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Scrittori Abruzzesi: Autori e Poeti Contemporanei dell’Abruzzo

da | 24 Mag 2023

Gli scrittori abruzzesi sono famosi sino dall’epoca romana. Tra i tanti basti citare Ovidio. Il più famoso compositore di poesia amorosa dell’epoca, e Asinio Pollione, politico, storico e oratore. Caduto l’Impero Romano, la letteratura della regione attraversò un lungo periodo di crisi, fatta eccezione per componimenti di tipo religioso-giuridico. Meritano di essere ricordati qui Tommaso da Celano, Buccio di Ranallo e Antonio di Boetio.

Una vera ripartenza la si ebbe solo a partire dal XVIII secolo. In compenso si recuperò tutto il tempo perso fino ad allora. In questo periodo si ebbero produzioni a carattere storico e giuridico-amministrativo.

Dopodiché fu tutto un fiorire di veri maestri della letteratura, nell’arco del secolo successivo. Il più celebre fu Gabriele d’Annunzio, grande esponente del Decadentismo in Italia. Poi Ignazio Silone. Il quale seppe fondere i temi della lotta di classe. Fonderli con una letteratura i cui protagonisti sono gli ultimi della società, gli oppressi. Ancora, il grande filosofo Benedetto Croce, gli autori dialettali come Cesare de Titta e molti altri.

Non sembri strano se cito qui anche Ennio Flaiano, di Pescara. Egli fu sì sceneggiatore e molto altro ancora, ma fu anche un famoso scrittore. Ancora oggi, è considerato uno dei padri delle migliori produzioni della televisione italiana.

Vediamo adesso la letteratura delle quattro province d’Abruzzo.

1 – Scrittori dell’Aquila

Fondata, secondo la leggenda, dall’unione di 99 castelli, L’Aquila vide la nascita di alcuni tra i più illustri autori dell’Abruzzo. Originario della zona fu infatti Ignazio Silone, che divenne poi uno dei massimi autori anche a livello nazionale.

Egli fu uno scrittore abruzzese del 900, giornalista, politico, saggista e drammaturgo. Riconosciuto come uno degli intellettuali più letti e conosciuti non solo in Italia, ma in tutto il mondo. La sua opera più celebre, “Fontamara“, è un fortissimo grido d’accusa. Accusa per le condizioni di estremo degrado, in cui erano costrette le classi sociali più povere.

Un suo degno antenato fu senz’altro Publio Ovidio Nasone, famosissimo autore romano, specializzato nella poesia amorosa. Nato nel territorio dell’attuale città dell’Aquila, ebbe uno stile che mescolava galanteria e tratti piccanti. La sua indifferenza alla politica e un suo certo ateismo di maniera, egli li dovette a cosa? Ad una gioventù dorata alla corte imperiale.

Ebbe grandissima fama in tutto il Medioevo, e Italia, Francia e Germania venne chiamato il “chierico d’amore“. Inoltre, molto forte fu la sua influenza sulla poesia umanistica italiana. E, tra gli altri, anche sui più famosi autori inglesi, compreso Shakespeare.

Oltre a questi due grandi, ricordiamo naturalmente tutti gli scrittori e poeti de L’Aquila vissuti nel corso dei secoli.

a) Ignazio Silone

Ignazio Silone è uno dei più importanti scrittori abruzzesi (1900-1978). Egli è cresciuto nel villaggio di Pescina, dove ha trascorso gli anni della sua infanzia. Il padre Paolo, era un piccolo agricoltore ed ex emigrante. Infatti aveva trascorso del tempo in Brasile. Sua madre Marianna Delli Quadri, era una tessitrice.

Peraltro, la sua influenza è stata tale, da valergli ben dieci candidature al Premio Nobel per la letteratura. Tra il 1946 e il 1963. Ciò rendendolo uno degli scrittori italiani più noti e apprezzati, in Europa e nel mondo. Visse molti anni in esilio come oppositore del regime fascista. Successivamente, ha svolto un ruolo attivo nella politica italiana, partecipando in diverse fasi della sua storia.

Inoltre, nel periodo post-bellico, ha contribuito in modo significativo alla vita culturale del paese. L’autore abruzzese Silone, ha partecipato alla fondazione del Partito Comunista Italiano. Però ha successivamente lasciato il partito, a causa delle sue divergenze con la linea stalinista. Di seguito, ha aderito alle idee del socialismo democratico. La sua rottura con il Partito Comunista Italiano, gli ha procurato spesso critiche in patria. Anche se ha continuato a godere di grande considerazione all’estero. Ultimamente, è stato riabilitato in Italia.

