni loro forma. Da un lato, egli prestava molta attenzione a proteggere il campo della profezia divina. Evitando rischi di errati riferimenti alla natura, come quelli commessi da medici e filosofi. I quali riducevano ogni forma di profezia a squilibri di umori e disturbi fisici.

Dall’altro lato, non nascondeva la propria attrazione per la divinazione e la decifrazione dei segni presenti nei cicli. In ogni aspetto della natura, nel corpo e nello spirito umano. Trattò questi temi nella Metaphysica: l’imponente opera scritta nel corso di molti anni. Pubblicata a Parigi nel 1638, un anno prima della sua morte, e definita con orgoglio da lui stesso “bibbia dei filosofi”.

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Le lettere

Il settimo libro di Tommaso Campanella è Le lettere.

Una nuova raccolta delle lettere di Campanella. Che corregge e completa quella curata da Vincenzo Spampanato nel 1927, è stata recentemente pubblicata.

Questo epistolario, che copre l’intero arco della vita di Campanella, è vario per contenuti, lunghezza e stile espressivo. Ma ogni lettera – sia essa un lungo memoriale al papa, un opuscolo scientifico, una dedica o un breve biglietto – contribuisce a creare un ritratto dell’autore.

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c) Corrado Alvaro

Corrado Alvaro, uno degli scrittori calabresi e giornalista. E poeta e sceneggiatore. Nasce a san Luca, sulle montagne di Reggio Calabria. A lui sono intitolate vie, biblioteche e scuole. Gli è stato dedicato un parco “letterario“, che include anche la casa in cui egli nacque. La sua città natale ha creato il “Premio Letterario Nazionale” che porta il suo nome.

Pertanto, dire che ha vinto un famoso premio letterario, lo “Stresa“, sembra quasi banale. E’ il solo autore calabrese del Novecento a diventare un classico. Scrive per i maggiori quotidiani nazionali. Firma romanzi di “respiro” europeo. E’ scrittore di teatro e critico. Redige diari e memorie. Traduce in modo eccellente. Scrive saggi ed è un importante intellettuale. Sembrano perfino troppe cose per un solo individuo.

Eppure, Alvaro riesce benissimo in ogni argomento che affronta. Personaggio anche cosmopolita (con soggiorni a Parigi, Berlino, Turchia e Russia). La sua grandezza fu questa. Unire la realtà calabrese con quella europea. Tuttavia, evitando di danneggiare la propria identità, che era poi quella dei suoi padri.

Migliori libri di Corrado Alvaro

Corrado Alvaro è stato uno dei più importanti scrittori calabresi del Novecento, noto per la sua prosa evocativa. E le sue opere che spaziano dal romanzo alla saggistica. Nato a San Giovanni in Fiore, in Calabria, Alvaro ha raccontato la vita del sud Italia. In modo intenso e profondo. Esplorando i temi della tradizione, della povertà e della emarginazione sociale.

In questo articolo, esamineremo alcuni dei migliori libri di Corrado Alvaro. Dai suoi primi romanzi come ‘Gente in Aspromonte’ e ‘Un uomo vivo’. Alle opere più mature come ‘Il viaggio’ e ‘La città di Vittoria’. Attraverso questi libri, scopriremo come Alvaro sia riuscito a raccontare la storia. Ed anche la cultura del sud Italia, in modo indimenticabile. Creando opere che sono diventate dei classici della letteratura italiana.

Gente in Aspromonte

“Gente in Aspromonte”, pubblicato nel 1930, è una delle antologie di racconti più famose della nostra letteratura. Raccontando gli eventi del microcosmo del paese, Alvaro ripercorre in realtà il tempo arcaico della società e della storia. Tempo dominato da una primitività di passioni, ambienti e personaggi. Che contrasta nettamente con il sistema ordinato e composto della società civile.

La violenza, la sottomissione e la vendetta sono il motore e il fulcro di questo universo ancestrale. Che è stato immobile per millenni ed è destinato all’estinzione. Curato da Aldo Maria Morace, questa nuova edizione recupera fedelmente il testo originale del capolavoro alvariano. E ci permette di comprendere, attraverso un ricco saggio introduttivo, il fascino lontano e turbolento delle origini.

L’uomo è forte

Il libro racconta la storia di un uomo, l’ingegner Dale, che vive in una società distopica. Controllata da un regime brutale. Il quale ha instaurato una dittatura a seguito di una guerra civile. Questo sistema totalitario controlla ogni aspetto della vita delle persone, inseminando paura e senso di colpa.

L’amore viene visto come pericoloso perché può portare all’individualismo, ed all’ allontanarsi dal “bene della società”. Dale sviluppa sentimenti per Barbara, figlia di una coppia di “nemici del popolo”. E viene etichettato come sospetto, sottoposto a persecuzione psicologica e fisica e condannato a morte. Tuttavia, il destino ha in serbo qualcosa di diverso per lui che continua a resistere.

Il mare

In questo testo sono raccolte quattro novelle di Alvaro. “L’uomo nel labirinto”, “Solitudine”, “Il mare”, “L’ultima delle mille e una notte”. Queste storie, dall’atmosfera metafisica, dipingono con colori vividi la malattia della cultura mediterranea.

La signora dell’isola

E’ possibile che l’essenza universale si trovi in ciò che è specifico. E che si possa raccontare il mondo attraverso le storie di un piccolo villaggio. Tuttavia, anche importanti temi possono essere affrontati in un racconto breve. Alvaro ha fatto proprio questo in “La signora dell’isola”, una raccolta di novelle in parte basate sulla vita dell’autore. Pubblicata per la prima volta nel 1930, e successivamente ristampata diverse volte.

Questa raccolta comprende otto piccole storie, eventi minimi che tuttavia contengono la sostanza profonda della vita. In queste pagine si trova la duplice natura di Alvaro. Essere uomo e, in particolare, calabrese, ed essere meridionale, ma anche europeo nonostante ciò. I protagonisti delle novelle sono giovani soldati, cantanti d’opera senza lavoro, audaci marinai, poveri emigranti e bambini spaventati. Nonostante le loro differenze, hanno tutti un’umanità esuberante. Che traspare dalle loro parole e azioni, elevandoli a qualcosa di più che semplici comparse nell’universo.

L’età breve

“L’età breve”, un romanzo di formazione pubblicato per la prima volta nel 1946. Ed è parte della trilogia delle “Memorie del mondo sommerso”. Rappresenta il passaggio di Corrado Alvaro da scrittore “regionale” a uno di maggiore rilevanza. E’ la storia di Rinaldo Diacono, un giovane calabrese che viene espulso dal collegio. Espulso per aver scritto storie d’amore folli ad una ragazza molto giovane. E poi ripreso in famiglia, a condizione di tenere nascosta la vergognosa interruzione degli studi. Alvaro mette in luce il falso moralismo, la mistificazione e il culto dell’apparenza presenti in alcune società del Sud.

Questo romanzo funge da diario del difficile passaggio dall’adolescenza all’età adulta. E della sofferta scoperta della sessualità. Cattura il momento di transizione di una società contadina, che sogna di uscire dall’isolamento. E cerca di migliorare la propria posizione sociale attraverso la cultura. Introduzione di Paolo Mauri. Bibliografia di Massimo Onofri. Cronologia di Pietro De Marchi.

L’amata alla finestra

Questo libro, composto da trentatré racconti, è in qualche modo molto femminile e spesso vede una donna come protagonista. Sono donne con un tocco di magia: leggono il destino nella mano e vedono cose di cui tacciono per pietà. Spesso intuiscono un futuro drammatico che sfugge agli uomini. E si ribellano: alcune non accettano di vivere in una società arretrata sia culturalmente che civicamente. Altre si rifugiano dietro un silenzio accusatorio. O ancora si abbandonano al pianto come unico modo per denunciare i loro padri e padroni.

Sono figure che interpretano la tragedia dove gli uomini possono ancora permettersi di fare la commedia. In questi racconti trovano spazio tutti i temi a cuore dell’autore. Città e campagna. Storia e natura. Cultura moderna e primitivismo, progresso e eterno ritorno. Racconto saggistico e lirismo, innovazione linguistica e nostalgia per un passato non omogeneizzato. Alvaro, un narratore notturno, offre con questa raccolta alcune delle sue pagine più belle e significative. In grado di gettare una luce solare sugli incubi del nostro tempo.

L’uomo nel labirinto

Primo romanzo di Corrado Alvaro, L’uomo nel labirinto mette in scena uno scontro. Lo scontro tra un giovane reduce meridionale, e la tumultuosa realtà urbana del primo dopoguerra. E’un frustrante alternarsi di speranze e delusioni. E Sebastiano Babel è spinto a constatare la propria inettitudine all’impegno e alla scelta. E’ un inventore incapace di un vero progetto, schiacciato da una folla cittadina con cui non riesce a confrontarsi.

Ancora, un uomo senza qualità, e cerca invano la salvezza nelle esperienze erotiche e nelle poche amicizie. Preferendo rifugiarsi in un mondo di fantasia anziché affrontare la vita. Romanzo sulla disgregazione morale degli anni che prepararono la dittatura. Contiene già i motivi fondamentali della produzione di Alvaro. La nostalgia verso un mondo primitivo e sensuale. Contrapposto ad una modernità affascinante e crudele. La tematica dell’emigrazione. Una razionalità e una moralità profonde, e un’acuta sollecitudine per le sorti dell’umanità.