Migliori Libri di Ignazio Silone

b) Nicola Moscardelli

Nicola Moscardelli, (1894-1943), è stato uno degli scrittori abruzzesi. Ed anche un artista poliedrico. Famoso soprattutto per le sue doti poetiche. Tuttavia, anche per la sua abilità come scrittore, e studioso di esoterismo. Era figlio di Serafino ed Elvira Cantera, entrambi proprietari terrieri. Si sposò con Lydia Sacer nel 1921, e nel 1923 ebbe una figlia, Graziella.

Dunque, L’autore abruzzese ha frequentato gli studi umanistici presso l’Aquila. Durante il 1913, all’età di 19 anni, ha già pubblicato due raccolte poetiche. Intitolate Le fiamme e La veglia. Le quali presentavano elementi simbolisti e crepuscolari. L’anno dopo, si è trasferito a Firenze. Qui ha fatto amicizia con l’ambiente futurista, e ha collaborato con le riviste “La Voce” e “Lacerba“. Nel 1915, ha pubblicato un’opera sperimentale intitolata Abbeveratoio.

Oltre a ciò, un profondo rapporto di amicizia lo legò a Giovanni Papini. Il quale, stimandone l’opera letteraria, lo incluse nella copiosa antologia “Poeti d’oggi” del 1920. Antologia curata insieme a Pietro Pancrazi. In seguito, negli anni più maturi, fu importante il rapporto artistico con Arturo Onofri e Girolamo Comi.

Obbiettivamente, l’autore abruzzese Moscardelli non fu né in appoggio né a sfavore del regime fascista. Va anche detto che, tra il 1929 e il 1939, fu segretario della neonata Accademia d’Italia. A seguitare, insegnò arte poetica e drammatica al “Conservatorio Santa Cecilia“. Arrivato l’anno 1935, nell’ambito del premio “Viareggio“, si aggiudicò uno dei premi minori. Poi, nel 1939, ricevette il premio “Sanremo” nella seconda edizione.

Migliori Libri di Nicola Moscardelli

c) Romolo Liberale

Nell’elenco degli scrittori abruzzesi incontriamo adesso Romolo Liberale (1922-2013). Egli ha iniziato a lavorare come bracciante agricolo nel Fucino. Lavoro che intraprese dopo aver completato la scuola elementare. La zona era stata prosciugata, e bonificata, da Alessandro Torlonia.

In seguito, si è trasferito a Roma, e ha trovato lavoro come operaio fonditore. Dopo aver completato il servizio militare, è tornato nella sua terra d’origine, la Marsica. Qui ha unito le forze con altri anarchici, e antifascisti locali. Alleanza utile a contrastare la politica oppressiva. Politica che i Torlonia avevano imposto sui contadini e i braccianti, dopo aver completamente prosciugato il lago Fucino.

All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, lo scrittore abruzzese Romolo Liberale ha organizzato le lotte dei contadini. Sfruttando manifestazioni e “scioperi alla rovescia“, una tattica che gli è costata diverse volte la prigionia. Attraverso questo periodo, ci sono stati scontri violenti tra braccianti, contadini e autorità locali. Ad esempio, come l’eccidio di Celano.

Più tardi, nel 1953, Romolo Liberale ha dato alle stampe la sua prima raccolta di poesie. Che scrisse in dialetto locale dal titolo “Cee vo ne munne gnove“. La quale è stata seguita da molte altre opere liriche, saggi e raccolte di racconti. Oltre a questo, l’autore abruzzese Romolo Liberale ha dedicato parte della sua vita alla scrittura. Ed all’attività culturale. In tal senso impegnandosi nella critica d’arte, nell’organizzazione di mostre e nella promozione di giovani talenti artistici.

d) Pascal D’Angelo

Pascal D’Angelo era lo pseudonimo di Pasquale D’Angelo (1894-1932). E’ stato un poeta ed uno degli scrittori abruzzesi. Il quale ha trascorso gran parte della sua vita negli Stati Uniti. Per cui, le sue poesie sono state pubblicate sulle più prestigiose riviste letterarie americane. Invece la sua autobiografia “Figlio d’Italia“, racconta la sua difficile infanzia in patria. Oltre alla sua vita da “uomo del piccone e della pala” negli Stati Uniti. Ed anche il suo sogno di diventare poeta.

Questo scrittore abruzzese ha frequentato la scuola elementare di campagna, ma ha lavorato anche nella fattoria di famiglia. Nell’anno 1910, emigrò negli Stati Uniti con suo padre. Qui ha lavorato come manovale, nei cantieri del nord-est del paese. Benché il padre sia ritornato in Italia nel 1915, Pascal decise di rimanere negli Stati Uniti. Egli pensava di trovare la “luce” che cercava.