Un treno nel sud

“Un treno nel Sud” viene pubblicato originariamente come ultima tappa dell’Itinerario italiano di Corrado Alvaro. Tratta della parte d’Italia più familiare all’autore. Il Sud con la sua particolare cultura, i suoi complessi problemi sociali e il suo antico e nuovo dramma. Sia che descriva la folla di Napoli o il mercato dei “gualani” a Benevento. Le donne di Bagnara o il paese dei Malavoglia. Lo scrittore ci mostra quanto di indecifrabile e di non esplorato. Oltre che di mitologico, si nasconda sotto la superficie delle tradizioni e dei pregiudizi.

Queste interpretazioni, spesso ricche di riferimenti autobiografici, possono assumere la forma di inchieste giornalistiche di altissimo livello. O di evocazioni narrative che ricordano i temi veraci del romanziere. O ancora di una sorta di ermeneutica (cioè arte dell’interpretazione) della vita e del costume meridionale. In cui parole, cose e persone acquistano una rilevanza rivelatrice, conferiscono a queste indagini un valore storico di testimonianza.

d) Gioacchino Criaco

Gioacchino Criaco, un altro degli scrittori calabresi. Nato ad Africo, in provincia di Reggio Calabria. La sua è una famiglia di pastori dell’Aspromonte. E da quando è morto Corrado Alvaro, non c’è più stato nessuno a parlare di loro. Quindi, Criaco si fa carico di riportare sotto i riflettori quella realtà.

Diplomato al liceo scientifico, sceglie la facoltà di giurisprudenza. Ma capisce che non è questa la sua strada. Inizia a scrivere. Passano anni di formazione e, quando pubblica il suo primo romanzo, è un grande successo. Questo autore calabrese apre quindi la strada al “noir” di modello calabro.

Di conseguenza, egli narra e descrive situazioni al confine della civiltà. Si tratta di realtà che, nonostante facciano parte di un paese evoluto e democratico… non rinunciano ad una vita “personale“. Fatta di costumi e regole soltanto loro. Come a voler confermare una lontananza politica e fisica forse indomabile.

Migliori libri di Gioacchino Criaco

Sei alla ricerca dei migliori libri di Gioacchino Criaco? Allora sei nel posto giusto! Gioacchino Criaco è uno degli scrittori calabresi, noto per i suoi romanzi. Che raccontano la vita e le tradizioni della sua terra d’origine. La sua scrittura è intensa e coinvolgente. E riesce a trasmettere al lettore le emozioni e i sentimenti dei suoi personaggi in maniera molto efficace.

In questo articolo ti presenteremo alcuni dei migliori libri di Giacomo Criaco. Perfetti per chi vuole conoscere meglio l’autore e la sua produzione letteraria. Speriamo che questa introduzione ti sia stata utile. E ti invitiamo a continuare la lettura, per scoprire quali sono i libri di Giacomo Criaco che non puoi assolutamente perderti!

Anime nere

Il primo libro di Gioacchino Criaco è Anime Nere.

In “Anime nere”, è raccontata la storia di tre giovani del sud Italia. Figli dell’Aspromonte, che sognano una vita diversa da quella che hanno ereditato. Disubbidendo alle regole, intraprendono un viaggio pieno di violenza e sangue che li porta dal nord Italia all’Europa. Luciano, Luigi e la voce narrante, i personaggi, si immergono a fondo nel percorso di violenza che hanno creato.

Sono legati alla ‘ndrangheta e sono cattivi, ma tante altre persone hanno contribuito alla loro cattiveria. La distinzione tra bene e male è chiara e crudele. Anche se nella loro vita ci sono anche affetti, amore e tradizioni. E c’è il mondo moderno di Milano. Con il traffico di droga e terroristi arabi. imprenditori e politici che riflettono il volto oscuro della nazione.

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Il custode delle parole

Ecco il secondo libro di Gioacchino Criaco, Il custode delle parole.

Il personaggio principale di questo testo si chiama Andrìa e ha quasi trent’anni. Vive in una regione chiamata Locride, situata nei pressi dell’Aspromonte, una montagna della Calabria. Andrìa lavora in un call center e trascorre il tempo libero con la sua fidanzata Caterina, andando al mare. Non ha ancora trovato la sua vocazione nella vita. Ma sa di non voler seguire le orme del nonno, il quale è un pastore.

Il nonno Andrìa è il custode di una lingua antica, il grecanico, che sta scomparendo a causa della modernità. Egli vorrebbe che il nipote gli succedesse in questo ruolo. Ma Andrìa ha paura dell’Aspromonte e della solitudine che vi aleggia. Inoltre, non riesce a sentirsi parte di quel luogo. E non comprende l’ostinazione del vecchio, a resistere alle speculazioni che minacciano il territorio.

Tuttavia, un giorno, Andrìa salva la vita a un giovane migrante di nome Yidir. Che è arrivato dalla Libia dopo il naufragio di un barcone. Quando il nonno assume clandestinamente Yidir come aiutante, qualcosa cambia in Andrìa. Pian piano, inizia ad avvicinarsi al mondo dell’Aspromonte e scopre la sua bellezza selvaggia.

In questo luogo la magia è ancora possibile, ma solo per pochi. Andrìa accetta finalmente il destino che gli è stato assegnato. Questo romanzo parla di legami familiari ed eredità culturali. E della responsabilità di prenderci cura di ciò a cui apparteniamo, come un amore, una montagna o una storia.

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Zefira

Il terzo libro di Gioacchino Criaco è Zefira.

Il testo descrive un archivio segreto di un commissariato di Zefira. Dove si trovano dei dossier sulla ‘ndrangheta, il potente sistema di potere che controlla la Calabria. I ruoli tra buoni e cattivi sono confusi e si scoprono le verità nascoste dietro ogni morte e ogni crimine. Zefira è una città dove nulla è come sembra. E dove aleggia il peso di un destino oscuro, legato a una stirpe antica.

Tuttavia, dopo un ultimo agguato, si scopre che la vita ha sempre il sopravvento. Il commissario Luca Rustici indaga su un sindaco assassinato e un vecchio soldato nazista. Ed anche su un latitante mafioso, cercando di arrivare alla verità o di prendere una decisione.

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e) Leonida Repaci

Leonida Repaci è stato uno degli scrittori calabresi e poeta. Drammaturgo, pittore e saggista. Ed anche antifascista. Egli è conosciuto specialmente come autobiografico. Ci ha narrato del suo ferimento nella Prima Guerra Mondiale. Della sua carcerazione. Della moglie amatissima.

Tuttavia, la sua opera prediletta è una trilogia. La storia di una famiglia borghese, numerosa e lavoratrice. Attraverso le vicende dei vari componenti, passa tutta la storia dei primi trent’anni del Novecento italiano. Repaci dà qui dimostrazione di un forte interesse. Quello per le problematiche e le vicissitudini della sua terra.

Si innestano nel libro tematiche sociali e politiche, oltre all’autobiografia. Il tutto trattato con grande realismo. Anche se si nota un’esagerazione lirica nelle descrizioni. Esagerazione pervasa di colori e di violenza, oltre che di una prepotente sensualità.

Migliori libri di Leonida Repaci

Leonida Repaci è uno degli scrittori calabresi. Che ha saputo distinguersi per la sua produzione letteraria, ricca di spunti di riflessione e di storie avvincenti. Nel corso della sua carriera, Repaci ha pubblicato numerosi libri. Che hanno ottenuto un ampio successo di critica e di pubblico.

In questo articolo, vogliamo presentarvi alcuni dei migliori libri di Leonida Repaci. Che vi consigliamo di leggere, se volete scoprire l’universo letterario di questo autore talentuoso.

Calabria grande e amara

Il primo libro di Leonida Repaci è Calabria grande e amara.

Calabria grande e amara” è un testo che combina elementi di diario, inchiesta, diario di viaggio e saggio antropologico. E crea così un quadro intemporale della realtà sociale e politica della Calabria.

Pubblicato per la prima volta nel 1964, offre ancora oggi un prezioso contributo. A cosa? Alle discussioni politiche sulla regione dell’ Italia meridionale. Con una scrittura appassionata ma senza indulgenza o riserve. Questo libro è una guida istruttiva per comprendere la Calabria, “sempre in travaglio“.

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f) Mimmo Gangemi

Mimmo Gangemi è un giornalista ed uno fra gli scrittori calabresi. E’ iscritto all’Albo dei giornalisti della Calabria e lavora per diversi giornali. Tra i quali “La Stampa” e “Italianieuropei“. “Panorama” e “La Gazzetta del Sud“. E molti altri ancora. Nel 2016 ha vinto il premio “La matita rossa e blu” per il giornalismo. Gangemi è un autore calabrese versatile.

Infatti, si esprime in diversi generi letterari. Romanzo storico e thriller. Commedia tragica e noir. Storie del quotidiano e saga familiare. Ha vinto anche numerosi premi letterari. Citiamo qui il “Premio Nazionale Rhegium Julii“, il “Premio Fortunato Seminara“, e il “Premio Letterario Vincenzo“. Inoltre, la fiction di Rai uno “Il giudice meschino“, è stata ispirata dal suo libro omonimo.

Migliori libri di Mimmo Gangemi

Mimmo Gangemi è uno degli scrittori calabresi conosciuto per i suoi romanzi. Che affrontano temi sociali e culturali con uno stile narrativo originale e incisivo. La sua produzione letteraria è ricca di storie intense e toccanti. Che riescono a catturare l’attenzione del lettore, sin dalle prime pagine.

In questo articolo, vogliamo presentarvi alcuni dei migliori libri di Mimmo Gangemi. Che vi consigliamo di leggere, se volete scoprire l’universo narrativo di questo autore talentuoso.

La signora di Ellis Island

Il primo libro di Mimmo Gangemi è La signora di Ellis Island.

Durante l’anno 1902, molti italiani cercavano fortuna negli Stati Uniti. Anche Giuseppe, che aveva 21 anni. E proveniva da una famiglia contadina dell’Aspromonte, decise di lasciare tutto quello che aveva, per attraversare l’oceano. Dopo essere sbarcato a Ellis Island, Giuseppe non superò le visite di controllo e fu destinato a essere rispedito indietro.

Tuttavia, una donna vestita di azzurro e con un bambino in braccio gli apparve all’improvviso, aprendogli le porte dell’America. Dopo anni di duro lavoro nelle miniere e nelle fonderie, Giuseppe tornò in Calabria. Convinto che l’incontro miracoloso con la donna di Ellis Island avesse segnato il suo destino. Ed avrebbe cambiato le sorti di tutta la sua famiglia.

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g) Francesco Perri

Francesco Perri (1885-1974). Giornalista ed uno degli scrittori calabresi. Ma anche un grande meridionalista ed antifascista. Figlio di umili agricoltori rimane orfano di padre. Nel 1908 si trasferisce a Fossano, in Piemonte. Poi consegue la maturità classica al “Cesare Beccaria” di Milano. Contemporaneamente pubblica la sua prima raccolta di poesie. Partecipa volontario alla prima guerra mondiale.

Da questa esperienza nasce un poemetto, che egli manda a Benedetto Croce. Il quale così gli risponde. “E’ tanta la commozione”, scrive il Croce. “Con cui ho letto le sue sincerissime pagine, che vorrei pregarLa di permettermi di conservare il Suo manoscritto. Per unirlo ad altro ricordo che ho raccolto di questa nostra grande guerra“.

Dato il suo scoperto antifascismo, subisce persecuzioni. Fino a perdere il posto di lavoro. Per vivere, questo autore calabrese si trasferisce con la famiglia a Milano. Nella città lombarda si guadagna da vivere collaborando con la casa editrice “UTET“. Per la quale scrive narrazioni popolari, per ragazzi, e romanzi rosa.

Migliori libri di Francesco Perri

Francesco Perri è uno degli scrittori calabresi che ha saputo distinguersi per la sua produzione letteraria. Ricca di storie intense e toccanti. Nel corso della sua carriera, Perri ha pubblicato numerosi libri. Che hanno ottenuto un ampio successo di critica e di pubblico.

La sua narrativa affronta temi universali con uno stile incisivo e profondo. Che riesce a coinvolgere il lettore sin dalle prime pagine. In questo articolo, vogliamo presentarvi alcuni dei migliori libri di Francesco Perri. Che vi consigliamo di leggere se volete scoprire l’universo narrativo di questo autore talentuoso.

Emigranti

Il primo libro di Francesco Perri è Emigranti.

Emigranti“, è stato pubblicato per la prima volta da Mondadori nel 1928. Ed è un’esperienza che immerge il lettore nella grande letteratura. Questo romanzo offre una visione grandiosa del mondo contadino e pastorale dell’Aspromonte. Non solo attraverso la descrizione degli uomini, delle donne e dei loro problemi quotidiani. Ma anche attraverso la descrizione della natura e dei paesaggi che li circondano.

Emigranti” dimostra una conoscenza approfondita dei luoghi e un profondo amore per l’Aspromonte. Un’introspezione psicologica finemente dettagliata dei personaggi, ed un ritmo narrativo incalzante.

Tuttavia, ci sono anche momenti di pura contemplazione estetica del mondo della natura. Come in molte altre storie della letteratura calabrese del Novecento, in Emigranti aleggia un senso di morte sulla vicenda narrata. Tuttavia, non c’è spazio per la disperazione perché non c’è morte senza rinascita.

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h) Mario La Cava

Mario La Cava (1908-1988) è un altro degli scrittori calabresi del nostro elenco. Dalla madre, donna appassionata di scrittura, ereditò le abilità letterarie. Dopo gli studi si trasferisce a Roma e poi a Siena. Luoghi rispettivamente degli studi di medicina, e della laurea in giurisprudenza. Appena possibile ritorna in Calabria. Scelta dettata da ragioni del cuore ma non solo.

Infatti, era certo che solo nella provincia fosse possibile una cosa. E cioè trarre ispirazione per gli intrecci di romanzi. Perché solo nei piccoli centri è possibile creare rapporti umani con le persone. Nelle sue opere La Cava parla degli agricoltori e dei miseri emigranti. Oltre che degli emarginati in generale.

Pubblica anche una raccolta di aforismi sulla cultura contadina. Questo autore calabrese è stato anche giornalista. Di conseguenza ha lavorato per parecchi giornali e riviste. Ad esempio “Corriere della Sera“, “La Stampa“, “Il Calendario del Popolo“. E molti altri ancora.

Migliori libri di Mario La Cava

Mario La Cava è uno degli scrittori calabresi conosciuto per i suoi romanzi. Che affrontano temi sociali e culturali, con uno stile narrativo incisivo e originale. La sua produzione letteraria è ricca di storie intense e toccanti. Che riescono a catturare l’attenzione del lettore sin dalle prime pagine.

In questo articolo, vogliamo presentarvi alcuni dei migliori libri di Mario La Cava. Che vi consigliamo di leggere, se volete scoprire l’universo narrativo di questo autore talentuoso.

I fatti di Casignana

Il primo libro di Mario La Cava è I fatti di Casignana.

Allo stesso modo de “I conquistatori” di Francesco Perri, “I fatti di Casignana” racconta alcune vicende. Vicende della lotta contadina subito dopo la Prima Guerra Mondiale. Dove? In un paese situato alle pendici dell’Aspromonte. Paese che lotta per il rispetto della legge Visocchi. La quale prevedeva che i reduci di guerra, potessero utilizzare i terreni incolti.

Quindi, a Casignana, feudo della principessa di Roccella, i contadini iniziano a bonificare la foresta Callistro. Tuttavia, un mese prima della marcia su Roma, la concessione delle terre viene revocata. Allora i contadini, guidati dal sindaco socialista Filippo Zanco, occupano pacificamente la foresta.

Tuttavia, il prefetto ordina lo sgombero, e le forze dell’ordine attaccano. Causando una tragedia. In più, a fomentare la dura repressione sono i figli di don Luigi Nicota. Che è il ricco e arrogante proprietario del paese.

Per cui, Mario La Cava indaga con estrema obiettività e realismo. E senza alcuna retorica “populista“, sulle cause della sconfitta del movimento contadino. Mettendo in luce il contrasto di interessi tra contadini e pastori. Denuncia la complicità del potere economico e politico. Smaschera l’ambiguità dei traditori e si immedesima nella sofferenza dei sopravvissuti. Infine, racconta la solitudine di chi non è riuscito a guidare il suo popolo alla vittoria. La prefazione è di Goffredo Fofi.

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Mimì Cafiero

Il secondo libro di Mario la Cava è Mimì Cafiero.

In questo romanzo, lo stile è rapido e id dialoghi sembrano tratti direttamente dalla realtà. Vengono esplorati i vizi e le vanità di una piccola città calabrese, chiusa al cambiamento. E’ ambientato a Reggio Calabria, negli anni immediatamente successivi all’avvento del fascismo. Il libro si basa su un fatto di sangue realmente accaduto e noto come il “delitto del cieco“.

All’interno di una trama oscura che ricorda un romanzo giallo, incontriamo Mimì Cafiero. Un piccolo proprietario terriero, ossessionato dal desiderio di avere relazioni sessuali e di vendicarsi. Peppino Zuccalà, un impiegato di concetto e suo amico e rivale. Lina, una ragazza del posto, che alla fine si ribella contro il suo destino avverso. E Ciccio, il fratellastro-servo mezzo uomo e mezzo animale, creano un intreccio avvincente che rappresenta una varietà di costumi.

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i) Tonino Perna

Tonino Perna, nato nel 1947, è uno degli scrittori calabresi. Ha firmato saggi e romanzi. Racconti ed “ecofavole”. Ha diretto il Parco Nazionale dell’Aspromonte dal 2000 al 2005. Collaudando un sistema anti-incendio, adottato poi dai paesi europei. Ha fatto coniare “L’Ecoaspromonte“, una moneta locale. Ha concepito il parco “Ecolandia“. Un parco giochi ecologico.

Altresì, è stato a capo del “Comitato Etico della Banca popolare Etica di Padova“. Ha ricoperto altri numerosi incarichi. Inoltre, l’autore calabrese Perna si è fatto carico di cooperazione internazionale, lavoro minorile, tutela ambientale. Questione meridionale e comportamenti dei compratori. Ha fondato, insieme ad altri, la rivista “Altraeconomia“.

Si tratta del primo esperimento in Italia di un’ unione particolare. Di cosa? Consumo critico, cooperazione internazionale e commercio equo. Si occupa anche dell’organizzazione della mostra “TERRAFUTURA” di Firenze. La quale è una manifestazione a cadenza annuale, che tratta i temi dei buoni comportamenti di vita. Ed anche di governo e del fare impresa. Nell’ottica di un futuro equo e sostenibile.

Migliori libri di Tonino Perna

Tonino Perna è uno dei più influenti scrittori calabresi economisti contemporanei. Noto soprattutto per le sue riflessioni sulla crisi finanziaria del 2008. E per la proposta di un nuovo modello di sviluppo economico, basato sulla sostenibilità ambientale e sociale.