Finalmente, nel 1920, l’autore abruzzese D’Angelo iniziò a scrivere poesie, nella sua modesta stanza a Brooklyn. Però ricevette solo rifiuti, quando cercò di pubblicarle. Comunque, partecipò al concorso di poesia di “The Nation“, diretto da Carl Van Doren. Che era uno dei critici letterari più autorevoli degli Stati Uniti.

Purtroppo, non ricevendo risposta, D’Angelo spedì una lettera di presentazione all’editore. Vi fu un incontro con Van Doren nel gennaio 1922. Allora, le poesie del giovane poeta abruzzese furono pubblicate sui maggiori giornali americani. In quell’istante, D’Angelo divenne un fenomeno letterario. Pubblicò poesie in inglese e italiano. Ed anche in francese, su importanti riviste letterarie e giornali italoamericani.

Migliori Libri di Pascal D’Angelo

e) Ernesto Giammarco

Ernesto Giammarco (1916–1987) è stato uno degli scrittori abruzzesi ed anche un linguista. Egli ha frequentato due scuole superiori in diverse città, Antrodoco e Frascati. Poi, ha completato gli studi al Liceo “Ovidio” di Sulmona. Quindi, decide di iscriversi alla Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma.

A partire dal 1940, scoppia la guerra. Lo scrittore abruzzese Giammarco riceve l’incarico di partire per il fronte in Africa settentrionale, in qualità di capitano. Comunque, due anni dopo, è catturato dagli inglesi a Tobruch, in Libia. In seguito, dopo aver fatto ritorno in Italia nel 1946, ha ripreso gli studi universitari. Pertanto, si è infine laureato nel 1948.

Da quel momento l’autore abruzzese Ernesto Giammarco ha iniziato la sua carriera. Diventando insegnante di lettere in diverse scuole superiori. E’ docente a Chieti, ad esempio nel Liceo Classico “G.B. Vico” e l’Istituto Magistrale “Isabella Gonzaga del Vasto“. Tra il 1950 e il 1952, le sue collezioni di poesie, “Primizie” e “Canti nuovi“, vengono finalmente pubblicate.

In quello stesso decennio, Giammarco è entrato in contatto con la scuola glottologica e dialettologica. Istituzione fondata a Pisa da Clemente Merlo. Dando inizio così alla sua carriera di ricerca, nel campo della linguistica e della dialettologia abruzzese. Egli ha viaggiato in modo sistematico attraverso tutti i paesi dell’Abruzzo. Racimolando un’enorme quantità di parole e espressioni dialettali, al fine di preservare il patrimonio linguistico abruzzese. Diede vita alla prospettiva che l’Abruzzo fosse cerniera non solo tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest.

2 – Scrittori di Chieti

Anche Chieti, altra terra di scrittori abruzzesi, vanta origini mitologiche. Secondo alcuni sarebbe stata fondata dall’eroe greco Achille. Che la chiamò Teate in onore di sua madre, per altri invece sarebbe nata in onore della ninfa Teti.

Per quanto riguarda la letteratura, ebbe un periodo classico molto ricco. Fino al XVIII secolo la città fu patria di famosi poeti abruzzesi intellettuali. E divenne un importante centro culturale a cavallo tra XIX e XX secolo. Venne qui fondato, infatti, il Cenacolo Dannunziano. Nato in un ex convento francescano, divenne un luogo di riunione e di scambi culturali. Nel quale condividere pensieri ed esperienze di vita.

Inoltre, essendo frequentato da illustri autori abruzzesi, la sua fama si sparse ben presto anche a livello europeo e mondiale. La città divenne un crocevia molto importante in quell’epoca, per le varie correnti letterarie, un vero salotto culturale. Ancora oggi Chieti è centro molto fervido di letterati e intellettuali della terra d’Abruzzo.

a) Michele Cascella

Il famoso pittore Michele Cascella, (1892-1989), è stato un paesaggista crepuscolare ed anche uno degli scrittori abruzzesi. Vide la luce nella sua casa natale, che si trova nella via principale di Ortona, in corso Matteotti.

Quindi, Michele Cascella iniziò la sua carriera artistica seguendo le orme del padre Basilio. Durante il 1907, insieme al fratello Tommaso, tenne la sua prima mostra personale, presso le sale della Famiglia Artistica Milanese. L’autore abruzzese e pittore Cascella ebbe quasi otto decenni di intensa attività artistica. In tale periodo seppe mantenere uno stile unico e inconfondibile. Stile che è rimasto sostanzialmente al di fuori, delle influenze delle correnti e delle avanguardie pittoriche del Novecento.