Nel corso della sua carriera ha scritto numerosi libri. Molti dei quali sono diventati dei veri e propri classici del pensiero economico. In questo articolo, vogliamo segnalarvi alcuni dei migliori libri di Tonino Perna. Che vi permetteranno di approfondire le sue idee e di scoprire come la sua visione dell’economia possa essere di aiuto per affrontare i problemi del nostro tempo.

Monete locali e moneta locale

Il primo libro di Tonino Perna è Monete locali e moneta locale.

Il mondo dell’economia e delle finanze sta cambiando rapidamente. Spinto sia dalle nuove potenze emergenti che dalle sperimentazioni. Che mirano a riprendere la sovranità monetaria perduta. Siamo nella prima fase della “rivoluzione monetaria” del 21° secolo, che presenta due facce.

Da un lato, nuove configurazioni geoeconomiche mondiali. Che puntano ad una moneta unica di conto, che superi il “signoraggio” del dollaro. Dall’altro, una proliferazione di monete locali complementari (oltre 5.000) in molti Paesi.

Perna sottolinea che queste monete locali ed il credito mutuale. I Lets e altre forme di scambio alternative al mercato capitalistico, devono essere inserite in un “progetto locale“. Progetto che tenga conto delle caratteristiche di ogni singolo territorio e della sua storia. Ed anche del suo patrimonio etico, ambientale e culturale. La riappropriazione del denaro come “bene comune” fa parte del processo di costruzione di un’altra economia.

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Pandeconomia: le alternative possibili

Il secondo libro di Tonino Perna è Pandeconomia: le alternative possibili.

Da quando la Seconda Guerra Mondiale è terminata, le generazioni europee cosa devono affrontare? Una nuova minaccia distruttiva. il Coronavirus. In più, sono generazioni che non hanno mai conosciuto guerre, carestie o epidemie

E la memoria collettiva delle devastanti pandemie (peste, colera, tifo, ecc.), che hanno colpito il Vecchio Continente? Dal XIV al XVIII secolo? E’ svanita. Anche se queste hanno profondamente modificato le strutture economiche, impedito la crescita demografica e trasformato il volto delle città. L’economia pandemica è tornata sulla scena, lasciando le popolazioni occidentali prima incredule, e poi in panico.

L’economia pandemica sta modificando la nostra vita quotidiana. In modo positivo e negativo. E ci apre le porte del futuro, caricandoci di responsabilità. Ci troviamo di fronte ad un bivio: tornare alla vecchia strada, con tutte le disuguaglianze sociali e l’inquinamento. Ed anche la distruzione dell’ecosistema che ne conseguono, o avviarci verso un'”equonomia”. Ovvero la ricerca di un equilibrio tra uomo e habitat basato sull’equità e sui valori positivi emersi durante questa crisi.

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l) Rocco Carbone

Rocco Carbone (1962-2008). Uno degli scrittori calabresi originario di Cosoleto, provincia di Reggio Calabria. Laureato in Lettere alla “Sapienza” di Roma. Tesi di laurea su “I Malavoglia” di Verga. Vincitore di un dottorato di ricerca alla Sorbona di Parigi.

Inizialmente si occupa di critica letteraria, per poi dedicarsi alla narrativa. Pubblica articoli e racconti su varie riviste. Per citarne qualcuna, “Nuovi Argomenti“, “Linea d’ombra” “Paragone“. Affronta anche il tema dell’analisi psicologica che intreccia due temi. I quali sono terrorismo e rapporto fraterno.

Seguendo un preciso percorso etico, questo autore calabrese rinuncia all’insegnamento universitario. E si dedica ad insegnare nel carcere di Rebibbia, sezione femminile. Tale scelta lo segna intimamente. Oltre a farsi sentire in diversi romanzi. Durante la stesura del suo ultimo libro, muore in un incidente stradale a Roma, a bordo della sua moto.

Migliori libri di Rocco Carbone

Rocco Carbone è uno dei più apprezzati scrittori calabresi del nostro tempo. Noto soprattutto per i suoi romanzi dal respiro internazionale, e per le sue opere di saggistica. Che affrontano temi di grande attualità.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerosi libri, che hanno saputo conquistare il pubblico e la critica. Diventando dei veri e propri best seller. In questo articolo vogliamo segnalarvi alcuni dei migliori libri di Rocco Carbone. Che vi permetteranno di scoprire le sue opere, e di approfondire le sue riflessioni su temi come la politica, la società e l’economia.

L’apparizione

Il primo libro di Rocco Carbone è L’apparizione.

Un’abitazione di campagna accoglie un gruppo di amici. Ma un ospite misterioso fa la sua comparsa, visibile solo agli occhi di Iano. Insieme a questa figura, viene trovato anche un pugnale. Prima sul cuscino di Iano, poi su quello di Sara, la moglie di un amico.

Improvvisamente, una passione travolgente ed insana scoppia, spingendo Iano verso comportamenti autodistruttivi. In questa storia di follia e impulso, l’amore trasforma fatalmente in distruzione. È forse quell’ospite enigmatico Eros, un dio crudele con terribili progetti? E perché ha scelto proprio Iano?

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L’assedio

Il secondo libro di Rocco Carbone è L’assedio.

Un’inspiegabile e persistente pioggia di sabbia si abbatte sulla città di R. Situata in una geografia non specificata, fra le montagne e il mare. La popolazione, non preparata a tale evento, viene assediata dalla costante pioggia di sabbia. Le autorità non riescono a fornire aiuto. E dopo pochi giorni i contatti con l’esterno vengono interrotti. L’isolamento è totale e nessuno può più lasciare o entrare nella città.

Tra quelli che rimangono, c’è una crescente esasperazione e disperazione, e lotta per la sopravvivenza è già in corso. Ma cosa si deve fare per resistere in quel teatro muto di sabbia e continuare a essere umani. Obbedire alla nostra missione, sia religiosa che laica, come il padre Retez e il dottor Damiano? Oppure seguire la strada del cinismo come il giovane Demetrio? O ancora, come Saverio, cercare una via “umana” per combattere il male. Esponendosi così al dubbio, all’ambivalenza delle emozioni e alle cadute della ragione?

Con la riedizione di questo romanzo, premonitore e lancinante come pochi, torna ai lettori Rocco Carbone. Uno dei più oscuri e affilati autori della narrativa contemporanea. “Interprete così acuto e spassionato della condizione umana“.

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m) Fortunato Seminara

Fortunato Seminara, è uno degli scrittori calabresi di Maropati, provincia di Reggio Calabria, nel 1903. Figlio unico di agricoltori, gli è consentito di studiare fin da piccolissimo. E’ molto desideroso di imparare e buon studente. Per questo la famiglia sceglie di fargli proseguire gli studi. Nonostante la tradizione del luogo riservasse solo agli aristocratici la frequentazione scolastica.

Egli dimostrerà così le virtù e le competenze dei figli del popolo. Questo scrittore calabrese partecipa alla prima guerra mondiale. Emigra in Svizzera nel 1930. Qui svolge numerosi lavori, tra cui l’orologiaio. E viene in contatto con la letteratura internazionale. Perlopiù i romanzieri francesi e russi. Prova inutilmente ad emigrare in America, come fecero tanti altri scrittori calabresi.

Di conseguenza, prende a scrivere. Racconti e romanzi. Diventa anche giornalista, scrivendo per “Il Messaggero” di Roma e “La Gazzetta del Mezzogiorno“. Fortunato Seminara ha la fortuna di entrare in contatto con molti grandi scrittori. Tra cui Alvaro, Silone, Moravia, La Cava. Vittorini, Calvino, Sciascia e molti altri ancora.

Migliori libri di Fortunato Seminara

Fortunato Seminara è uno degli scrittori calabresi più apprezzati della sua generazione. Con una produzione letteraria vasta e variegata. Che spazia dal romanzo al saggio, dalla poesia alla narrativa per l’infanzia. La sua opera è stata tradotta in numerose lingue, e ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Confermandolo come uno dei principali esponenti della letteratura italiana contemporanea.

In questo articolo, esamineremo alcuni dei migliori libri di questo, che è uno dei migliori scrittori calabresi. Per scoprire le tematiche ed i tratti distintivi della sua scrittura. E per dare un assaggio della sua versatilità come autore. Sei un appassionato lettore che cerca nuove scoperte? O un neofita che vuole iniziare a conoscere l’opera di Seminara? Questo articolo è sicuramente una risorsa preziosa, per scoprire i tesori della sua produzione letteraria!

La masseria

Il primo libro di Fortunato Seminara è La masseria.

E’ stato scritto negli anni subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questo romanzo è pensato come un seguito diretto della storia raccontata in “Le baracche“. Molti personaggi compaiono in entrambe le opere. Ed alcuni eventi del primo libro costituiscono il preambolo di quelli narrati nel secondo. Tuttavia non c’è l’intenzione di proseguire la storia di Cata e Micuccio.

Invece, il contesto si espande. E nuovi personaggi si uniscono a quelli già conosciuti. Per rappresentare insieme la condizione del popolo calabrese oppresso. La storia è ambientata all’inizio degli anni Venti. Quando nelle campagne si verificano agitazioni e rivolte, a seguito della fine della guerra. E della diffusione delle idee socialiste. Tuttavia, ci sono pochissimi riferimenti cronologici specifici. Proprio perché l’obiettivo di Seminara è quello di documentare, in modo ampio, l'”umanità oppressa“.

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Le baracche

Il secondo libro di Fortunato Seminara è Le baracche.

Un racconto di sconfitti, di umili e senza tetto. Che vivono nel periodo successivo alla prima guerra mondiale. Nelle baracche di una città pianeggiante.