Ebbene, le opere di questo artista includono dipinti, disegni, pastelli e incisioni. Opere che sono esposte in molti musei in Italia e all’estero. Molte le istituzioni che espongono le sue opere. Si possono citare il “Victoria and Albert Museum” di Londra e la “Galerie nationale du Jeu de Paume” di Parigi. E molti altri ancora.

Questo pittore si distingue per il suo eccezionale talento compositivo. Accompagnato ad una maestria del disegno e colori vibranti, come dimostrano le sue magnifiche composizioni floreali. Le quali raggiungono livelli di espressività elevatissimi.

In aggiunta, le sue vedute sono caratterizzate da una freschezza e luminosità impareggiabile. Venendo a creare un’atmosfera unica e coinvolgente. D’altra parte, Michele Cascella può far parte dell’elenco degli scrittori abruzzesi. Infatti, ha scritto un’opera autobiografica, “Forza zio Mac“. Nella quale racconta anche la sua vita di pittore, oltre a vicende personali.

b) Cesare De Titta

Incontriamo adesso Cesare De Titta (1862–1933), che è stato un poeta ed uno degli scrittori abruzzesi. Autore di componimenti in italiano, latino e vernacolo abruzzese. Era figlio del notaio Vincenzo e di Sofia Loreto. Restò orfano di padre ad appena due anni e, pur senza vocazione, all’età di sedici entrò nel seminario di Lanciano.

Quindi, insegnò lettere classiche al seminario di Venosa, tra il 1881 ed il 1889, divenendone anche rettore. In seguito, abbandona la carriera di insegnante nel 1926. E decide di ritirarsi nella sua villetta di Sant’Eusanio del Sangro. Qui scelse di concentrarsi esclusivamente sulla scrittura, utilizzando sia l’italiano che il latino e il dialetto abruzzese.

A Lanciano è stato istituito il “Premio Letterario Nazionale Cesare De Titta“, in memoria del poeta abruzzese. Inteso come riconoscimento alla sua attività letteraria. Nell’anno 1922, l’autore abruzzese De Titta scrisse un epitaffio. Fu in onore degli studenti del Ginnasio di Lanciano, caduti in guerra. Il quale fu scolpito in lettere latine, e posto sul monumento in marmo sulla facciata dell’istituto in via Bologna.

Posteriormente alla morte del poeta abruzzese, furono dedicate a lui una via ed una piazza a Sant’Eusanio. Oltre all’istituto magistrale di Lanciano nel 1953. La poetica di De Titta si ispira in gran parte al “movimento” carducciano. Sebbene nel comporre i suoi versi e i testi delle sue canzoni, l’autore utilizzi il dialetto della provincia di Chieti. Anziché il toscano. Così si distingue completamente dallo stile toscano, e dona una forte impronta regionale alla sua produzione letteraria.

c) Giovanni Bernardini

Giovanni Bernardini, (1923-2020), è stato uno dei migliori scrittori abruzzesi. Ed anche un giornalista. Egli è considerato uno dei più influenti pensatori del Salento, nel corso del XX secolo.

L’autore abruzzese Bernardini intraprese gli studi di Lettere a Firenze. Eppure, la sua formazione fu interrotta dalla guerra, e ripresa solo dopo la Liberazione a Bari. In questa città nel 1946 ottenne la laurea. In seguito, si trasferì nel Salento, dove decise di stabilirsi per il resto della sua vita.

Nell’ambito della sua carriera, Bernardini collaborò con diverse riviste e periodici, divenendo un noto pubblicista. Le opere di questo scrittore abruzzese, tra cui antologie di racconti e romanzi. Testi giornalistici e poesie, ottennero grande successo presso i lettori e gli valsero numerosi premi. Come il prestigioso “Salento“, nel 1957.

A parte la scrittura, Bernardini dedicò la sua vita alla formazione di giovani studenti nei licei di Lecce. In tal modo diventando un punto di riferimento per diverse generazioni. Nel 2013, egli raggiunse la finale del XXXI “Premio Firenze“.

Anche se la produzione letteraria di Giovanni Bernardini è non sempre omogenea, è possibile individuare alcuni temi comuni. Ad esempio, la ricerca della precisione linguistica, unita all’impegno sociale e all’utilizzo di un tono ironico. Comunque, Bernardini ha sempre attribuito grande importanza alla famiglia. Che è concepita come il luogo in cui si sviluppano i rapporti affettivi, e le memorie. Rappresentati spesso da oggetti ed edifici simbolici. Diverse opere sono state specificamente pensate per il pubblico dei giovani lettori.

Migliori Libri di Giovanni Bernardini

d) Ettore Paratore

Tra i maggiori esperti di letteratura latina del secondo dopoguerra, figura Ettore Paratore, (1907-2000). Che fu quindi uno dei più importanti scrittori abruzzesi. Egli nacque da genitori rispettivamente medico, ed insegnante di scienze e pedagogista. La sua infanzia trascorse a Chieti. In seguitosi trasferì a Urbino, dove frequentò il liceo classico “Raffaello“. Qui riuscì a conseguire la licenza liceale, con un anno di anticipo rispetto al normale corso di studi. Per cui ricevette anche un’onorata menzione.

A seguito Della scomparsa del padre nel 1920, si trasferì a Palermo nel 1923 per accompagnare la madre. La quale aveva assunto la carica di preside, in un istituto della città. L’autore abruzzese Paratore è da sempre associato alla figura del latinista. Ciò per via della vasta conoscenza che aveva di questa antica lingua, e della sua letteratura. Paratore offrì contributi di rilievo, attraverso saggi di importanza fondamentale. Saggi riguardanti alcuni tra i massimi autori del periodo, come Virgilio, Tacito e Petronio.

Pertanto, la sua carriera si è sviluppata principalmente nell’ambito accademico, dove ha ricoperto importanti incarichi. Per la precisione, Paratore è stato docente di letteratura latina nelle università di Pisa, Roma e Catania. Dove ha formato numerose generazioni di studenti e ricercatori. Per merito delle sue competenze, ha anche contribuito a riscoprire opere latine poco conosciute. In questo suscitando grande interesse, nella comunità accademica internazionale.

Migliori Libri di Ettore Paratore

3 – Scrittori di Pescara

Pescara ha dato i natali a uno scrittore d’Abruzzo che è uno dei più importanti autori. Sia a livello nazionale che extranazionale, cioè Gabriele D’Annunzio. Chiamato anche il “vate“, egli rimase sempre molto legato alla città. Addirittura, ricoprendo anche un importante ruolo politico, cercò sempre di usarlo per favorire il territorio, frequentandolo anche spesso.

Fu uno dei massimi esponenti in Italia del Decadentismo. Corrente letteraria, questa, nata in reazione alla crisi del pensiero scientifico e dei suoi dogmi. Il letterato assume qui il ruolo del ribelle, del “poeta maledetto“, come erano chiamati in Francia. La vita viene vista come un mistero, e la poesia è l’unico strumento capace di diradarne le nebbie. Il poeta si fa quindi veggente, e portatore, dei lati più istintivi e primordiali dell’essere umano. In sostanza, la poesia decadente è poesia di sensazioni.

Inoltre, a dimostrazione del vivace clima culturale della città, va detto che Pescara è sede di numerose biblioteche. Ed anche poli universitari, e diversi Istituti e Scuole Superiori. E’ quindi una cornice ideale per gli scrittori abruzzesi nati in questa zona.

a) Gabriele D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio, è stato uno degli scrittori abruzzesi più poliedrici del XIX e XX secolo. Egli nacque a Pescara nel 1863, e morì a Gardone Riviera nel 1938. Fu scrittore e poeta. Drammaturgo e militare. Politico, giornalista e patriota. Inoltre rappresentante del “decadentismo“, ed anche una celebre figura della prima guerra mondiale. Addirittura, nel 1924, il Re Vittorio Emanuele III gli ha conferito il titolo di “Principe di Montenevoso“.

Lo scrittore abruzzese Gabriele D’Annunzio è chiamato anche il “Vate“, come Giosuè Carducci. Peraltro, il suo contributo alla letteratura italiana, dal 1889 al 1910 circa, fu notevole. Così come la sua influenza nella vita politica, che durò dal 1914 al 1924.

In aggiunta a questo, D’Annunzio è stato descritto come l’ultimo grande interprete della tradizione poetica italiana. Per contro, il suo impatto come figura politica è stato significativo ed ha influenzato gli eventi successivi. E l’impatto dell’arte di Gabriele D’Annunzio sulla cultura di massa fu altamente significativo. A tal punto che plasmò gli usi e i costumi dell’Italia, e non solo, durante il suo tempo. Il quale fu poi conosciuto come “dannunzianesimo“.

Migliori Libri di Gabriele D’Annunzio

b) Ennio Flaiano

Ennio Flaiano, (1910-1972), è stato uno dei più noti scrittori abruzzesi. Oltre ad esser stato giornalista e critico cinematografico. Umorista, drammaturgo e sceneggiatore. Inoltre, ha scritto numerosi articoli, anche a sfondo artistico-culturale, per importanti giornali.