Il figlio di un ricco proprietario terriero, Micuccio Caporale, si innamora di Cata. Cata è una bella ragazza delle baracche, che è considerata una donna perduta, quando Micuccio riesce a baciarla. Cata e sua madre partecipano ad un pellegrinaggio. Al Santuario della Madonna di Polsi. E qui si verificano scontri e liti. Che vengono interpretati come segni della volontà della Madonna, che Cata non debba, perché “indegna“, presentarsi al Santuario.

In questa occasione, un calderaio di cinquant’anni, Girolamo, chiede Cata in sposa alla madre. Inizialmente Cata rifiuta. Perché sente nel suo cuore che solo Micuccio potrà essere amato da lei. Ma poi, influenzata da amiche e mezzane, cede e sposa il calderaio. Questi, tuttavia, viene ucciso durante la cerimonia nuziale. Ucciso da uno storpio, Gianni di Saia, disabile. Povero relitto umano che aveva sperato di sposare Cata.

L’epilogo del romanzo è catastrofico. L’influenza spagnola decima la popolazione delle baracche. E Cata cade inevitabilmente nelle mani di Micuccio. («Era destinato che finisse così», «Non si è fatto di tutto per evitarlo? Era destino»). Le baracche vengono distrutte da un incendio, che scoppia all’improvviso in una notte di settembre.

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n) Pasquino Crupi

Pasquino Crupi è uno dei migliori scrittori calabresi (1940 – 2013). Ha scritto opere importanti come romanzi e saggi. Testi che hanno inciso in profondità sul suo cammino umano e culturale. E’ stato anche giornalista e storico. Ha diretto il settimanale “La Riviera“. Ha avuto molto a cuore il pensiero meridionalista e la cosiddetta “questione meridionale“.

Inoltre, ha spaziato anche nell’ambito politico e sociale della storia della cultura. Egli dichiarava di essere un “intellettuale in trincea”. E’ stata sempre viva in lui l’appartenenza all’ideologia di sinistra. Oltre a ciò, ha anche affrontato i temi di camorra, “picciotteria” e mafia. Nonché della ‘ndrangheta. Ha dedicato il suo ultimo lavoro al processo storico dell’unificazione/divisione italiana. Testo, quest’ultimo, che va sempre inquadrato nella onnipresente “questione meridionale“.

Migliori libri di Pasquino Crupi

Pasquino Crupi è uno degli scrittori calabresi più amati e apprezzati, della scena letteraria italiana contemporanea. La sua produzione letteraria spazia attraverso diversi generi e tematiche. Ma ciò che accomuna tutti i suoi libri, è la profondità dei personaggi. E la capacità di raccontare storie universali. E le racconta attraverso uno stile unico e coinvolgente.

In questo articolo, vogliamo condividere con voi i nostri libri di Crupi preferiti. Speriamo che questa introduzione vi spinga a scoprire. O a riscoprire i libri di Pasquino Crupi. E che possa farvi apprezzare ancora di più questo straordinario autore, che è unico, nell’elenco degli scrittori calabresi.

Lezioni di letteratura calabrese dalle origini ai nostri giorni.

Il primo libro di Pasquino Crupi è Lezioni di letteratura calabrese dalle origini ai nostri giorni.

Le lezioni di letteratura calabrese presentate in questo volume, sono state tenute all’Università per Stranieri Dante Alighieri. A Reggio Calabria, nel 2011. E sono il risultato finale dell’approfondita ricerca di Pasquino Crupi. Nell’ambito della cultura letteraria della Calabria.

Possiedono una sintesi straordinaria che non sacrifica mai completezza e chiarezza. Ed un linguaggio diretto e privo di fronzoli accademici. Crupi ricostruisce la storia della letteratura calabrese dai tempi di Cassiodoro fino ai giorni nostri. Evidenziando i punti di svolta ed i momenti di crescita. Che gli scrittori calabresi hanno saputo imprimere, all’evoluzione della letteratura nazionale.

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La questione meridionale

Il secondo libro di Pasquino Crupi è La questione meridionale.

Il volume in oggetto esplora la cosiddetta “questione meridionale”, con focus sulla sua origine e evoluzione. La ricerca di Pasquino Crupi si confronta costantemente con questi temi. Attraverso una divagazione, presenta le idee sviluppate da importanti intellettuali e studiosi meridionalisti.

Come Pasquale Villari e Napoleone Colajanni. Giustino Fortunato e Francesco Saverio Nitti. Pasquale Turiello ed Ettore Ciccotti. Gaetano Salvemini, Luigi Sturzo e Guido Dorso. Antonio Gramsci e Benedetto Croce.

Utilizzando metodi di analisi moderni per indagare la realtà del Mezzogiorno, nel processo storico di unificazione e separazione nazionale. Il volume offre una panoramica equilibrata tra contesto storico, profili teorici e spunti di riflessione. Panoramica che affronta le dinamiche più controverse della storia, per rileggere e cercare di comprendere la questione meridionale. La quale è uno dei problemi irrisolti e più complessi del nostro Paese.

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Un gambero rosso

Il terzo libro di Pasquino Crupi è Un gambero rosso.

La “Questione del Sud” non è una questione criminale – Pasquino Crupi continuava a ripetere – ma una questione culturale. E questo pensiero guida, come meridionalista letterato, ha cercato di convalidare attraverso la sua ampia produzione giornalistica e letteraria.

Ma non ha parlato solo attraverso libri e giornali. Egli è “predicatore” della parola meridionalista. E come un “monaco scalzo“, Pasquino Crupi ha portato avanti questa “missione“. Viaggiando su e giù per la Calabria, parlando in piazze, conferenze e partecipando a dibattiti.

Dalla quarta di copertina Crupi ci spiega: “Ma che tipo di intellettuale e di studioso sono stato? Sono stato un uomo di strada e un propagandista della futura città socialista […] Se la realtà non mi allarma, non riesco a pensare né a scrivere“.

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o) Danilo Chirico

Lo scrittore calabrese Danilo Chirico (Reggio Calabria, 1977) è un autore di libri e giornalista. Ha anche ideato programmi di divulgazione di varia natura per molti canali. I quali sono Raiuno, Raitre, LaeffeTv. Poi Mtv, Radiotre e Repubblica.it.

Inoltre, ha scritto per giornali, riviste e agenzie di stampa parlamentare. Ha firmato un romanzo e sceneggiato la web serie Angelo, di Raiplay. È autore di testi sulle diverse mafie. Nel 2011 si aggiudica il premio “Indro Montanelli – Giovani“.

Migliori libri di Danilo Chirico

Danilo Chirico è uno degli scrittori calabresi più apprezzati del nostro tempo. Con una produzione letteraria che spazia dai romanzi alla saggistica. La sua scrittura è sempre profonda ed evocativa. Ed i suoi libri sono una lettura obbligata, per chiunque sia interessato alla letteratura contemporanea.

In questo articolo, esamineremo alcuni dei migliori libri di Danilo Chirico. Selezionando i suoi lavori più significativi. Ed offrendo una panoramica della sua carriera e delle sue opere. Le quali si distinguono, nel panorama degli scrittori calabresi. Speriamo che questa introduzione vi dia l’opportunità di scoprire, o riscoprire, questo autore straordinario. Ed anche la sua straordinaria produzione letteraria.

Storia dell’antindrangheta

Il primo libro di Danilo Chirico è Storia dell’antindrangheta.

Il 6 ottobre 1991 si celebra il trentesimo anniversario della storica Marcia della Pace, voluta da Aldo Capitini. Tuttavia, l’appuntamento non sarà, come da tradizione, da Perugia ad Assisi. Ed è l’unica volta nella storia dal 1961 ad oggi. L’orizzonte non sarà quello del pacifismo tradizionale.

In quel giorno, infatti, decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia, si incontreranno a Reggio Calabria. Saranno arrivate da tutta Italia, per attraversare la città. Fino a raggiungere il quartiere Archi, sede delle cosche più temute della ‘ndrangheta. E pertanto considerato off-limits da molti.

È un giorno storico per la città, perché segna simbolicamente la fine di una impressionante faida. Faida che, con quasi 800 omicidi, tiene in ostaggio i reggini dal 1985. Ed è un evento fondante per il paese. La Marcia Reggio-Archi è infatti, la prima manifestazione antimafia nazionale, organizzata dalla società civile nella storia d’Italia. Il libro ripercorre la storia dell’anti-‘ndrangheta in Italia. E dimostra come la “Marcia Reggio-Archi” abbia cambiato per sempre il corso degli eventi. In Calabria e nel paese.

Dimenticati. Cittadini innocenti uccisi dalla ‘ndrangheta.

Il secondo libro di Danilo Chirico è Dimenticati. Cittadini innocenti uccisi dalla ‘ndrangheta.

In Italia, la ‘ndrangheta è attualmente l’organizzazione criminale più potente e misteriosa. Questo libro ne racconta la storia attraverso una prospettiva inedita. Presentando le storie di uomini e donne uccisi dall’associazione criminale, e dimenticati dallo Stato. E ricostruendo gli eventi più oscuri del Paese, e le lotte per i diritti nella Calabria degli ultimi cinquant’anni.

Le vittime innocenti di questa organizzazione sono circa 300 persone. Tra cui magistrati e uomini in divisa. Attivisti politici e sindacali. Imprenditori e commercianti. Donne “suicidate” e bambini uccisi. Vittime di sequestri e testimoni scomodi. Si tratta di persone comuni, le cui storie personali vengono finalmente raccontate in questo libro.

L’obiettivo degli autori è uno. Far sì che il “diritto-dovere” della memoria diventi patrimonio di tutti. E che il movimento antimafia calabrese non sia più solo un grido destinato a restare inascoltato. Perché ha lottato per l’affermazione dei diritti civili e sociali.