L’autore abruzzese Ennio Flaiano era il settimo ed ultimo figlio di Cetteo e Francesca Di Michele. E trascorse la sua infanzia in continuo movimento, attraversando città, scuole e collegi. Poi, nel 1922, arrivò a Roma e completò gli studi secondari presso il “Convitto nazionale“. Infine, riesce a diplomarsi nel liceo artistico nel 1929.

Mentre era in viaggio verso Roma, per una coincidenza fortuita, fu accompagnato da fascisti della “Marcia” su Roma. Dei quali raccontò in seguito gustosi aneddoti. In un secondo momento, si iscrisse alla facoltà di architettura, ma non riuscì a completare gli studi universitari. In aggiunta a questo, è stato un collaboratore di lunga data di Federico Fellini. Partecipando alla stesura di molti dei suoi film più celebri. Come La strada, La dolce vita e .

L’Ennio Flaiano scrittore abruzzese era dotato di un acuto senso dell’umorismo, e della morale. Tuttavia, anche di una vena di amarezza e di tragedia. Egli ha scritto opere narrative e diverse forme di prosa. Nelle quali la satira ed il grottesco, servono a denunciare i paradossi della società contemporanea. Di solito Flaiano creava continuamente motti ed aforismi, molti dei quali ancora oggi sono di uso comune. Con il suo romanzo più famoso, “Tempo di uccidere“, ha vinto il primo “Premio Strega“, nel 1947.

Migliori Libri di Ennio Flaiano

c) Danilo De Luca

Danilo Di Luca è nato a Spoltore il 2 gennaio 1976. E’ stato un ciclista su strada ed anche uno degli scrittori abruzzesi. Egli ha gareggiato professionalmente per circa 14 anni, dal 1999 al 2013. Contraddistinto da una forte determinazione e spirito di battaglia. E dotato di velocità nei tratti di scatto e di buone capacità di scalata. Nell’anno 1984 ha partecipato alla sua prima gara ciclistica a Picciano, ottenendone la vittoria.

Inoltre, era conosciuto come il “Killer di Spoltore“. Inoltre, si è fatto valere come uno dei migliori corridori della sua epoca. Difatti, ha vinto importanti gare come la Freccia Vallone e l’Amstel Gold Race. La Liegi-Bastogne-Liegi e il Giro di Lombardia. Oltretutto, dimostrando le sue abilità in gare di un giorno e corse a tappe. Ebbene, nel 2007 ha raggiunto il picco della sua carriera quando ha vinto il Giro d’Italia. Così dimostrando di essere un corridore completo, e di alto livello.

Comunque, nel 2013 è stato squalificato a vita dal ciclismo professionistico, a causa di dopaggio. E ponendo fine alla sua carriera nel mondo del ciclismo, in modo controverso. Posteriormente al termine della sua carriera agonistica, ha intrapreso l’attività di produzione di biciclette. Comprese quelle con motore elettrico. Nelle vesti di scrittore abruzzese, nel 2016 ha scritto e pubblicato il libro “Bestie da vittoria“. Libro in cui ha narrato la sua esperienza nel mondo dello sport.

Migliori Libri di Danilo De Luca

4 – Scrittori di Teramo

Teramo è popolata da tempi antichissimi, ben prima della nascita di Roma. La città vide fiorire la sua parte di scrittori abruzzesi a partire dal XVI secolo. Questo grazie allo storico Muzio de’ Muzii, che scrisse una storia della città in forma di dialoghi. Anche se l’opera non è particolarmente attendibile e perché? Perchè l’autore diede la precedenza a una visione anneddotica, più che storica in senso stretto.

In ogni caso, il testo è importante, in quanto contiene dei fatti particolari, che nei secoli futuri sarebbero andati persi. Infatti, la seconda opera di questo genere, vide la luce solo nel XIX secolo.

Per quanto riguarda gli altri generi letterari, sono degni di nota autori abruzzesi come Raffaele Aurini e Melchiorre Delfico. Poi Mario Pomilio, e Fedele Romani.

Oggi anche Teramo è ricchissima di scuole di ogni ordine e grado, nonché di numerose biblioteche. A ulteriore dimostrazione del fatto che la letteratura non ha bisogno di grandi spazi per nascere e fiorire. Visto che una delle regioni più piccole d’Italia ha dato, con le sue province, un grandissimo contributo.

a) Melchiorre Delfico

Melchiorre Delfico, nato il 1º agosto 1744 a Montorio al Vomano e deceduto il 22 giugno 1835 a Teramo, è stato un poliedrico intellettuale ed uno degli scrittori di Teramo, con cittadinanza sammarinese. Oltre ad essere un filosofo di grande rilievo, è stato anche un noto economista, numismatico e politico. La sua erudizione e la sua versatilità lo hanno reso una figura di spicco nel panorama culturale e politico del suo tempo.