Questo libro, unico nel suo genere, è stato arricchito da storie inedite. E cerca di restituire agli innocenti la giustizia che spesso non hanno ottenuto. Né in tribunale né nella memoria delle persone. Per la sua scrittura, gli autori hanno vinto il prestigioso premio “Indro Montanelli 2011” per la sezione giovani.

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Il caso Valarioti.

Il terzo libro di Danilo Chirico è Il caso Valarioti.

Giuseppe Valarioti era un insegnante precario che viveva nella città di Rosarno, in Calabria. Credeva che la politica e la cultura potessero essere usate per combattere la ‘ndrangheta. E offrire opportunità ai giovani del suo paese.

Fu ucciso a trent’anni, durante la notte tra il 10 e l’11 giugno 1980. Mentre stava uscendo da una cena organizzata dal PCI, per celebrare la vittoria alle elezioni. Si tratta del primo omicidio politico in Calabria.

Un evento che segnò la fine del movimento anti-‘ndrangheta. L’omicidio rappresentò anche il battesimo di sangue della “Santa”. Cioè il nuovo nome della ‘ndrangheta. Che avrebbe cambiato per sempre il destino della Calabria. La vicenda giudiziaria durò undici anni. E comprendeva testimonianze coraggiose. Ed anche repentine ritrattazioni, di un super pentito che parlò senza essere creduto. Ed interi faldoni di documenti che scomparvero. Senza che mai si arrivasse ad una vera e propria giustizia per l’omicidio.

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p) Vincenzo Guerrazzi

Un altro degli scrittori calabresi è Vincenzo Guerrazzi (1940-2012). Egli proviene da un paesino dell’entroterra. Il padre viene ucciso dai nazifascisti, ed egli si traferisce a Genova. Nella città ligure viene assunto ai cantieri Ansaldo. In questi lavora per 17 anni.

Dopodiché si licenzia per abbracciare le sue vere passioni. Che sono la scrittura e la pittura. Entrambe sono per lui un’occasione per un particolare percorso. Cioè quello dell’impegno sociale, civile e politico. Per lui la prima cosa è il contenuto, dopo viene la forma. Lo scopo è di ridestare le coscienze, puntare i riflettori sulle ingiustizie.

Dà vita al primo “quotidiano sui muri“. Lo chiama “L’urlo della notte“. Questo scrittore calabrese raccoglie ciò che viene scritto, e lo pubblica nel suo primo romanzo. Vince il “Premio Sila” nel 1975.

Perdipiù firma articoli per i giornali di Genova, come “Il SecoloXIX“. E si fa promotore di indagini nell’ambito dirigenziale operaio. Rendendo note corruzione, boria, superficialità. Oltre a disimpegno ed incompetenza.

Migliori libri di Vincenzo Guerrazzi.

Se sei appassionato di letteratura, sicuramente conoscerai Vincenzo Guerrazzi, uno degli scrittori calabresi più importanti e influenti della storia. La sua produzione letteraria è vasta e versatile, spaziando dai romanzi storici ai saggi, dai racconti alle opere teatrali.

In questo articolo, vogliamo presentarti i migliori libri di Vincenzo Guerrazzi. Scelti tra le sue opere più famose e apprezzate dal pubblico e dalla critica. Se vuoi scoprire i capolavori di questo autore. O se vuoi semplicemente ampliare la tua conoscenza della letteratura degli scrittori calabresi, questo è l’articolo che fa per te. Preparati a immergerti nei mondi affascinanti e indimenticabili creati da Guerrazzi e a scoprire le sue opere più iconiche.

Nord e sud uniti nella lotta

Il primo libro di Domenico Guerrazzi è Nord e sud uniti nella lotta.

Il romanzo ha come sfondo un lungo viaggio in nave. Intrapreso da un gruppo di operai genovesi, nel mese di ottobre 1972. Viaggio organizzato al fine di partecipare ad una grande manifestazione, organizzata dai sindacati a Reggio Calabria.

Lo scopo? Rispondere alle sedizioni dei fascisti e dei “boia chi molla“. La manifestazione in sé è solo un dettaglio marginale della storia, così come il tema dell’antifascismo. Il vero focus del racconto è l’esperienza del viaggio. La nave diventa il luogo dove si rappresentano i conflitti sociali. Gli operai sono sistemati nei piani bassi, mentre i sindacalisti occupano i piani alti. Nel decennio degli anni Settanta, questo libro ha scosso le certezze massimaliste della sinistra di allora.

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I primi della classe

Il secondo libro di Domenico Guerrazzi è Primi della classe.

In questi racconti immaginari ed ironicamente impertinenti, i protagonisti sono ispirati a personaggi reali come Giulio Andreotti e Gianni Agnelli. Giorgio Napolitano ed Enrico Berlinguer. Bettino Craxi e Pietro Ingrao. Giovanni Spadolini, Nilde Jotti e Marco Pannella. Karol Wojtila e Khomeini.

Valentina Cortese, Ernest Hemingway e Cesare Pavese. Enrico Morselli, Franco Fortini, Antonio Porta. Andrea Zanzotto, Edoardo Sanguineti ed Alfredo Giuliani. Mario Luzi, Mimma Mondadori, Dacia Maraini. Alberto Moravia, Sergio Zavoli, Giorgio Strehler e molti altri.

Vincenzo Guerrazzi (nato a Mammola nel 1940) è. come ha scritto Stefano Bigazzi. Un artista che da oltre trent’anni ha combinato letteratura e pittura. In un percorso culturale originale e di notevole potenza espressiva. Dai suoi saggi sulla cultura del lavoro e sul ruolo dei lavoratori. Alla sua narrativa, in cui l’operaio è il soggetto che cerca di liberarsi prima di tutto dal conformismo. Prima ancora che dalla fabbrica. Guerrazzi è uno scrittore visionario, che sa raccontare il mondo che lo circonda attraverso l’indagine dell’uomo.

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q) Domenico Zappone

Nella nostra lista di scrittori calabresi non può mancare Domenico Zappone (1911-1976). Egli si diploma al liceo classico. E poi si iscrive alla facoltà di giurisprudenza di Messina. Ma non ha disponibilità economiche. Così si mette ad insegnare nelle elementari. Si laurea in lettere nel 1938 a Catania.

Nasce ora l’amore per la cultura ed i costumi della Calabria. Partecipa alla Seconda Guerra Mondiale e rimane ferito. Questo fatto crea in lui un forte tormento interiore. Che passa nelle sue opere successive.

Intanto iniziano le sue collaborazioni con varie testate giornalistiche, a partire dal 1934. Tra queste “Piccolissimo“, ed “Il Giornale della Sera“. Dopodiché, questo scrittore calabrese dà il proprio contributo alla radio. Lavorando per la sede Rai di Cosenza.

Dall’anno 1961 prende il via la sua docenza nella scuola media. Vince molti premi e note di merito locali. Ad esempio il “Premio Conca d’Oro“, “Il Premio Sila” ed il “Premio Villa San Giovanni“. Il “Premio Sila” gli viene concesso per un articolo da lui pubblicato su “Il Tempo“, nel 1967.

Migliori libri di Domenico Zappone.

Benvenuti a questo articolo dedicato ai migliori libri di Domenico Zappone. Uno degli scrittori calabresi più apprezzati del panorama letterario italiano. Zappone è conosciuto per i suoi romanzi di denuncia sociale. Che affrontano temi di grande attualità. E che sono in grado di far riflettere il lettore sulla realtà che lo circonda.

In questo articolo, vi presenteremo alcune delle sue opere più famose. E vi daremo alcune indicazioni su come acquistarle e dove trovarle. Speriamo che questo articolo possa aiutarvi a scoprire, o riscoprire i libri di Zappone. Ed anche di molti altri scrittori calabresi. Vi invitiamo a lasciare un commento con le vostre opinioni e i vostri consigli di lettura. Buona lettura!

Le cinque fiale

Il primo libro di Domenico Zappone è Le cinque fiale.

Le cinque fiale” è il primo e unico romanzo pubblicato da vivo da Zappone. L’altro suo libro, “Calabria Nostra“, è un’antologia di scrittori calabresi destinata alle scuole medie. In questo volume, Zappone ha incluso i suoi primi quattro racconti. Che oltre al titolo del libro sono “Fine di un anno” e “Fine del deserto“. Ancora, “Fine di una guerra“. “Le cinque fiale” e “Fine di un anno” raccontano episodi diversi della sua malattia.

Durante il servizio militare, Zappone ha riportato una banale caduta che ha causato un’infezione alla gamba. Cosa che lo mise in pericolo di cancrena, amputazione e di vita. Fu salvato da cinque fiale di penicillina, ma è rimasto zoppo per tutta la vita.

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Il pane della Sibilla

Il secondo libro di Domenico Zappone è Il pane della Sibilla.

Siamo di fronte ad una raccolta di venti articoli di Domenico Zappone. Pubblicati su diverse testate nazionali tra il 1951 e il 1976. Trattano della città natale di Corrado Alvaro, San Luca, e delle persone e dei luoghi di quell’universo.

In questi scritti è evidente l’attrazione che Alvaro esercita su Zappone. Ed il loro comune rimpianto per un mondo “in cui l’uomo credeva nelle favole e aveva un altro cuore“. Sullo sfondo di luoghi reali, ma avvolti in un’atmosfera leggendaria, si muovono personaggi altrettanto veri, ma sospesi nel tempo.

I vecchi e riservati “saggi“, che siedono sui gradini della chiesa di San Luca come in un areopago. La madre di Alvaro con i suoi silenzi schivi e le sue allusioni sibilline. Giuseppe Musolino che, immerso nella sua fantasticheria enigmatica, aspetta una nave nel manicomio di Reggio Calabria. Tra realtà e finzione. Tra ironia e intensa partecipazione emotiva, Domenico Zappone ci offre uno spaccato di un mondo apparentemente lontano. Ma in realtà troppo vicino a noi.

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Cinquanta lettere a Mario La Cava

Il terzo libro di Domenico Zappone è Cinquanta lettere a Mario La Cava.

Le “Cinquanta lettere” sono inviate dal giornalista Domenico Zappone (Palmi 1911-1976) al suo amico Mario La Cava. E provengono dall’archivio di La Cava. Dove il figlio Rocco ha conservato il vasto patrimonio documentale del padre.

Scritte tra il 1950 e il 1976, queste lettere rivelano l’amicizia. Ed anche la cordialità, che hanno caratterizzato il rapporto tra i due intellettuali. Che sono stati uniti dalla stessa passione per la scrittura. Inoltre, forniscono una panoramica sulla vita culturale e umana dei due autori. Che hanno condiviso difficoltà professionali con editori e direttori. Redattori di riviste e giornali, ma anche problemi personali e quotidiani.

Le lettere sottolineano anche altro. La condizione di isolamento in cui si trovavano gli intellettuali del Sud, lontani dal centro culturale del Paese. I quali dovevano affrontare maggiori sfide per vivere, e scrivere, a causa della loro “perifericità“.

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5 – Scrittori di Vibo Valentia

Cosa dire degli scrittori calabresi di Vibo Valentia? La città ha una vita di ottomila anni. In questo enorme lasso di tempo, ha proliferato un’infinità di scrittori!

Qui soggiorno’ per tre volte Marco Tullio Cicerone. Egli si fermo’ in citta’ per delle soste durante un viaggio di “lavoro“. Anche il nome stesso della città ricorda il suo passato latino. Vibo Valentia fu il nome dato al municipio romano che qui si eresse.

Gli scrittori calabresi quali caratteristiche hanno? Cosa portano in dote alla letteratura italiana? Veniamo a sapere, dalla loro stessa bocca, cosa vuol dire essere calabrese.

Il calabrese può sembrare testardo, un po’ troppo duro e deciso. In realtà è una roccia con una grande dignità e una gran voglia di lavorare e vivere”. (Mia Martini)

Gli scrittori calabresi contemporanei, trasferiscono nella scrittura questa loro intima essenza. Figli della terra. Gente pratica, come tutti quelli che di terra devono campare. Abituati a soffrire la fame, in una terra da sempre spogliata e maltrattata. Situazione che si sperava ardentemente cambiasse dopo l’Unità d’Italia. Speranza presto disillusa.

Nel 2021 Vibo Valentia fu scelta per essere la Capitale Italiana del Libro.

Questo vuol dire che, per un anno, la città ha potuto organizzare eventi e manifestazioni volti alla promozione della lettura. Cosa importantissima per la regione e la nazione intera.

Anche Vibo Valentia vide, tra Otto e Novecento, un proliferare di scrittori calabresi importanti. Essi diedero un notevole contributo al percorso di scolarizzazione della città e della sua provincia.

Per saperne di più puoi consultare la mia guida sugli scrittori di Vibo Valentia.

a) Fausto Torrefranca

Fausto Torrefranca, o anche Fausto Acanfora di Torrefranca (1883-1955), può sembrare, tra gli scrittori calabresi, “anomalo“. Perché? Perché fu un musicista. Il quale però scrisse diversi libri. E scrivere è sempre scrivere. Qualunque sia la materia trattata.

Pertanto, detto questo, possiamo dire che egli studiò da autodidatta. Veniamo al Torrefranca scrittore. Un suo testo fu un famoso saggio in opposizione a Puccini. Dal titolo “Giacomo Puccini e l’opera Internazionale“. L’autore calabrese Fausto Torrefranca, quando accennava al saggio, lo faceva con un tono giustificatorio. A parer suo il libro aveva portato Puccini ad un “esame di coscienza“.

Grazie a quest’ultimo, noi oggi avremmo un sistema strumentale elegante. In particolar modo nelle sue ultime opere il “Trittico” e la “Turandot“. Vinse il “Premio Feltrinelli” nella sezione critica d’arte. Inoltre, il Conservatorio di Vibo Valentia porta il suo nome. In aggiunta al saggio sopracitato, Torrefranca pubblicò molti altri testi.

b) Carlo Diano

Proseguiamo con gli scrittori calabresi. Carlo Diano, (1902-1974). Nel 1919 si sposta a Roma, e qui sceglie la facoltà di lettere alla “Sapienza“. Ebbe per tutta la vita un grandissimo amore per Giacomo Leopardi. Fu uno storico e traduttore. Sia dei classici che di poeti del Nord Europa.

Inoltre, anche filosofo e filologo. Gran parte dei suoi lavori sono stati trasposti sulle scene. In aggiunta a ciò, si considerano molto pregevoli altre sue opere. E cioè le traduzioni per la bellezza dello stile in versi, la lettura eversiva e la ricerca filologica. Citiamo quelle dell'”Elena di Euripide“, dell'”Alcesti“, Dell'”Edipo Re“. E molte altre ancora.

Lo scrittore calabrese Carlo Diano è famoso anche per un’altra cosa. Per aver fondato un sistema filosofico ed estetico. Nel quale molte materie si complementano, fino a creare un nuovo sistema di inchiesta. Egli crea le due categorie di “forma” ed “evento“. Le quali possono farsi mezzi di ispezione di ogni cultura.

Migliori libri di Carlo Diano

Carlo Diano è uno degli scrittori calabresi più influenti e apprezzati, della letteratura italiana contemporanea. La sua produzione letteraria è ampia e variegata. E spazia dai romanzi storici ai saggi di storia della filosofia. Passando per le opere di narrativa contemporanea.

In questo articolo, esamineremo alcuni dei suoi libri più celebrati. Ed analizzeremo il modo in cui Diano riesce a catturare l’attenzione del lettore. Cioè con la sua scrittura incisiva e la sua profonda conoscenza della storia e della cultura. Siete appassionati di letteratura? E siete alla ricerca di nuove suggestioni? Allora, non perdete questo articolo sui migliori libri di Carlo Diano!

Opere

Il primo libro di Carlo Diano è Opere.

In questa raccolta vengono presentati per la prima volta gli scritti teorici di Carlo Diano, compresi alcuni inediti. Offrendo una panoramica completa delle sue molteplici ricerche come filologo, grecista e interprete innovativo del mondo classico. Ma anche come scrittore e saggista. Teorico dell’estetica e poeta e, soprattutto, filosofo originale.

È possibile seguire lo sviluppo del suo pensiero in ordine cronologico, dai primi scritti alle opere di fama internazionale. Come “Forma ed evento” e “Linee per una fenomenologia dell’arte“. Oltre a gli importantissimi “Scritti epicurei“.

Inoltre, vengono presentati gli “Studi e saggi di filosofia antica” e alcuni rivoluzionari saggi sulla catarsi tragica. Su Edipo, sull’Alcesti e su Platone, che nell’interpretazione di Diano rivelano aspetti inediti. Le categorie fenomenologiche di forma e di evento sono al centro del suo pensiero filosofico ed estetico. E rappresentano uno strumento di analisi del mondo greco. Ma anche di ogni cultura e civiltà.

Una particolare attenzione è riservata al metodo, trattato in diversi saggi. Che consiste nell’affrontare i problemi con il rigore del filologo. Ed anche l’ampiezza di una conoscenza universale. La quale supera ogni barriera tra diverse discipline. Su queste basi, Diano fonda un sistema filosofico ed estetico originale in cui la filologia e gli studi storici. Quelli filosofici, scientifici e sociali. Ed anche storico-artistici e storico-religiosi, si integrano per creare un nuovo metodo di indagine.

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Il pensiero greco da Anassimandro agli stoici

Il secondo libro di Carlo Diano è Il pensiero greco da Anassimandro agli stoici.

In questo fondamentale saggio di Carlo Diano, la grecità che ci viene incontro non è mai tranquilla. Ma “accade” ancora sotto i nostri occhi con la sua potente trama. Come una scena tragica classica. Forse perché, il pensiero antico è legato a ciò che è altro da sé. Secondo l’interpretazione del filologo e fenomenologo Diano.

La storia della filosofia non può più essere considerata solo come la storia della filosofia pura. Chi, ad esempio, elimini Eschilo, Pericle, Euripide. Ed anche Fidia, dal V secolo a.C., farebbe come? Come chi, in un libro, togliesse tutti i termini concreti. Lasciando solo quelli astratti“. “Guardare oltre l’astrattezza dei termini e i sedentari specialismi“, come sottolinea Massimo Cacciari nell’introduzione. Ciò permette di mettere a fuoco, magistralmente, il confronto tra Eraclito e Parmenide. E di comprendere l’intera civiltà greca, attraverso le categorie di forma e evento.

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c) Giuseppe Occhiato

Giuseppe Occhiato (1934-2010). Uno degli scrittori calabresi storici. Laureato in lettere a Messina. Visse nella città natìa fino agli anni ottanta. In questo periodo si trasferì a Firenze. E’ di questa fase l’interessamento all’architettura del medioevo, in particolare quella ecclesiastica normanna.

Pertanto, dedicò molti saggi alla cattedrale normanna ed all’Abbazia della santissima Trinità di Mileto. Le quali vennero distrutte da un terremoto nel 1783. Ed anche monografie. Lo stesso fece per altre costruzioni normanne calabresi.