Melchiorre Delfico nacque nel maestoso castello feudale di Leognano, situato nella provincia di Teramo. I suoi genitori erano Berardo Delfico e Margherita Civico, entrambi appartenenti a famiglie di prestigio e radicate nella regione. Berardo, figlio di Giuseppe Berardino Delfico e Caterina Rozzi, era un uomo rispettato nella comunità di Teramo. Margherita, figlia del magnifico Giovanni Battista Civico e di Sulcinia Maria Michitelli, proveniva da Leognano, all’epoca una frazione di Montorio al Vomano, e il loro matrimonio venne celebrato nella chiesa di San Salvatore a Teramo.

La coppia ebbe sei figli: Giovanni Berardino, Maria Elisabetta, Giovanni, Giovanni Filippo, Melchiorre e Giovanni Domenico. Tuttavia, la gioia familiare fu offuscata dalla tragica morte di Margherita nel 1747, e venne sepolta nella chiesa di San Carlo a Teramo. Le origini della famiglia Delfico risalgono almeno al XVI secolo, quando Pir Giovanni di Ser Marco, considerato il capostipite della famiglia, cambiò il suo cognome in Delfico e adottò il motto “Delphica Laurus eat in posteros”.

Secondo alcuni, tra cui Luigi Savorini, il cognome originario era “de Civitella”. All’interno della genealogia familiare, Melchiorre Delfico viene identificato come Melchiorre III, per distinguerlo da Melchiorre I (deceduto nel 1689) e Melchiorre II (1694-1738), che fu vescovo di Muro Lucano, in Basilicata.

Le idee e il pensiero del celebre studioso di Teramo presero forma durante il fervore culturale del Secolo dei Lumi e del movimento del diritto naturale. In quel contesto, le idee giuridiche del diritto naturale furono ampiamente esposte sia nell’opera di John Locke che in quella di Jean-Jacques Rousseau. In entrambi i casi, i principi del diritto naturale erano rappresentati dai concetti di libertà e uguaglianza per tutti gli individui. Melchiorre Delfico, immerso in questo contesto intellettuale e filosofico, sviluppò il proprio pensiero in linea con queste idee, abbracciando la concezione di una società basata sui principi fondamentali di libertà e uguaglianza per ogni essere umano.

b) Luigi Antonelli

Luigi Antonelli (1877-1942), è stato un autore teatrale italiano ed uno degli scrittori abruzzesi. Egli, dopo aver iniziato gli studi di medicina, decise di seguire la sua passione per la letteratura. Antonelli era coniugato con la scrittrice Lucilla Calfus, dalla quale ebbe un figlio di nome Edoardo Anton. Il quale diventò regista.

Quindi, trascorse alcuni anni in Argentina, a Buenos Aires, dove fu a capo del giornale “La patria degli Italiani“. Antonelli era conosciuto per le sue commedie e racconti, ed il suo lavoro è stato considerato parte del “teatro grottesco“. Con Chiarelli, Rosso di S. Secondo e Cavacchioli. Era, questa, una corrente teatrale del secondo decennio del Novecento. E rappresentava una reazione al “psicologismo borghese” presente nel teatro italiano dell’epoca.

Lo scrittore abruzzese Antonelli viene annoverato tra i protagonisti del movimento di rinnovamento del teatro italiano. Lo fece abbandonando i canoni borghesi ed i modelli di intrattenimento. Ovvero egli si dedicò alla creazione di un teatro dove la fantasia, e l’invenzione, hanno un ruolo centrale. Grazie alla commedia “L’uomo che incontrò se stesso” (1919), Antonelli ha scritto uno dei testi più importanti dello stile “grottesco“.

Per finire, la raccolta di novelle, atti unici e articoli giornalistici di Antonelli, è stata stampata in due volumi. Intitolati “Teatro“. Curata da Luciano Paesani e con una prefazione di Franca Angelini.

Migliori Libri di LuigiAntonelli

c) Elso Simone Serpentini

Elso Simone Serpentini è uno dei famosi scrittori abruzzesi e anche un saggista, che si è dedicato alla ricerca storica. Suoi argomenti preferiti i briganti, i cospiratori e gli agenti segreti. Inoltre è un ex docente di storia e filosofia. Che si è anche dedicato alla direzione di periodici e testate radiotelevisive.