Debuttò come narratore nel 1989 con il romanzo “Carasace“. Quest’ultimo è il resoconto di un bombardamento alleato sull’aeroporto di Vibo Valentia. Ed anche sui paesi dell’area circostante, che fece più di quaranta morti.

E’ del 2000 la pubblicazione di “Oga magoga”. Opera che vinse il premio “Corrado Alvaro” nel 2003. Tre anni dopo uscì “Lo sdiregno”, e nel 2007 “L’ultima erranza”. “L’Opera dei Pupi”, suo ultimo romanzo, non è stato pubblicato.

Migliori libri di Giuseppe Occhiato

Oga Magoga

Il primo libro di Giuseppe Occhiato è Oga Magoga.

Ci sono libri che l’autore riscrive e modifica per tutta la vita. Sono opere rare e infinite, scritte in molte varianti, limate fino all’ossessione. Se ci sono libri che possono aprire mondi, ce ne sono altri che sono mondi a sé stanti.

Giuseppe Occhiato iniziò a scrivere “Oga Magoga” nella sua casa in Calabria. All’età di vent’anni, nel 1954. E lo terminò solo nel 1999, nella sua versione definitiva. Fu pubblicato nel 2000 in tre volumi, da una piccola casa editrice di Cosenza. Oltretutto, in pochi centinaia di copie. Il libro, emerso dal nulla, è praticamente scomparso nel silenzio nello stesso istante.

Negli anni successivi, questa è un’opera-mondo in cui, “ogni parola è sangue, ogni ricordo una ferita ancora aperta“. Comunque, ha attirato l’attenzione di una piccola parte della critica. Sono stati pubblicati saggi e sono stati tenuti piccoli convegni. Echi della sua esistenza sono stati riportati su riviste accademiche e culturali. Tuttavia, oltre a qualche attento lettore, il romanzo-poesia di Occhiato continua la sua esistenza silenziosa. Sotto la superficie dell’acqua, ignorato da molti.

Questa nuova edizione si ripresenta ad un decennio dalla morte di Giuseppe Occhiato. Il Saggiatore ha un obiettivo. Quello di dare a “Oga Magoga” un nuovo pubblico. A questo, il libro che in un certo senso chiude il Novecento letterario italiano. Con questa nuova edizione, i lettori hanno l’opportunità di entrare in un mondo di creature celestiali. Mostri, amori, incantesimi. Streghe, dee, miti. Leggende ed imprese epiche, ideate dall’autore durante mezzo secolo di scrittura. Chi vorrà cogliere questa opportunità è invitato. Invitato ad avventurarsi in questo mondo, a sfidare l’ignoto e a perdersi tra le sue pieghe.

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Carasace

Il secondo libro di Giuseppe Occhiato è Carasace.

L’autore ha saputo raccontare la storia con la passione di chi l’ha vissuta in prima persona. Rendendo la narrazione ancora più viva e coinvolgente. Il linguaggio utilizzato è originale e arricchito da espressioni dialettali. Che aiutano a comprendere meglio il contesto culturale in cui si svolge la vicenda.

Questo romanzo storico riesce a farci immergere completamente nella storia. Attraverso la descrizione accurata dei dettagli e dei costumi dell’epoca. Facendoci sentire parte dei personaggi, e dei loro eventi.

Inoltre, l’utilizzo del dialetto rende la narrazione ancora più autentica. E ci permette di entrare in contatto con la realtà di quel periodo. In modo ancora più diretto e intenso. Insomma, questo è un romanzo storico che si distingue. Si distingue per la sua capacità di coinvolgere il lettore. E di trasmettere emozioni intense, rendendo la storia ancora più viva e presente.

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d) Luigi Bruzzano

Torniamo nel XIX secolo con uno degli scrittori calabresi che fu anche patriota. Cioè Luigi Bruzzano (1838–1902). Nacque a Monteleone di Calabria, l’odierna Vibo Valentia, e nella città natale compì gli studi secondari. Fu uno dei Mille calabresi, i quali si riunirono intorno a Francesco Stocco, generale garibaldino. Attendendo l’arrivo di Garibaldi sull’amato suolo natale.

Una volta fatta l’Unità d’Italia nel 1861, andò a Napoli. Nella città partenopea diede alle stampe diverse poesie nazionaliste. Le quali furono composte a Catanzaro. Inoltre, nello stesso anno 1861, lo scrittore calabrese divenne professore liceale, al “Regio Liceo Filangieri” di Monteleone.

Oltre a questo, ebbe a cuore le problematiche della cultura popolare. Fu fondatore e direttore, per molti anni, di una rivista. Cioè “La Calabria – Rivista di Letteratura Popolare“. Con la quale portò avanti studi sul Meridione. Scrisse anche commedie, saggi e novelle.

Migliori libri di Luigi Bruzzano

In questo articolo parleremo dei migliori libri di Luigi Bruzzano. Cioè, di uno degli scrittori calabresi più amati e apprezzati del nostro tempo. Bruzzano è conosciuto per le sue opere dal forte impatto emotivo. Che trattano temi universali come l’amore, la famiglia e l’identità personale.

La sua prosa incisiva. Oltre che e la sua capacità di creare personaggi indimenticabili, hanno conquistato il cuore dei lettori di tutte le età. In questo articolo esamineremo alcune delle sue opere più famose. E capiremo perché Bruzzano è considerato uno dei migliori scrittori contemporanei.

Racconti greci di Roccaforte

Il primo libro di Luigi Bruzzano è Racconti greci di Roccaforte.

Questo libro è stato originariamente pubblicato prima del 1923. E rappresenta una riproduzione di un’opera storica importante, mantenendo lo stesso formato del lavoro originale. Alcune case editrici hanno optato per l’utilizzo della tecnologia OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) per il processo.

Questo lavoro è culturalmente importante nella sua forma archivistica originale. Ci sono occasionalmente casi di imperfezioni, come pagine sfocate o mancanti. Immagini poco nitide o segni errati. Che possono essere state introdotte a causa della qualità del lavoro originale, o del processo di scansione stesso.

Nonostante queste occasionali imperfezioni, si tratta di un eccellente risultato nel campo della conservazione dei libri. Se il lettore saprà apprezzare tali imperfezioni, potrà godere di una visuale del libro in un buon formato. Il formato il più possibile vicino a quello previsto dall’editore originale.

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La Calabria 1896 – vol. 9

Il secondo libro di Luigi Bruzzano è La Calabria 1896.

Questo libro è una riedizione di un’opera storica di valore. Per realizzarla, sono state impiegate tecnologie all’avanguardia. Sia per riprodurre digitalmente il testo originale, conservandone il formato originale, sia correggendo gli eventuali difetti presenti nell’edizione precedente.

In alcuni casi eccezionali, potrebbe essere presente un difetto nell’originale. Come una macchia o una pagina mancante, che è stato replicato anche nella presente edizione. Tuttavia, la maggior parte dei difetti è stata corretta con successo. Gli eventuali difetti rimasti sono stati lasciati volutamente, per preservare la natura storica dell’opera.

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La Calabria Rivista 1890

Il terzo libro di Luigi Bruzzano è La Calabria Rivista 1890.

Questo libro è una riedizione di un’opera storica di valore. Per realizzarla, si sono impiegate tecnologie all’avanguardia. Ciò per riprodurre digitalmente il testo originale, conservandone il formato originale. Ed anche correggendo gli eventuali difetti presenti nell’edizione precedente.

In alcuni casi eccezionali, potrebbe essere presente un difetto nell’originale. Come una macchia o una pagina mancante, che è stato replicato anche nella presente edizione. Tuttavia, la maggior parte dei difetti è stata corretta con successo. Gli eventuali difetti rimasti sono stati lasciati volutamente, per preservare la natura storica dell’opera.

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Scrittori Calabresi – Conclusione

Per concludere, come possiamo sintetizzare l’argomento scrittori calabresi?

In campo letterario la Calabria diede alla nazione uno dei migliori autori del Novecento. Quel Corrado Alvaro che fu l’unico tra gli scrittori calabresi a diventare un classico, della letteratura italiana del secolo. Figlio di un maestro elementare di San Luca, si distinse per il suo impegno nell’antifascismo prima, e nella sinistra poi.

Il suo tema prevalente fu quello dello “sradicato” come egli stesso fu. I suoi personaggi cercano il loro riscatto altrove, restando inquieti e insoddisfatti, sempre in fuga dalla patria. Alla fine si ritrovano comunque estranei e incompresi.

Meritano di essere citati, tra gli scrittori calabresi, anche Salvatore Settis, Francesco Russo, Umberto Bosco, Rocco Giuseppe Tassone. Moltissimi altri poi furono anche loro figli meritevoli di questa bellissima e tormentata terra che è la Calabria.

Dicendo che lo scrittore calabrese incarna le caratteristiche della gente di Calabria. Forte, testardo, con una grande dignità, e una gran voglia di vivere e lavorare.

I catanzaresi si fanno notare per il loro amore verso la storia della città, che ben raccontano e documentano.

Cosenza fu la patria del verismo calabrese. Oltre a essere terra di autori gialli.

Crotone illuminò con il faro della Magna Grecia la sua terra e tutta la regione. Reggio Calabria diede i natali a Corrado Alvaro, che diventò poi uno dei più importanti scrittori dell’Italia intera.

Vibo Valentia, città antichissima e municipio romano, si distinse per essere stata la “Capitale Italiana del libro 2021“.

Ora non mi resta che augurarti una buona permanenza su Libri-Online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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