In questi ultimi anni, ha concentrato la sua attenzione sulla Carboneria e sulla Massoneria. Due argomenti che hanno trovato spazio nei suoi numerosi volumi. L’amore per la storia, lo ha portato a indagare i retroscena di alcuni dei periodi più oscuri dell’Italia. Tentando di gettare nuova luce sui personaggi, e gli eventi, che hanno plasmato il nostro Paese. Per merito della sua attività di ricerca, Serpentini ha saputo ricostruire fatti e personaggi dimenticati. Oppure poco noti, contribuendo così a far emergere nuovi elementi sulla storia italiana.

Fra le sue prime opere di questo scrittore abruzzese si trova la “Storia del calcio teramano 1913-1982” (1982). E “Consigliere si calmi” (1990). I quest’ultima analizza il linguaggio politico, utilizzato nelle assemblee pubbliche elettive.

Quindi, nel 2001 ha creato la collana “La Corte! Processi celebri teramani“, nella quale ha pubblicato fino ad oggi trentasei volumi. Volumi che ricostruiscono i crimini, e le vicende processuali, legate alla città di Teramo. Lo stile narrativo dell’autore abruzzese Serpentini combina due elementi. Cioè, il rigoroso approccio documentaristico, con le tecniche descrittive della letteratura gialla classica, ispirandosi alla scrittura postmoderna.

Migliori Libri di Elso Simone Serpentini

  • Gli illuminati un filo rosso tra la Baviera e l’Abruzzo (CLICCA QUI)
  • La libera muratoria in Abruzzo. Dal XVIII al XX secolo (CLICCA QUI)
  • Duplice delitto nella locanda Scarpone. (CLICCA QUI)

d) Alfonso Sardella

Alfonso Sardella (1937-2010) è stato uno degli scrittori abruzzesi nato a Teramo. Ha completato gli studi elementari, ed ha conseguito il diploma Magistrale. Ha anche ricevuto l’abilitazione “ISEF“, per l’insegnamento dell’educazione fisica (1958). In seguito, si è trasferito a Roma.

Qui ha iniziato a lavorare come insegnante di educazione fisica, in diverse scuole pubbliche. Per merito delle sue innegabili doti sportive, fin da giovane ha praticato molte discipline. Come calcio, atletica leggera, ginnastica e tennis. Oltretutto, questo scrittore abruzzese ha anche trascorso una stagione come preparatore atletico. Questo, alle dipendenze di una squadra di calcio importante. D’altra parte, la sua grande passione per molti anni è stata il ciclismo.

Comunque, le sue abilità eclettiche lo hanno portato a diventare un esperto, e un testimone, della letteratura delle terre abruzzesi. Negli anni, ha scritto numerose opere, sia in dialetto teramano che in italiano. In questo dimostrando la sua profonda conoscenza, e amore, per la sua terra. Ancora, ha mostrato grande interesse nella creazione di un dizionario dei termini dialettali e dei proverbi. Comprovando la sua passione per la cultura locale.

Attraverso gli anni, ha anche esplorato la pittura. Ritraendo, con acquarelli molto suggestivi, gli angoli più caratteristici della sua città natale. Ha poi raccolto le sue opere in tre volumi, pubblicati tra il 1987 e il 2005.

Scrittori dell’ Abruzzo – Conclusione

In conclusione, possiamo dire che gli scrittori abruzzesi hanno dato un altissimo contributo alla letteratura. Non solo italiana, ma europea e mondiale. Infatti, in questa terra minuscola, in cui il clima è soggetto a forti sbalzi tra fascia costiera ed entroterra collinare-montagnoso. Ebbene, qui sono nati alcuni dei migliori scrittori abruzzesi contemporanei.

Stiamo parlando di Gabriele D’Annunzio, Ignazio Silone, Mario Pomilio e molti altri. Essi portarono l’Abruzzo sulla grande ribalta internazionale, da quando venne fondato il cosiddetto Cenacolo Dannunziano, tra XIX e XX secolo. Luogo di riunione e scambio culturale frequentato dai più famosi personaggi dell’epoca.

E ricordiamo anche che la regione fu famosa fin dai tempi dell’antica Roma. Essendo il luogo natale di autori e poeti abruzzesi come Publio Ovidio Nasone e Asinio Pollione.

Va altresì detto che qui abbiamo una forte percentuale di scuole e centri culturali, in rapporto alla piccolissima superficie regionale. L’Abruzzo si riconferma, insomma, un piccolo ma potente faro di cultura. Il quale dà lustro a se stesso e a tutta la nazione.

Ora non mi resta che augurarti buona permanenza su Libri-Online.net!

Antonella
Antonella

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Da sempre sono appassionata della lettura, una vera divoratrice di carta stampata. Mi piace leggere quasi tutto.

Oggi oltre a leggere scrivo. Ho sempre ammirato gli scrittori, e quindi adesso mi piace essere una di loro.

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